Domenica 4 giugno 1950 - La Coruna, Estadio Municipal de Riazor - Atletico Madrid-Lazio 1-3


Stagione

4 giugno 1950 - Trofeo Teresa Herrera


ATLETICO MADRID: Domingo, Farias, Riera (Babot), Lesmes II, Hernández, Cuenca, Juncosa, Ben Barek (Escudero), César, Carlsson, Miguel. Allenatore: Helenio Herrera.

LAZIO: De Fazio, Antonazzi, Sandroni, Piacentini, Alzani, Sentimenti (III), Puccinelli, Magrini, Arce, Flamini, Nyers (II). A disposizione: Fioravanti. Allenatore: Ramella.

Arbitro: sig. Borques Leal (Portogallo).

Marcatori: 17' Juncosa, 25' Alzani, 40' Sentimenti (III), 86' Magrini.

Note: espulsi Flamini e Lemes II per reciproche scorrettezze e Arce per fallo su Hernandez. La Lazio è la prima squadra non spagnola ad aggiudicarsi il prestigioso Trofeo Teresa Herrera. Presenti i Commissari Tecnici della Spagna e del Portogallo e i dirigenti delle squadre che parteciperanno alla Coppa Latina. Giornata caldissima, terreno secco.

Spettatori: 35.000 circa.

Il Trofeo vinto dalla Lazio
Il Messaggero del 5 giugno 1950 così racconta la gara
L'articolo del Corriere dello Sport del 5 giugno 1950 inerente la partita
La seconda parte dell'articolo di cui sopra

La Lazio parte da Roma il 30 maggio 1950. Guida il gruppo il consigliere Ricci mentre l'allenatore Mario Sperone, a Rio de Janeiro con la sua Nazionale, viene sostituito da Luciano Ramella, con Alfredo Notti allenatore in seconda. Fa parte della comitiva anche il massaggiatore Carlo Fiezzi. Al gruppo si dovevano unire sia Tre Re che Venturi della Roma ma la società giallorossa ebbe un ripensamento per il primo e trovò il rifiuto del secondo che non volle affrontare il viaggio in aereo. Più tardi giunsero il dirigente laziale prof. Morera e il vicepresidente Olindo Bitetti.


Il Messaggero titola: "Affermazione della Lazio sull'Atletic di Madrid per 3-1".

Prosegue il quotidiano romano: Molto burrascoso è stato l'odierno incontro amichevole tra la Lazio e l'Atletic di Madrid. I calciatori si sono riscaldati, sono avvenuti incidenti in campo e l'arbitro ha espulso Flamini e Lesmes II al 25' della ripresa, dopo un pugilato quasi collettivo. Qualche minuto dopo, una volta ristabilita a fatica la calma anche Arce, della Lazio, è stato inviato negli spogliatoi e la Lazio così ha dovuto chiudere l'incontro in 9 uomini ma con la vittoria per 3 a 1.


Il Corriere dello Sport titola: "La LAZIO ha battuto i campioni di Spagna: 3-1. C'è voluta una grande partita per portare via la Coppa Herrera".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Siamo venuti in Spagna ignorando cosa fosse questa Coppa Teresa Herrera, cosa rappresentava per la intera regione della Galizia, per il calcio spagnolo. Questo trofeo, intestato ad una grande benefattrice della città di La Coruna, serve da richiamo per i festeggiamenti a scopo di beneficienza iniziati ieri con manifestazioni di vario genere. Da 4 anni di disputa questa Coppa, ed è sempre contesa tra la squadra campione di Spagna ed una forte squadra straniera. Nessuno era mai riuscito a portarla via dalla Spagna: le squadre campione iberiche avevano sempre strappato la vittoria e fatto restare il trofeo in casa. Si tratta di un oggetto di grande valore intrinseco ed artistico, che rimane per sempre in possesso della squadra che lo vince: la Lazio si è così portata via una coppa alta più di un metro, del peso di venticinque chili, dei quali ben diciotto di argento massiccio, a 925. Negli anni precedenti, la Coppa Herrera era stata disputata fra l'Atletico Bilbao ed il campione brasiliano Vasco de Gama; tra il Barcellona ed il campione portoghese Benfica; tra l'Atletico di Madrid e il Racing di Parigi. Le squadre straniere sono state sempre, come si è detto, più o meno sconfitte. I pronostici erano tutti favorevoli alla squadra madrilena, anche se per la Lazio era stata fatta qui una grande reclame.

La squadra romana aveva accettato questo confronto pensando di fare una specie di allenamento per la Coppa Latina, non immaginando affatto di doversi incontrare coi campioni di Spagna, prossimi avversari dei bianco azzurri nel prossimo torneo internazionale. Inoltre, l'Atletico di Madrid si era per l'occasione rinforzato con il terzino sinistro Lesmet II, con centravanti Cesar del Barcellona e della Nazionale e con l'ala destra Juncosa. L'incontro è stato combattuto alla maniera... delle corride, che come noto qui costituiscono lo sport nazionale: e l'arbitro ha dovuto sudare più dei giocatori nel tentativo di mettere calma e far procedere l'incontro sui binari della regolarità. Bisogna precisare però, che il sistema di arbitraggio spagnolo è alquanto differente da quello italiano, nel senso che viene esercitata maggiore tolleranza per le cariche violente ed il gioco pesante in generale. La squadra spagnola ha dimostrato di avere un impianto di gioco potente e, nello stesso tempo, abbastanza tecnico, grazie alla bravura dei componenti il quadrilatero. Ben Barek, anche se un po' lento, è un maestro del palleggio e sa servire sempre i compagni nel modo migliore. Quanto a Carlsson, si sa che lo svedese è della classe di Green e Nordhal, e qui dobbiamo fare un elogio ad Alzani che lo ha marcato e fermato, riuscendo brillantemente in un compito quanto mai difficile. Il migliore del quadrilatero spagnolo, però, ci è apparso Hernandez, forte e tecnico, i cui duelli con Flamini hanno mandato in visibilio il pubblico.

