Il ritiro dal calcio giocato di Cristian Brocchi


Cristian Brocchi
Cristian Brocchi e la Coppa Italia 2008/09
Cristian Brocchi
Un'immagine del calciatore biancoceleste
Con la fascia da capitano
Esultante sotto la curva
Cristian Brocchi prima dell'incontro Lazio-Sampdoria del 12 maggio 2013 saluta il pubblico laziale
Il saluto di Cristian Brocchi sul Corriere dello Sport
La replica di Davide Lippi sul Corriere dello Sport

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La scheda di Cristian Brocchi


Il 10 maggio 2013 sul sito della Società biancoceleste viene annunciato il ritiro dal calcio giocato del centrocampista Cristian Brocchi. Di seguito riportiamo gli articoli, tratti da vari organi di stampa, sull'evento.


Dalla Gazzetta dello Sport:

Lazio, Brocchi si ritira: "Impossibile riprendere la normale attività". Addio al calcio da parte del centrocampista biancoceleste. Lo staff medico "comunica che tutti i tentativi terapeutici effettuati" non sono bastati. Al primo serio infortunio patito contro la Juve nel 2011, è seguito a febbraio col Genoa un altro k.o. che ha peggiorato definitivamente la situazione.

Cristian Brocchi si ritira. A 37 anni. Ci ha provato ma non ce l'ha fatta. Così, in un amaro, comunicato apparso sul sito ufficiale della Lazio, il mesto addio al calcio del centrocampista ex Fiorentina e Milan: "Lo staff medico, in accordo con l'atleta Cristian Brocchi, comunica che nonostante tutti i tentativi terapeutici effettuati, conservativi e chirurgici, si è verificata definitivamente l'impossibilità a riprendere la consueta e regolare attività professionale. Il trauma riportato in data 26 novembre 2011, durante la gara ufficiale di Campionato Lazio-Juventus, ha comportato la presenza di un dolore persistente al piede destro e la sensazione di instabilità dell'articolazione metatarso falangea del secondo e terzo raggio. L'atleta ha riportato nel trauma una lesione capsulo-legamentosa grave a carico del secondo e terzo raggio del piede destro senza lesioni ossee associate. Il trattamento conservativo eseguito ciclicamente nel corso delle ultime due stagioni agonistiche non ha portato a risultati significativi, se non periodicamente, dal punto di vista clinico e funzionale. Lo staff medico ha sottoposto nel tempo l'atleta a consulenze specialistiche da colleghi di fama mondiale, con indicazioni concordi a proseguire il trattamento con protocolli terapeutici conservativi. Nonostante ciò, l'atleta ha lamentato sempre, alla ricerca di un lavoro atletico massimale, la sensazione di cedimento articolare e di instabilità delle articolazioni coinvolte. Nella gara di Campionato del 3 febbraio 2013 Genoa-Lazio l'atleta ha riportato, inoltre, un'infrazione al livello della base del primo e del secondo metatarso ed una lussazione metatarso-falangea del terzo dito per cui, nella giornata del 5 febbraio è stato sottoposto a trattamento chirurgico di riduzione e stabilizzazione attraverso una sintesi percutanea. A distanza di quasi tre mesi, pur essendo migliorata nella vita di tutti i giorni la sintomatologia clinica ed il dolore avvertito da Cristian, a malincuore siamo in data odierna a comunicare questo esito che nel nostro cuore speravamo avvenisse il più lontano possibile". Il comunicato del club biancoceleste si chiude col commiato al centrocampista milanese protagonista di mille battaglie: "La Società ringrazia Cristian Brocchi per la professionalità dimostrata in questo lungo calvario augurandogli un'altrettanto gloriosa carriera lontano dai campi".

Motorino del centrocampo, Brocchi ha iniziato dalle giovanili del Milan ed ha esordito tra i professionisti nella Pro Sesto a metà anni '90. Il Lumezzane prima della scalata: Verona, Inter (solo una stagione), Milan. Di nuovo in rossonero Cristian vince di tutto, dallo scudetto alla Champions League ma più o meno sempre da riserva dell'insuperabile (all'epoca) Gattuso. Va allora alla Fiorentina ma ci resta un solo anno, quindi rientra alla casa madre per altri 2 anni fino all'approdo capitolino nell'estate 2008. Diventa presto un beniamino dei tifosi, vince Coppa Italia e Supercoppa Italiana, ma i troppi infortuni lo mandano k.o. Definitivamente. Tramite Twitter il suo vecchio club, il Milan, lo saluta con affetto: "Cristian Brocchi si ritira. Un grande abbraccio a Cri. Onore e merito ad un calciatore di grande professionalità e abnegazione". Sul suo sito internet invece Stefano Mauri saluta così l'ormai ex compagno di squadra: "Triste per il ritiro del mio amico Brocchi. Una carriera da campione e 5 stagioni insieme in biancoceleste. Ci mancherai guerriero. In bocca al lupo".


