Domenica 26 aprile 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 0-1


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26 aprile 2009 - 3.327 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXXIII giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner (64' Del Nero), Siviglia, Rozehnal, Kolarov (80' Radu), Brocchi, Meghni (46' De Silvestri), Ledesma, Foggia, Rocchi, Zarate. A disposizione: Carrizo, Tuia, Perpetuini, Kozak. Allenatore: D.Rossi.

ATALANTA: Consigli, Garics, Talamonti, T.Manfredini, Bellini, Defendi, Guarente, Cigarini (72' De Ascentis), Padoin, C.Doni (44' Valdes), Floccari (91' Plasmati). A disposizione: Colombi, Peluso, Capelli, Parravicini. Allenatore: Delneri.

Arbitro: Sig. Romeo (Verona) - Assistenti Sigg. Cariolato e Pugiotto - Quarto Uomo Sig. Velotto.

Marcatori: 24' Talamonti.

Note: giornata nuvolosa con qualche goccia di pioggia durante la gara. Terreno in buone condizioni. Ammoniti Meghni, Zarate, Garics e Valdes. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 40.000 circa.


La rete dell'ex José Talamonti
Un'azione di Cristian Brocchi
Pasquale Foggia in azione
Consigli blocca Mauro Zarate
La disperazione del bomber argentino
Tommaso Rocchi in azione
Simone Del Nero contrastato
Pasquale Foggia
Tommaso Rocchi
Pasquale Foggia si dispera
Mauro Zarate

La Lazio più bella si è fermata mercoledì scorso a Torino. Svanita, scomparsa per lasciare il posto alla sorella bruttina. All'Olimpico passa l'Atalanta grazie al gol dell'ex Talamonti, in una partita senza scossoni. Fiaccata dalle troppe energie spese in Coppa Italia da una parte, e dallo scarso entusiasmo dall'altra. Ma almeno i nerazzurri approfittano e monetizzano uno dei pochi tiri verso la porta di Muslera. La Lazio invece si rigira svogliata, viene buttata giù dal letto dal vantaggio avversario ma poi si trascina stancamente senza riuscire a colpire con determinazione. Non sfruttata la possibilità di guadagnare punti un classifica sulle rivali più vicine per la Coppa Uefa, Palermo e Cagliari per prime. Evidente la condizione sottotono dei biancocelesti, che si sono strizzati mercoledì con la Juventus ma hanno affrontato l'Atalanta svuotati. Senze energie e senza idee, affidati alle iniziative di Zarate ed alle incursioni in avanti di Foggia, comunque velenoso.

Nonostante la manovra fumosa è comunque la Lazio a condurre il gioco: tanto affanno e poca sostanza, però. Nei tentativi poco convinti dell'undici di Rossi si inserisce all'improvviso la squadra bergamasca, con una stilettata che ferisce la Lazio senza preavviso, senza neanche darle il tempo di capire. Cross dalla destra verso l'area biancoceleste, stacca di testa Talamonti e batte Muslera: primo gol in campionato per l'ex laziale, nel 2004 uno dei nove acquisti in un giorno dei primissimi passi di Lotito come presidente. Muslera è chiamato a deviare in angolo una conclusione di Doni (32') ma pochi minuti dopo c'è la vera prima occasione d'oro per i padroni di casa. Solita magia di Zarate che però stavolta non riesce: l'attaccante dalla sinistra inventa un tiro a girare che sfiora il secondo palo. Tutta qui la reazione della Lazio.

Delio Rossi comincia con le sostituzioni, ma la squadra resta brutta e poco incisiva. L'ultima chance di cambiare le cose arriva dall'ingresso di Radu che, nel finale, mette paura con un sinistro a Consigli, costretto a deviare con i piedi. Ripensare all'impresa di Torino può essere l'unica consolazione in questo epilogo di settimana chiuso fra i fischi dei tifosi.

Fonte: Il Messaggero


La Gazzetta dello Sport titola: "Atalanta partita perfetta. La Lazio giù di testa. I nerazzurri segnano con l'ex Talamonti, che però non esulta. Biancocelesti vittime di un calo di tensione. Zarate non punge".

Continua la "rosea": Classifica tranquilla, stagione che non ha più nulla da dire, allenatore e società che hanno già annunciato la separazione consensuale. Classica situazione da rompete le righe, insomma. E invece l'Atalanta tira fuori una prestazione tatticamente e agonisticamente perfetta. E sbanca meritatamente l'Olimpico laziale, impresa che non le riusciva da dodici anni. Tre punti che alla squadra di Delneri serviranno davvero a poco (la zona Uefa resta lontanissima), ma che sono il giusto tributo ad una formazione il cui bel campionato merita di essere sottolineato. Ad avere le gambe molli e la testa altrove è invece la Lazio. Che, viceversa, di motivazioni ne dovrebbe avere. Perché dopo l'impresa di Coppa Italia con la Juve, questa sarebbe la giornata adatta per riaprire il discorso Uefa anche in campionato. E invece no. La squadra di Rossi ancora una volta incappa in una giornata da dimenticare quando meno te lo aspetti. Confermandosi complesso capace di grandi imprese e di black out improvvisi. Che la formazione nerazzurra sia sul pezzo molto più di quella di casa lo si capisce sin dai primi minuti. Il 4-4-1-1 di Delneri copre meglio il campo del 4-4-2 di Rossi. E davanti Floccari mette da solo in apprensione l'intera retroguardia laziale.

