Sabato 27 giugno 2020 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 2-1


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27 giugno 2020 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XXVIII giornata - inizio ore 21.45


LAZIO: Strakosha, Patric, Acerbi, Bastos (46' Radu), Lazzari (81' Marusic), Milinkovic, Parolo, Luis Alberto (90' D. Anderson), Jony (81' Lukaku), Caicedo (68' Correa), Immobile. A disposizione: Proto, Guerrieri, Jorge Silva, Armini, Vavro, Falbo, A. Anderson. Allenatore: S. Inzaghi

FIORENTINA: Drągowski, Milenković, Pezzella, Ceccherini (74' Venuti), Lirola, Badelj (84' Pulgar), Castrovilli, Dalbert (46' Igor), Ghezzal, Cutrone (63' Vlahović), Ribery (84' Sottil). A disposizione: Terracciano, Dalle Mura, Terzić, Agudelo, Benassi, Beloko, Duncan. Allenatore: Iachini (in panchina Carillo per squalifica del tecnico titolare).

Arbitro: Sig. Fabbri (Ravenna) - Assistenti Sigg. Ranghetti e Galetto - Quarto uomo Sig. Calvarese - V.A.R. Sig. Mazzoleni - A.V.A.R. Sig. Carbone.

Marcatori: 25' Ribery, 67' Immobile (rig.), 82' Luis Alberto.

Note: Esordio in serie A per Djavan Anderson. Ammonito al 5' Dalbert, al 7' Parolo, al 24' Milinkovic, al 32' Milenkovic, al 45' Bastos, al 54' Jony, al 79' Radu. Espulso al 90'+5' Vlahovic, al 90'+6' Inzaghi. Angoli . Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: -.


Quissanga Bastos
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Una fase di gioco
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Ciro Immobile
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Luis Alberto al tiro
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Francesco Acerbi
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Sergej Milinkovic-Savic
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Marco Parolo
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Manuel Lazzari
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Felipe Caicedo
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Un momento della gara
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I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio di rimonta. Immobile e Luis Alberto ribaltano la Fiorentina. La Juve resta a +4. Ribery incanta e porta avanti i viola che mancano il raddoppio. La squadra di Inzaghi domina il finale".

Continua la "rosea": Il brivido, l’ansia di mettere già la parola fine al sogno e al tramonto l’urlo che libera la gioia. È quello di Luis Alberto, di tutti i compagni e di uno stadio che in quel momento non è sembrato vuoto. La Lazio torna a -4 dalla Juventus, la fiammella della speranza si è riaccesa. E non è solo questione di risultato. La banda Inzaghi ha dimostrato di aver fatto tesoro della lezione di Bergamo, ha dosato le forze. Soprattutto, ha mostrato di avere ancora una buona capacità di reazione. Sì, ma quanta paura ha fatto la Fiorentina. È passata in vantaggio con un capolavoro di Ribery e ha rischiato di chiudere la partita all’alba del secondo tempo. La traversa che ha salvato Strakosha su tiro di Ghezzal è come un cartello con scritto: avanti con la lotta scudetto. La Lazio può ancora inseguire la Juve e i suoi sogni. La tattica. Nonostante qualche giocatore in riserva, e non di poco conto come Milinkovic, quello che fa ben sperare Inzaghi è stata, appunto, la capacità di soffrire e la voglia di riprendere la corsa. Non è stato facile, perché la Fiorentina è stata un osso duro. La Lazio è partita col freno tirato memore dell’esaurimento scorte capitato a Bergamo ma anche perché toccava a Luis Alberto e soci fare la partita e si sa che loro sono micidiali nelle ripartenze, non quando devono comandare la partita. Iachini, in tribuna per squalifica (in panchina il suo vice Carillo) ha optato per un abbondante turn over e il cambio di sistema, un 3-4-3 con Ghezzal largo a destra, Cutrone in mezzo e Ribery a sinistra ma libero di andare dove lo porta l’estro.

Una modifica dettata anche dall’assenza di Chiesa, squalificato come il tecnico. La Viola, quasi un paradosso, ha una rosa più ricca e con più varianti della Lazio. Inzaghi rispetto alla sfida con l’Atalanta ha solo scelto Caicedo e Bastos titolari, che peraltro avevano giocato anche mercoledì, invece di Correa e Radu. La Fiorentina, ben disposta in campo con un modulo che in fase di non possesso mutava velocemente in 5-3-2, non concedeva grandi spazi ai laziali e lasciava dettare a un Ribery in gran forma le coordinate per le ripartenze, assistito da Castrovilli. Il talento viola aveva anche il compito di oscurare, con profitto, le giocate di Milinkovic che sembrava pagare le fatiche di Bergamo. L’unico sfogo serio per l’offesa biancoceleste arrivava dalla destra, con le volate di Lazzari capace quasi sempre di saltare Dalbert e puntare l’area o crossare. Ma di vere azioni da gol, tranne un colpo di testa di Parolo respinto da Dragowski, non ce ne sono state. Quanto manca Leiva a centrocampo. La viola invece aveva in Ribery il folletto capace di mettere in crisi da solo la difesa. L’azione del gol è stata fantastica: saltati di netto Patric e Parolo, e bypassato Acerbi (perché voltarsi di spalle?) prima del gran tiro nell’angolino opposto. La reazione della Lazio è stata blanda: Immobile non è mai riuscito a liberarsi di Pezzella, Caicedo ci ha provato con una zuccata finita alta.

Variazioni sul tema. Per sfruttare un ulteriore slot di sostituzioni (usati tutti nella ripresa), Inzaghi e Carillo hanno cambiato un uomo nell’intervallo: Radu per Bastos ammonito e Carillo ha speso Igor per Dalbert, col proposito di mettere un freno al motorino Lazzari. Cambi di prudenza e tattici. La Lazio ha rischiato subito, e di brutto. Una sassata di Castrovilli su cui Strakosha ha dovuto fare la paratona e poi quel tiro a giro di Ghezzal finito appunto sulla traversa. La Lazio a quel punto ha cominciato a spingere più decisa. Nel tentativo di recuperare la partita si esponeva alle ripartenze viola ma era un rischio che doveva correre. E dopo una gran sassata di Jony su cui Dragowski ha fatto la prodezza, ecco il rigore procurato da Caicedo che stoppava bene di petto e trovava il contatto con il portiere. Immobile, fin lì nullo, si guadagnava la pagnotta. Buon per la Lazio che, mentre saliva di ritmo, Ribery, come col Brescia, è calato. E con lui la Fiorentina. Così Luis Alberto al tramonto ha colto il fiore della vittoria con una volata solitaria e piazzando la palla sul primo palo di Dragowski. L’inseguimento non è finito.


► Il Corriere dello Sport titola: .

Prosegue il quotidiano sportivo romano:


Il Messaggero titola: .

Prosegue il quotidiano romano:


► Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:




La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:

  • Portieri: Guerrieri, Proto, Strakosha;
  • Difensori: Acerbi, Armini, Bastos, Lazzari, Lukaku, Patric, Radu, Silva, Vavro;
  • Centrocampisti: A. Anderson, D. Anderson, Cataldi, Falbo, Jony, Luis Alberto, Marusic, Milinkovic, Parolo;
  • Attaccanti: Caicedo, Correa, Immobile.
I convocati in grafica




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