Domenica 20 febbraio 2000 – Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 2-1


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20 febbraio 2000 - 2.883 - Campionato di Serie A 1999/00 - XXII giornata

MILAN: Abbiati, Chamot, Costacurta, Maldini, Gattuso (88' Helveg), Albertini, Ambrosini, Serginho, Boban (87' Giunti), Bierhoff, Shevchenko (90' José Mari). A disposizione: S.Rossi, Sala, Guglielminpietro, Leonardo. Allenatore: Zaccheroni.

LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, Couto, Pancaro (87’ Ravanelli), Conceição, Sensini (74’ S.Inzaghi), Veron, Nedved, Boksic (53’ Mancini), Salas. A disposizione: Ballotta, Gottardi, Lombardo, Marcolin. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Rosetti (Torino) - Guardalinee Sigg. Ivaldi e Zuccolini - Quarto uomo Sig. Puglisi.

Marcatori: 38' Boban (rig), 45' Boban (rig), 84' S.Inzaghi.

Note: serata fredda, terreno in discrete condizioni. Espulso al 93' Ambrosini per doppia ammonizione. Ammoniti Bierhoff, Costacurta, Chamot, Sensini per gioco falloso. Angoli 13-3 per la Lazio. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 68.943 di cui 47.066 abbonati per un incasso di £. 2.200.608.562.


L'azione del primo rigore assegnato ai rossoneri
Il primo calcio di rigore trasformato da Boban
L'azione del secondo rigore assegnato al Milan
Boban trasforma anche il secondo penalty
Simone Inzaghi scocca il tiro...
... che soprende Abbiati insaccandosi a fil di palo
L'esultanza del bomber piacentino
Fabrizio Ravanelli si dispera
Juan Sebastian Veron in azione

La Lazio scende al Meazza nella difficile gara contro il Milan cercando di vender cara la pelle. La gara è vibrante e assai veloce con continui scambi di colpi in attacco, anche se il più delle volte sono pericoli sterili per i due portieri. Al 38' è la squadra rossonera a portarsi in vantaggio grazie ad un rigore fischiato da Rosetti per un fallo di mano di Negro. L'azione che porta al penalty è però viziata da una clamorosa svista del guardalinee che concede un fallo laterale ai rossoneri invece che ai laziali. Boban è infallibile dal dischetto e porta il Milan in vantaggio. La gara s'infiamma e, prima della fine del tempo, l'arbitro fischia un altro rigore a favore dei rossoneri, stavolta per un atterramento di Marchegiani ai danni di Ambrosini. Ancora una volta Boban non sbaglia. La ripresa vede Eriksson sostituire uno spento Boksic con Roberto Mancini. La Lazio prende così in mano la gara ma gli attacchi sono sconclusionati. Solo all'84' i biancazzurri riescono a passare grazie a Simone Inzaghi abile a sfruttare una palla e ad insaccare. Il finale è un forcing della Lazio ma è il Milan a creare due azioni pericolose con Shevchenko e Bierhoff a cui si oppone un grande Marchegiani. La Lazio esce sconfitta e addirittura scavalcata in classifica proprio dai rossoneri. Guida dunque la Juventus a 47 punti, Milan a 44, Lazio e Roma a 42. I sogni di Scudetto sembrano compromessi.


La Gazzetta dello Sport titola: "Un Milan implacabile. Due rigori di Boban e arriva il secondo posto: sorpassata la Lazio. Vittoria giusta ma rocambolesca, grazie allaiuto' della difesa della Lazio che con ingenuità concede due rigori. Ma la reazione degli ospiti è tutta nel gran tiro di Inzaghi che sorprende Abbiati. Invece è il Milan, in stato di grazia, a farsi pericoloso, fermato da un palo, da un salvataggio di Nesta e da due splendide parate di Marchegiani".

