Mercoledì 1 ottobre 2003 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-AC Sparta Praha 2-2


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1 ottobre 2003 - 3060 - Champions League 2003/04 - Fase a gruppi, girone G, gara 2

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stam, Mihajlovic, Favalli, Sergio Conceicao (61' Muzzi), Albertini (46' Liverani), Stankovic, Fiore, Corradi, S.Inzaghi (82' Dabo). A disposizione: Casazza, Zauri, Couto, C.Lopez. Allenatore: Mancini.

SPARTA PRAHA: Blazek, Flachbart, Hubschmann, Johana, Labant, Sionko (87' Michalik), Kovac, Pergl, Poborsky, Zelenka (93' Krmas), Kincl (82' Gluscevic). A disposizione: Kouba, Jezek, Jun, Homola. Allenatore: Kotrba.

Arbitro: Sig. Colombo (Francia).

Marcatori: 27' Sionko, 35' Poborsky, 46' S.Inzaghi, 60' S.Inzaghi (rig).

Note: serata fresca, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Johana e Hubschman. Angoli: 10-0 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 30.000 circa con 8.779 paganti con incasso di euro 190.988 e 16.626 abbonati (quota euro 230.411).

L'undici biancoceleste: Corradi, Stam, Mihajlovic, Oddo, Inzaghi, Peruzzi; Stankovic, Albertini, Fiore, Conceicao, Favalli
Il programma della gara
Una delle due reti dello Sparta Praga (Foto Newpress)
La prima rete di Simone Inzaghi
Il pareggio di Simone Inzaghi su calcio di rigore
Simone Inzaghi, autore di una doppietta, festeggiato dai compagni (Foto Newpress)
Sergio Conceicao in azione
Poborsky saluta i giocatori biancocelesti

Il Corriere della Sera titola: "Lo Sparta Praga va sul 2-0, segna anche l'ex Poborsky: nella ripresa Simone rimedia con una doppietta. Ci pensa Inzaghi ad aggiustare la serata della Lazio".

Continua il quotidiano: Da ieri sera Simone Inzaghi ha il permesso di togliersi la maglia e sventolarla come fosse un drappo rosso sotto il naso del toro-Mancini. È merito suo se la Lazio non ha perduto in casa contro lo Sparta Praga. Ed è merito di Mancini, che calciatore lo è stato e ribelle pure, aver capito che lo sfogo esagerato di Inzaghino dopo il suo gol contro il Parma non era soltanto un atto di ribellione ma anche il ruggito che esce da un giocatore in forma che si sente sottoutilizzato. A dire la verità, dar fiducia a Inzaghi è stata ieri una delle poche intuizioni valide di Roberto Mancini. L'allenatore della Lazio si è complicato la vita da solo, con scelte che nel primo tempo hanno quasi fatto perdere la partita alla sua squadra. Giocare con un uomo in meno dal primo minuto - perché l'attuale Sergio Conceiçao non è (o non è più) pronto per gare di questo livello - ad esempio non è stata una grande idea. Al grande vuoto di pubblico (circa 30 mila tra paganti e abbonati, però inferociti contro l'ex Poborsky e contro Fabio Capello, segnalato in tribuna) ha infatti partecipato per 45' anche tutta la Lazio. Una squadra irriconoscibile, se paragonata a quella che nella scorsa stagione giocava il miglior calcio d'Italia. Stankovic ridotto a ragioniere. Favalli impresentabile e colpevolissimo nel primo gol dello Sparta Praga, con un balletto in area che ha lasciato in gioco Sionko per il tocco acrobatico in gol. Mihajlovic ancora molto indietro di condizione. Fiore sballottato da sinistra a destra senza trovare posizione e tiro.

