Domenica 20 febbraio 2011 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 1-0


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20 febbraio 2011 - 3.411 - Campionato di Serie A 2010/11 - XXVI giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Berni, Lichtsteiner, Biava (72' Stendardo), Dias, Radu, Ledesma, Matuzalem, Gonzalez (64' Brocchi), Hernanes (85' Zarate), Sculli, Kozak. A disposizione: Berardi, Scaloni, Bresciano, Floccari. Allenatore: Reja.

BARI: Gillet, A.Masiello, Glik, Rossi, Parisi (72' Ghezzal), Almiron, Gazzi, Donati, Bentivoglio (46' Castillo), Alvarez, Okaka (72' Rudolf). A disposizione: Padelli, Raggi, Codrea, Romero. Allenatore: Mutti.

Arbitro: Sig. Pierpaoli (Firenze) - Assistenti Sigg. Nicoletti e Longo - Quarto uomo Sig. Gallione.

Marcatori: 6' Hernanes.

Note: giornata nuvolosa, terreno ottimo. Ammoniti: Rossi, Almiron, Ghezzal e Matuzalem. Angoli: 5-1. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 23.000 circa.


La rete vincente di Hernanes
L'abbraccio del centrocampista brasiliano a Giuseppe Sculli
L'abbraccio dei compagni al "Profeta"
L'infortunio pre-partita di Fernando Muslera
André Dias indossa al contrario la maglia di gioco di Mark Bresciano
Hernanes in azione
Francelino Matuzalem
Alvaro Gonzalez
Giuseppe Sculli
Tommaso Berni in un momento dell'incontro
Cristian Brocchi
Libor Kozak: ancora una volta titolare
Soddisfazioni da Genova per i tifosi biancocelesti
Il biglietto della gara

La Gazzetta dello Sport titola: "E' Hernanes show all'Olimpico. La Lazio è in fuga Champions. Un gol del brasiliano al 6' decide il match dell'Olimpico contro il Bari. I pugliesi ci provano, ma solo nel secondo tempo".

Continua la "rosea": Hernanes indica la strada verso la Champions, la Lazio segue il suo profeta. Con una prestazione da leader, il brasiliano trascina alla vittoria la sua squadra, contro un Bari che, almeno nel primo tempo, sembra essere andato a Roma in gita scolastica. Troppo debole la resistenza dei ragazzi di Mutti, ma quelli di Reja svolgono al meglio il compitino assegnato: una vittoria fondamentale per continuare a sognare l'Europa, quella più ricca. Reja dà fiducia a Kozak e al 4-2-3-1, che "regala" un'altra panchina a Zarate e Floccari: centrocampo di qualità con due pivot come Matuzalem e Ledesma; nel riscaldamento Muslera s'infortuna ad una caviglia ed è costretto a dare forfait: al suo posto Berni, alla prima gara in campionato in stagione, e in panchina va il "portierino" della Primavera Berardi, richiamato in tutta fretta (arriverà solo al 5' del primo tempo) e reduce dal derby shock di categoria (7 a 1 contro i "cugini"). Mutti stravolge il Bari: dentro Donati a centrocampo, con Bentivoglio e Alvarez dietro ad Okaka, anche lui in clima "derby".

In realtà la contesa dura solo 6', il tempo necessario a Sculli per pescare in area Hernanes, che al volo impatta l'assist e batte in controtempo Gillet. Un Bari già timido, si scioglie e i biancocelesti diventano padroni del campo, con il brasiliano mattatore: 7 conclusioni in 42' per il fantasista biancoceleste, con Gillet costretto agli straordinari. Dei biancorossi in avanti nessuna traccia: qualche velleitario taglio di Alvarez e Okaka, ma troppo poco per una squadra che dovrebbe compiere un'impresa per salvarsi. A giudicare dai primi 45', l'undici di Mutti, sembra proprio aver già ammainato la bandiera bianca. Il tecnico dei pugliesi, allora, cerca almeno di dare una scossa: Bentivoglio resta negli spogliatoi, al suo posto Castillo nel tentativo di dare maggiore peso offensivo ad un Bari che non riesce proprio a tenere su palla. La mossa, se non altro, crea un po' di apprensione alla difesa biancazzurra, che comincia a ballare, con Donati che prova ad approfittarne al 13': il suo piattone a botta sicura, però, si infrange sul parastinco di Berni, autore di una gara di grande personalità.

Reja si spaventa e chiama il mastino Brocchi a far da guardia ad un centrocampo un po' in disarmo (esce Gonzalez). Sostituzione più che mai utile, visto che di lì a pochi minuti Mutti rompe gli indugi: fuori Okaka e addirittura Parisi, per Rudolf e Ghezzal. In verità la Lazio, che ha avuto l'unica pecca di non chiudere la gara, finirà per controllare la partita, anche se con un po' di affanno, e l'Olimpico, comunque, non si è annoiato, seguendo (e festeggiando) gli aggiornamenti provenienti da Marassi.


