Mercoledì 24 settembre 1997 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fidelis Andria 3-2


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24 settembre 1997 - 2747 - Coppa Italia 1997/98 - Sedicesimi di finale, gara di ritorno

LAZIO: Ballotta, Negro, Nesta (46' G.Lopez), Grandoni, Gottardi, Buso, Almeyda (46' Venturin), Jugovic (55' Fuser), Marcolin, Boksic, Signori. A disposizione: Marchegiani, Mancini, Casiraghi. Allenatore: Eriksson.

FIDELIS ANDRIA: Frezzolini, Sarcinella, Recchi (19' Mariani), Citterio, Di Sauro, Nardi (55' Sturba), Olive, Cappellacci, Frezza, Biagioni, Lemme (46' Palumbo). A disposizione: Di Bitonto, Marzio, Silvestri, Manca. Allenatore: Papadopulo.

Arbitro: Sig. Dagnello (Trieste)

Marcatori: 18' Signori, 23' Boksic, 33' Biagioni, 65' Cappellacci, 73' Signori.

Note: ammoniti Frezza, Citterio e Olive per gioco scorretto, Gottardi per proteste. Angoli 14-1.

Spettatori: circa 5.000, per un incasso di Lire 97.225.000.

Il calcio di punizione vincente di Beppe Signori
Il raddoppio di Alen Boksic
Il pugliesi accorciano le distanze
Il provvisorio pareggio della Fidelis Andria
La rete del definitivo 3-2 di Giuseppe Signori
Un altro fotogramma della rete di Beppe-gol
Alen Boksic contrastato da tre avversari
L'esultanza di Beppe Signori dopo la marcatura

La Gazzetta dello Sport titola: "Signori castiga-Andria: ancora una doppietta. L'attaccante ripete la gara d'andata, la Lazio ci ha messo l'orgoglio per dimenticare un po' la sconfitta di Empoli. L'Andria ha pensato a limitare i danni".

Continua la "rosea": Chiodo scaccia chiodo, ed in qualche modo il brodino dello striminzito successo sull'Andria serve alla Lazio solo per dimenticare Empoli. Come ha sottolineato Eriksson: "Il bello del calcio è che arriva subito un'altra partita. Ed hai una notte sola per piangere la sconfitta"'. Ed allora prendiamo questo successo come il primo di un trittico programmato (Bari sabato e Vitoria Guimaraes martedì) in attesa dell'esame di S. Siro con l'Inter di Ronaldo, la grande illusione di Sergio Cragnotti. Intanto Signori non perde il vizio e piazza la sua seconda doppietta all'Andria. La partita ha poco da dire, visto che il passaggio del turno è stato già ipotecato in Puglia. Però non è stata noiosa per gli ammirevoli cinquemila che hanno punteggiato qui e lì gli enormi spalti dell'Olimpico. Eriksson manda in campo un mix di titolari e panchinari rampanti. Il 4-4-2 come modulo sembra più una scelta d'opportunità (dare un po' di riposo a Casiraghi e Mancini) che un ripiego dopo la sventola presa domenica nella provincia toscana. E così Ballotta fa il suo esordio con la Lazio, Gottardi e Grandoni coprono la metà sinistra della linea difensiva, Buso e Marcolin sono liberi di scorrazzare sulle fasce. Manca Rambaudi, causa una contrattura.

Papadopulo sa benissimo che per la sua Fidelis l'importante è passare indenne la serata, con dignità. E l'unico rammarico è per l'infortunio al setto nasale di Recchi. Davvero sfortunato il centrale difensivo dell'Andria, sempre protagonista in negativo. |All'andata ha sbloccato il risultato con uno sfortunato autogol, toccando col braccio nel finale in area per il rigore del 3-0. Ieri sera facendo fallo d'ostruzione su Signori si è fatto subito male, e da quella punizione il capitano della Lazio ha realizzato l'1-0. Fino a quel momento si era visto poco o nulla. Ed allora ci pensa Beppe-gol tirando "a giro" sul primo palo una bella traiettoria imprendibile per il giovane Frezzolini. Il gol di Signori è il "la" che sveglia la contesa. Qualche minuto dopo l'azione più bella della Lazio in velocità: Jugovic da sinistra porge al centro per Boksic che di tacco incrocia per Signori, il quale di piatto appoggia per l'accorrente Buso: ci mette un piede Frezzolini. Un minuto dopo arriva il raddoppio: rapida triangolazione centrale e Marcolin smarca Boksic che segna con un sinistro preciso. Ed è per lui la prima volta in questa stagione. Il gol stimola Boksic che comincia a divertirsi nel portarsi dietro un po' di difensori pugliesi ed i tifosi lo applaudono a scena aperta. Ma l'Andria non ci sta a fare da sparring-partner e Biagioni, un ex, spinge i suoi in avanti. Prima un bel cross rasoterra vede in ritardo Olive e Nardi per la deviazione in rete.

