Domenica 5 luglio 1914 - Casale Monferrato, campo sportivo viale Priocco - Casale-Lazio 7-1


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5 luglio 1914 - Campionato Nazionale - Finale - gara d'andata - inizio ore 17.45

CASALE: A. Gallina (I), Scrivano, Busancano, O. Rosa, Mattea, G. Parodi, Bertinotti, A. Varese, P. Ravetti, G. Gallina (II), Ferraris (I).

LAZIO: Serventi, Levi (II), Monetti, Maranghi, Faccani, Zucchi (II), Coraggio, Saraceni (I), Consiglio, Corelli, Perugini.

Arbitro: sig. Scamoni (Torino).

Marcatori: nel primo tempo 26' Varese; nel secondo tempo 5' Varese, 9' Ferraris (I), 17' Ravetti, 20' Ravetti, 28' Zucchi (II), Gallina (II), Mattea.

Note: campo buono.

Spettatori: pubblico numeroso e festante.


La locandina della gara
Da "La Stampa" del 6 luglio 1914
I giocatori biancazzurri
Il gol di Gallina
(Gent. concess. Sig. Giovanni Pantano)
La presentazione del match sulle pagine de "Il Monferrato"

La Lazio ha riscosso applausi a scena aperta durante il primo tempo, in cui l'impressione positiva destata dai campioni romani è stata netta. La Lazio ha mostrato una difesa strenua, serrata e decisa. La decisione nel tiro e nel rimando, i veloci spostamenti individuali e collettivi hanno tenuto lungamente in scacco la superiore qualità tattica e tecnica dei casalesi. Le energie profuse nella prima frazione di gioco non sono durate per tutto l'incontro e nella ripresa il Casale sale in cattedra e viola numerose volte la porta romana. I biancocelesti non presentano il capitano Fioranti, che non è potuto aggregarsi alla squadra perchè impegnato a Genova per motivi di lavoro e il centrosecondo Di Napoli. Per ovviare alle assenze la Lazio ha schierato il cassiere-accompagnatore Perugini che non giocava da diversi anni. La partita è stata preceduta da numerose cerimonie e scambi di omaggi tra le due squadre, il tutto in un clima festoso e cordiale. Le prime schermaglie sono tutte a favore dei biancocelesti che attuano un gioco velocissimo in attacco e sono sempre pronti a rientrare. Il Casale è travolto sul piano del gioco e dell'agonismo e si salva solo grazie alla classe delle sue individualità.

Sono infatti i vari Mattea, Gallina (I) e Varese che supportano il peso della difesa e dettano i tempi della manovra casalese e che pian piano ispirano i primi attacchi dei piemontesi. Serventi comincia ad essere impegnato ma appare pronto e reattivo. Al 26' Varese fugge sulla fascia destra e converge al centro. Sembra voler cedere la sfera ad un compagno e invece lascia partire un tiro violento che sorprende Serventi. I capitolini non demordono e insistono all'attacco, sia pure senza risultati pratici. Al fischio finale del primo tempo del sig. Scamoni, il pubblico prorompe in un convinto applauso alla squadra di Roma. L'inizio della ripresa mostra un cambiamento tattico notevole. Il centrocampo casalese sposta nettamente il baricentro della manovra verso la prima linea e i risultati sono immediati. Il Casale sottopone la difesa laziale a un vero e proprio assedio e il reparto cede di schianto. Al 5' Varese raddoppia con un tiro di punta da breve distanza. Al 9' Ferraris raccoglie un passaggio di Varese e batte Serventi. Il goal più bello della giornata è segnato da Ravetti al 17', che conclude una discesa in linea di tutto l'attacco. Al 20' segna ancora Ravetti con un bolide che sfonda le maglie della rete. Zucchi salva l'onore sfruttando un pallone proveniente da calcio d'angolo. Nel finale il Casale segna altre due reti. I migliori della Lazio sono stati Serventi, Faccani, Maranghi e Consiglio.


