Sabato 12 febbraio 2005 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 2-1


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12 febbraio 2005 - 3135 - Campionato di Serie A 2004/05 - XXIV giornata

LAZIO: Peruzzi (27' Sereni), Siviglia, Giannichedda, Talamonti, Oddo, Dabo, Liverani, E.Filippini, Seric (65' Muzzi), Bazzani, Rocchi (88' Pandev). A disposizione: Zaccardi, Zauri, Manfredini, E.Gonzalez. Allenatore: Papadopulo.

ATALANTA: Taibi (46' Calderoni), Rivalta, Sala, Capelli, Motta, Mingazzini, Bernardini (61' Montolivo), Marcolini, Bellini, Lazzari, Makinwa (78' Sinigaglia). A disposizione: Innocenti, Adriano, M.Stendardo (II), Pagano. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Brighi (Cesena).

Marcatori: 44' Makinwa, 45' Bazzani, 89' Liverani.

Note: serata fredda e umida. Ammoniti: Bazzani e Dabo per proteste, Motta e Montolivo per comportamento non regolamentare. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 7.074, per un incasso di euro 95.457,00, abbonati 28.724 per una quota di euro 390.764,05.

L'accredito per la partita
L'esultanza di Fabio Bazzani
Fabio Bazzani in azione
Giuliano Giannichedda in azione
La capriola dopo la rete di Stephen Ayodele Makinwa

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, non c'è veleno nella coda. Stavolta il finale di partita è dolce: Liverani decide all'89' e allontana lo spettro della serie B".

Continua la "rosea": Rimontata e sconfitta a Reggio Calabria al minuto 93. Rimontata e sconfitta a San Siro col Milan al minuto 94. Aveva dei conti in sospeso con la sorte, la Lazio. Li salda nel pomeriggio più importante, quello in cui si può e si deve soltanto vincere perché altrimenti la camera con vista è sulla serie B. Così, al minuto 89, che sempre di spiccioli di partita si tratta, arriva contro la quasi già retrocessa Atalanta il gol scaccia-incubi di Liverani. E' sorpasso, dopo il botta e risposta dei due arieti, Makinwa e Bazzani, sul finire del primo tempo. Proprio da vicino, la B la Lazio l'ha vista per pochi secondi, una settantina, quanto è passato dalla zuccata del nigeriano a quella dell'ex-doriano. Una sconfitta avrebbe infatti aperto una crisi spaventosa. Pensate, un punto in sei partite, il fiato di Siena, Parma e Fiorentina ormai sul collo. Invece, anche se ottenuti nel modo più sofferto i tre punti che cercava, la squadra di Lotito può ora dedicarsi alle sue vertenze fiscali con l'Erario, perché a quota 27, che comunque non è di sicurezza, le cose si continuano a vedere dall'alto. Vittoria meritata, al tirar delle somme. Priva di Di Canio, Cesar, Couto e il Filippini più quotato (Antonio), la Lazio è venuta a capo della modesta Atalanta, che col mercato di gennaio sembra avere definitivamente gettato la spugna, solo quando tutto sembrava perduto. Coerenza vuole che non si possa assolvere Papadopulo, che ha ritenuto contro il più piccolo degli avversari schierare un centrocampo operaio, nel quale il solo Liverani vantava quarti di nobiltà.

Seric sull'out di sinistra per sessantacinque minuti, con Pandev, Manfredini e Muzzi in panchina, suonava quasi beffardo. Quando il tecnico ha deciso di far qualcosa, ha pensato a Muzzi, uno che una partita vera non la gioca dalla Juve, cioè dal 5 dicembre. Va bene che Pandev era sceso in campo in settimana con la Nazionale, ma l'ostracismo che Papadopulo riserva al macedone è francamente incomprensibile. La Lazio, destino burlone, ha segnato il sorpasso proprio quando Pandev era in campo da un minuto, inserito largamente fuori tempo massimo al posto di un Rocchi troppo egoista. La Lazio può dunque ringraziare stavolta i suoi santi in paradiso. Quelli in campo si chiamano Bazzani, vero trascinatore della squadra nei momenti più delicati, e Liverani, freddo nelle geometrie come nell'esecuzione di un gol solo apparentemente facile. Altro benefattore, il portiere Taibi, che chissà perché se ne è andato a spasso sul limite dell'area quando Siviglia, in piena trance da disperazione, ha calciato in avanti quel lungo pallone. La Lazio s'era appena fatta mettere sotto dall'incornata di Makinwa su corner di Bernardini, mostrando i limiti di un libero elegante ma non di ruolo come Giannichedda e l'assenza di lunghi adeguati.

