Storia del Campionato di Serie B 1985/86


La Lazio 1985/86
L'Ascoli vincitore del Campionato di Serie B 1985/86

Stagione

Storia del Campionato di Serie A 1984/85 - Storia del Campionato di Serie B 1986/87

Storia dei campionati

Luigi Simoni è il nuovo allenatore della Lazio. Il tecnico decide di attuare un profondo cambiamento rispetto alla squadra della stagione precedente. Vengono acquistati Mario Ielpo, Calcaterra, Caso, Fiorini, Galbiati Magnocavallo, Malgioglio, Piconi, Poli. Le cessioni riguardano Batista, Giordano, Laudrup, Manfredonia, Storgato, Vianello. Fuori rosa sono relegati Cacciatori, Vinazzani, Piscedda e Torrisi.

La squadra risulta sicuramente più debole qualitativamente di quella dell'anno precedente, ma sono stati allontanati alcuni elementi che potevano garantire denaro fresco e che avevano, forse, causato problemi nello spogliatoio.

Prima dell'inizio della Coppa Italia la Lazio deve rinunciare al nuovo acquisto Schiavi in quanto ritenuto non abile dal punto di vista medico. Simoni lo sostituisce reintegrando nella rosa di prima squadra Vinazzani.

Come nella stagione precedente la Lazio non supera il primo turno di Coppa Italia a causa della differenza reti. Vince all'Olimpico con il Catania e il Monopoli, pareggia con la Sampdoria in casa e con Atalanta e Taranto fuori. Si qualificano al turno successivo con 7 punti, come la Lazio, Atalanta e Sampdoria.

Il campionato comincia con una vittoria in casa contro il Palermo. A Bologna, nella seconda giornata, i biancocelesti vengono immeritatamente sconfitti. Poi due vittorie consecutive in casa con Campobasso e Arezzo. Simoni però è preoccupato e chiede rinforzi. D'Amico si infortuna seriamente e la necessità di avere altri giocatori si fa più pressante.

Intanto la Lazio pareggia a San Benedetto e poi supera la Triestina. Il secondo capitombolo si ha a Vicenza, ma fortunatamente arriva subito qualche rinforzo. Vengono presi Corti e Damiani che è svincolato. Torrisi viene reintegrato in prima squadra. Una bella vittoria in casa contro il Cagliari (3-1) precede la sconfitta di Catania in cui viene espulso il portiere Malgioglio. Poi l'Ascoli costringe al pareggio a reti inviolate i biancocelesti a Roma. A Cesena ancora una sconfitta severa e poi tre pareggi con Monza, Genoa e Perugia. La Lazio torna al successo con il Pescara, ma priva di continuità, perde a Cremona ed Empoli. Nuova vittoria interna con il Catanzaro e poi all'ultima giornata di andata si registra la secca sconfitta di Brescia.

A livello societario la situazione è grave: Giorgio Chinaglia non riesce ad ottenere i capitali americani in cui, improvvidamente, sperava. Ai giocatori non viene più corrisposto lo stipendio e il giorno successivo al pareggio interno con il Genoa, il 2 dicembre 1985 Long John cede la società al prof. Franco Chimenti. Questi non è in grado, da solo, di far fronte alla situazione e pertanto trova alcuni soci disposti ad investire sulla Lazio. I più affidabili sono i fratelli Giorgio Calleri e Gian Marco Calleri. In tal modo si riescono a pagare alcuni stipendi arretrati dei giocatori e vengono liquidati i creditori più esposti.

Il girone di ritorno si apre con il pareggio di Palermo, poi si registra quello interno con il Bologna e quello esterno di Campobasso. Con la partita di Arezzo, persa, la Lazio può già dire addio alle speranze di promozione. Vince poi a Roma con la debole Sambenedettese e pareggia a Trieste. Il 9 marzo 1986 la Lazio è alle prese con il Vicenza all'Olimpico. Dopo un inizio promettente i biancocelesti vengono rimontati dai veneti che approfittano della giornata più che negativa del portiere Malgioglio. Questi viene sonoramente fischiato dal pubblico e, reagendo, si rende protagonista di un pesantissimo gesto rivolto alla maglia. La Lazio perde per 3-4 e il portiere è allontanato dalla squadra.

