Mercoledì 22 ottobre 2003 - London, Stamford Bridge - Chelsea FC-Lazio 2-1


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22 ottobre 2003 - 3063 - Champions League 2003/04 - Fase a gruppi, girone G, gara 3

CHELSEA: Cudicini, Johnson, Gallas, Terry, Bridge, Lampard, Makelele, Veron (64' Gronkjaer), Duff (78' Geremi), Gudjohnsen, Mutu (87' Cole). A disposizione: Ambrosio, Melchiot, Hasselbaink, Huth. Allenatore: Ranieri.

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stam, Mihajlovic, Favalli, Sergio Conceicao, Albertini, Stankovic (84' Liverani), Zauri (75' Fiore), Corradi, S.Inzaghi (68' Muzzi). A disposizione: Sereni, Negro, Dabo, C.Lopez. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Hauge (Norvegia).

Marcatori: 38' S.Inzaghi, 57' Lampard, 65' Mutu.

Note: serata fresca, terreno in perfette condizioni. Ammoniti Veron, Mihajlovic, Terry, Inzaghi, Fiore, Oddo. Angoli: 8-2. Recupero: 3' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 40.405 paganti.

La copertina del programma ufficiale del match
La formazione laziale: Mihajlović, Albertini, Stam, Oddo, Corradi, Zauri, Peruzzi; Stankovic, Favalli, Inzaghi, Conceicao
Il vantaggio biancoceleste
L'esultanza di Simone Inzaghi
Bernardo Corradi abbraccia Simone Inzaghi dopo la rete (Foto Reuters)
Un'azione della gara (Foto Ap)
Bernardo Corradi contrastato da Terry

Il Corriere della Sera titola: "La squadra di Mancini dura un tempo. Nella ripresa prevale la forma migliore degli uomini di Ranieri. Londra amara, la strada della Lazio ora è in salita. I biancocelesti, padroni del campo per 45', conquistano il vantaggio con Simone Inzaghi. Poi il Chelsea reagisce e trova la vittoria pesante con i gol di Lampard e Mutu".

Continua il quotidiano: In Europa non basta giocare un tempo solo. E partire dal primo minuto con un uomo in meno, perché l'attuale Sergio Conceiçao non è al livello della massima competizione europea, non è certo un'idea brillante. La Lazio paga così caro una ripresa sottotono (e forse sarà il caso di chiedersi il motivo di tanti cali alla distanza) e la ormai conclamata sterilità del suo attacco, capace di trovare il diciannovesimo eurogol della carriera di Simone Inzaghi (il terzo in questa stagione) ma poco o nulla da Corradi e da Muzzi. Fanno festa il Chelsea e Claudio Ranieri, che alla fine del primo tempo, sotto per 0-1, sentiva già il morso dei giornalisti pescecani inglesi, che vorrebbero cacciarlo dalla panchina e che invitano Roman Abramovich a fare come Moratti con Cuper. Una festa tutto sommato meritata, perché il Chelsea ha fatto di più e perché il suo tecnico ha avuto l'accortezza di rimediare lo stesso errore che aveva fatto il suo collega Mancini. Anche Ranieri, infatti, aveva iniziato la partita in dieci. Del Chelsea, Veron aveva soltanto la maglia e, più che un grande ex, era ancora un vero e proprio giocatore della Lazio. La sostituzione dell'argentino ha avuto un potere veramente taumaturgico: il danese Jesper Gronkjaer, entrato al suo posto, ha impiegato sessanta secondi per servire, dalla destra, il cross che ha permesso a Mutu di segnare il gol del definitivo 2-1. La Lazio non ha giocato male, ma ha giocato poco. Dopo il gol di Inzaghi, al 38' del primo tempo (cross di Oddo, torre di Stankovic e tocco sottomisura), ha impegnato Cudicini una sola volta, con Corradi, nel resto della partita.

