Domenica 27 maggio 2001 - Bari, stadio San Nicola - Inter-Lazio 1-1


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27 maggio 2001 - 2952 - Campionato di Serie A 2000/01 - XXXII giornata

INTER: Ballotta, Cirillo, Blanc, Ferrari, Zanetti, Di Biagio (53' Cauet), Jugovic, Dalmat, Serena, Ferrante (63' Recoba), Vieri (22' Hakan Sukur). A disposizione: Varaldi, Simic, Macellari, Seedorf. Allenatore: Tardelli.

LAZIO: Peruzzi, Negro, Nesta, Mihajlovic, Pancaro, Poborsky (79' Stankovic), Veron, D.Baggio, Simeone, C.Lopez (58' Salas), Crespo. A disposizione: Marchegiani, Pesaresi, Colonnese, Ravanelli. Allenatore: Zoff.

Arbitro: Sig. Collina (Viareggio).

Marcatori: 42' Crespo, 90' Dalmat.

Note: ammoniti Di Biagio, Salas, Cauet e Pancaro. Recuperi: 2' p.t., 2' s.t. Gara disputata sul campo neutro di Bari.

Spettatori: 13.000 circa.


Hernan Crespo realizza il vantaggio biancoceleste
Il pareggio di Dalmat

L'Inter sorride, la Lazio si dispera. I nerazzurri all'ultimo secondo trovano il gol del pareggio che cancella l'incubo della terza sconfitta consecutiva e che li rimette in corsa per un posto in Coppa Uefa: è sempre meglio di niente. I laziali retrocedono al terzo posto, scavalcati in classifica dalla Juve e sempre a cinque punti dalla Roma, dopo essersi ritrovati nell'intervallo ad appena due punti dai giallorossi. La Lazio questa volta può soltanto prendersela con sé stessa e mettersi le mani nei capelli per il modo in cui ha sciupato, nella prima parte della gara, la bellezza di otto palle-gol nitide. Doveva chiudere la partita all'intervallo e non lo ha fatto. Errore gravissimo, perché un'occasione così chissà se e quando capiterà ancora. Se la testata di Simeone, ribattuta dall'incrocio dei pali al 9', ha trovato una risposta nella traversa di Jugovic (36'), la colpa vera degli uomini di Zoff è stata quello di non concretizzare le limpidissime occasioni avute: i biancocelesti si sono limitati al gol, venuto al 42' quando Crespo ha depositato in rete l'assist di Veron su angolo. Crespo e Claudio Lopez avevano sbagliato anche quello che non si può sbagliare: troppa presunzione, troppo autocompiacimento della propria forza, troppa supponenza.

L'Inter ha sofferto moltissimo nel primo tempo, ha rischiato il tracollo ed è stata salvata da uno splendido Ballotta, che a 37 anni ha dimostrato non soltanto di poter essere ancora utile alla causa, ma come ci si deve allenare, preparare, andare in campo. Ha salvato tutto quanto era possibile salvare, in un primo tempo in cui la Lazio si è affidata soprattutto a Veron, bravissimo a scappare dalla marcatura, a trovare libertà e a far girare la squadra. L'Inter, che pure non era partita male, sembrava impotente, anche perché dopo settanta secondi Mihajlovic interveniva in modo durissimo su Vieri (nella ripresa una gomitata in faccia a Ferrante avrebbe potuto costargli l'espulsione): per l'attaccante, distorsione alla caviglia sinistra e anche se il cambio avveniva al 22', la partita di Vieri finiva subito. L'imperdonabile errore della Lazio è stato quello di smettere di giocare dopo dieci minuti della ripresa: Poborsky aveva avuto due palle per chiudere il match, ma qui i laziali si sono fermati, forse convinti che l'Inter, già vulnerabile e per di più senza Vieri, non le avrebbe mai fatto male. E la notizia del gol di Montella toglieva alla squadra di Zoff forza e voglia di colpire. I nerazzurri, mai belli e spesso disperati, hanno avuto il merito di credere sempre nel pareggio. Mentre di occasioni la Lazio non ne creava più, l'Inter, sospinta da Blanc, migliore in fase di attacco di quanto non lo sia stato in quella difensiva, aveva una prima palla buona per l'1-1 con Recoba, al 40', su scivolata di Nesta. Ma la conclusione dalla sinistra era sciagurata e sopra la traversa. La Lazio era ormai convinta di avere in tasca tre punti pesanti, visto il risultato dell'Olimpico, ma Pancaro commetteva un brutto fallo su Hakan Sukur al 46'30".

Tutti si aspettavano il sinistro di Recoba diretto verso Peruzzi, invece l'uruguagio toccava al centro per Dalmat, solo e bravo ad scaricare un destro straordinario, che finiva alle spalle di Peruzzi. Una gran rete pari soltanto all'enorme delusione dei laziali, che qui a Bari probabilmente hanno detto addio allo scudetto. Che Peruzzi abbia subito un gol dopo non essere mai stato impegnato seriamente è un'aggravante per la Lazio, mentre l'Inter ha dimostrato, nella situazione più difficile, di avere ancora un cuore e un'anima. E l'Europa non è più un traguardo impossibile.

Fonte: Corriere della Sera