Venerdì 18 agosto 2000 - Gõteborg, Ullevi Stadion - Gais-Lazio 0-4


Stagione

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18 agosto 2000 - Amichevole pre-campionato 2000/01

GAIS I TEMPO: Holmberg, O.Magnusson, Skoldmark, Hvenfelt, Chmaj, I.Ottordahl, Sjofors, Blohm, Johansson, Fredriksson, Hellqvist.

GAIS II TEMPO: Erikson, Elmander, Enered, Jacobsson, Lundgren, I.Ottordhal, D.Magnusson, Gustafsson, Mikulic, Larsson, Johnson. Allenatore: K.Ottordhal.

LAZIO: Peruzzi (46' Marchegiani), Pancaro (46' Gottardi), Couto, Mihajlovic (46' Colonnese), Pesaresi (70' Santarelli), Stankovic (46' Lombardo), Baronio, Nedved (70' Luciani), De La Peña, Inzaghi (46' Ravanelli), C.Lopez (70' Berrettoni). Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Andreasson (Svezia).

Marcatori: 26' S.Inzaghi, 37' Nedved, 79' Luciani, 85' Ravanelli (rig.)

Note: ammoniti Gustafson e Nedved. Calci d'angolo 6-3 per la Lazio.

Spettatori: 7.000 circa.

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, c'è pure Inzaghino. Un gol e un assist per partire alla pari con Lopez Crespo Salas. In campo dopo un mese di stop, Simone Inzaghi ha mostrato subito a Eriksson di volergli complicare le scelte. Suo il primo gol e il passaggio decisivo a Nedved. Baby Luciani e Ravanelli arrotondano". Continua così la rosea:

La Lazio ha bisogno dei gol di Simone Inzaghi per vincere. Per ora è solo un assunto estivo, visto che la squadra di Eriksson torna al successo qui in Svezia dopo quasi un mese dalla prima vittoria in amichevole in quel di Schruns, dove Simone ha realizzato una quaterna. Poi la frattura alla mandibola, a fine luglio. Inzaghi però ha voluto a ogni costo esserci, forzando sia il tecnico Eriksson che il medico Campi, visto che ancora sarebbe stato meglio attendere per evitare colpi pericolosi. Simone invece ha scalpitato, in questi giorni, perché gli è mancato l'agonismo, la partita, seppur amichevole. Si è visto sin dal primo minuto di una gara giocata un po' a rilento dalla Lazio contro un avversario che non a caso chiude la classifica della serie A svedese. Lui, Inzaghi, ha sgomitato sin dal fischio d'avvio, senza paura di subire altri colpi, che avrebbero potuto compromettere l'inizio della sua stagione, quella ufficiale. Segno di carattere per questo ragazzo che non si tira indietro e sa che dovrà lottare giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, per convincere l'allenatore a mandarlo in campo al posto di gente come Crespo, Salas e Lopez, vale a dire il meglio del calcio sudamericano e mondiale.

Inzaghi è andato presto in gol. Stankovic ha scoccato un tiro dalla distanza, l'incerto portiere svedese non ha bloccato e Simone Inzaghi è piombato sul pallone per fissare l'1-0. L'azione del 2-0 è stata una delle migliori della Lazio. Claudio Lopez ha crossato lungo per Inzaghi che di prima ha appoggiato, realizzando l'assist per Nedved, prontissimo di destro a concludere in rete. Per il resto si è giocato a ritmi abbastanza blandi. Eriksson nella mattinata ha torchiato i suoi e Nesta ha avuto pure un risentimento muscolare che lo ha costretto a saltare l'amichevole. Logico che ci sia una certa differenza sul piano della corsa, ma la Lazio è messa tatticamente bene in campo, con Nedved mezzo sinistro e De la Peña sulla fascia. Nel finale, poi, la Lazio ha dilagato grazie soprattutto a una ventata di Primavera. Infatti il baby Berrettoni ha seminato il panico nella difesa svedese e dalla respinta di un suo forte tiro è nata poi la stoccata del 3-0 dell'altro giovane laziale Luciani. Sempre lo stesso Berrettoni si è procurato un rigore che un altro "ragazzo" ha realizzato, tale Fabrizio Ravanelli che quasi si arrabbiava per essere rimasto a secco. Buon segno anche questo.


Il Messaggero titola: "A Goteborg contro il Gaiss vanno a segno Simone Inzaghi, Nedved, Luciani e Ravanelli. La Lazio fa poker e ritrova Inzaghino".

