Lunedì 21 agosto 2000 - Karlstad, Tingvalla Idrottsplats - Carlstad United -Lazio 1-5


Stagione

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21 agosto 2000 - Amichevole pre-campionato 2000/01

CARLSTAD UNITED: Frostvik, Holmberg, Josephsson, R.Johansson, Carlsson, Pehrsson, Falk, Petersson, Andersson, Sodergren, M.Johansson. Allenatore: Broen.

LAZIO: Peruzzi (46' Marchegiani), Pancaro, Nesta (57' Luciani), Mihajlovic (46' Colonnese), Favalli (46' Gottardi), Stankovic (62' Santarelli), Lombardo (46' Couto), De la Peña, Nedved, S.Inzaghi (46' Ravanelli), C.Lopez (66' Berrettoni). Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Lundback (Svezia).

Marcatori: 27' Stankovic, 48' Pettersson, 55' Ravanelli, 56' Ravanelli, 57' Stankovic, 58' R.Johansson (aut).

Note:

Spettatori: 10.421 (record di presenze per il Tingvalla Idrottsplats).

Aspettando partite più stimolanti, la Lazio e la Svezia festeggiano Sven Goran Eriksson. Paracadutisti che atterrano sul campo, ragazze pon-pon molto prese nel loro ruolo e tutto esaurito nel piccolo stadio di Karlstad, con vista sulla statale 45, quella che porta a Torsby che da qui dista meno di cento chilometri. Chissà quante volte l'avrà percorsa il giovane Svennis alla ricerca di un futuro da protagonista, incerto se giocare ancora al calcio, allenare o frequentare la scuola di giornalismo. Il senno di poi ci dice che lo svedese di Torsby ha fatto la scelta migliore e la sua Lazio dà spettacolo in ogni angolo d'Europa. Lo si capisce, tra l'altro, ogni volta che Sinisa Mihajlovic disegna nell'aria parabole lunghe e precise per i suoi compagni: "l'ooh" di stupore della gente di Karlstad è sincero e gratificante. Manca Baronio, rimasto a Goteborg ad allenarsi con Negro e Pesaresi (tutti con piccoli problemi muscolari), e allora De la Peña torna in mezzo, con Lombardo al fianco, a sinistra Nedved e Lopez continuano a duettare per la delizia di chi li guarda e per l'incubo di chi li marca, mentre viene provato ancora a destra Dejan Stankovic.

Le note positive arrivano proprio dal serbo, che da esterno è continuamente cercato dai compagni e si adatta a movimenti tattici che fino a poco tempo fa gli erano un po' indigesti. Giusto il premio di una doppietta, che scaturisce però da situazioni diverse: prima con Dejan pronto sul secondo palo su un impeccabile calcio d'angolo del suo "padrino" Mihajlovic, poi con un tiro "sporcato" da una deviazione svedese. Da segnalare il buon rientro di Favalli, sotto lo sguardo attento di Corradini, osservatore del C.T. Trapattoni. La partita è gradevole, ma bloccata per un tempo sull'unico gol di Stankovic, visto che il portiere locale Frostvik s'inventa fenomeno per un pomeriggio. Poi lo svarione difensivo che porta il Karlstad sull'1-1, a inizio ripresa, scatena l'orgoglio dei laziali facendo calare il buio (non solo metaforico, visto la scarsa illuminazione) per i padroni di casa che subiscono quattro gol in altrettanti minuti. Ad approfittare di questa accelerazione è soprattutto Fabrizio Ravanelli], abile a correggere prima di testa e poi di piede altrettanti cross di Pancaro e Lopez. Infine c'è un autogol "da panico", provocato da un affondo del solito Lopez. La sua prova fa intravvedere scenari tattici nuovi ed esaltanti per una Lazio-lavori-in-corso.


Il Messaggero titola: "La Lazio si allena e fa una cinquina".

L'articolo prosegue: Brillante prestazione, in chiave allenamento, della Lazio contro il Carlstad, ma più che una partita era una festa. Il punteggio finale, 5-1 per i biancocelesti, contava poco e non ha guastato la festa conclusa tra le ola del pubblico. Prima del fischio d’inizio coreografie a centrocampo, arrivo di paracadutisti, canti e inni nazionali. I padroni di casa volevano fare bella figura e ci sono riusciti. C’è stato anche l’intervento di Thomas Ravelli, ex portiere della nazionale svedese, che ha salutato il pubblico tra gli applausi. Dopo oltre tre ore di viaggio la Lazio era venuta a giocare una sorta di esibizione, il presidente della formazione di casa ci teneva a lanciare il calcio in una provincia in cui lo sport del ghiaccio ha il peso maggiore. La squadra schierata da Eriksson in apertura dimostrava la volontà di far apprezzare il calcio dei campioni d’Italia. Sicuramente il premio partita che il cuoco della squadra biancoceleste, Giorgio Parri, aveva preparato (pizza, coniglio e torta di mele) ha incoraggiato nonostante una fastidiosa pioggia abbia bagnato l’intero incontro. In attacco si proponeva sempre Simone Inzaghi che riusciva a strappare applausi sia per le conclusioni provate che per gli assist ai compagni. Primo beneficiario Attilio Lombardo che al 25’ vedeva il suo piatto destro superare il portiere, ma non il palo. Il gol era nell’aria, ci provava ancora Lombardo e il portiere del Carlstad era costretto a salvarsi in angoli. Dalla bandierina era Sinisa Mihajlovic ad incaricarsi di battere e su tutti svettava la testa di Stankovic. Il risultato era sbloccato al 27’.

