Giovedì 4 dicembre 2025 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-0

Da LazioWiki.

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4 dicembre 2025 – Roma, stadio Olimpico - Coppa Italia, Ottavi di finale - inizio ore 21.00

LAZIO: Mandas, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (71' Tavares), Guendouzi, Vecino (57' Dele-Bashiru), Basic, Isaksen (83' Cancellieri), Castellanos (57' Noslin), Zaccagni (83' Pedro). A disposizione: Provedel, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Belahyane, Dia. Allenatore: Sarri.

MILAN: Maignan, Tomori, De Winter, Pavlovic, Saelemaekers (64' Nkunku), Ricci, Jashari (81' Modric), Rabiot, Estupinan (86' Bartesaghi), Loftus-Cheek (81' Pulisic), Leao. A disposizione: Terracciano, Torriani, Gabbia, Odogu, Sala. Allenatore: Allegri.

Arbitro: Sig. Guida (Torre Annunziata) - Assistenti: Sigg. Lo Cicero e Dei Giudici - Quarto uomo: Sig. Doveri - V.A.R.: Sig. Pezzuto - A.V.A.R.: Sig. Aureliano.

Marcatori: 79' Zaccagni.

Note: la Lazio ha giocato con il lutto al braccio per commemorare Nicola Pietrangeli. Ammoniti 2' Pavlovic, 84' De Winter. Angoli 6 a 2. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 40.000 circa.


Le formazioni schierate prima della gara
Il minuto di raccoglimento in memoria di Nicola Pietrangeli
Adam Marusic
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Matteo Guendouzi
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Il colpo di testa vincente di Mattia Zaccagni
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Toma Basic
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Valentin Castellanos
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Una presa alta di Christos Mandas
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Tijjani Noslin
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Gustav Isaksen
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Mattia Zaccagni
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I due tecnici: Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

• Il Corriere dello Sport titola: “Il graffio di Zaccagni sul Milan”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Successo limpido e rivincita biancoceleste dopo le tensioni in campionato. Sarri vola ai quarti: affronterà il Bologna di Immobile. Quando Allegri prova a spingere, un colpo di testa vincente fa esultare l’Olimpico”.

È una Lazio vera, piena di coraggio e passione. Difende alla grande, ora ha anche cominciato a giocare bene, come vuole Sarri, sempre più dentro a un progetto di ricostruzione che dovrà essere accompagnato da Lotito riaprendo il mercato come merita il popolo dell’Olimpico. Ha risolto Zaccagni, buttando fuori il Milan con un colpo di testa all’ottantesimo. Il gol, nato da un angolo di Tavares, è venuto fuori nel finale, quando i rossoneri stavano provando a vincerla e la squadra di Mau era chiusa dietro, nel momento più complicato della partita, ma non ci sono dubbi sul risultato. Successo limpido. La Lazio ha creato più occasioni. Se Allegri resterà concentratissimo sulla corsa scudetto, la Coppa Italia può essere lo sfogo di Sarri, atteso dai campioni uscenti del Bologna (di scena domenica all’Olimpico nella sfida di campionato) ai quarti. La Nord, a proposito di talenti che mancano al Comandante, ha inneggiato a Sergej Milinkovic, riapparso per la prima volta da tifoso e seduto a sorpresa in Tevere. Curioso sia accaduto nella serata in cui Tare, il suo scopritore, tornasse in Monte Mario come ds del Milan.

Pochi rischi. Allegri ne ha cambiati cinque rispetto a San Siro, sistemando Jashari in regia. Debutto da titolare per l’ex Bruges, al rientro tre mesi dopo la frattura del perone. Ha un bel lancio, ma è apparso lento e in rodaggio, anche un po’ timido. Non rischiava il passaggio in verticale provocando le sofferenze di Max. Meglio, ma non troppo, Ricci. Di un’altra categoria Rabiot, ma nel complesso i rossoneri hanno prodotto un calcio scontato, troppo prevedibile. Il Milan non alzava il ritmo, cercando di attirare in trappola la Lazio e ha chiuso all’intervallo con il 54% di possesso e 0 tiri nello specchio. Leao spento, poco assistito da Loftus Cheek. Estupinan arretrato, quasi sempre in linea con i tre centrali. Saelemaekers, con l’aiuto di Tomori, doveva controllare Zaccagni. L’attaccante più pericoloso e sgusciante di Sarri è entrato subito in conflitto con l’arbitro Guida, protestando più volte per falli non fischiati.