L'articolo prosegue: La Lazio gioca senza sforzi una partita che ha il sapore dell’allenamento. Due le reti nel primo tempo, due nella ripresa che si è giocata con minor rigore tattico, piacevole il contesto con festa appena guastata dalla pioggia in una serata fresca. Torna in campo Simone Inzaghi e subito torna a conquistare il ruolo che gli compete: padrone dell’area avversaria, con quel pizzico di cattiveria calcistica che lo porta a essere sempre dove arriva il pallone, ma senza l'egoismo del fratello Pippo. Alessandro Nesta resta in panchina per motivi precauzionali dopo che nella rifinitura della mattinata aveva sentito un indolenzimento muscolare. La Lazio che torna in Svezia, a Goteborg, per completare la preparazione ha affrontato senza particolari riguardi il Gais, formazione neopromossa in prima divisione. Una festa più che un test significativo anche se la squadra svedese si è impegnata a fondo per contrastare i campioni d'Italia. Prima dell'inizio Sven Goran Eriksson era chiamato a viva voce ad intervenire dallo speaker dell'impianto e raccoglieva gli applausi del pubblico. A fare il tifo allo stadio “Ullevi", molto più noto per l'atletica leggera che per il calcio, tanti ragazzi e dominanza di biancoceleste. Molte le maglie con i numeri e i nomi di Veron e Salas, ma spicca anche una casacca bianconera con il nome Del Piero, un accostamento che può riuscire solo in Svezia. Come solo in terra nordica si può trovare sponsor di un incontro di calcio il “bingolotto", quello che da noi viene ritenuto l’affossatore della schedina del totocalcio.

Nel primo tempo Eriksson schiera dall'inizio Inzaghi, recuperato dopo la frattura alla mandibola. Un rischio calcolato visto il carattere amichevole della prova e la volontà del giocatore di tornare in partita. Scarse le motivazioni, se non quelle di ben figurare di fronte ad un pubblico caloroso che accoglie i campioni d'Italia. Troppi gli errori degli svedesi che avrebbero potuto impensierire la retroguardia laziale con Sjofors che, solo davanti a Peruzzi, lisciava ben tre volte di seguito la palla. Stankovic e De la Peña erano i due esterni di centrocampo con Lopez e Inzaghin a tentare di offendere. Poche le note soprattutto nella prima fase della partita solo al 19' si assiste ad una bella verticalizzazione di de La Peña per Lopez che tenta di infilare il portiere svedese senza riuscirci. E' comunque lo spagnolo a doversi far carico della partita. Cambia spesso posizione in campo alla ricerca della palla e di effetti da regista. Dopo un minuto ci riprova con Inzaghi, anticipato dalla stretta difesa di casa. Sempre dal piede di De La Peña parte la palla per Stankovic, sfera a Inzaghi, anticipato. La rete è nell'aria. Vuole segnarla proprio Inzaghi, il tempo è maturo: 25' ancora Stankovic che tira in porta, respinge corto Holmberg, raccoglie pronto Simone e la Lazio passa in vantaggio, proprio mentre il capriccioso tempo svedese decide di bagnare la partita con una fitta pioggia. La seconda rete porta la firma di Pavel Nedved, ma il merito è ancora di Simone Inzaghi. L’attaccante riceve in area una palla difficile da addomesticare anche per il terreno scivoloso, senza egoismo capisce che deve mettere la sfera al servizio del compagno di squadra e a Nedved non serve altro che spiazzare con un piatto di sinistro il portiere.

Nella ripresa spazio a tutti gli altri. Il Gais stravolge completamente la formazione, Eriksson fa giocare Marchegiani, Gottardi, Colonnese, Lombardo e Ravanelli. Riposo per Peruzzi, Pancaro, Mihajlovic, Stankovic e Inzaghi. Lazio che subito si fa pericolosa in attacco, se gli esordienti in massima serie del Gais impiegati nella prima parte della gara avevano dimostrato di essere aggressivi, sembra che nella ripresa sia entrata in campo una formazione con maggiori attenzioni alla fase difensiva, per contenere maggiormente le offensive laziali. Gli svedesi non disdegnavano di partire in contropiede e Marchegiani doveva rispondere più d’intuito e di riflessi su una conclusione ravvicinata. la ripresa consentiva ad Eriksson anche di provare Lopez in posizione leggermente più arretrata e sulla fascia sinistra a dialogare con Ravanelli centrale e un Attilio Lombardo in posizione di ala destra. Unica azione degna di nota una conclusione di Lombardo e De La Peña che finisce di poco a lato dopo che lo stesso spagnolo aveva offerta una bella palla a Ravanelli pescato in ritardo che ha preferito ritornare la sfera. Buone le uscite di Marchegiani nel quarto d'ora finale dell'incontro quando la formazione di casa, più avanti nella preparazione, ha cominciato a saltare il centrocampo biancoceleste e fornire alle punte qualche bella palla da giocare. Le squadre comunque si aprivano e il finale era ricco di capovolgimenti di fronte. Al 34' della ripresa andava in gol Luciani dopo un tiro di Berrettoni respinto dalla difesa. A cinque minuti dal termine rigore di Ravanelli.