Continua la "rosea": Riesce al Milan l'operazione sorpasso; l'aggancio la Juve l'aveva già sventato nel pomeriggio, andando a vincere a Venezia. Sono rimasti tre punti di distacco dalla capolista, ma la Lazio è alle spalle e, al secondo posto in classifica, la squadra di Zaccheroni sembra più lanciata che mai. Vittoria giusta anche se rocambolesca, in gran parte favorita dalle ingenuità della difesa laziale che concede ben due calci di rigore all'avversario, quei due rigori, trasformati immancabilmente da Boban, che alla fine determinano il risultato. Il primo scaturisce da un gesto sconsiderato di Negro che anticipa di pugno in piena area un'entrata di testa di Bierhoff e il secondo è causato da Marchegiani lasciato letteralmente solo in balìa di due avversari; sul primo, Shevchenko, il portiere compie quasi un miracolo, sul secondo (Ambrosini) arrivato a percussione, non può evitare il fallo. Il tutto con i compagni colpevolmente fermi a invocare un fuorigioco della punta ucraina che invece non c'era. Segnata da questo doppio vantaggio su rigore del Milan, la gara è andata avanti con un inseguimento frenetico quanto scomposto della Lazio che non è riuscita mai a liberare un uomo davanti ad Abbiati, superato solo da un diagonale vagante di Simone Inzaghi scagliato da circa trenta metri, mentre sull'altro versante il Milan, potendo operare di rimessa, ha più volte sfiorato il gol del 3-0. C'è voluto un palo, un salvataggio di Nesta davanti alla linea e due prodigiosi interventi di Marchegiani per tenere sino al termine in corsa la Lazio. Partita non bellissima ma avvincente per il carico di emozioni che ha saputo, comunque, regalare. Il Milan, alla sua quarta vittoria e decimo risultato utile consecutivi, ha confermato il suo stato di grazia, mentre la Lazio è mancata di incisività in attacco con Salas che non ha trovato grande collaborazione, nonostante Eriksson abbia messo in campo tutte le punte a disposizione. Se poi la difesa va in cortocircuito, allora è dura cavarsela a San Siro.

Non esce ridimensionata da questa sconfitta la Lazio, ma certo non dà più quell'impressione di squadra inossidabile che dava qualche mese fa. Qualche minuto di ritardo per dar modo ai soliti incivili di esaurire arance, razzi e bombe-carta. E il Milan parte subito in attacco: Shevchenko di testa appoggia indietro a Bierhoff che prende la mira dal limite ma alza troppo il tiro. In pressing i rossoneri con Gattuso che toglie palla a Boksic e serve Shevchenko sulla destra: Couto lo stende quando sta per essere aggirato. Qui ci stava il cartellino giallo, non solo la punizione. Risponde al 4' la Lazio con un calcio d'angolo tirato con la solita pericolosità da Veron che riesce a ottenerne subito un altro, ma la difesa rossonera spazza via. E, al 7', una combinazione volante Gattuso-Boban porta ancora la minaccia davanti a Marchegiani: è Nesta in scivolata a salvare una situazione intricata. Sempre pericolosi i padroni di casa con Shevchenko che, di testa, mette un pallone per Bierhoff; bravissimo Sensini a respingere. Perde una buona occasione Salas appena nella metà campo avversaria, si porta a spasso Costacurta sino al limite dell'area rossonera e poi, invece di chiedere la collaborazione di un Boksic abbastanza libero, tira in porta senza impensierire Abbiati. All'11' Shevchenko, sul limite del fuorigioco, si impappina e così finisce per favorire il recupero di Marchegiani. La partita è entrata subito sul vivo anche se si mantiene su un piano di pura correttezza. Stride, a questo punto, l'ammonizione di Ambrosini che dà l'idea di voler evitare sino all'ultimo momento l'impatto con Nedved. La Lazio tiene Sensini arretrato a copertura della difesa: si occupa lui di Boban, quando questi attacca al centro, altrimenti si prende cura di Ambrosini. Boksic parte quasi sempre dalla fascia sinistra dove il croato trova spesso Gattuso che dà una mano a Chamot. Albertini segue abbastanza Veron, ma deve tener d'occhio anche Nedved che stringe spesso al centro. La partita, dopo un avvio spumeggiante, ora attraversa una fase di stanca, anche perché nessuna delle due squadre sta riuscendo a prevalere a centrocampo. Il Milan non arriva facilmente ad attivare le punte, tanto è vero che si vede Boban arretrare sempre più, mentre la Lazio cerca di arrivare con lunghi lanci a Conceiçao, il quale cerca subito il cross per Salas e Boksic.

