Domenica 27 aprile 1980 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Napoli 1-1


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27 aprile 1980 - 2039 - Campionato di Serie A 1979/80 - XXVIII giornata

LAZIO: Budoni, Piccinini, Citterio, Perrone, Pighin, Zucchini, Garlaschelli, Labonia (55' A.Lopez), D'Amico, Ferretti, Viola. A disp.: Avagliano, Todesco. All. Lovati.

NAPOLI: Castellini, Bruscolotti, Volpecina, Bellugi, Ferrario, Tesser (75' Badiani), Celestini, Improta, Speggiorin (I), Musella, Filippi. A disp.: Fiore, Damiani. All. Sormani.

Arbitro: Bianciardi (Siena).

Marcatori: 13' Garlaschelli, 39' Improta (rig).

Note: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Ammonito Filippi. Esordio in serie A per Roberto Piccinini classe 1961. Esame antidoping per Pighin, Labonia e Lopez della Lazio; Bruscolotti, Tesser e Celestini del Napoli. Calci d'angolo 9 a 4 per la Lazio.

Spettatori: 25 mila dei quali 11.784 paganti per un incasso di £ 52.011.000 (quota abbonati £ 72.168.970)

La rete di Garlaschelli
Renzo Garlaschelli, autore della rete biancoceleste
La cronaca della gara
Pighin in difesa

La Lazio cercava all'Olimpico il punto della tranquillità e l'ha ottenuto piuttosto agevolmente contro un Napoli che mirava allo stesso traguardo. Ma fra le due squadre è stata la formazione di Lovati a giocare un calcio più dignitoso anche se limitatamente al primo tempo. Sfruttando infatti l'ottima vena di D'Amico, Garlaschelli, Viola, Perrone, ma soprattutto del giovane Ferretti che ha costituito una delle note più liete per i biancoazzurri, la Lazio riusciva a sovrastare nettamente il Napoli impostato anch'esso sulla linea verde. I partenopei, incalzati dalla foga agonistica degli avversari, hanno stentato a trovare una valida intesa e una più corretta disposizione in campo. In questa prima parte di gara, nessun giocatore napoletano riusciva a sollevarsi dal grigiore pressoché generale. I laziali fiutavano la possibilità di poter coronare con successo, i loro tentativi, insistevano, sorretti da un'ammirevole volontà e venivano giustamente premiati al 13' con la rete di Garlaschelli, frutto di una «invenzione» da autentico fuoriclasse di D'Amico.

Il Napoli si limitava a qualche timida risposta affidata allo spento Speggiorin e alla buona volontà del giovani Volpecina, Celestini e Musella. Ma la manovra della compagine partenopea quasi mai ha dato l'impressione di poter provocare seri pericoli alla porta difesa da Budoni. Ben più consistenti, invece, apparivano gli affondi portati dai biancoazzurri che sfioravano altre marcature con Zucchini, Garlaschelli e Viola. Ma mentre la gara stava procedendo senza troppe emozioni sui logici binari del vantaggio laziale, giungeva inaspettato il gol napoletano in cui giocavano un ruolo determinante l'emozione e l'inesperienza" dell'esordiente terzino Piccinini. Su un cross di Badiani, il difensore romano alzava d'istinto il braccio colpendo nettamente la palla in piena area. Rigore indiscutibile realizzato da Improta. Nella ripresa la Lazio, decisa a non ripetere il «peccato di presunzione» che gli costò la sconfitta interna con il Bologna, si limitava a controllare la partita e il...punto. Ne approfittava il Napoli per salvare almeno la faccia con una velleità che però era più appariscente che concreta.

Tuttavia i partenopei, con un Filippi più dinamico, con i giovani cresciuti di tono, creavano qualche affanno ai laziali che tra l'altro non potevano più contare sulla lucidità di D'Amico e Ferretti. A margine del confronto sul campo, c'è da dire che il minacciato sciopero dei tifosi laziali, in segno di protesta contro la conduzione della società, ha avuto un successo abbastanza vistoso. Sugli spalti si. sono notati pochissimi striscioni. I contestatori sono entrati negli ultimi cinque minuti in curva sud, riservando una calda accoglienza alla squadra ma gridando in coro «Lenzini vattene».

Fonte: La Stampa