Domenica 4 giugno 1961 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Lecco 0-1


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4 giugno 1961 - Campionato di Serie A 1960/61 - XXXIV giornata (ore 16:00)

LAZIO: Cei, Molino, Eufemi, Carosi, Janich, Prini, Mariani, Pozzan, Morrone, Franzini, Bizzarri. All. Flamini. D.T. Carver.

LECCO: Bruschini, Facca, Cardarelli, Gotti, Pasinato, Duzioni, Savioni, Galbiati, Clerici, Arienti, Gilardoni. All. Piccioli.

Arbitro: sig. Lo Bello di Siracusa.

Marcatori: 22' Savioni.

Note: giornata calda; grosse nuvole basse hanno minacciato pioggia e resa afosa l'aria. Calci d'angolo: 4-3 a favore della Lazio.

Spettatori: 15.000 circa con 5.800 paganti per un incasso di £.2.900.000 .


Ultima giornata di Campionato che mette in palio lo Scudetto tra Inter e Juventus, appaiate in testa a pari punti, e che deve definire quali squadre dovranno fare compagnia alla Lazio nella retrocessione. Tra queste vi è il Lecco che scende all'Olimpico con l'obbligo di conquistare i 2 punti. I tifosi della Lazio hanno chiesto alla squadra di chiudere con un successo la mortificante annata. Malgrado le promesse, i biancocelesti disputano una squallida partita venendo puniti dai modesti avversari. Il goal che decide la gara matura al 22'. Galbiati avanza verso l'area romana trovando l'assistenza di Arienti che lesto smista a Savioni lasciato in completa solitudine. L'ala controlla e batte Cei senza difficoltà. La reazione dei padroni di casa è misera. L'unica concreta possibilità è alla mezz'ora quando Bizzarri spara a rete: Facca respinge alla meno peggio anticipando Bruschini che ha abbandonato la sua porta. Franzini raccoglie il pallone e calcia a colpo sicuro ma Facca in spaccata riesce a spedire in calcio d'angolo. Al 34' vi è una punizione a favore della Lazio da posizione interessante ma Morrone non riesce a superare la barriera né al primo tentativo né nella ribattuta. Nel secondo tempo non succede assolutamente nulla di significativo, con gli ospiti che presidiano la loro area a difesa del loro vantaggio. Fischi e ululati accompagnano la squadra al triplice fischio di Lo Bello. Volano anche pietre e oggetti vari dagli spalti. Ne fanno le spese Carver che viene colpito al labbro che inizia copiosamente a sanguinare e il massaggiatore Fortunati centrato allo stomaco. Epilogo triste, seppur scontato, di una stagione orribile. I risultati che maturano al 90' assegnano lo Scudetto alla Juventus che impatta in casa con il Bari, mentre l'Inter cede al Cibali con il Catania. Il Napoli perdendo in casa col Padova retrocede, mentre Udinese, Lecco e Bari dovranno ricorrere allo spareggio per evitare la discesa nella serie cadetta.


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