Non c'era l'intenzione di dare lezioni di calcio a nessuno e mai la formazione di casa si è potuta sentire umiliata. Sempre attivo a centrocampo Ivan De La Peña che speso metteva in difficoltà gli avversari con manovre veloci e lanci alle punte. Lo spagnolo cercava soprattutto l'intesa con Lopez e proprio dal suo piede venivano le proposte più invitanti. Purtroppo l'argentino era l'uomo maggiormente temuto dagli avversari che su di lui effettuavano un pressing particolarmente aggressivo anche se estremamente corretto. Apprezzatissima da pubblico una conclusione di Mihajlovic allo scadere della prima frazione da circa metà campo. Il pubblico ha accolto il tiro con un prolungato battimani che ha scandito la rincorsa del serbo. Buona la risposta del portiere che ha messo in angolo. Il secondo tempo vedeva la Lazio cambiare molto, ma era programmato il turn over e serviva a dare spazio a tutti. In apertura era la squadra di casa a farsi pericolosa e riusciva ad agguantare il pareggio tra le ola del pubblico. Era il momento di Fabrizio Ravanelli. Penna Bianca sa di essere in lizza per una maglia da titolare e vuole essere della battaglia. Un secco uno due e l'attaccante siglava una doppietta, poi Stankovic, ma ancora Ravanelli voleva mettere il sigillo sull'incontro con un tiro da posizione impossibile. Ci pensava Robert Johansson a correggere il tiro in porta. Eriksson dava spazio anche ai giovani Luciani e Santarelli che rilevavano Nesta e Stankovic. Anche per loro possibilità di mettersi in luce. Intanto la pioggia cominciava a cadere sempre più forte e il ritmo della gara andava rallentando. Poche le azioni interessanti dopo il 5-1, Ivan De La Peña restava in campo per tutti i novanta minuti dimostrando grande vitalità.

Buona l'intesa con Pavel Nedved, anche lui con l'intera partita nella gambe, e Fabrizio Ravanelli incontenibile che continuava a proporsi davanti alla difesa dei padroni di casa come una vera e propria spina nel fianco. In buona luce Berrettoni che veniva cercato sia da De La Peña che da Ravanelli, ma gli è mancato il gol per la buona vena del portiere di casa. Il terreno pesante permetteva qualche fallo di troppo ai padroni di casa ed era il tecnico del Carlstad a decidere che era meglio chiedere ai suoi di tornare al tono amichevole dell'incontro. Positivo il test per Alessandro Nesta che dopo lo stop per il risentimento muscolare, ha ripreso con grande tranquillità e dimostrato di essere già in buone condizioni anche se preferisce ancora non parlarne. Ieri non si sono aggregati alla trasferta a Karlstad Baronio, Negro e Pesaresi. Per loro è proseguito il lavoro a parte per recuperare i leggeri acciacchi.


Tratte dal quotidiano romano, alcune dichiarazioni post-gara:

La gioia negli occhi di Eriksson era evidente, sotto lo sguardo della figlia e dei genitori. La festa lo ha commosso e gratificato. «Non mi aspettavo questa splendida accoglienza, sono stato veramente molto contento. Purtroppo la pioggia è stata fastidiosa, ma il pubblico meraviglioso e numerosissimo è stato veramente molto accogliente ed è rimasto al suo posto. Tutto molto bello». Lusinghiero il giudizio sulla partita. «E’ stato un ottimo allenamento. Abbiamo giocato una bella partita e ho anche avuto la possibilità di fare qualche piccolissimo esperimento». Stankovic ha giocato più avanzato e Couto, Nedved e Lopez hanno spesso modificato il loro ruolo. «Per quanto riguarda Stankovic, si è trattato di un piccolo esperimento, ma sono contento di quello che ho visto nel primo tempo della partita. Un esperimento che può essere approfondito e che vedremo di verificare ulteriormente nei prossimi giorni». E gli altri? «E' certamente importante avere dei giocatori che sono in grado, durante una partita, di modificare la propria posizione in campo. Certo si trattava di un’amichevole, di una sorta di allenamento, ma sono cose importanti. Tutta la squadra ha fatto il suo dovere e soprattutto si è mossa molto bene e sono contento di questo».

Ieri è stato una sorta di esordio per Giuseppe Favalli, un ritorno in campo dopo l’infortunio di un mese fa in Austria. «Sono veramente molto contento di essere rientrato. Ho giocato e non ho avuto problemi e questo è sicuramente la prima bella notizia. Posso anche essere contento di come è andata la partita, ho subito ritrovato anche l’intesa con i compagni, ma questo mi sembra logico dopo che abbiamo giocato tante partite insieme, ma fa sempre piacere ritrovarsi in una partita più che in allenamento». «Abbiamo lavorato molto bene, ma ora sarà il campo a dover dire la sua», Attilio Lombardo è uscito alla fine del primo tempo e si è presentato in tribuna stampa a vedere la partita, poi parla anche di Lopez: «E’ un campione e non dovevamo scoprirlo in ritiro noi. Dirà sicuramente la sua in questo campionato. Siamo forti e il campo lo dirà».