In un altro articolo della "rosea":

Il guerriero si è arreso. Troppo forte il dolore, troppo compromesso il quadro clinico. Così Cristian Brocchi ha detto basta. Lo ha fatto attraverso un comunicato della Lazio (lui parlerà nei prossimi giorni) che spiega l'impossibilità di guarire dal doppio trauma al piede destro. Era, in realtà, l'epilogo che si era intuito già subito dopo il secondo di questi due traumi. Quello verificatosi lo scorso 3 febbraio a Genova. Il duro intervento di Matuzalem complicò in maniera definitiva una situazione che era già compromessa da più di un anno, da quel maledetto 26 novembre 2011 in cui durante Lazio-Juve il centrocampista riportò una lesione capsulo-legamentosa al piede destro. Ha provato in tutti i modi, Brocchi, a tornare in campo. Magari anche solo per uno spezzone di gara, così giusto per poter chiudere col calcio a testa alta. E non portato via dal campo in barella, come accaduto a Genova il 3 febbraio. Ma l'epilogo, per quanto diverso da quello sperato, nulla toglie alla splendida carriera del guerriero. Una carriera fatta di tante battaglie e di tanti trofei vinti (8 col Milan, altri 2 con la Lazio). E proprio il Milan, con cui ha vissuto i momenti più significativi, tornerà ad essere la sua casa. Il club rossonero gli affiderà la guida degli Allievi regionali. Brocchi ne avrà di cose da insegnare ai ragazzini.


Da La Repubblica:

Il giocatore biancoceleste si era fatto male una prima volta un anno e mezzo fa contro la Juventus. Poi il lungo recupero e quest'inverno, durante la partita con il Genoa, il nuovo grave infortunio dopo un intervento di Matuzalem. A Roma dal 2008, lascia a 37 anni.

Carriera finita per Cristian Brocchi. Lo staff medico della società biancoceleste, in accordo con il giocatore, ha comunicato che "nonostante tutti i tentativi terapeutici effettuati, conservativi e chirurgici, si è verificata definitivamente l'impossibilità a riprendere la consueta e regolare attività professionale". Brocchi, 37 anni, era arrivato alla Lazio nel 2008: in maglia biancoceleste ha disputato 111 partite. L'ex giocatore di Milan, Inter e Fiorentina si era infortunato in maniera grave una prima volta il 26 novembre 2011 durante la partita con la Juventus: il trauma riportato in quell'occasione aveva "comportato - spiega la nota - la presenza di un dolore persistente al piede destro. Il trattamento conservativo eseguito ciclicamente nel corso delle ultime due stagioni agonistiche non ha portato a risultati significativi". Brocchi era poi tornato in campo in questa stagione ma nella gara di campionato dello scorso 3 febbraio a Genova contro i rossoblù, dopo un duro intervento dell'ex compagno di squadra Matuzalem, che aveva suscitato molte polemiche, aveva riportato "un'infrazione al livello della base del primo e del secondo metatarso ed una lussazione metatarso-falangea". A distanza di tre mesi - conclude la nota - "siamo in data odierna a comunicare questo esito che nel nostro cuore speravamo avvenisse il più lontano possibile".

In carriera (496 partite e 28 gol) ha vestito le maglie di Pro Sesto, Lumezzane, Verona, Inter, Milan (a due riprese), Fiorentina e Lazio, la sua ultima squadra e vanta anche una presenza con la maglia azzurra. Chiude avendo nella bacheca personale uno scudetto (Milan), due Champions League (Milan), due Supercoppa (Milan), un Mondiale per club (Milan), due Coppa Italia (Milan e Lazio), due Supercoppa Italiana (Milan e Lazio). In serie A ha giocato poco meno di 250 partite e realizzato 12 gol.