Corradi impegnato in una gara di lotta libera con Hubschman. Ma, soprattutto, un ritmo lentissimo nell'impostare l'azione (con Albertini poi sostituito) e una disorganizzazione della fase difensiva non degna di una grande squadra. Lo Sparta ha così sfiorato due volte il raddoppio e poi l'ha trovato, quasi per inerzia, con Poborsky, al termine di un'azione nella quale i cechi hanno potuto tirare tre volte in porta fino al tap-in finale da pochi centimetri. Un gorgo nel quale è finito anche Stam, per una sera anonimo. La Lazio ha riacciuffato la gara grazie all'ingresso di Liverani, alla voglia di Inzaghi e a un rigore che definire generoso è poco. L'errore di Colombo, però, non può nascondere il merito di Inzaghi. Dopo 15 secondi della ripresa ha segnato con un diagonale da posizione allargata e al 15' ha condotto prima Johana e poi l'arbitro nella sua trappola preferita: il rigore guadagnato appoggiandosi prima al difensore e poi lasciandosi cadere. Piano portato a termine con la trasformazione sicura dagli 11 metri. La Lazio, sul 2-2, non ha più avuto la forza di chiudere in area lo Sparta. A squadre allungate ha sfiorato il 3-2, ma anche rischiato il 2-3. Il punto che rimane è discreto, ma è pure un'occasione persa: la vittoria del Besiktas a Londra, contro il Chelsea, rende il girone equilibrato e difficile. Ma ancora di più ci sarà da riflettere su un dato: in cinque partite su sei, tra campionato e Champions, la Lazio ha subito gol. Così non si va lontano.


La Repubblica titola: "Pessimo inizio dei biancazzurri che si fanno sorprendere dai ceki e vanno sotto di 2 gol. Poi la rimonta guidata dall'attaccante. Lazio, un grazie a Inzaghi: rimonta e pari con lo Sparta. Buona ripresa degli uomini di Mancini che sfiorano la vittoria".

Continua il quotidiano: Va di lusso alla Lazio questo debutto casalingo nella Champions League 2003-2004. Dopo le due ultime esibizioni non esaltanti in campionato (ko interno con il Parma, pari in extremis con l'Empoli), gli uomini di Mancini evitano la crisi recuperando una partita che sembrava persa con lo Sparta Praga. Sotto di due gol dopo 45', i biancocelesti mutano pelle nella ripresa grazie all'istinto di Simone Inzaghi, che sigla una doppietta pesante quanto il piombo, portando il suo bottino di reti in Champions a quattordici. La Lazio torna dopo un anno all'Olimpico per la Champions e non trova il pubblico delle migliori occasioni. Mancini, rispetto alle previsioni della vigilia, preferisce Inzaghi a Muzzi e Conceicao a Zauri. Kotbra si affida al duo d'attacco Kincl-Sionko con l'ex Poborsky, fischiato impietosamente, pronto a vendicarsi. La Lazio parte grintosa e ispirata, collezionando angoli e supremazia territoriale. Mihajlovic calcia centralmente una punizione al 9', Inzaghi, servito da Oddo, non trova al 10' la giusta torsione aerea. All'11' Blazek si impappina su corner di Mihajlovic creando panico nella sua area ma lo Sparta, lentamente, esce dal guscio per prendere il sopravvento. Il centrocampo biancoceleste non fa filtro, la difesa ha maglie larghe in cui i velocissimi ceki si infilano con disarmante semplicità. Così, dopo un diagonale largo di Zelenka, il Praga passa al 27': il lancione supera un Favalli distratto per terminare sul destro volante di Sionko che batte Peruzzi.