Il Messaggero titola: "Hernanes show, la Lazio batte il Bari".

L'articolo così prosegue: La Lazio batte di misura il Bari e si conferma quarta forza del campionato al termine di una partita certo non bella, che dà ragione agli assenti, come spesso accade molti, visto che l'Olimpico era pieno solo per un terzo. A decidere il match è stata una prodezza, dopo appena sei minuti, dell'uomo migliore della squadra di Reja, quell'Hernanes assolutamente decisivo per le sorti dei suoi, e che il tecnico ha fatto uscire all'85', sostituito dall'ormai ex idolo Zarate, per fargli avere una meritata standing-ovation che però è stata meno calorosa del previsto per questo autentico campione.

Di sicuro la Lazio ha vinto con merito, ma anche soffrendo troppo nel finale contro un Bari fin troppo rassegnato all'inevitabile retrocessione. Quella che sarebbe stata la svolta della partita è arrivata al 6', quando Hernanes si è inserito perfettamente, con il destro, su cross di Sculli: ne è venuto fuori un tiro imparabile per Gillet oltre che un gol simile ad altri che il brasiliano aveva segnato in patria con la maglia del San Paolo. La ripresa è stata meno divertente, a parte un paio di slalom non sfruttati dai compagni, ancora da parte di Hernanes. Il Bari si è mangiato la sua unica occasione al 13' quando Donati ha sprecato da posizione favorevole tirando su Berni. Per il resto c'è stato solo tanto fumo da parte dei baresi nonostante l'atteggiamento diventato improvvisamente difensivista della Lazio.


Sempre dal quotidiano romano, alcune dichiarazioni post-gara:

"Fuga per la Champions? Sarebbe bello, ma mancano ancora troppe partite". Frena gli entusiasmi Edy Reja, dopo il successo della Lazio sul Bari, che conferma i biancocelesti al quarto posto, con quattro punti di vantaggio sull'Udinese. "Ci godiamo questo momento positivo - ha detto il tecnico ai microfoni di Sky -. Ora la squadra ha ripreso la marcia giusta dopo una fase di difficoltà". Poi loda il brasiliano Hernanes, autore della rete decisiva: "Per noi è fondamentale, è importantissimo recuperarlo al 100%, al di la del gol di oggi. Non solo è un grande centrocampista, ma anche un realizzatore".

"È senza dubbio una vittoria importante per l'obiettivo che abbiamo". Parola di Hernanes. Il gol del Profeta (il 7/o in campionato) contro il Bari regala alla Lazio tre punti preziosi nella rincorsa alla Champions League, soprattutto visto che la formazione biancoceleste, quarta, ha guadagnato punti su Juventus, Roma e Palermo, sconfitte rispettivamente da Lecce, Genoa e Bologna; ma anche sull'Udinese, fermata sullo 0-0 dal Brescia. "Per noi questa è stata una gara di fondamentale importanza - ha aggiunto il brasiliano - questo è un campionato difficile e il Bari ci ha fatto soffrire molto. Ci prendiamo questi tre punti pesantissimi e io sono molto soddisfatto per la mia miglior partita con la maglia della Lazio". A rendere ancora più soddisfacente la giornata biancoceleste, la contemporanea sconfitta della Roma contro il Genoa, festeggiata sugli spalti dai tifosi della Lazio. "Mi capitava la stessa cosa quando giocavo a San Paolo - ha concluso - i tifosi esultavano sempre per le sconfitte di Corinthians e Palmeiras".

"Non so chi ha messo in discussione il nostro allenatore, certe voci servono solo per destabilizzare l'ambiente. Se Reja non ha ancora rinnovato è semplicemente per un discorso scaramantico, dal momento che non ha mai firmato durante la stagione". Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha voluto ribadire, al termine della partita contro il Bari, che il rinnovo del contratto di Reja non è assolutamente in discussione. Intanto il patron biancoceleste si gode il quarto posto sempre più solido, e ora la Lazio non può più nascondersi. "Non ci diamo obiettivi a priori - ha aggiunto -, giochiamo partita dopo partita nel convincimento di poter competere con tutti, ma senza dimenticare le difficoltà che ci sono sempre e che nel calcio contano molto i fattori imponderabili che a volte determinano i risultati delle partite".


La Repubblica titola: "Hernanes avvicina la Lazio all'Europa. Un gol del brasiliano in avvio di gara basta per superare il Bari (1-0) all'Olimpico: le inseguitrici non fanno punti e i capitolini volano a +4 sul quinto posto e addirittura a +8 sul settimo. Da incorniciare la prestazione del "Profeta", solo Gillet gli ha negato la gioia della doppietta".