Da Il Tempo:

Brocchi lascia il calcio giocato, la notizia è ufficiale, il calvario è finito. Una scelta sofferta, pensata e maturata al termine di due anni terribili: a 37 anni il centrocampista milanese dice basta dopo 496 presenze da professionista e 10 trofei conquistati (in bacheca due Champions League e un Mondiale per club). Il secondo grave infortunio al piede, rimediato lo scorso febbraio nella trasferta di Genova, ha condizionato per sempre la carriera di Brocchi, ieri pomeriggio il comunicato sul sito ufficiale della Lazio: "Lo staff medico comunica che nonostante tutti i tentativi terapeutici effettuati, conservativi e chirurgici, si è verificata definitivamente l'impossibilità a riprendere la consueta e regolare attività professionale. Il trauma riportato in data 26 novembre 2011, durante la gara Lazio-Juve, ha comportato la presenza di un dolore persistente al piede destro. Nella gara del 3 febbraio Genoa-Lazio, Brocchi ha riportato, inoltre, un'infrazione al livello della base del primo e del secondo metatarso ed una lussazione metatarso-falangea del terzo dito. A distanza di quasi tre mesi, pur essendo migliorato il dolore avvertito da Cristian, a malincuore siamo costretti a comunicare questo esito che speravamo avvenisse il più lontano possibile. La società ringrazia Cristian Brocchi per la professionalità dimostrata in questo lungo calvario augurandogli un'altrettanta carriera gloriosa lontano dai campi". Brocchi il prossimo anno potrebbe tornare a Milanello per allenare i giovani del Milan.


Dal Corriere dello Sport:

Standing ovation, tutti in piedi per applaudirlo. Brocchi si nasce, campioni si diventa, grandi uomini si resta. Per la vita. Fiero, leale, a testa alta. Così s'è fatto conoscere alla Lazio dopo i trionfi con il Milan di Berlusconi. Il giorno in cui, quasi tra le lacrime, salutò a Milanello in mezzo al campo Paolo Maldini e tutti gli altri campioni accanto a cui era cresciuto per trasferirsi a Roma, Ancelotti e la squadra rossonera gli dedicarono un applauso commovente. Così Cristian saluterà domani allo stadio Olimpico, facendo venire i brividi al popolo biancoceleste che ha saputo apprezzarlo nel tempo e lo ha visto soffrire per quindici lunghissimi mesi prima di quel tackle durissimo di Matuzalem, suo ex compagno, domenica 3 febbraio a Marassi. L'ultimo scatto e quel contrasto fatale, una botta insopportabile per il suo piede destro, già dolente e poco stabile dall'epoca del primo infortunio, datato 26 novembre 2011. Non è bastato un intervento chirurgico per consentirgli di tornare a giocare a calcio. Ci ha provato e riprovato, avrebbe voluto almeno concedersi una meritata convocazione e la panchina nel derby di Coppa Italia del 26 maggio dopo un calvario sostenuto con una tempra eccezionale. L'estate scorsa si era portato un fisioterapista a Formentera per proseguire la riabilitazione in piscina dopo due mesi di stampelle e tutore. A Stefano Lovati, ortopedico di fiducia della Lazio, ed a Stefano Salvatori, il medico sociale, il giorno dell'operazione ha fatto una preghiera: "Se ho una possibilità su un milione di tornare a giocare una partita, provateci. Sono disposto a tutto". Il figlio di Bob, che di calciatori ne ha conosciuti, rimase colpito. Il 5 febbraio gli è stato applicato anche un filo di ferro per saldare il metatarso e ridurre la lussazione falangea del terzo dito. Cristian è riuscito a rialzarsi per condurre una vita normale. Ora cammina. Ma quando è tornato a correre, sul campo di Formello, quel dolore che non lo ha mai abbandonato da un anno e mezzo, era ancora presente. Troppo rischioso tornare all'attività agonistica per un giocatore non abituato a togliere il piede. Così, in silenzio e con dignità, è maturata l'idea del distacco. Ieri pomeriggio, comunicata attraverso il sito internet della Lazio, è arrivata la notizia del suo ritiro.