Ordine. La Lazio stava tenendo benissimo il campo, senza rischiare. Le assenze di Cataldi e Rovella assorbite in modo sorprendente. Vecino, affaticato, non avrebbe dovuto neppure giocare. Guendouzi in crescita, Basic con il solito dinamismo. Sua l’occasione più limpida, un sinistro da fuori a capo di una ripartenza in campo aperto innescata dal lancio rasoterra di Mandas. Mancava, non è una notizia, incisività negli ultimi trenta metri, anche perché due terzi del tridente non mordevano. Taty in ritardo di condizione. Isaksen sotto ai suoi standard.

Capocciata. Il Milan è entrato con più convinzione e velocità nella ripresa. Loftus stava scaricando i suoi cavalli sul terreno di gioco, non è stato solo pericoloso due volte di testa. L’inglese, ex pupillo di Sarri al Chelsea, si è spostato sulla fascia quando Allegri ha aggiunto Nkunku. Occasionissima divorata da Leao. Alla Lazio servivano nuove energie. Dentro Noslin e Dele-Bashiru, Basic in regia. È entrato Tavares, la squadra di Sarri ha avuto un sussulto, uscendo dal fortino in cui si era chiusa. Angolo del portoghese e colpo di testa in avvitamento di Zaccagni. De Winter dormiva, troppo passiva la difesa a zona del Milan. Allegri ha reagito inserendo i grossi calibri. Maignan ha respinto Noslin, vivissimo e meritevole di spazio. Modric guidava l’assalto. Mandas si è superato su Pulisic e Sarri ha visto l’America, volando ai quarti di Coppa Italia.


Il Messaggero titola: “La prima gioia. Lazio ai quarti”. Continua il quotidiano romano: “Negli ottavi di Coppa Italia i biancocelesti piegano il Milan all’Olimpico grazie a una rete di Zaccagni all’80’ e a una prova di grande temperamento. Ora il Bologna. La squadra di Allegri tiene più palla. I biancocelesti escono alla distanza. Nel finale salva Mandas. Milinkovic in Tevere”.

La vendetta del cuore e dell'orgoglio. Una capocciata del capitano al Milan, cinque giorni dopo i veleni di San Siro. Zaccagni vola in cielo, trafigge Maignan e porta la Lazio ai quarti di Coppa Italia, che si giocheranno a Bologna a febbraio. Finalmente Sarri abbatte il tabù Allegri e regala un'altra gioia contro una big (dopo la Juve in campionato) al proprio popolo: lo aveva chiesto mercoledì a Formello, è stato accontentato da una squadra compattissima al suo fianco. Una notte da sogno vissuta di nuovo insieme al pubblico. Brindiamo.