L'articolo prosegue: Il "Profeta" in missione europea. Una prestazione straordinaria di Hernanes lancia la Lazio a +4 sull'Udinese, mettendola in una posizione invidiabile per lo sprint finale che può valere un posto in Champions League. Sulla settima piazza le lunghezze di vantaggio diventano addirittura otto: la squadra di Reja sfrutta i passi falsi di Palermo, Juventus e Roma, nonché il pari dei friulani. L'1-0 sul Bari, striminzito nella sostanza ma non nella forma, condanna altresì i pugliesi ad una retrocessione ormai negata soltanto dall'aritmetica. Colpa anche di alcune scelte discutibili di Mutti: il tecnico che ha sostituito Ventura decide di stravolgere le abitudini tecniche dei suoi, puntando su un 4-3-2-1 con Alvarez e Bentivoglio a ridosso di Okaka. Chi ne fa le spese, oltre al centrocampista ex Chievo, palesemente a disagio, è la retroguardia biancorossa, esposta alle continue folate biancocelesti. In casa Lazio da registrare nel prepartita l'infortunio di Muslera: distorsione alla caviglia per l'uruguagio, in campo va Berni con il giovane Berardi chiamato in fretta e furia all'Olimpico per sedersi in panchina.

Sei giri d'orologio dopo il via il Bari deve già capitolare. Sculli mette in mezzo da sinistra, senza palla in area si fionda Hernanes che non ci pensa due e volte e calcia al volo col destro: conclusione sporca, quasi di stinco, a trafiggere Gillet, sorpreso dalla traiettoria. E' l'inizio di un testa a testa fra i due che durerà per l'intero match: all'8' il tiro del brasiliano viene bloccato dal belga. Un paio di tentativi da lontano non troppo minacciosi fanno da preludio all'azione del 28': dribbling in area e conclusione a colpo sicuro, reattivo l'estremo dei pugliesi. L'assalto capitolino si fa intenso in chiusura di tempo, con tre occasioni in altrettanti minuti. Il capitano biancorosso risponde a Hernanes su punizione mettendo in corner, sugli sviluppi dello stesso tocca a Kozak girare a rete col destro trovando l'opposizione di Rossi. Infine il ceco fornisce di testa al Profeta una sponda al millimetro. L'ex San Paolo non ci pensa più di tanto e spara dal limite col mancino, attentissimo Gillet.

Nella ripresa Mutti corregge il tiro: Castillo per Bentivoglio e ritorno al 4-4-2. Cambia poco, almeno in avvio: Sculli al quinto spara in Nord un'invenzione del solito Hernanes, proprio il brasiliano al 12' chiede, forse a ragione, un penalty per atterramento subito dal neo entrato barese. Sul ribaltamento di fronte arriva l'occasione più grande dell'incontro per gli ospiti. Doppio rimpallo, la sfera arriva a Donati su assist involontario di André Dias: destro a colpo sicuro, Berni respinge. Gillet riesce a trovare il modo per ritoccare ulteriormente verso l'alto il suo voto al minuto 28: Lichtsteiner va via sulla fascia e centra per Sculli, il piattone dell'ex genoano dagli 8 metri viene ricacciato lontano da uno straordinario riflesso del belga, decisivo anche al 44' quando dice no al mancino di Zarate. I tre minuti di recupero servono soltanto a tenere sul chi vive i tifosi laziali, che applaudono la sostituzione di Hernanes ed esultano per le notizie provenienti da Marassi: al fischio finale l'Europa è più vicina.


Dalla Gazzetta del Mezzogiorno:

Se per il Bari la salvezza è un'utopia più che un sogno, per la Lazio il 4^ posto è sempre più vicino. Con un "Profeta" in queste condizioni di forma, la squadra di Reja può addirittura pensare anche a qualcosa in più dei preliminari di Champions League. Oltre a segnare il gol partita (finisce 1-0 all'Olimpico), Hernanes mette in mostra tutte le sue qualità giocando una partita praticamente perfetta e regalando ai biancocelesti una vittoria pesantissima, oltre che meritata contro un Bari nullo nel primo tempo, orgoglioso ma sterile e senza idee nella ripresa. Non era iniziato bene il pomeriggio laziale con l'infortunio di Muslera nel riscaldamento pre-partita. Tra i pali va Berni, in panchina il baby Berardi. Regolarmente in campo Lichtsteiner, torna Radu, per il resto è la stessa Lazio che ha vinto a Brescia con Matuzalem e Ledesma a centrocampo, Gonzalez, Hernanes e Sculli alle spalle del confermatissimo Kozak. Ancora panchina per Zarate e Floccari.