Nel primo quarto d'ora, la Lazio è stata stretta d'assedio e la sua difesa, anche se il meglio è in viaggio per Rio, è stata perfettamente all'altezza della situazione, con i terzini attentissimi, con un Sandroni da annoverarsi fra i migliori in campo, mentre i laterali e le mezze ali si sono sobbarcati ad un lavoro di tamponamento logorante. Diciotto minuti è durata la furia spagnola: De Fazio, in grande giornata, aveva effettuato numerose e difficili parate, ma al 19' il gol è venuto. Velocissima azione Herrera-Ben Barek, la "Perla Nera" ha smistato a Cesar spostato all'ala destra, il quale ha subito passato a Juncosa, che aveva assunto la posizione di centro-attacco. Tiro fortissimo e gol imparabile. La Lazio, punta sull'orgoglio, ha abbandonato la tattica difensiva e si è gettata decisamente alla ricerca del pareggio. Dopo sei minuti, l'impresa riusciva. L'azione partiva da Flamini che lanciava in profondità Nyers (II). Il veloce ungherese giungeva a fondo campo e passava ad Arce, il quale lottava con Riera, poi vedendo Alzani sopraggiungere in corsa, gli dava il pallone indietro con un misurato passaggio. Il tiro del mediano si insaccava in rete a fil di traversa. Dopo qualche minuto di sosta, il gioco si riaccendeva. Gli attacchi spagnoli trovavano sempre pronta la difesa romana e al 41' la Lazio passava addirittura in vantaggio. Sentimenti (III) e Flamini, con rapidi scambi, si avvicinavano alla porta avversaria. Palla ad Arce, passaggio corto a Magrini, che smistava sulla sinistra: Sentimenti (III) lasciava partire uno dei suoi tiri famosi. Nulla da fare per il portiere, la Lazio va al riposo con un meritato vantaggio.

Gli spagnoli sostituivano tre uomini, ed al posto dell'ormai sfiatato Ben Barek subentrava Babot del Bilbao. Tutta la ripresa aveva una caratteristica di combattimento estremo. Gli spagnoli non guardavano più ai mezzi pur di evitare la sconfitta. De Fazio operava una serie di parate difficili e pericolose, Magrini si sacrificava in un continuo lavoro di tamponamento e rilancio, correndo dappertutto. Al 22' la partita degenerava. De Fazio stava abbrancando una palla su calcio d'angolo, quando veniva colpito dal terzino Lesmet II, anch'egli accorso all'attacco. Flamini perdeva la pazienza, reclamava verso l'arbitro e redarguiva l'avversario. Lo spagnolo rispondeva con una zuccata in pieno viso, che Flamini contraccambiava con un pugno. In un attimo, tre o quattro giocatori spagnoli si facevano intorno minacciosi al capitano della Lazio, quando nella mischia piombava Arce distribuendo colpi a destra e a sinistra, né più né meno di un agente della Celere. L'arbitro sedava il tafferuglio espellendo Flamini e Lesmet II. La partita riprendeva, ma i giocatori avevano i nervi a fior di pelle, e le mischie non si contavano più. Ancora duro lavoro per la difesa della Lazio, tanto più che l'arbitro lasciava correre più di qualche intervento pericoloso. Quando gli azzurri tentavano l'azione di contropiede, dovevano fare attenzione. Infatti, poco dopo Arce veniva atterrato da Riera e il paraguayano rispondeva... alla maniera sudamericana.

Terza espulsione della giornata. In nove uomini contro dieci, la Lazio aveva la forza di finire in bellezza. Puccinelli riceveva un lungo passaggio di Sentimenti (III), si portava a fondo campo temporeggiando ed evitando guai alle gambe con le sue finte. Magrini, che aveva seguito l'azione, venendo da lontano, riceveva il passaggio e con un tiro rabbioso metteva definitivamente al sicuro il brillante successo della squadra italiana. Finita la partita, il pubblico spagnolo, veramente sportivo e che ha ammirato la Lazio oltre che per la tecnica e l'eleganza del suo gioco, anche per la combattività e il mordente, specie nei momenti in cui qualsiasi altra squadra si sarebbe... arresa, ha inscenato una grande ovazione, agitando fazzoletti e cappelli, all'indirizzo degli atleti laziali vittoriosi. I migliori della Lazio non è facile sceglierli. Ma forse, un punto di merito in più ad Alzani, De Fazio, Sandroni. Domani la Lazio partirà per Oporto. Dopodomani, sarà a Lisbona per le fatiche della Coppa Latina, torneo al quale la squadra azzurra può guardare ora con maggiore fiducia.





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