La compattezza. Dev’essere l'inizio di un rilancio, non si può sempre rimpiangere il passato. Sabato c'era Luis Alberto a San Siro, stavolta spunta Milinkovic (camuffato in Tevere insieme a Radu) e fa impazzire l'Olimpico. La Curva Nord contesta Lotito solo nel riscaldamento, poi mette da parte il dissenso e fa scoppiare i timpani ad Allegri, colpevole di aver pressato l'arbitro Collu in occasione del rigore svanito sabato scorso. L'internazionale Guida dà il fischio d'inizio, non prima della seconda visione dell'aquila Flaminia sul trespolo. Comincia il combattimento. Sarri conferma per nove undicesimi la formazione dell'ultima gara di campionato: le uniche novità sono Mandas in porta e il rilancio del Taty dal 1’. Allegri punta di più sul turnover, ma si protegge con una sorta di 3-6-1: con Fofana ko e Modric a riposo, chance per Jashari in regia, Loftus-Cheek è alle spalle di Leao, che non dà mai punti di riferimento. La Lazio aggredisce subito il Milan col pressing alto, Pavlovic commette fallo su Guendouzi e viene ammonito: Basic batte la punizione, ma non trova lo specchio. Partono fischi assordanti non appena i rossoneri prendono il possesso del gioco. Importante un recupero di Guendouzi su Leao, ma le due squadre fanno densità e non si concedono chissà quali spazi in mezzo al campo. Vecino fatica a impostare dal basso, ma anche Jashari fa sempre il compitino. Mancano la manovra, gli inserimenti o un guizzo. Strepitoso solo un assolo di Basic e il suo diagonale mancino d'un soffio sul fondo. Saelemaekers rischia su un retropassaggio, ma Castellanos calcia mogio e non approfitta del regalo. Loftus-Cheek non sfrutta invece un bel cross di Estupinan, prima di testa e poi di tacco. Il primo angolo della sfida arriva a un minuto dalla fine del primo tempo: la manona di Maignan è decisiva sul siluro di Isaksen in mezzo a un muro rossonero.

La svolta. Tensione, mista a sbadigli, all'Olimpico. Nessuno vuole farsi male sino all'intervallo, ma il Milan rientra negli spogliatoi senza aver tentato nemmeno mezzo tiro. A inizio ripresa Pellegrini prova invano a sorprendere Maignan (fuori dai pali) con un improvviso pallonetto da centrocampo. Un altro bel traversone di Estupinan fa volare invece in cielo Loftus-Cheek, che sfiora l'incrocio. Tornano subito gli spettri della beffa di San Siro. I rossoneri muovono più velocemente la palla e alzano il ritmo, i biancocelesti sciupano contropiedi e sbagliano un passaggio dietro l'altro. Sarri sostituisce Taty e Vecino con Noslin e Dele-Bashiru, Basic diventa il vertice basso. Il Milan continua a pressare alto, ma Saelemaekers non sorprende Mandas con un piattone a giro. Allegri toglie l'ex Roma subito dopo e inserisce Nkunku al fianco di Leao in un 3-5-2 (a tratti 4-4-2) саmaleontico. La stranezza è vedere il gigante Loftus-Cheek largo sull'esterno destro, ma è ancora lui il più pericoloso di testa su un cioccolatino di Rabiot. Solo davanti a Mandas, Leao si divora clamorosamente il raddoppio. Non funzionano più le ripartenze di Zaccagni, Isaksen è troppo timido. Sarri tenta la mossa Tavares per ritrovare uno spunto, ma anche per rialzare il baricentro. Cambio divino. Il portoghese invita subito i compagni, poi batte un corner perfetto: Zaccagni svetta in cielo, fa una splendida torsione e sorprende Maignan sul primo palo. Secondo timbro di testa in carriera (a Empoli, ancora su assist di Nuno), il capitano si tuffa sotto la Nord, prima di godersi la standing ovation dell'Olimpico. Fuori lui e Isaksen, dentro Cancellieri (con soli due allenamenti sulle gambe, dopo due mesi ai box) e Pedro. Maignan stoppa l'urlo di gioia di un Noslin scatenato, Mandas vola sul subentrato Pulisic e poi in uscita in pieno recupero. C'è gloria per tutti, anche per il portierino greco (clean sheet alla prima da titolare) con le valigie in mano.


Il Tempo titola: “Vendetta Lazio”. Continua il quotidiano romano: “I biancocelesti battono il Milan all’Olimpico e volano ai quarti. Dopo il ko in campionato arriva la rivincita firmata Zaccagni. Milinkovic in tribuna a tifare. Ora sfida al Bologna in trasferta per andare in semifinale”.