Grande è stata la sofferenza sulle fasce, con Sergio Conceiçao anello debole e con Zauri in difficoltà sul giovane Johnson; Albertini ha giocato un buon primo tempo e poi si è spento, mentre Stankovic (di nuovo centrale) è incappato in un'altra serata nera ed è stato duramente fischiato dai suoi (ex) tifosi al momento della sostituzione; in difesa ha giganteggiato come al solito Stam e se l'è cavata bene Oddo, mentre Mihajlovic ha sentito nella ripresa il peso della carta d'identità. Una condizione atletica non perfetta; le scelte non sempre centrate di Mancini; la mentalità del Chelsea, che non si è perso d'animo dopo aver chiuso sotto il primo tempo. Ecco la sintesi di una sconfitta che complica non poco il cammino europeo, visto anche il risultato di Praga, dove lo Sparta ha battuto il Besiktas (2-1) e reso ancora più equilibrato il girone. Il calendario, anche se la Lazio avrà due gare in casa e una fuori, è buono solo in apparenza. Tra due settimane, infatti, il Chelsea potrà giocare all'Olimpico una partita accorta, per il pareggio, con la possibilità di colpire negli spazi e di recuperare Hernan Crespo (ieri assente per un problema agli adduttori). Così tutto potrebbe decidersi all'ultima giornata, quando la Lazio dovrà andare a Praga. Detto dell'inconcludente Veron (ben altro spessore ha avuto invece Lampard, con il gol del momentaneo pareggio e con una clamorosa traversa, tutte e due con tiri dal limite non contrastati da difensori e centrocampisti della Lazio), ha ben impressionato nel Chelsea l'altro ex "italiano", Mutu, che ha spaziato per tutto il fronte dell'attacco e ha segnato il gol della vittoria. Un particolare che gli attaccanti della Lazio, escluso Inzaghino, quest'anno sembrano aver dimenticato.


La Repubblica titola: "I biancazzurri soffrono allo Stamford Bridge, ma vanno in vantaggio. Nella ripresa, proprio nel loro momento migliore, vengono puniti dai blues. Lazio, occasione mancata: il Chelsea prende tutto. Al gol di Simone Inzaghi rispondono Lampard e Mutu: 2 a 1".

Continua il quotidiano: La Lazio sfiora il colpaccio allo "Stamford Bridge" ma poi deve arrendersi al Chelsea di Claudio Ranieri al termine di una partita spettacolare. La formazione di Mancini si lascia alle spalle l'amarezza per la sconfitta con il Milan, il gol annullato a Stankovic e il guardalinee Puglisi e offre una discreta prova nel primo tempo: la Lazio soffre, riesce a trovare le contromisure, punisce gli avversari con l'opportunismo di Simone Inzaghi e completa il tutto con un pizzico di fortuna. Il Chelsea gioca bene, fa un discreto pressing, accelera quando si presenta l'opportunità ma non trova lo spunto vincente. Nella ripresa la Lazio entra in campo con grande personalità, ma proprio nel momento migliore subisce il pareggio di Lampard, dotato di un gran tiro. La squadra di Ranieri torna in cattedra e sulle ali dell'entusiasmo opera il sorpasso con Mutu. Mancini si affida alla coppia centrale di centrocampo Albertini-Stankovic e sceglie Conceicao e Zauri per spingere sulle fasce, sacrificando Fiore. In attacco la scelta cade su Simone Inzaghi che affianca Corradi. Dall'altra parte Claudio Ranieri perde proprio all'ultimo momento Crespo che non va neppure in panchina a causa di un problema all'adduttore. A centrocampo rombo con Makelele a protezione della difesa, Lambard e Duff sugli esterni e Veron ad aiutare le due punte Mutu e Gudjohnsen. Parte bene il Chelsea che gioca palla a terra soprattutto nella zona centrale e spinge lateralmente con Duff che sembra incontenibile. La Lazio soffre e fa fatica a ripartire.

La prima conclusione in porta è però dei biancocelesti: all'8' calcio di punizione dai 25 metri dello specialista Mihajlovic che finisce fuori. Gli inglesi mantengono il possesso di palla e all'11' provocano un brivido alla retroguardia laziale con un destro in diagonale di Mutu. Stam è attento come sempre e al 18' il suo intervento su Mutu lanciato in contropiede da Gudjohnsen è provvidenziale. Albertini cerca di mettere ordine ma il Chelsea fa pressione soprattutto centralmente e Mancini chiede maggiore rapidità alla sua squadra. La Lazio fa capire che c'è e si fa vedere al 31': Favalli crossa al centro dell'area per Corradi che tenta una rovesciata acrobatica mancando però l'appuntamento con il pallone. Il Chelsea fa tutto bene ma si nota che manca il riferimento per l'ultimo passaggio, in pratica ci si accorge dell'assenza di Crespo. Alla Lazio invece l'uomo giusto al centro dell'area non manca ed è Simone Inzaghi, una "delizia" per i tifosi biancazzurri, che alla prima vera occasione punisce l'undici di Ranieri: 37' cross di Zauri dalla sinistra Stankovic è da solo sul secondo palo e fa da torre per Inzaghi che puntuale di testa davanti la porta non sbaglia e supera Cudicini. Il gol restituisce tranquillità alla Lazio che riesce a dettare meglio i tempi, il Chelsea invece diventa più frenetico, trova maggiore difficoltà ad andare al tiro ma proprio nel recupero sfiora il pari con Lampard che finge di calciare di destro poi fa partire un sinistro che si stampa sulla traversa. E' l'ultima emozione del primo tempo, Stam e compagni tornano negli spogliatoi con un prezioso vantaggio.