Da La Stampa del 6 luglio 1914:

Gioco del calcio. La vittoria del "Casale" contro il "Lazio" (7-1). Casale Monf. 5, notte

Con il favore della magnifica giornata, presenti l'on. Montù, presidente della Federazione Italia del Calcio, e le aautorità politiche, civile e militari della città, si è svolto oggi, sul terreno di Viale Priocco, il "match" di andata della finalissima competizione per il campionato d'Italia fra il Casale foot ball club" e la "Lazio" di Roma. Negli ambienti sportivi era vivissima l'aspettativa di vedere alla prova i migliori campioni del giuoco del calcio delle regioni centrali, meridionali ed insulari d'Italia, contro il più agguerrito e forte plotone che possa attualmente vantare lo sport calcistico nazionale. Diremo subito che la squadra laziale è sorretta da un coraggio altamente encomiabile. La squadra del Lazio manca, a dire il vero, di quella tecnica di giuoco, di passaggio e di sostituzioni che sono vanto e dote precipuo delle squadre del settentrione, e il suo giuoco è, si può dire, ancora bambino, privo di astuzia, di sottigliezza, e quindi troppo chiaro e troppo aperto all'occhio esperto dell'avversario. Ed ha anche il difetto di essere troppo individuale: gli "avanti" non formano un tutto organico, fuso, lavoranti di conserva, ma si abbandonano ad un giuoco pieno di impeto, ma privo di scienza, che viene facilmente fermato e rotto da uomini più che altro decisi. Ad ogni modo, gli azzurri hanno combattuto con animo e valore, e furono, specie il portiere Serventi, degni di ogni encomio, e calorosamente applauditi dall'imponente pubblico che gremiva le tribune e assediava ogni angolo del campo.

Alle 17.45 l'arbitro dottor Scamoni, della "Juventus" di Torino, diede il segnale dell'inizio del giuoco. Il primo tempo vide la netta superiorità del "Casale" che ebbe però infranti quasi tutti i suoi attacchi dalla vigile difesa e dall'abilità del portiere Al 26o minuto, su passaggio di Bertinotti, Varese scarta il terzino destro con un potentissimo tiro ed infila la rete degli azzurri. In questo tempo furono tirati contro il "Lazio" otto corner. Alla ripresa, il prevalere dei neri diventa schiacciante e la "Lazio" subisce tutto il dominio delle maglie a stella. In questo tempo vengono segnati dal "Casale" 6 goals, per merito di Varese, Ferrari, Ravetti, Gallina II, Mattea e Ravetti. Al 24o minuto Zucchi, della "Lazio", salva l'onore della giornata passando la rete di Gallina I, con un tiro in seguito a corner. I migliori giuocatori furono Mattea, Varese, Parosi del "Casale"; Maranghi, Zucchi, Serventi della "Lazio". Le squadre erano entrambe incomplete. La "Lazio" mancava di Bona e Fioranti, ed il "Casale" di Barbesino e Maggiani. Alla squadra romana venne offerto dal "Casale" un ricco gonfalone con lo stemma delle città dei due "clubs".

| ► Dal libro "Campioni d'Italia 1913-14 - Centenario dello scudetto" di Giancarlo Ramezzana: "La comitiva della Società Podistica Lazio, accompagnata dal suo presidente Avvocato Fortunato Ballerini arrivò a Casale Monferrato con il treno proveniente da Alessandria alle ore 23,26 del sabato. Dopo i saluti i giocatori furono subito accompagnati all'Albergo Tre Re Vecchi gestito dalla ditta Carlo Gaviorno sito in Piazza Urbano Rattazzi 1. Alle ore 11,00 di domenica ebbe luogo in Municipio in loro onore un ricevimento a cui seguì una visita al sontuoso Palazzo San Giorgio. Sul campo di gioco alle ore 17,30, prima che incominciasse la partita, la Direzione del Club Casale offrì alla S.P. Lazio un magnifico e ricco Gonfalone, opera squisita della ditta Merletti di Via Roma, specializzata nel lavorare simili gentili oggetti a cui fece seguito la celebre foto ricordo. Alla sera infine fu offerto alla comitiva romana e alle autorità convenute nell'Albergo Leon d'oro gestito dalla ditta Natale Gambotto in Via Roma un lauto banchetto durante il qual si ebbero brindisi e discorsi pronunciati dall'Ingegner Oreste Simonotti, Presidente dell'F.B.C. Casale, dall'Onorevole Carlo Montù, Presidente della F.I.G.C., dall'Avvocato Fortunato Ballerini, Presidente della S.P. Lazio, dall'Avvocato Catterino Giorcelli, pro Sindaco di Casale Monferrato e dall'Avvocato Luigi Manacorda, Presidente della Commissione Sportiva Nerostellata."








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