Domenica 4 maggio 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 1-2


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4 maggio 2008 - 3.285 - Campionato di Serie A 2007/08 - XXXVI giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Zauri, Rozehnal, Cribari, Kolarov, Manfredini (84' Del Nero), Ledesma (77' Mudingayi), Mutarelli, Meghni (54' Vignaroli), Pandev, Tare. A disposizione: Berni, Bianchi, Mauri, De Silvestri. Allenatore: D.Rossi.

PALERMO: Agliardi, Cassani, Rinaudo, Barzagli, Balzaretti, Simplicio (61' Guana), Migliaccio, Jankovic (66' Di Matteo), Miccoli, Bresciano (53' Cavani), Amauri. A disposizione: Fontana, Tedesco, Cossentino, Romeo. Allenatore: Colantuono.

Arbitro: Sig. Marelli (Como) - Assistenti Sigg. Masotti e M.Bernardoni - Quarto uomo Sig. Velotto.

Marcatori: 25' Pandev (rig), 82' Amauri, 92' Amauri.

Note: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: 22' Mutarelli e 64' Balzaretti per comportamento scorretto. Angoli: 9-2. Falli commessi: 25-22. Tiri in porta 6-4. Tiri fuori 5-4. Fuorigioco 0-2. Un palo per la Lazio. Al 37' Muslera ha respinto un rigore calciato da Amauri. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: abbonati 14.939, spettatori paganti 5.847 per un incasso non comunicato.


Un'azione d'attacco rosanero
Un momento dell'incontro
Una delle reti di Amauri

La Lazio ritrova l'orgoglio ma non i punti. Discreta prova dei biancocelesti, dopo la batosta contro la Juve e la strigliata del presidente Lotito, che vengono però puniti da un micidiale Amauri, autore di una doppietta (nel primo tempo si era fatto neutralizzare un rigore da Muslera). La squadra di casa avrebbe meritato di più contro un Palermo brutto per buona parte del match e alla fine la contestazione del pubblico appare ingenerosa. Rossi, togliendo gli ultimi 10', ricava buone indicazioni in vista dell'importante sfida di Coppa Italia, la semifinale con l'Inter. La Lazio gioca meglio, ci crede e mette più grinta dell'avversario, il Palermo fa bene solo a sprazzi. Delio Rossi sceglie Tare come partner di Pandev in avanti; assenti gli squalificati Dabo e Siviglia mentre vengono risparmiati Ballotta, Rocchi, Radu e Behrami. Colantuono preferisce Bresciano a Cavani e Simplicio a Guana; rientrano dal turno di squalifica Rinaudo e Amauri, mentre è assente Zaccardo, oltre agli indisponibili Biava e Caserta. Prima emozione dopo neppure 2' con uno splendido assist smarcante di Tare per Manfredini, il suo destro supera Agliardi ma si stampa sul palo. Il Palermo risponde al 5' con una punizione dal limite di Miccoli, palla indietro per Simplicio e la conclusione del brasiliano finisce di poco a lato. Partita bella tra due squadre libere mentalmente che cercano con insistenza la via del gol. All'8' grande giocata di Amauri che si fa spazio in contropiede e d'esterno sull'uscita di Muslera manda di un soffio a lato.

Al 18' gran botta a girare di Mutarelli, Agliardi si salva in angolo. Al 25' calcio di rigore per la Lazio: Meghni vince un rimpallo e mette in mezzo, dove Migliaccio tocca nettamente con la mano; dal dischetto batte Pandev, che fa secco Agliardi. La reazione del Palermo non c'é e la Lazio insiste: al 30' incursione di Zauri in area, ma il suo destro viene deviato in angolo. Al 35' Tare, servito da Pandev, divora il 2-0 graziando Agliardi. Al 37' rigore per il Palermo: cross di Balzaretti respinto con il braccio da Mutarelli, anche questa volta Marelli indica senza esitazioni il dischetto: batte Amauri, ma Muslera difende bene la sua porta, parando il tiro centrale dell'attaccante brasiliano. Ancora Palermo al 39' con Bresciano che, servito da Jankovic dalla destra, sbaglia il sinistro mandando sull'esterno della rete. Per il primo tempo può bastare e si va al riposo con i biancocelesti in vantaggio. All'8' della ripresa il primo cambio con Cavani al posto di uno spento Bresciano; davvero pessima la stagione dell'australiano. Dall'altra parte Vignaroli rileva l'infortunato Meghni. Al 13' occasione per la Lazio con Tare lanciato in contropiede che si fa anticipare da Agliardi. Anche Simplicio si infortuna e al 16' lascia il posto a Guana.