Nessun cambio ad inizio ripresa, grande personalità della Lazio che si difende con ordine, non butta via un pallone e spezza le trame di Veron, vero ideatore del gioco del Chelsea. Ma proprio nel momento migliore arriva il pareggio: all'11' Gudjohnsen lascia il pallone al limite dell'area per Lampard che con un destro micidiale supera Peruzzi, Si riaccende l'entusiasmo dello "Stamford Bridge" e il Chelsea ci crede: al 18' Ranieri tira fuori Veron e inserisce Gronkjaer e 1' più tardi arriva il 2-1 con Mutu che in area di rigore prima si vede ribattuto il destro da Stam e poi supera Peruzzi con il sinistro. Mancini cerca di correre ai ripari inserisce prima Muzzi per Inzaghi e poi Fiore per Zauri e al 29' Cudicini compie un grande intervento deviando in angolo un gran colpo di testa di Corradi. Nel finale un po' di nervosismo di Oddo che viene ammonito e salterà la prossima sfida di Champions proprio contro il Chelsea il prossimo 4 novembre. Nei secondi finali l'ultima occasione è per lo stesso Oddo che avanza centralmente si libera e conclude con un pallonetto che sfiora la traversa.


Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:

Bastano 12' al Chelsea FC per ribaltare il risultato e superare l'S.S. Lazio. Grazie ai tre punti conquistati allo Stamford Bridge i Blues salgono in vetta al Gruppo G. Per gli uomini di Roberto Mancini una sconfitta dal sapore amaro. Ad un primo tempo giocato decisamente meglio dagli ospiti, è seguita una ripresa targata Chelsea, durante la quale il club londinese ha avuto il merito di concretizzare le occasioni costruite. Una vittoria di carattere, quella degli inglesi, intensamente rincorsa e voluta. Probabilmente un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto ma le parate di Carlo Cudicini hanno fatto la differenza. Mancini propone un unico cambio rispetto alla formazione che ha pareggiato 2-2 contro l'AC Sparta Praha: Stefano Fiore lascia il posto a Luciano Zauri, arrivato quest'estate dall'Atalanta BC. In attacco Simone Inzaghi fa coppia con B$ernardo Corradi. Solito turn over in casa Chelsea. Assenti per infortunio Marcel Desailly (caviglia) e Emmanuel Petit (stiramento), Claudio Ranieri sostituisce Celestine Babayaro, Geremi e Hernán Crespo con Wayne Bridge, Glen Johnsone e Eidur Gudjohnsen. Nei giorni scorsi si era a lungo parlato delle cosiddette "sfide nella sfida". Quella di Ranieri, tecnico italiano contro una squadra italiana. Quelle di Hernan Crespo e Juan Sebastian Verón contro la loro ex squadra. Ma se il centrocampista è regolarmente in campo dopo la figuraccia rimediata contro il Besiktas Jk, Crespo è costretto a riununciare a causa di un'infortunio dell'ultima ora.

Il Chelsea comincia meglio. Aggressivo, corto, veloce, fraseggia spesso di prima intenzione, ben orchestrato da Verón. Al 5' la prima conclusione della partita con Gudjohnsen che calcia forte ma impreciso. Poco dopo è Adrian Mutu a mandare a lato. Con il passare dei minuti però la squadra di Mancini] sembra prendere le misure agli avversari e alza il baricentro. Zauri sulla sinistra e Sérgio Conceição sulla destra cominciano ad affondare. Poco dopo la mezzora i biancocelesti passano in vantaggio. Massimo Oddo scende indisturbato sulla destra. Il suo lungo traversone è raccolto da Dejan Stankovic che appoggia al centro. Inzaghi è lesto ad anticipare Terry e portare in vantaggio gli ospiti. La reazione dei Blues è inconsistente. Damien Duff e Mutu cercano la via del gol, ma Angelo Peruzzi non è mai chiamato in causa. Nella ripresa il Chelsea si trasforma. La probabile sfuriata di Ranieri negli spogliatoi produce gli effetti desiderati. Il pareggio non tarda ad arrivare grazie ad una conclusione dal limite di Frank Lampard. Al 20' il colpo del ko. Azione caparbia di Mutu. La sua prima conclusione viene ribattuta da Jaap Stam, ma nulla può Peruzzi sul successivo diagonale. Mancini cerca le contromosse. Fuori un nervoso Inzaghi, dentro Roberto Muzzi. Ma sulla deviazione volante di Corradi - quando ormai i numerosi tifosi laziali sono pronti ad esultare - Cudicini si supera, volando a deviare in angolo. Una parata che vale una partita. Il Chelsea stringe i denti e resiste. E al triplice fischio finale sono suoi i tre punti.