Mercoledì 18 aprile 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 0-0


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18 aprile 2007 - 3.230 - Campionato di Serie A 2006/07 - XXII giornata - calcio d'inizio ore 17:30

LAZIO: Peruzzi, Behrami, Siviglia, Zauri, Bonetto, Mudingayi, Ledesma, Jimenez (46' Belleri), Manfredini (84' Tare), Pandev (62' Makinwa), Rocchi. A disposizione: Ballotta, Diakite, Mutarelli, Baronio. Allenatore: D.Rossi.

CHIEVO: Squizzi, Malagò, Mandelli, Mantovani, Marchese (46' Rickler), Luciano, Sammarco, Italiano, Semioli (60' Bogdani), Obinna (47' Troiano), Pellissier. A disposizione: Concetti, Kosowski, Cesar Prates, Cossato. All. Delneri.

Arbitro: Sig. Bergonzi (Genova) - Assistenti di linea Sigg. Grilli e Rosi - Quarto uomo Sig. Velotto.

Note: recupero della giornata originariamente in programma il 4 febbraio 2007. La gara non fu disputata in seguito alla sospensione del torneo decisa dopo i violenti scontri tra tifosi e Forze dell'Ordine, che causarono il decesso dell'Ispettore Capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, in occasione della gara Catania-Palermo. Espulsi Behrami e Sammarco per fallo di reazione al 44', Zauri al 91' per doppia ammonizione al (entrambe per scorrettezze) e il Team Manager della S.S. Lazio Manzini per proteste. Ammoniti: Behrami, Obinna, Marchese e Luciano per scorrettezze, Squizzi per comportamento non regolamentare. Recuperi: 2' p.t., 3' s.t. Esordio in serie A per Rickler.

Spettatori: paganti 4.602 per un incasso di 87.015 euro, abbonati 14.809 per una quota di 191.789,81 euro.


L'espulsione di Valon Behrami
Tommaso Rocchi
Luciano Zauri contrasta Pellissier
Luis Jimenez in azione
Goran Pandev in un momento dell'incontro
Christian Manfredini in un fotogramma della gara
Tommaso Rocchi discute con l'arbitro Bergonzi dopo l'espulsione di Luciano Zauri
Una fase dell'incontro

La Gazzetta dello Sport titola: "Nervi e fiatone. Lazio frenata pure dal Chievo. Squadra lenta, Rossi prudente: Delneri ne approfitta. Finisce senza reti e con tre espulsioni (due laziali)".

Continua la "rosea": Tre indizi fanno una prova: la Lazio si è fermata. Dopo le prestazioni sbiadite con Messina e Ascoli (nonostante la vittoria sui siciliani) la squadra di Rossi balbetta anche contro un Chievo concentratissimo. Che si tratti solo di una piccola sbandata o sia invece l'inizio di una vera crisi lo diranno le prossime delicatissime sfide con Fiorentina e Roma. Sta di fatto che, dopo tre mesi condotti ad un'andatura vertiginosa, la Rossi band sembra all'improvviso ritrovarsi senza benzina. A fermarla è stato un Chievo che, per metà, è parso lo stesso dei tempi felici. Pressing a tutto campo e ricorso sistematico al fuorigioco (i laziali beffati ben 8 volte) hanno consentito alla formazione di Delneri di incassare un punto preziosissimo e tutto sommato meritato. Se in difesa è parso di rivedere il Chievo dei miracoli, non si può dire lo stesso della fase offensiva. Un solo tiro in porta (di Pellissier dopo 13 minuti) la dice lunga sull'atteggiamento dei veronesi. Ma, quando ci si trova con l'acqua alla gola, non si può pretendere troppo. Della formazione veneta, semmai, non sono piaciute certe tattiche ostruzionistiche. Ma anche questo fa parte del gioco quando ci si deve salvare. Delneri (colto da un lieve malore a fine gara, nulla di grave per fortuna) è stato bravo a correggere in corsa la squadra dopo la doppia contestuale espulsione di Behrami e Sammarco a fine primo tempo (un fiscale Bergonzi ha punito le reazioni dei due giocatori dopo un fallo dello stesso Behrami, sanzionato con un giallo a parte; eccessivo soprattutto il rosso per il veronese). Delneri ha prima inserito un centrocampista, Troiano, per Obinna. Ma, accortosi che i suoi indietreggiavano troppo, ha subito riportato l'attacco a due punte, gettando nella mischia la torre Bogdani al posto di Semioli.