Logico, e meritato, il vantaggio che arriva a metà del primo tempo, con un colpo di testa dell'ex Talamonti (che non esulta) su cross di Cigarini. Trovato l'1-0, l'Atalanta diventa ancora più ossessiva nello spegnere col pressing e i continui raddoppi di marcatura le iniziative laziali. Cederà solo un po' nel finale, quando la linea mediana, vera artefice del successo nerazzurro, comincerà a mostrare qualche segno di stanchezza. La Lazio si morde le mani per l'ennesima occasione sfumata di una stagione di continui alti e bassi. Ancora una volta la banda di Rossi è vittima di un calo di tensione dopo un esaltante filotto di vittorie (derby, Genoa e Juve in Coppa Italia). Ma la squadra di Rossi paga anche le assenze (Pandev e Matuzalem soprattutto) ed una cronica incapacità a far gioco contro squadre che le chiudono gli spazi. Zarate stavolta non si accende (un solo guizzo, a fine primo tempo: non segna, ma strappa applausi) e Rocchi conferma di essere in un periodo no (nel finale spreca male l'unica vera palla-gol costruita dalla Lazio).


La Repubblica titola: "La brutta copia della Lazio punita dall'ex Talamonti. Una rete dell'argentino Talamonti decide la partita dell'Olimpico. Padroni di casa lenti e svogliati, una brutta copia della formazione vittoriosa vista di recente".

L'articolo prosegue: La Lazio tira il fiato. Dopo un filotto esaltante di successi, come il derby capitolino vinto 4-2, la vittoria a Genova contro il Genoa e l'accesso alla finale di Coppa Italia ottenuta ai danni della Juventus, per i biancocelesti arriva un brusco stop in campionato. 1-0 per l'Atalanta il risultato dell'Olimpico, una gara che premia meritatamente gli ospiti, ordinati e giudiziosi; al contrario degli uomini di Delio Rossi, apparsi svogliati, scarichi e davvero troppo lenti per impensierire i nerazzurri. Già dai primi minuti si vede sul campo una Lazio macchinosa, senza idea, dai ritmi lentissimi. Di contro c'è l'Atalanta che non vince sì da 40 giorni, ma che in quanto a gioco non ha nulla da invidiare a nessuno, soprattutto se viene lasciata manovrare. I nerazzurri, dopo una veloce fase di studio, prendono in mano il pallino del gioco e si rendono pericolosi con Floccari al 5': gran tiro e palla alta di poco. Senza pressing, la squadra di Delneri ha gioco facile e sugli sviluppi di un corner, ottiene il vantaggio.

Cigarini raccoglie palla a destra, crossa in area dove svetta di testa Talamonti che insacca. Per rispetto verso la sua ex squadra, l'argentino non esulta. Per la Lazio prova a fare qualcosa Zarate, sempre temibile con la palla sui piedi. Bella la sua conclusione a giro al 38', ma la sfera va sul fondo. Il primo tempo si chiude con Doni infortunato che lascia il posto a Valdes. Ad inizio ripresa, Delio Rossi manda in campo De Silvestri al posto del "fantasma" di Meghni. Una mossa per potenziare la fascia destra, dove Padoin pensa più a difendere. Il ragazzo di Monteverde si mostra decisamente più in palla dei compagni, ma il tema del match non cambia. E, quando con dei lanci in profondità, la Lazio trova Rocchi in attacco, questi è quasi sempre in netto fuorigioco. La difesa atalantina gioca a memoria, altissima. E i difensori formano un "muro" invalicabile, bravi ad anticipare gli avanti biancocelesti. Aldilà delle azioni di Zarate del primo tempo, l'argentino scompare nella ripresa.

Le palle buone le ha invece il compagno di reparto Rocchi. La prima è al 5', lanciato in area da Brocchi, ma da posizione defilata, conclude sul fondo. Poi occasione d'oro allo scadere: stavolta non scatta il fuorigioco bergamasco e Rocchi può calciare in porta da posizione ravvicinata. Ma il tiro è inguardabile: altissimo sopra la traversa. Finisce così, con tre punti che all'Atalanta servono più per il morale dopo la vicenda Delneri. Mentre la mente della Lazio è chiaramente ormai tutta rivolta alla finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. L'ultima chance per l'approdo in Europa.