Zaccagni stende il Milan nel finale e porta Lazio ai quarti di Coppa Italia. Di corto muso Sarri batte il collega Allegri, il calcio capovolto ma stavolta premia i biancocelesti ora attesi dalla trasferta di Bologna a febbraio. Una prova orgoglioso, perfetta in difesa e letale in attacco con una bellissima rete del capitano. Una notte bellissima con Sergej Milinkovic a tifare in Tevere Parterre, un talismano il serbo accolto dai tifosi come un re. Sarri sceglie tutti i migliori, nessuna deroga al turn-over se si esclude il portiere Mandas, titolare per una notte. C'è la difesa migliore con Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini, centrocampo a tre con Guendouzi-Vecino-Basic e, nel tridente, d'attacco si rivede Taty dall'inizio in mezzo a Isaksen e Zaccagni, in panchina torna Cancellieri dopo due mesi di assenza. Allegri, invece, fa qualche cambio rispetto alla sfida vinta in campionato sabato sera: in difesa tocca a De Winter (turno di riposo per Gabbia), Estupinan ritrova la fascia sinistra, in mezzo prima da titolare per Jashari al posto dello stanco Modric, Ricci prende il posto di Fofana da mezzala mentre Loftus-Cheek agisce dietro a Leao con Pulisic pronto a subentrare. Modulo solito, 3-5-2 così come la Lazio si presenta con un 4-3-3 molto spregiudicato, insomma due filosofie di gioco a confronto come da sempre accade nelle sfide tra questi due tecnici toscani. All'Olimpico torna il ds Tare dopo quasi un ventennio da queste parti ma soprattutto, prima della gara, toccante ricordo di Nicola Pietrangeli (biancocelesti col lutto al braccio in onore dello storico tifoso). Minuto di silenzio sporcato da qualche presunto tifoso rossonero che urla "forza Milan" tra lo sdegno del resto dello stadio.

Gara equilibrata proprio come a San Siro, Lazio nervosa dopo l'episodio arbitrale di Milano, Zaccagni ingaggia un duello personale con Guida che, in avvio, non gli fischia un fallo solare. Protesta anche Sarri ma si va avanti a strappi, il Milan fa più possesso palla rispetto al solito ma non tira mai in porta, i biancocelesti sono pericolosi con due tiri da fuori area di Basic e Taty. Davvero troppo poco da entrambe le parti, la prima frazione, più di studio che altro, si chiude senza reti. Ripresa col Milan che parte forte e, dopo un colpo di testa di Loftus-Cheek che fa venire i brividi a Mandas, Sarri ricorre a Noslin (fuori Taty) e Dele-Bashiru (esce Vecino e Basic va a fare il centrale viste le assenze di Cataldi e Rovella). Allegri risponde con Nkunku per Saelemaekers (fischiato per il suo passato giallorosso) e il Milan si mette a specchio rispetto alla Lazio. La mossa smuove la partita ora in mano ai rossoneri tanto che Leao calcia alto un rigore in movimento. Sarri prova a rialzare la squadra con Tavares per Pellegrini: operazione riuscita perché la gara si stappa sull'angolo di Tavares che Zaccagni, da centravanti vero, manda alle spalle di Maignan. Siamo all'80' e Allegri getta nella mischia Pulisic e Modric, entrano anche Pedro e Cancellieri, l'Olimpico è una bolgia. Milan all'assalto, ma la Lazio resiste e vola ai quarti di coppa. Sotto gli occhi di Sergej travestito da tifoso. E Nicola da lassù avrà applaudito la squadra del suo cuore.


La Gazzetta dello Sport titola: “Milan a metà. Rivincita Lazio”. Continua il quotidiano sportivo: “Colpo Zaccagni. Leao sbaglia e condanna Max. Il Diavolo fatica nel primo tempo e domina la ripresa ma non basta: sconfitta dopo 13 gare utili di fila. Sarri si rifà dopo il ko di San Siro e ai quarti trova il Bologna”.