Brocchi saluterà con un giro d'onore prima che cominci la partita con la Sampdoria di Delio Rossi, suo primo allenatore a Formello, nella stagione 2008/09, conclusa alzando al cielo la Coppa Italia. Il minimo che si possa fare per salutare Cristian Brocchi, soldatino di ferro, mediano di grande saggezza tattica, non solo ruba-palloni. Edy Reja, per salutarlo, ha ricordato quel gol annullato dal guardalinee Maggiani al San Paolo di Napoli, 3 aprile 2011, nello spareggio Champions con il Napoli. Un gesto balistico di rara sensibilità tecnica che non entrerà mai negli almanacchi. Pochi sanno che all'inizio della carriera, tra Pro Sesto e Lumezzane, Brocchi aveva giocato anche da trequartista. Vero e proprio numero 10 sino all'intuizione di Prandelli, suo allenatore nelle due stagioni fortunate di Verona, per trasformarlo in ala destra. Miglior giocatore della serie B, promozione in A e conferma, prima di essere acquistato dall'Inter nell'estate Duemila. Ma non poteva essere Appiano Gentile, per un ragazzo cresciuto nelle giovanili del Milan, il suo territorio. Un’operazione fastidiosa alla schiena e appena 15 presenze in campionato da preludio al suo ritorno nella famiglia rossonera, scambiato con Guglielminpietro.

Con il Milan di Pirlo, Ambrosini, Costacurta, Maldini, Seedorf, Nesta, Inzaghi e tutti gli altri ha vinto tutto. Uno scudetto (2003/04), un Mondiale per club (2007), due volte la Champions (2003 e [[2007]), due Supercoppe europee e una Coppa Italia condite da un intervallo, in prestito per una stagione, alla Fiorentina del suo vecchio maestro Prandelli, che se Cristian fosse stato più giovane lo avrebbe portato in nazionale. Una presenza in azzurro con il ct Donadoni. Brocchi chiude a 37 anni compiuti, 288 partite e 11 gol in serie A, 135 presenze con il Milan e altre 130 (complessive) con la Lazio. In maglia biancoceleste ha vinto la Supercoppa Italiana a Pechino, battendo l'Inter del triplete di Mourinho nell'agosto 2009, e ha segnato 3 gol, compreso quello pesantissimo sul campo di Livorno per firmare la salvezza con Reja. Tornerà a Milano, perché la famiglia gli manca e vuole stare accanto ai suoi due bambini, potrebbe rientrare nella famiglia rossonera (dove è stato complessivamente per 17 anni) e diventare allenatore degli Allievi Regionali. Si vedrà. Del suo futuro ne parlerà tra qualche giorno. Formello perde un leader, che andrà salutato come merita. Gli resta il rimpianto della Champions: ci voleva tornare con la maglia della Lazio. Sarebbe stato uno spasso. Si accontenterà di alzare, pure se in borghese, un'altra Coppa Italia. Klose e il suo amico Mauri gliel'hanno promessa.


Dal Corriere dello Sport del 12 maggio 2013:

Tutti in piedi per applaudirlo e per salutarlo. Entrate presto allo stadio Olimpico, non arrivate all'ultimo minuto e quando sta per cominciare la partita con la Sampdoria, perché non ci sarà da gustare soltanto l'ultimo volo stagionale di Olimpia. C'è un'altra aquila ai saluti. Standing ovation per Cristian Brocchi, al passo d'addio. Brividi ed emozioni. Si è ritirato dal calcio, notizia diventata ufficiale due giorni fa. E oggi la Lazio lo saluterà come merita, tributandogli un giro d'onore prima della partita. Brocchi ringrazierà i tifosi e non darà l'addio, spera sia solo un arrivederci. Prenderà il microfono e cercherà di non emozionarsi. Passione, affetto, sentimenti veri. Come quelli che ha sempre espresso sul campo, sudando e combattendo su ogni pallone. Ha lottato quindici mesi e sopportando due gravi infortuni prima di arrendersi ai dolori del suo piede destro, che avrebbe voluto affrontare tanti altri contrasti.

Ha vinto due volte la Champions ed è stato campione del mondo con il Milan, ha vissuto un'altra giovinezza alla Lazio, diventando insostituibile. Con Rossi, che incontrerà oggi sulla panchina della Sampdoria, ha vinto la Coppa Italia, giocando le sue ultime partite da finta ala destra di raccordo. Nell'agosto 2009, sotto la guida di Ballardini, ha alzato la Supercoppa Italiana a Pechino. Con Reja ha sfiorato l'ingresso in Champions, diventando un perno del centrocampo perché rapido e capace di abbinare alla fase di interdizione i tempi giusti di gioco. Professionista esemplare, si è sempre allenato il doppio degli altri: a 37 anni avrebbe potuto continuare ancora a giocare se il piede destro non si fosse rotto per la seconda volta. Eddy Onazi, cresciuto a Formello, sta raccogliendo la sua eredità, ma anche in questo inverno durissimo per la Lazio avrebbe fatto molto comodo l'esperienza di Brocchi, rimpianto da Petkovic. "E' un peccato che lasci in questo modo. Sarebbe stato più bello finire la carriera giocando. Ha avuto un brutto infortunio, anche prima si era già fatto male al piede. Cristian dev'essere orgoglioso perché chiude una bellissima carriera e ha vinto tantissimo. Ora deve riordinare le idee. Nella vita e anche nel calcio quando si chiudono delle porte se ne aprono altre. In bocca al lupo per il suo futuro" ha raccontato il tecnico di Sarajevo, che lo aveva utilizzato come cambio tattico nei finali di partita tra novembre e gennaio. Undici presenze, di cui tre in Coppa Italia. Nella bacheca di Brocchi, che si ritira prima del 26 maggio, potrà ovviamente ancora entrare un altro trofeo.