Ti aspetti la reazione della Lazio, arriva la conferma di uno Sparta lucido ed equilibrato. Peruzzi deve superarsi al 29' su Sionko incredibilmente libero e su botta di Zelenka mentre, al 31', osserva il diagonale di Poborsky sfilare a lato dopo un contropiede da manuale. Deve attendere 4', l'ex di turno, per completare la sua vendetta perfetta: la difesa laziale, pressata, dorme sonni profondi, davanti a Peruzzi si scatena una carambola che il tornante granata conclude con una comoda deviazione in rete. Mancini è attonito, la Lazio è in ginocchio e, prima dell'intervallo, si fa vedere solo con un destro a girare di Conceicao che avrebbe meritato miglior fortuna. Nella ripresa, con Albertini che paga per tutti (dentro Liverani), la Lazio cambia volto e finalmente si riappropria del pallino delle operazioni. Passano dodici secondi e Inzaghi, messo in moto da un assist aereo di Corradi, rianima una squadra che pare aver lasciato negli spogliatoi tutte le paure: 1-2. Lo Sparta arretra e la Lazio spinge a tutta con il risultato, dopo un destro alle stelle di Fiore, di cogliere il pari al 16'. Il francese Colombo ritiene illecita una strattonata in area di Johana su Inzaghi, Simone chiede di potersi incaricare della battuta e non si fa sfuggire l'occasione di assurgere ad eroe della serata. Conceicao non gradisce il cambio con Muzzi, Poborsky non si arrende e continua a tener desto Peruzzi e tutta la difesa avversaria. La Lazio a trazione anteriore si rende pericolosa con Muzzi e Fiore ma le due squadre, stanche e appagate, nel finale decidono che può andar bene anche così anche se, allo scadere, Blazek deve impegnarsi per dire no a Muzzi.


Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:

Con una doppietta di Simone Inzaghi nel secondo tempo la S.S. Lazio ha rimontato uno svantaggio di due gol all'AC Sparta Praha. Grazie al 2-2 dell'Olimpico la squadra di Roberto Mancini si trova sola in testa al Gruppo G. Mancini sceglieva la coppia Inzaghi-Bernardo Corradi in attacco e sostituiva l'indisponibile César con Sérgio Conceição. L'atteggiamento dello Sparta era tutt'altro che prudente, dopo la sfortunata sconfitta interna contro il Chelsea FC di due settimane fa. Le due punte Marek Kincl e Libor Sionko erano sostenute da Karel Poborský e Lukáš Zelenka, il migliore dei suoi. La Lazio iniziava la partita in attacco ma al 27' arrivava la doccia fredda. Karel Poborský imbeccava Sionko che, complice una disattenzione di Giuseppe Favalli, si trovava solo davanti a Angelo Peruzzi e lo batteva con un bel tocco al volo di esterno destro. La squadra di Mancini non riusciva a riprendersi dal colpo inflitto dalla squadra ceca. In pochi minuti lo Sparta sfiorava il raddoppio ancora con Sionko e Poborský. Sul tentativo dell'attaccante era bravo Peruzzi a chiudere in uscita, mentre qualche istante dopo l'ala destra sfiorava il palo alla sinistra del portiere biancoceleste con un diagonale da buona posizione. Il raddoppio però arrivava al 35'.

Era proprio l'ex laziale a siglarlo sugli sviluppi di una confusa azione nell'area biancoceleste. Un tiro di sporcato da un difensore della Lazio finiva proprio sui piedi di Poborský, che da pochi passi non aveva difficoltà a depositare il pallone in rete. La reazione della Lazio era confusa e non portava a grandi occasioni. L'unica vera chance di tutto il primo tempo arrivava con un bel tiro di Conceição da fuori area che si spegneva di poco a lato proprio allo scadere dei primi 45 minuti. La Lazio tornava però in campo trasformata. La squadra di Mancini cominciava a testa bassa e accorciava le distanze al primo pallone giocato nel secondo tempo. Jaap Stam lanciava per Corradi, che di testa serviva Inzaghi. L'attaccante si girava bene e fulminava Jaromír Blazek da circa sei metri. La pressione della Lazio continuava e al 61' lo stesso Inzaghi si guadagnava un calcio di rigore per una trattenuta di Petr Johana. Della trasformazione si incaricava lo stesso attaccante, che realizzava così il suo 18esimo gol in UEFA Champions League. La Lazio continuava a spingere cercando il gol della vittoria, ma lo Sparta resisteva bene e non concedeva grandi occasioni ai padroni di casa. L'ultima palla-gol capitava al 90' sui piedi del nuovo entrato Roberto Muzzi. Blazek era però bravo a deviare in corner. Il prossimo avversario sulla strada della banda Mancini sarà il Chelsea FC di Claudio Ranieri.