Due obiettivi con un risultato: la Lazio si è qualificata ai quarti di Coppa Italia – incontrerà il Bologna – e ha vendicato la sconfitta delle polemiche, sabato a San Siro contro il Milan in campionato. Quella di ieri sera è stata una vittoria senza uso di Var, acciuffata grazie a un gol di Zaccagni verso la fine, quando i rigori incombevano sempre più. Su un corner di Tavares, la difesa rossonera si è schierata a zona e Zaccagni – dimenticato dallo sbadato De Winter - ha infilato di testa Maignan, neppure lui reattivo, nella circostanza. Gli allineamenti difensivi a macchia di leopardo sulle palle inattive li chiamano “castelli” e non di rado crollano come castelli di carta. Forse, su calci d’angolo et similia, sarebbe utile un ritorno alle sane marcature uomo su uomo. Il Milan esce dalla Coppa Italia e non è detto che in assoluto sia un male, ora la squadra ha un unico grande bersaglio, lo scudetto. Coincidenza incoraggiante: nella stagione scorsa, il Napoli venne eliminato dalla stessa Lazio proprio negli ottavi della coppa nazionale e poi vinse il campionato. Come il Milan di oggi, il Napoli di ieri non giocava in Europa: le affinità cominciano a essere interessanti. All’Olimpico, ha preso forma una partita altalenante. Molta Lazio nel primo tempo, tanto Milan per mezz’ora nella ripresa. Tutto si è deciso sull’episodio della rete di Zaccagni, ma se poco prima Leao non si fosse divorato un gol quasi fatto, racconteremmo un’altra storia. Questa sconfitta del Milan è figlia di una certa dose di sciatteria, è mancata cattiveria davanti alle due porte.

Nostalgia di Luka. Non che sabato, nel primo tempo della partita di campionato contro la Lazio, il Milan avesse brillato per fase offensiva: zero tiri in porta, come ieri nei primi 45’ all’Olimpico. Il gioco però fluiva in maniera diversa, perché a dirigere il coro provvedeva Luka Modric, ieri in panchina per legittimo, quasi doveroso recupero di energie. Non si può pensare che ii quarantenne fuoriclasse giochi sempre e comunque, lo si esporrebbe a cali di rendimento. Esserci sempre è faticoso a 30 anni, figuriamoci alla sua età. È un fatto però che nel primo atto di ieri il palleggio del Milan tendeva al banale. Mancava lo squarcio di luce, la verticalità improvvisa che Modric sa generare a prescindere. Ardon Jashari, il regista rossonero di giornata, veniva da oltre tre mesi di “fermo biologico” per grave infortunio, la frattura composta di un perone, e non si poteva pretendere che si impossessasse subito dello scettro del comando. Neppure Ricci, al suo fianco sulla destra, riusciva a generare passaggi profondi o aperture improvvise. Sulle fasce, pochi gli spunti di Saelemaekers e di Estupinan. Morale: il Milan per un tempo ha visto la porta di Mandas da lontano, con il binocolo. Mai attivato Leao, in posizione ibrida Loftus-Cheek. Zero tiri, nello specchio o fuori. La partita l’ha sceneggiata la Lazio, con pressioni costanti e corse coraggiose. L’occasione più ghiotta l’ha avuta Basic. Tomori ha fallito un anticipo e la palla è arrivata al centrocampista biancoceleste: fuga in avanti e diagonale fuori di poco. Poco prima dell’intervallo, parata di Maignan – lontano dai pali - su tiro di Isaksen. Pochissime emozioni, molti garbugli e ristagni a centrocampo, ma Lazio più propositiva o proattiva, come si dice oggi in covercianese.