Per il momento, i portieri non corrono pericoli. Al 37' la svolta della gara: improvvisa, quasi inconcepibile come il gesto di Negro che regala al Milan un insperato calcio di rigore. Albertini crossa in area, Bierhoff si alza per colpire di testa, non è neppure in una zona nella quale può impensierire Marchegiani, ma è anticipato da Negro che alle spalle colpisce il pallone con le mani. Rosetti non può che indicare il dischetto e Boban, al 38', porta in vantaggio il Milan spiazzando Marchegiani. È il primo tiro nello specchio della porta avversaria da parte dei rossoneri, uno dei pochissimi dell'intera gara. La Lazio ha una reazione d'orgoglio più che di reale efficacia: Conceiçao salta Maldini a destra e centra con pericolosità, salva Chamot. È, invece, il Milan in classico contropiede ad andare al raddoppio ancora su rigore. Bierhoff di testa lancia Shevchenko solissimo verso Marchegiani che è bravo a fermare la punta in uscita spericolata, ma il pallone rotola indietro, arriva come un fulmine Ambrosini e su questi Marchegiani è costretto a fare fallo. Boban replica con precisione dal dischetto e, al 47', il Milan va a riposo sul 2-0. Nessun cambio nell'intervallo. La Lazio, ovviamente, si porta con maggior decisione in avanti, ma al 4' Boksic "dorme" su un allungo prezioso di Negro che lo libera in ottima posizione al tiro: arriva Chamot e libera. Si creano mischie sempre più frequenti in area rossonera sotto la spinta dei laziali ma, per ora, Abbiati è stato impegnato soltanto in un'uscita di pugno. All'8' Eriksson decide di togliere dal campo proprio il croato e gioca la carta Mancini. Ma mentre infuria la Lazio, che spinge in avanti anche Negro, arriva al 14' una grossa opportunità per il Milan: Albertini ruba palla a Sensini vicino all'area biancoceleste e libera sulla destra Shevchenko, diagonale perentorio che supera Marchegiani e colpisce la base del palo più lontano, sul rimbalzo arriva Boban e tira quasi a colpo sicuro, ma Nesta alla disperata riesce a deviare in angolo evitando il 3-0 che appariva scontato. Continua ad attaccare la Lazio e il Milan si chiude a riccio sapendo di poter scatenare prima o poi il contropiede. Rossoneri in difficoltà in difesa, perché comincia a zoppicare Chamot e, contemporaneamente, si fa male Maldini: Zaccheroni fa scaldare Sala e attende sviluppi; nel frattempo, la Lazio si trasferisce tutta nei pressi dell'area avversaria ma più che qualche calcio d'angolo non riesce a ottenere, anche perché Gattuso opera quasi da difensore e anche Ambrosini, sulla destra, si preoccupa di tenere stretti i collegamenti con Maldini. Al 29' è Eriksson a operare un'altra sostituzione: esce Sensini ed entra Simone Inzaghi. Continua a collezionare calci d'angolo la Lazio e qui si avverte l'assenza di Mihajlovic. Abbiati se la cava bene sulle parabole di Veron.

Al 38' Boban serve Bierhoff che tira da fuori: Marchegiani non trattiene, concedendo un calcio d'angolo. Dal quale, in pratica, nasce l'azione del gol laziale: Mancini lancia sulla sinistra Inzaghi, il quale si accentra un po' e poi, da circa trenta metri, fa partire un rasoterra che non appare imprendibile e che, invece, sorprende Abbiati nell'angolo alla sua destra. Si riapre così al 39' una partita che sembrava segnata. Al 42' Zaccheroni fa uscire Boban e manda in campo Giunti. Replica Eriksson con Ravanelli al posto di Pancaro. Ed è il Milan a sfiorare per due volte consecutive il terzo gol. Ci vuole un super Marchegiani a sventare i colpi di testa a ripetizione di Shevchenko e Bierhoff con due eccezionali deviazioni. Quattro minuti di recupero e Ambrosini si fa ammonire per la seconda volta (fallo su Salas) e viene espulso. Manca solo Marchegiani all'assalto finale dei laziali alla porta rossonera, ma non c'è nulla da fare. Il Milan riesce a "salvare" la vittoria.