Domenica 28 agosto 1955 - Livorno, Stadio Ardenza - Livorno-Lazio 2-2


Stagione

Amichevole successiva

28 agosto 1955 - Amichevole - Coppa del Presidente della Repubblica

Livorno: 1° tempo: Dreossi, Simonti, Cassin, Pasolini, Fommei, Clementoni, Puccinelli, Taccola (III), Balleri, Bernardis, Masoni

2° tempo: Gaspari, Eufemi, Cassin (85' Clementoni), Pasolini, Fommei, Clementoni (85’ Bimbi), Puccinelli, Taccola (III), Cappelli, Balleri, Masoni (55’ Bronzoni). All. Magnozzi.

Lazio: Lovati (46’ Bandini), Molino, Di Veroli, Sassi (II) (46' Carradori), Giovannini, Villa, Muccinelli, Selmosson, Bettini, Fuin, Vivolo (46’ Olivieri) - All. Ferrero-Copernico.

Arbitro: sig. Raggi di Carrara.

Marcatori: 14’ Masoni (rig.), 28’ Muccinelli, 36’ Villa (aut), 71’ Selmosson.

Note: spettatori 10.000 circa, affluenza di pubblico frenata dalla contemporanea concorrenza in TV dei «Mondiali» di ciclismo. Trattandosi di un'amichevole ufficiale la Federazione non aveva consentito alla Lazio di schierare lo squalificato Martegani; invece Sentimenti V° e Burini erano indisponibili. In tribuna c’erano molte personalità tra cui il presidente viola Befani e l’allenatore Bernardini. In palio era stata posta la «Coppa del Presidente della Repubblica» che, a causa del risultato di parità, non veniva assegnata ed i dirigenti amaranto hanno proposto di metterla in palio in un incontro da disputarsi a Roma a breve termine.

Ezio De Cesari su Il Corriere dello Sport scrive: Stentano i biancoazzurri a ritrovare il ritmo giusto di fronte ad un avversario estremamente puntiglioso e deciso. Un Livorno di fuoco, inaspettatamente interessato al punteggio: un impegno forse troppo severo per una Lazio ancora lontana dalla migliore condizione appena abbozzata, certo neanche l’ombra della squadra che potrà e dovrà essere. È già un titolo di merito per Selmosson e per i suoi compagni aver salvato almeno il risultato che, ad un certo momento del primo tempo, sembrava irrimediabilmente compromesso, il Livorno più fresco e deciso era riuscito ad imporre il suo ritmo. Ma alla distanza la miglior qualità ha prevalso con esauriente chiarezza ed al gol di Selmosson, in sospetto fuori gioco, ma stupendo sia per concezione che per realizzazione, altri non se ne sono aggiunti, nel finale tutto biancoazzurro, solo per miracolo e perché la Lazio non ha mai forzato.

Mentre Nerio Giorgietti su La Gazzetta dello Sport scrive: Pareggio (2-2) sul campo del Livorno. La Lazio ha gli uomini (adesso bisogna darle il gioco). Vista oggi all’Ardenza una Lazio di ben scarse possibilità, pasticciona, impreparata e anche nervosa; insomma una Lazio che deve lavorare molto e seriamente per raggiungere gli obiettivi che si prefigge: cioè entrare nel novero delle partecipanti alla corsa al titolo. Ma non c’è nulla di straordinario che i biancoazzurri alle loro prime prove accusino simili sbandamenti, una squadra non s’improvvisa e non le si può dare un gioco, una fisionomia in quindici giorni, è un bel dire che la sua prima linea si avvalga di Selmosson e Bettini, Muccinelli e Vivolo, questi elementi per arrivare ad un rendimento apprezzabile prima devono intendersi e trovare un minimo raccordo d’intesa. Non solo sarà indispensabile che cerchi di organizzare che ricordi il vecchio tema con il quale il sunnominato «Raggio di luna» ed il suo degno partner Bettini seppero farsi valere ad Udine, Selmosson e Bettini sono chiaramente due uomini di punta, risolutori eccezionali, ma terribilmente impreparati allo svolgimento di un gioco serrato, complicato e troppo elaborato.



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