Altro Milan, ma… Tutto un altro Milan nella ripresa. La Lazio ha pagato gli sforzi del primo tempo ed è rinculata nella propria metà campo. “Allegriani” dominanti e portatori di un possesso palla buono, con Jashari più presente e incisivo. Loftus-Cheek per due volte è andato vicino al gol di testa. Jashari, con una palla alla Modric, ha pescato Estupinan sul fondo area sinistra e l’ecuadoriano è stato lesto a toccare in mezzo per Leao: sciagurato il tiro del portoghese, con pallone in curva. E qui tocca ribadire una volta di più come Leao in certi giorni si muova con una sufficienza irritante. Proprio non ce la fa a percorrere l’ultimo miglio, a diventare un attaccante feroce sempre. Sabato, contro la Lazio a Milano, un gol di Leao ha deciso la partita. Ieri, contro la Lazio all’Olimpico, un errore di Leao ha tenuto viva la Lazio, e poiché il calcio ha una sua logica, Zaccagni poco dopo ha punito il Diavolo. Va detto che Sarri ha azzeccato i cambi. Prima ha irrobustito il centrocampo con Dele-Bashiru, poi ha inserito Nuno Tavares sulla sinistra e il portoghese, con le sue gambe motorizzate, ha rialzato la Lazio e ha costretto il Milan a guardarsi di più le spalle. Sotto di un gol, Allegri ha calato i pezzi grossi, Modric e Pulisic, e l’americano è andato vicino all’1-1, bravo Mandas a deviargli il tiro. Fatti i conti, tirate le somme, il pareggio con soluzione ai rigori non sarebbe stato scandaloso, ma la Lazio ha meritato la qualificazione. È stato il Milan a farsi del male ed è su questo che bisognerà lavorare per vincere lo scudetto. Il ritorno in Champions lo diamo per scontato: al Milan non restano che la Supercoppa italiana in Arabia e 25 giornate in campionato.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Zaccagni: “Una grande gara, c’era voglia di riscatto. La Lazio? Squadra compatta. Anno tosto ma con Sarri andrà bene”. Il capitano ci mette la testa e dedica il gol alla Curva Nord.

Ci voleva la testa giusta per sbollire la rabbia e focalizzare le energie nervose. Quella testa è stata di Zaccagni, nel vero senso della parola: l’ha indicata mentre esultava, correndo sotto la Curva Nord, a cui ha dedicato il gol scegliendo la porta sotto al settore bollente, aspettando gli ultimi 10 minuti della partita. Decisivo sul primo palo, smarcandosi da De Winter, bucando Maignan sul cross di Tavares. Il portoghese ha trovato il corner preciso, il capitano l’ha incornata come un centravanti. Deviazione da 9, con il 10 sulle spalle. Non proprio la specialità della casa, un terzo tempo di questo tipo. E invece ha permesso alla sfida di chiudersi con il secondo, di tempo, senza prolungarla ai calci di rigore. "Siamo contenti, era l’obiettivo, c’era voglia di riscatto dopo sabato. Una grande gara, abbiamo lavorato di squadra", ha commentato. Mattia da leader in una delle serate più importanti della stagione. La Lazio cercava il passaggio del turno per alimentare le ambizioni europee con quella che ora, a maggior ragione, sembra essere la strada più breve e più semplice per raggiungerla.

Aspettative. Era il più atteso alla vigilia, non ha deluso le aspettative. Anzi, ha tirato fuori il petto e il colpo determinante sull’angolo della vittoria. "È un anno difficile, ma siamo compatti. Sappiamo come lavorare, il mister ci indicherà la strada, finché lo seguiremo andrà bene". Come al solito era stato uno dei più brillanti in campo anche prima del timbro risolutivo. I cambi di direzione, i falli subiti, i passaggi giusti per mandare in porta i compagni. Ha costretto gli avversari alle cattive e mostrato la magia personale nel momento più inaspettato, quando tutte le attenzioni erano sui migliori saltatori biancocelesti. È sbucato dal nulla, la sua deviazione non ha lasciato scampo a Maignan, sorpreso dalla girata improvvisa. Non è stata una freccia, quella dell’arciere, più un colpo d’accetta su un match che non dava la sensazione di potersi sbloccare.

Leader. Il suo quarto gol stagionale è stato il più importante e simbolico realizzato. In campionato aveva punito Verona, Genoa e Cagliari, finora gli era mancata la stoccata contro una big, si era tenuto la soddisfazione per la gara di ieri. Sapore di rivincita, pochi giorni dopo il ko a San Siro. Zaccagni si è caricato i compagni sulle spalle, li ha trascinati ai quarti, ha risposto con i fatti ai propositi e alle aspettative della vigilia. L’unica rete in carriera in Coppa Italia l’aveva siglato nei quarti contro la Roma, in quell’occasione dal dischetto. Il colpo di testa con il Milan, quasi due anni dopo, vale quanto quel rigore d’oro nel derby.