La risposta di Rossi non è stata altrettanto efficace. Dopo l'intervallo il tecnico biancoceleste non ha rischiato la difesa a tre, inserendo un difensore, Belleri, al posto del trequartista Jimenez. Una scelta un po' troppo prudente in una gara che la Lazio doveva vincere. Orientamento confermato anche dal successivo inserimento di un attaccante, Makinwa, per un altro attaccante, Pandev. Scelte tecniche a parte, la squadra romana ha pagato i ritmi lenti della sua manovra, che non scorre più fluida come un mese fa. E, se perde le sue trame veloci con palla a terra, la formazione di Rossi diventa prevedibile. Poi anche i pali ci mettono lo zampino: dopo quelli colti da Rocchi e Stendardo ad Ascoli, contro il Chievo è la traversa a fermare Pandev in apertura. Dopo questa fiammata, però, la Lazio produce solo altre due conclusioni pericolose: con Jimenez nel primo tempo e con Belleri nella ripresa. Troppo poco. Il terzo posto è ancora nelle mani dei biancocelesti, ma il calendario si fa ora in salita. E le espulsioni di Behrami e Zauri (il capitano è uscito nel finale per doppia ammonizione) costringeranno Rossi a rivoluzionare ancora la difesa. Di buono, per la Lazio, resta solo l'imbattibilità, ora a 15 partite. Claudio Lotito, presidente della Lazio: "La partita si commenta da sola, io dell'arbitro non parlo: è un giudice terzo, ammesso che lo sia... Se mi farò sentire per tutelare la squadra? Non lo so, quando l'ho fatto sono stato inquisito".


Il Corriere della Sera così commenta la gara:

Sarà la sindrome da record, oppure il fisiologico rilassamento dopo una cavalcata incredibile, ma la Lazio delle otto vittorie consecutive, quella arrivata a un solo successo da quella stellare di Eriksson, si è fermata al gol di Stendardo contro il Messina. Poi, proprio nel momento di spiccare ulteriormente il volo e dare corpo ai sogni di rimonta sulla Roma seconda in classifica, i biancocelesti si sono sgonfiati: pari in rimonta ad Ascoli contro l'ultima della classe, pareggio 0-0 ieri contro il Chievo che ora è quart'ultimo, scavalcato dalla Reggina. Un match brutto, con poche emozioni, pochi tiri in porta, nessuna parata (o quasi) dei due portieri, pochissimo gioco. Tanti cartellini, quelli sì. Perché una partita che per quasi tutto il primo tempo sembrava da torneo dei bar estivo, si è improvvisamente accesa proprio alla fine della prima frazione. Prima una brutta entrata di Obinna su Siviglia, col nigeriano a passeggiare sul ginocchio destro del difensore laziale. E, subito dopo, un fallaccio da dietro di Behrami su Semioli a metà campo. Lì si è acceso il parapiglia: Sammarco si è avvicinato allo svizzero, gli ha detto qualcosa e ha rimediato una testata. Bergonzi, l'arbitro di Genova che fino a quel momento si era limitato all'ordinaria amministrazione, ha tirato fuori tre cartellini: giallo per il fallo di Behrami, doppio rosso a lui e per Sammarco. Il biancoceleste si è andato poi a scusare e i due sono usciti dal campo abbracciati, ma la frittata era fatta.

E se fino a quell'episodio era stata una partita con occasioni da gol col contagocce (una palla sparata in curva da Jimenez, un palo scheggiato da Pandev, una girata sbagliata da Pellissier e uno stop sbagliato in area da Mudingayi), dopo - in dieci contro dieci e tutti a mucchio in mezzo al campo - è diventata quasi inguardabile. Bergonzi, però, a quel punto ha avuto il suo bel da fare per tenere a freno gli animi a colpi di cartellini: 6 ammoniti, quattro espulsi, contando pure il team manager biancoceleste Manzini. Tra questi anche Zauri, per doppia ammonizione: la seconda, ingenua, contestata dalla Lazio per un fallo del Chievo non fischiato. Due perdite, quella di Behrami e del capitano (neppure Mudingayi, infortunato, ci sarà), importanti: il primo salterà quasi sicuramente anche il derby (dovrebbe prendere due giornate), il secondo sarà appiedato per Lazio-Fiorentina. Nella volata Champions è una bella tegola, visto che il Milan adesso è a soli quattro punti. Sarà per questo che Lotito si è scagliato contro l'arbitro: "Comincio a pensare - ha detto il numero uno biancoceleste - che ci sia qualcosa... la partita è stata snaturata e adesso ci mancheranno giocatori importanti. I ragazzi sono turbati e anche frustrati perché non riescono a raggiungere gli obiettivi". Le decisioni clou di Bergonzi, però, appaiono corrette. Quella più discutibile riguarda il Chievo, ed è l'espulsione di Sammarco.