In concomitanza con la trasferta di Cagliari, persa per 2-0, Chimenti fa firmare il rinnovo del contratto per la stagione successiva all'allenatore Simoni senza comunicarlo preventivamente ai fratelli Calleri. Costoro, irritati, decidono di rompere il rapporto con la Lazio e chiedono di essere liquidati dei denari messi a disposizione. La situazione precipita anche a livello sportivo perchè Magnocavallo e Fiorini si infortunano gravemente. Comunque i biancocelesti riescono a battere il Catania prima di essere sconfitti dall'Ascoli e di pareggiare in casa con il Cesena.

La situazione societaria, intanto, giunge ai livelli più drammatici. Mentre si cercano disperatamente nuovi finanziatori, improbabili personaggi si offrono di salvare la Lazio. In realtà si tratta di soggetti o privi di solide basi finanziarie o in cerca di notorietà. Chimenti abbandona il tentativo di trovare finanziatori. La Lazio è praticamente fallita. Ritornano sulla scena i fratelli Calleri, ma anche loro vogliono qualcuno che collabori nell'impresa disperata di evitare di portare i libri in tribunale.

Sul campo la Lazio seguita il suo percorso modestissimo. Viene sconfitta in casa dal Monza nella partita in cui il giovane e bravo Calisti riporta un gravissimo infortunio. Un punto strappato al Genoa a Marassi e un altro ottenuto a Roma con il Perugia non bastano per stare tranquilli. La serie C1 è vicina quando i biancocelesti perdono a Pescara. Poi altri due pareggi interni con Cremonese ed Empoli riaccendono qualche speranza. Alla penultima giornata di campionato la Lazio è attesa a Catanzaro da una partita senza soluzione che non sia la vittoria. La Lazio ce la fa (2-3), è finalmente salva e l'ultima giornata, con la vittoria sul Brescia, è solo un'occasione per ritrovare l'affetto dei tifosi.

A metà maggio intanto il costruttore Renato Bocchi aveva trovato un accordo con i Calleri. Entrava denaro fresco che rendeva possibile il pagamento degli stipendi ai calciatori. Questi ultimi si era resi protagonisti di un bellissimo gesto: pur non avendo ricevuto lo stipendio per cinque mesi ed essendo quindi nella possibilità giuridica di chiedere lo svincolo, avevano soprasseduto ad ogni tipo di azione dimostrando così un grande attaccamento alla maglia.

Altre nubi minacciosissime si avvicinavano, però, al mondo Lazio. Un nuovo lacerante scandalo scommesse vedeva coinvolto, tra gli altri, il laziale Vinazzani. In attesa del verdetto che sarebbe stato emesso in piena estate dalla CAF, la Lazio ingaggiava un nuovo allenatore: il viareggino Eugenio Fascetti, già calciatore della Lazio nei primi anni '60.

Nella stagione 1985/86 la Lazio si posiziona al 12° posto in classifica con 36 punti, a pari merito con Arezzo e Catania. Riporta 11 vittorie, 14 pareggi e 13 sconfitte. Segna 38 reti e ne subisce 42. Il goleador della squadra è Garlini con 19 reti, seguito da Caso con 4 e Fiorini con 3.. I più presenti sono Garlini con 38 presenze, Podavini con 34 e Calcaterra con 33.

In serie A furono promossi Ascoli (50 Punti), Brescia (47 punti) ed Empoli (45 punti). Quest'ultima squadra, sebbene giunta alle spalle del L.R. Vicenza, fu promossa per illecito sportivo commesso dai veneti. Il Catanzaro e il Monza furono retrocessi in Serie C1. Il Perugia fu retrocesso direttamente in Serie C2. Il Palermo fu radiato per fallimento e al suo posto fu ripescato il Pescara.

La classifica finale del Campionato di Serie B 1985/86




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