In un altro articolo le dichiarazioni del tecnico biancoceleste. Sarri: “Sabato da umiliati. L’Olimpico ci ha caricato. Continueremo a lavorare. Basic è uno dei più affidabili”. L’allenatore della Lazio ha salutato Allegri ad inizio partita, tutto chiarito.

Segni e sogni di una pazza stagione, senza destino. È Sarri che lo sta creando. Bagliori tra le nebbie in campionato, poi questa scintilla in Coppa Italia che incendia il falò: "Il percorso lo stiamo facendo, ci manca un pizzico di continuità, anche se nelle ultime partite abbiamo perso solo con Inter e Milan in trasferta. Ci ha fatto piacere che all’Olimpico siano venute oltre 40.000 persone, hanno fatto un tifo feroce. Fa piacere per i ragazzi e per i laziali. A Milano, a fine partita, i giocatori erano mortificati, quasi umiliati. Una qualificazione, in partita secca, contro il Milan è sempre qualcosa di importante. Andiamo avanti, non abbiamo tempo di essere particolarmente contenti, ci aspetta il Bologna". Sarri è il primo da mesi ad essersi scavato dentro per cercare le tracce di un miracolo da compiere. Cinque mesi sono serviti per ricostruire, "nei prossimi cinque bisogna continuare a lavorare, arrivare a fine anno con 7-8 giocatori che fanno da base, a cui inserire 2-3 giocatori importanti per fare il salto di qualità. Sarebbe il massimo". Noslin e Dele-Bashiru, due risorse ieri: "I cambi sono stati un fattore. Le sostituzioni avevano dato un buon apporto anche sabato, forse ci avevano portato a fare risultato, chissà... Abbiamo tanti ragazzi che vengono da infortuni, ci danno una mano per spezzoni. Stanno evolvendo, velocemente daranno un contributo maggiore". Noslin sta sorprendendo: "La sua cessione? Non penso. È complicato inquadrarlo tatticamente, ma nelle partite come questa, con spazi in più, può giocare da prima punta. Potrebbe darci una grossa mano". Tavares di nuovo assistman: "Tavares non è un soggetto semplice, ci ho provato con le buone, lo stavo perdendo. Ora con le cattive, lo tengo a distanza, lo sto facendo giocare poco e spero si incazzi".

Luis tifoso a San Siro, ieri Milinkovic all’Olimpico: "Si sono abituati a stipendi che qui non prendono. Fa piacere che siano ancora così legati alla Lazio. Ho visto la foto dell’esultanza di Sergio al gol, si sente ancora parte del gruppo. Viaggiano su situazioni non proponibili per tornare. Ci farebbero comodo tutti e due". Sarri riabbraccerebbe Insigne, l’ha detto stavolta: "Con la società avevamo parlato di altri ruoli. Se saranno coperti, Lorenzo sarà una considerazione che spetterà al club, sapete quanto sono affezionato a lui, è quasi un figlio. I ruoli indispensabili prima sono altri". A Mau viene fatto il nome di Basic, trasformatosi d’incanto: "Per me, a livello di movimenti, forse è uno dei più affidabili se non il più affidabile".

Lotito. Prima della partita Lotito ha parlato di mercato ai canali ufficiali: "Faremo di tutto per non indebolire la squadra, ma per rinforzarla". È tornato sui blocchi: "Abbiamo subito un’ingiustizia reale con l’indice di stupidità, ci ha creato un grande danno. Avevamo operazioni di mercato pronte, ci è stato impedito. Lazio è una delle poche società ad avere un patrimonio immobiliare importantissimo senza avere lo stadio. Come si può impedire a un club così di fare il mercato sul presupposto che il blocco serviva per evitare il fallimento?".



La formazione biancoceleste:
Mandas, Gila, Vecino, Romagnoli, Marusic, Basic
Isaksen, Pellegrini, Castellanos, Guendouzi, Zaccagni
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/




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