Brocchi parlerà a metà della prossima settimana. Questi non sono stati giorni facili per Cristian, che avrebbe voluto continuare a correre con la Lazio oppure altrove. Gli erano arrivate proposte per andare a chiudere la carriera in Australia. Come Del Piero. Dovrà, invece, pensare a un'altra vita calcistica. E quasi certamente ripartirà da dove aveva cominciato. Milanello, la sua casa, il settore giovanile del Milan. E' pronta la panchina degli Allievi Regionali. Un'ipotesi, non ancora una certezza. Cristian scioglierà gli ultimi dubbi nei prossimi giorni. Certamente tornerà a Milano per stare accanto ai suoi due bambini e alla moglie, per riunirsi alla famiglia che in questi cinque anni di Lazio lo ha visto vivere da pendolare. Da Mauri a Baronio, da Donadel a Vieri, da Reja al ds Tare, tanti suoi amici gli si sono stretti intorno nel momento dell'addio e non hanno fatto mancare messaggi di affetto. Tutti in piedi per applaudirlo. Oggi, per una volta, viene Brocchi prima della Lazio.


Dal Corriere dello Sport del 13 maggio 2013:

Le immagini dei suoi successi laziali sui maxischermi, il giro di campo compiuto con le lacrime agli occhi, sventolando la sciarpa biancoceleste. L'abbraccio dei compagni, l'hanno sommerso. E un finale a sorpresa, insieme al falconiere Bernabè, dal centro del campo, ha guidato l'atterraggio di Olimpia sul trespolo. Cristian Brocchi ha detto addio al calcio, non alla Lazio, s'è congedato con un arrivederci: "E' un giorno particolare, ringrazio la gente per quello che mi ha dato in questi anni vissuti con la maglia biancoceleste. Vorrei ringraziare anche il mio procuratore, Davide Lippi, che ha condiviso tutta la mia carriera restandomi sempre vicino, mi ha aiutato nelle decisioni più importanti". Brocchi ieri ha ricevuto l'applauso dell'Olimpico, ha salutato da campione e da uomo vero: "La gara con la Samp mi ha ricordato la finale di Coppa Italia del 2009, lo dico sperando che sia di buon auspicio per il match del 26 maggio", ha detto Cristian ai microfoni di Lazio Style Channel. Tornerà a Milano, dalla sua famiglia. Sogna di risposare la Lazio da allenatore: "Ci sono tanti fattori che incidono nelle decisioni, soprattutto la famiglia. Vorrei comunque tornare in quei posti dove sono stato bene e magari chissà, un giorno, poter rientrare a Roma da allenatore. Ho avuto la fortuna e la bravura di essere stato sempre all'altezza anche se non sono stato il giocatore simbolo delle squadre in cui ho militato, ma ho sempre dato il meglio aiutando i miei compagni a raggiungere i risultati. Ora mediterò sul futuro". In tribuna lo hanno applaudito Stefano Mauri (ai box per infortunio) e Bobo Vieri, l'amico di sempre. Era presente Davide Lippi, il suo manager. Lotito ha lasciato la porta aperta: "L'ho sollecitato a entrare nello staff laziale, la porta sarà sempre aperta".

Al termine della stagione dedica un'intera pagina del Corriere dello Sport del 12 maggio 2013 per salutare tutti i tifosi, società e tutte le persone cha hanno lavorato con lui negli ultimi anni di carriera calcistica. Qualche giorno dopo, sempre sul Corriere dello Sport, Davide Lippi, suo amico e procuratore, gli dedica un'intera pagina per ringraziarlo.






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