Domenica 24 settembre 1995 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 2-2


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24 settembre 1995 - 2663 - Campionato di Serie A 1995/96 - IV giornata

LAZIO: Marchegiani, Gottardi (74' Bergodi), Romano, Di Matteo, Negro, Chamot, Rambaudi (83' Piovanelli), Fuser, Casiraghi, Winter, Signori. A disp.: Orsi, Marcolin, Di Vaio. All. Zeman.

UDINESE: Battistini, Bertotto (58' Kozminski), Calori, Bia, Sergio, Ametrano, Desideri (46' Helveg), Rossitto, Stroppa, Poggi (72' Marino), Bierhoff. A disp.: Gregori, Ripa. All. Zaccheroni.

Arbitro: Bolognino (Milano) - Guardalinee Picchio e Bilò.

Marcatori: 13' Signori (rig), 41' Fuser, 72' Helveg, 88' Bierhoff.

Note: espulso Casiraghi. Ammoniti Battistini, Calori, Winter, Gottardi, Rambaudi e Di Matteo. Esordio in serie A per Alessandro Romano classe 1969.

Spettatori:


Se nella partita precedente con il Bari la Lazio era riuscita a pareggiare il doppio svantaggio, nella giornata odierna la cosa si ripete ma a parti invertite. E’ infatti l’Udinese di Zaccheroni a rimontare il 2-0 subito nel primo tempo sciorinando man mano un gioco veloce e piacevole. La Lazio è stranamente nervosa, stanca e svogliata; la difesa appare traballante ed il centrocampo impreciso, con il solo Di Matteo che cerca di servire al meglio gli attaccanti biancocelesti.

Proprio questi ultimi risultano mancare oggi e, tenuto conto dell’assenza di Boksic che sembra dare un altro spessore e forza alla formazione di Zeman, nessuno del "tridente" ha oggi entusiasmato. Rambaudi spende molto ma in avanti non rende come dovrebbe, Casiraghi è falloso e nervoso (verrà anche espulso), Signori sembra giocare con il minimo impegno. Eppure per i biancocelesti le cose sembrano aggiustarsi subito al meglio perché al 13’ usufruiscono di un calcio di rigore per fallo del portiere udinese su Signori che l’attaccante non fallisce.

La Lazio, pur nel vantaggio, non si esprime al meglio e gioca a tratti. Al 34’ Desideri potrebbe raddrizzare le sorti della partita per i bianconeri ma Marchegiani riesce a deviare in angolo il pericolo. Otto minuti dopo Fuser è però abile a sfruttare un errore della difesa friulana riuscendo a realizzare la rete del due a zero, risultato che porta tutti agli spogliatoi al termine della prima frazione di gioco.

La ripresa vede al 9’ Bierhoff fermato da Marchegiani addirittura quasi a metà campo, al 25’ un tiro di Casiraghi parato da Battistini. Ma la Lazio continua non produrre molto, anzi crolla nell’ultima mezzora dove, a dimostrazione di ciò, subisce le reti udinesi, prima da Helveg con un pallonetto dopo una respinta corta della retroguardia laziale, poi da Bierhoff (oggi a tratti incontenibile) su passaggio di Ametrano. Da segnalare che i friulani restano in dieci uomini per un infortunio occorso a Calori e qualche fuori gioco dubbio è loro fischiato dalla terna arbitrale.

Marchegiani a fine partita: "Abbiamo giocato male e se vogliamo puntare ad ambiziosi traguardi, ad esempio lo scudetto, giocando così credo proprio che non ci siamo. Abbiamo concesso troppo e soprattutto abbiamo sbagliato molto". Zeman: Se rimontiamo a Bari siamo dei fenomeni, se ci facciamo raggiungere in casa dall'Udinese si vede tutto nero. Non abbiamo giocato come possiamo, questa è la verità e inoltre va considerato anche il merito dell'avversario. Forse sul 2 0 la convinzione di aver già vinto ha provocato un calo di tensione che ci è costato caro." L'allenatore dei friulani si esprime così: "Nell'intervallo - ha detto Zaccheroni - ho insistito sulla necessità di continuare a giocare come nel primo tempo quando meritavamo qualcosa di più. Credo che il pareggio sia giusto. Questa è una squadra - prosegue - che deve mettere al primo posto il collettivo", rivolgendosi sicuramente a Desideri che ha cercato più di una volta la soluzione personale all'azione corale.