Poi l'ex ragazzo biancoceleste trova con caparbietà il gol su una doppia incertezza di Gottardi. Allo scadere del primo tempo ancora Biagioni imita Signori, ma la sua punizione lima la traversa. Brava la Fidelis ad inseguire il pari nella ripresa e dopo aver fallito con Nardi al 21' arriva il bel gol di Cappellacci servito con precisione da Palumbo. La Lazio fallisce un paio d'occasioni per errori di Boksic e per bravura del romano (e laziale) Frezzolini, mentre Jugovic è costretto ad uscire per un infortunio alla spalla. Ma dopo essersi divertita come un gatto col topo, ecco arrivare la nuova zampata del solito Signori. Boksic lo serve bene in profondità ed il cannoniere aggira il portiere e depone impeccabilmente in fondo alla rete. Cappellacci fallisce poi clamorosamente il 3-3. Altrimenti per la Lazio non sarebbe stato neanche un brodino.


Sempre tratte dalla "rosea", alcune dichiarazioni post-gara:

Non c'e' molta voglia di commentare una partita che non aveva storia. E allora Sven Goran Eriksson punta a guardare alla prestazione dei suoi: "Discreta. Mi è servito per vedere diversi giocatori che finora avevano avuto poco spazio. Sono soddisfatto per come si sono disimpegnati, in particolare Buso che non giocava da parecchio tempo. Il resto importava poco, visto che dovevamo passare il turno e basta. La difesa? Resta una delle migliori del campionato, anche se ha subito due gol stasera. Il modulo? Fino a sabato possono parlare tutti, poi però la formazione la decido io solo". Un po' di apprensione per Jugovic, che ha accusato una sublussazione alla spalla destra. Essendo squalificato in campionato, potrà curarsi in tutta calma. Piena soddisfazione anche in casa Andria: "All'Olimpico abbiamo sfoggiato una buona prestazione - sottolinea il presidente Fuzio -. Peccato solo che la giornata è stata rovinata dalle decisioni del giudice sportivo (multa di 50 milioni) contro cui ricorreremo". E peccato anche per Recchi (naso rotto).


La Repubblica titola: "Signori e Boksic, belli di notte".

L'articolo prosegue: Tutto abbastanza facile: dopo il crack con l'Empoli, la Lazio approda al terzo turno di Coppa Italia e adesso incontrerà il Napoli, come nella passata stagione. Finisce 3 a 2 con l'Andria, dopo il 3 a 0 per i biancazzurri dell'andata, in Puglia. Si rivede Signori, che non vive certo giorni felici: due gol per lui, uno per tempo, poi Boksic, prima rete dell'annata in una partita ufficiale. Come aveva annunciato Eriksson, la Lazio fa esperimenti: ecco il 4-4-2. Solo Boksic e Signori in attacco, con Buso sulla linea dei centrocampisti. E' piena di gregari, però la formazione: dal secondo portiere Ballotta a Marcolin, da Gottardi a Grandoni. Funziona il nuovo modulo che forse il tecnico svedese sceglierà per il futuro, ma l'Andria è avversario troppo piccolo per essere un test vero. Clima quasi irreale, silenzio, zero cori, rari e rapidi applausi: all'Olimpico non c'è un'anima, sembra di giocare a porte chiuse, a occhio saranno quattromila, gli spettatori, e le bandiere le puoi contare, in curva nord. Spuntano, a sopresa, striscioni polemici, però, prima dell'inizio: uno, poi ripiegato, contro Signori che secondo la curva non è più agile come un tempo, uno ("Bando alle ciance vogliamo i goal" testuale, i goal...) contro tutti.

Deserta anche la tribuna autorità, ma ci sono Cragnotti e la moglie di Gianfranco Fini, Daniela, che non se ne perde una, di partita, e spesso va pure in curva, con la sciarpetta al collo. Si sentono, poi, le voci dei giocatori e i fischi dell'arbitro, altre stranezze, roba da piccoli stadi. Cronaca, primo tempo, tre gol. Comincia Signori (19'): grande punizione, da trenta metri, con la palla che scavalca la barriera e veloce va dentro, a fil di palo. Tutto come ai bei tempi. Quattro minuti e c'è il raddoppio di Alen Boksic. Bell'azione di Marcolin che fa un assist per il croato (che forse parte in fuorigioco), tiro di sinistro, rete. Subito dopo in avanti si vede l'Andria: Gottardi sbaglia un rinvio, palla per Biagioni (a proposito: è uno nato al Trullo e a fatto tutte le giovanili nella Lazio), dribbling secco su Grandoni e gol. Secondo tempo: molte sostituzioni, Jugovic che esce per una botta alla spalla (sublussazione), Boksic, che come al solito, fallisce un paio di gol facili facili, poi al 20' il pareggio dell'Andria di Cappellacci e, per finire, Signori (28'), lanciato in contropiede che segna per la seconda volta nella serata. A fine partita Eriksson ha commentato: "Abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere, adesso pensiamo a sabato perché la partita con il Bari è importante".




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