Tratte dal quotidiano sportivo milanese, alcune dichiarazioni post-gara:

Una gioia contenuta, ma pur sempre una soddisfazione notevole per il giovane centravanti. Simone Inzaghi rientra e va subito in gol. Nonostante l'infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per quasi un mese, è lui il capocannoniere di questa estate, con 5 reti. Così come è lui il capocannoniere della Lazio nell'annata dello scudetto, con 19 reti fra campionato e coppe. «Ci tenevo molto a rientrare - dice il venticinquenne piacentino - perché mi mancava la partita, anche se in amichevole. Poi è arrivato anche il gol. Meglio ancora visto che questo è il mio mestiere. Credo sia andata bene anche l'intesa con Lopez. Ringrazio Eriksson e il dottor Campi che mi hanno assecondato e concesso di giocare qui a Goteborg. Ora per fortuna quel brutto infortunio è alle spalle. Perché io in questa nuova Lazio voglio essere protagonista». Contento anche Eriksson, di aver ritrovato una «bocca da fuoco»: «Simone ha pressato molto per giocare e alla fine è stato giusto assecondarlo. Bravo lui, ma bene anche tutta la squadra, che si è mossa bene tatticamente. Sì, perché dovete sapere che in questa fase della preparazione stiamo puntando molto sulla forza, con carichi notevoli in allenamento. Logico che poi le gambe siano molto dure in amichevole. Ma i riscontri che mi attendevo ci sono stati e dunque sono soddisfatto così. Un bravo lo meritano anche i nostri ragazzi della Primavera, che nel finale sono stati protagonisti». Quello di Ivan De la Peña schierato a sinistra sembra qualcosa in più di un esperimento. Lo conferma lo stesso tecnico svedese, ieri applauditissimo nella città cui ha regalato il miglior periodo calcistico della sua storia, all'inizio degli anni Ottanta: «Sì, lo spagnolo si è mosso bene in quella posizione. E non è escluso che in futuro possa essere utilizzato proprio a sinistra». Anche perché i segnali da Barcellona, per Zenden, sono negativi: lo scambio con De la Peña sembra essere definitivamente saltato e dunque Eriksson fa di necessità virtù. Intanto lo stop di Nesta non preoccupa: solo una leggera contrattura alla coscia destra. Oggi il capitano si allenerà.


Dal Messaggero:

La festa è piaciuta e la netta vittoria è stata soddisfacente. «Abbiamo giocato una bella partita, ci manca ancora un po' di brillantezza, ma ci siamo ben comportati». Sven Goran Eriksson non ha dubbi: l'impegno con il Gaiss era per lui più di un allenamento. La formazione svedese ha impensierito la Lazio campione d'Italia solo a tratti, ma come test estivo può anche andare. «Avevamo ancora le gambe molto pesanti - ha proseguito il tecnico biancoceleste - anche questa mattina ci eravamo sottoposti a una seduta di allenamento, ma abbiamo giocato bene e, soprattutto, ho visto in campo quei movimenti che avevo chiesto. Gli schemi stanno andando a memoria e questo è sempre molto importante per un tecnico». In attesa della definitiva risoluzione della vicenda Zenden, Eriksson continua l'esperimento di Dejan Stankovic collocato sulla fascia destra e ha riproposto, almeno per il primo tempo, Ivan De La Peña sulla corsia di sinistra. «Sono soluzioni che stiamo studiando - ha spiegato - ed in futuro potrebbero anche avere un seguito».

Ha rischiato Simone Inzaghi reduce dalla frattura della mandibola sinistra che lo ha tenuto lontano dai campi per oltre venti giorni. «Sono contento per lui - ha detto il tecnico - aveva una gran voglia di giocare e lo abbiamo accontentato». Ed Inzaghi ha risposto alla sua maniera. E' al suo quinto gol in appena due partite giocate. Un bottino soddisfacente per un attaccante che quest'anno dovrà vedersela con gente del calibro di Hernan Crespo, Marcelo Salas e Claudio Lopez per giocarsi un'ipotetica maglia da titolare. «Sono contento per il gol segnato - ha detto l'attaccante - ci tenevo a rientrare in modo convincente. Sono soddisfatto anche dell'intesa con Lopez». Intanto, sollecitato dalle domande dei colleghi svedesi, Eriksson torna anche sul romanzesco arrivo a Roma dell'olandese Zenden. «Sono in attesa di notizie spero domani (oggi per chi legge, ndr) di potervi raccontare qualcosa di più». Oggi la squadra sosterrà una sola seduta di allenamento pomeridiana. Riprenderanno a ritmo blando i difensori Paolo Negro e Alessandro Nesta alle prese con piccoli problemi muscolari ai flessori della coscia destra. In campo la Lazio tornerà lunedì 21 agosto a Karlstad dopo un trasferimento di 300 chilometri. Quello stesso giorno Marcelo Salas si unirà a Buenos Aires agli altri compagni, gli argentini, per proseguire la preparazione agli ordini del preparatore atletico Walter Di Salvo.