Al 18' bella iniziativa di Cavani sulla sinistra cross al centro dell'area per Amauri che prova di tappo in anticipo sul portiere e manda fuori. Al 20' bella iniziativa di Pandev che sfonda in area e prova il sinistro, Agliardi si supera. Al 21' ultimo cambio rosanero con il giovane Di Matteo al posto di Jankovic. Al 26' gran destro di Ledesma da fuori, palla a fil di palo. Al 32' Mudingayi rileva Ledesma. Al 37' arriva inaspettato il pareggio del Palermo: cross di Balzaretti, Muslera sbaglia l'uscita e Amauri di testa insacca. Delio Rossi mette in campo Del Nero per Manfredini. Al 44' Cribari spreca il gol della vittoria mandando di testa alto da un metro su sponda in aerea di Tare. Vittoria che invece arriva, ma va al Palermo: al 47' punizione di Miccoli e colpo di testa vincente di Amauri con la difesa della Lazio ferma.


La Gazzetta dello Sport titola: "Amauri-Palermo: gol d'addio. I siciliani sognano l'Intertoto con le 2 reti del brasiliano vicino alla Juve. Lazio, resta la coppa Italia".

Continua la "rosea": Andrà via a fine stagione: la Juve l'aspetta. Ma, prima del congedo, Carvalho De Oliveira Amauri ci tiene a fare un altro regalo al suo Palermo. Quel regalo si chiama Intertoto. Traguardo difficile (serve l'ottavo posto e una finale di coppa Italia tra Inter e Roma), ma che grazie al 2-1 di ieri all'Olimpico è ancora alla portata dei siciliani. A tenere viva la speranza è proprio la doppietta con cui il brasiliano risolve la partita nei dieci minuti finali. La Lazio la stava portando a casa in maniera tutto sommato meritata. Con l'unico neo, poi rivelatosi decisivo, di non riuscire a chiuderla. Mancanza di cinismo, si lamenterà Delio Rossi. Cinismo sconosciuto a Cribari (incredibile la palla-gol sciupata sull'1-1). Cinismo che consente invece ad Amauri di ribaltare la gara nel finale. Cinismo che non viene scalfito neppure dall'errore dal dischetto del primo tempo (recidivo, perché già all'andata aveva sbagliato un rigore con la Lazio). Terza sconfitta consecutiva per Delio Rossi. Ma stavolta il tecnico ha di che consolarsi. E non solo perché da ieri la sua squadra è aritmeticamente salva.

A differenza delle deprimenti prove di Catania e Torino, infatti, contro il Palermo la Lazio ha dato confortanti segnali di risveglio. A tre giorni dalla sfida di coppa Italia con l'Inter che vale la stagione (qualificazione in Uefa in caso di finale con la Roma) è un'ottima notizia. Anche se i biancocelesti continuano a sprecare troppo sotto porta (Manfredini, Tare, Pandev e Cribari i colpevoli di giornata). A dire il vero anche il Palermo non è parso esente da una certa sufficienza nelle conclusioni (vero Bresciano?). Atteggiamento ricorrente quando sul campionato cominciano a scorrere i titoli di coda. Tranne per chi ha il gol nel sangue. Come Amauri. Sul dischetto si era fatto stregare da Muslera, dopo l'1-0 di Pandev, sempre su rigore (c'erano entrambi). Sembrava la grande rivincita del portiere uruguaiano. Sembrava. Perché l'uno-due finale di Amauri, oltre a regalare la vittoria al Palermo, ha anche spento i sogni del giovane numero uno laziale (grave l'uscita molle sul primo dei due gol del brasiliano).