Prova a cambiare qualcosa nel suo Bari Bortolo Mutti. Pugliesi in campo con il 4-3-2-1, Gazzi, Almiron e Donati in mezzo, Alvarez e Bentivoglio alle spalle di Okaka. In panchina Ghezzal e Rudolf. Punti importanti in palio, la Lazio vuole difendere il 4^ posto, il Bari cercare l'impresa per continuare a sperare in una salvezza sempre più lontana. L'avvio per gli ospiti è da incubo. Appena sei minuti ed Hernanes sblocca il risultato con un bel destro al volo e in corsa su servizio di Sculli. È un brutto colpo per il Bari, match subito in salita, diventa difficilissimo per i biancorossi che, tra l'altro, devono fare i conti con una Lazio in giornata e un "Profeta" in stato di grazia. Il brasiliano crea, ma soprattutto conclude. Destro o sinistro non è un problema, l'ex San Paolo trova sempre la porta e nel primo tempo calcia ben sette volte (gol compreso), trovando in sei occasioni la respinta di Gillet, strepitoso in almeno due interventi. Bari in bambola, Almiron non riesce a dettare i ritmi. Ledesma e Matuzalem sovrastano Gazzi e Donati, entrambi incapaci di trovare le misure per fermare Hernanes. In avanti Okaka (un derby per l'ex Roma) non vede mai la palla, Alvarez e Bentivoglio non riescono a sostenerlo e nelle uniche due occasioni in cui il Bari riesce a mettere palla in area, Berni è puntualissimo nelle uscite. Il primo tempo è praticamente una sfida tra Hernanes e Gillet, uno conclude da tutte le parti, l'altro vola a destra e sinistra.

Anche Kozak prova e va vicino al 2-0, ma la deviazione di Almiron sul destro a botta sicura del ceco salva la porta barese. Si va negli spogliatoi sull'1-0, la partita rimane aperta, nonostante la netta superiorità della Lazio. Nella ripresa dentro Castillo al posto di Bentivoglio. L'ex viola va ad affiancare Okaka, Alvarez fa l'esterno destro, Donati si allarga a sinistra. È un Bari sicuramente più propositivo, anche se la Lazio è sempre pericolosa con il solito Hernanes e con Kozak. Al 13' Donati ha la palla dell'1-1 ma la calcia di destro su Berni. La partita resta aperta, Mutti decide di osare e passa al 4-2-4 inserendo Ghezzal e Rudolf (fuori Parisi e Okaka). Bari sbilanciato, al 28' Gillet è miracoloso su Sculli. La Lazio non riesce a chiudere, l'Olimpico fa festa per la clamorosa rimonta del Genoa contro i cugini (dallo 0-3 al 4-3), mentre la squadra di Mutti proprio non riesce a rendersi pericolosa. Prima del triplice fischio l'ennesimo tiro di Hernanes che su punizione sfiora la doppietta, poi il tentativo di Zarate (bravo Gillet) entrato nel finale al posto del "Profeta". Finisce 1-0, la Lazio vola a 48 punti e rinsalda il 4^ posto guadagnando due punti sull'Udinese, tre su Juve, Palermo e Roma. Il Bari? Virtualmente in B.


Nota

La Gazzetta dello Sport del 21 febbraio 2011 racconta la convocazione di Alessandro Berardi causa l'infortunio pre-partita di Muslera:

"Pensavo fosse uno scherzo, è servita la polizia ma alla fine ho portato fortuna". La storia nasce così. Sono le 14.35: Muslera si infortuna appoggiando male la caviglia destra nel riscaldamento. Berni si scalda. Ma chi va in panchina? Manzini, team manager della Lazio, chiama Bizzarri, che ha il telefono spento. "Ai non convocati chiedo di essere reperibili, ma così non è stato", dichiarerà poi Reja. A quel punto Manzini chiama Riccardo Ronca, dirigente della Primavera, che a sua volta telefona a Berardi. E lui si che risponde: "Erano le 14.45. Mi fa: Reja ha bisogno di te, corri allo stadio. Io gli dico che non avevo proprio voglia di scherzare", racconta. Già: 24 ore prima Berardi aveva subito 7 gol nel derby Primavera a Trigoria, e l'umore non era dei migliori. "Ero vicino alla stazione San Pietro, in un ristorante con Carola, la mia fidanzata - spiega Berardi, originario di Fregene -. Sì, solo io e lei. Ma l'ho dovuta mollare. Sono salito in auto, però c'era un incidente in via Gregorio Magno VII. Penso: Che sfortuna. Chiamo per avvertire, ma subito dopo arriva una volante che mi fa strada e mi scorta fino all'Olimpico. Nel sottopassaggio sento un boato: era il gol di Hernanes. Arrivo in panchina e i compagni mi prendono in giro: Ma dov'eri?". In 20' è passato dalla pizza alla panchina. La scorsa estate aveva fatto il ritiro di Auronzo di Cadore, oggi tornerà in Primavera per l'esordio del Viareggio.