Allo choc, che nell'intervallo avrebbe potuto assumere proporzioni inquietanti, ha supplito Taibi, travolgendo il compagno Sala, raggiungendo Peruzzi nell'elenco degli infortunati, e consentendo a Bazzani il pallonetto di testa nella porta sguarnita. Solo a metà del secondo tempo Papadopulo s'è deciso a spostare la Lazio, che aveva comunque cambiato ritmo cominciando a mettere all'angolo l'Atalanta, più avanti. Dal 3-5-2 (reciproco) al 4-3-3 con Muzzi, cui Delio Rossi rispondeva arretrando Bellini sulla linea della difesa per un 4-4-2 dell'Atalanta nel quale tuttavia il cambio di Bernardini con l'ex talentino Montolivo non portava contributo alcuno. Calderoni, il sostituto di Taibi, si opponeva un paio di volte a Bazzani e rimediava anche a un'ipotesi di papera sulla punizione laterale di Oddo. Con l'uscita di Makinwa, vera spina nel fianco della Lazio, e l'ingresso di Sinigaglia, l'Atalanta rinunciava del tutto al capovolgimento di fronte, mettendo così i biancocelesti nelle condizioni di spingere quasi per forza d'inerzia. Non si avvertiva tuttavia la sensazione del gran finale, e la decisione di Papadopulo di far entrare Pandev (per Rocchi) solo al minuto 88 destava più di qualche mugugno sulle tribune. Ma siccome la fede è qualcosa di inesplicabile, ecco che sospinta dall'urlo della curva nord, la Lazio, che certo non difetta in temperamento, ha sparato le proprie ultime cartucce. A Oddo è riuscito finalmente l'affondo e il cross giusti, e sul secondo palo Liverani ha avuto tempo e modo di infilare in diagonale. Un bel sospiro di sollievo. Ma guai distrarsi: con Chievo, Parma e Messina, i prossimi tre appuntamenti, bisogna mettere insieme qualche punto. Altrimenti sono di nuovo dolori.


La Repubblica titola: "Finisce 2-1 all'Olimpico per il gruppo Papadopulo: ospiti avanti con Makinwa, pari di Bazzani e allo scadere il regista Liverani nel finale, la Lazio respira. Decimo ko in trasferta per l'Atalanta. Duemila tifosi biancocelesti in corteo: "No al fallimento". Quattordicesima sconfitta per i lombardi, la B è a un passo".

Continua il quotidiano: Preziosissima vittoria nel finale per la Lazio che supera 2-1 l'Atalanta nell'anticipo della 24a giornata. Un successo che permette ai biancocelesti di tenersi fuori dalla zona retrocessione. L'Atalanta, invece, incamera la 14a sconfitta stagionale, la decima in campo esterno e vede la serie B più vicina. Una partita molto sentita che non è riuscita mai veramente a decollare. Più vicina alla vittoria la Lazio che nel secondo tempo ha tenuto maggiormente l'iniziativa, ma l'Atalanta non è dispiaciuta e per gran parte della partita è riuscita a tenere testa e anche ad impensierire gli avversari. Papadopulo opta per il 3-5-2 con Oddo e Seric sulle corsie esterne. Assenti gli squalificati Couto ed Antonio Filippini, oltre agli indisponibili Di Canio, Cesar, Lequi e Oscar Lopez. In attacco l'ex sampdoriano Bazzani fa coppia con Rocchi. Rossi che deve rinunciare agli infortunati Migliaccio, Budan e Natali, dà spazio all'undici vittorioso con il Livorno. In difesa spazio al giovane Capelli. La Lazio parte in avanti e al 3' Taibi è costretto a un grande intervento in angolo su un cross dalla destra di Filippini deviato sul primo palo da Bazzani. Brivido iniziale a parte l'Atalanta mantiene un maggiore possesso di palla e mostra di essere discretamente motivata, poi arretra il baricentro e lascia giocare più la Lazio. Non ci sono comunque occasioni da rete, il gioco ristagna prevalentemente a centrocampo e la manovra non è fluida. Al 27' è costretto ad arrendersi Angelo Peruzzi a causa di uno stiramento. Lo stesso portiere chiede il cambio e viene sostituito da Sereni.

Al 37' si fa vedere la Lazio con una bella girata al volo di Rocchi che Taibi respinge con grande prontezza di riflessi. Il primo tempo sembrava ormai destinato allo 0-0 e invece il finale riserva grandi emozioni. Al 45' l'Atalanta passa in vantaggio: calcio d'angolo di Marcolini e gran stacco di testa di Makinwa che infila il pallone alla destra di Sereni. Il nigeriano imita Martins nel gesto di esultanza esibendosi in una capriola. E' un brutto colpo per la Lazio, ma non c'è il tempo per pensarci perché il pareggio arriva immediatamente. Al 46' Taibi sbaglia l'uscita al limite dell'area e Bazzani, su lancio di Siviglia, lo punisce superandolo con un colpo di testa. Nell'occasione Taibi rimedia un risentimento muscolare e ad inizio ripresa lascia il posto a Calderoni. E' la Lazio comunque a mantenersi in avanti alla ricerca del gol, sfruttando soprattutto la fascia sinistra. All'11' ci prova Rocchi con un sinistro dal limite mandando poco distante alla destra di Calderoni. Papadopulo inserisce Muzzi per Seric. Al 22' su punizione di Oddo, Calderoni non trattiene, Bazzani riesce a toccare ma l'estremo difensore nerazzurro riesce a far suo il pallone sulla linea. Al 30' girata di Bazzani alla quale si oppone Calderoni con una splendida deviazione in angolo. Anche questa volta emozione finale con gol partita della Lazio al 44': cross basso di Oddo da destra, la difesa atalantina è piazzata male, Liverani raccoglie il pallone, lo stoppa e supera di sinistro Calderoni.