Lunedì 27 aprile 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 3-3

Da LazioWiki.

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27 aprile 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XXXIV giornata - inizio ore 20:45

LAZIO: Motta, Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Pellegrini (83' Nuno Tavares), Basic, Patric, Taylor (46' Dele-Bashiru), Cancellieri (65' Isaksen), Dia (46' Pedro), Noslin (76' Maldini). A disposizione: Pannozzo, Giacomone, Rovella, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Przyborek, Marusic. Allenatore: Sarri. .

UDINESE: Okoye, Kristensen, Kabasele (82' Zarraga), Solet; Ehizibue, Piotrowski (66' Miller), Atta, Kamara (82' Arizala), Zaniolo, Ekkelenkamp (69' Buksa), Gueye (82' Bayo). A disposizione: Nunziante, Sava, Padelli, Mlacic, Camara, Vinciati. Allenatore: Runjaic.

Arbitro: Sig. Bonacina (Bergamo) - Assistenti: Sigg. Palermo e Zanellati - Quarto uomo: Sig. Marchetti - V.A.R.: Sig. Camplone - A.V.A.R.: Sig. Maggioni.

Marcatori: 18' Ehizibue, 50' Pellegrini, 80' Pedro, 86' Atta, 90'+3' Atta, 90'+5' Maldini.

Note: ammoniti 41' Cancellieri, 57' Pellegrini, 90' Zarraga, 90'+7' Patric. Angoli 4 a 5. Recuperi: 2' p.t., 8' s.t.

Spettatori: 8.731 presenti.


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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XXXIV giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Maldini ci mette lo zampino”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Ribaltone Lazio con Pellegrini e super Pedro. Atta ne fa due in 7’ ma questa Lazio è infinita. All’Olimpico una partita pazzesca tra continui colpi di scena. La squadra di Sarri continua l’approccio alla finale di Coppa Italia con l’Inter”.

Una giostra selvaggia. All’80' 2-1 per la Lazio, meraviglia di Pedro, forever young. All’86' il 2-2 e al 93' il 2-3, sempre Atta, questo è un signor giocatore. Al 95' il 3-3 di Maldini. Bellissima illusione per tutti la vittoria. Per la Lazio che ha rimontato due volte. Per l’Udinese che è andata in vantaggio due volte. Uno spettacolo pirotecnico per soli 8.731 presenti (omaggi e ospiti compresi), dentro un Olimpico a forma di cratere lunare. Scariche emotive per tutti, eurogol ed errori da Gialappa’s, 29 tiri totali. Un finale forsennato, turbolenze tattiche. Ogni palla giocata come se fosse l’ ultima della vita. Giocatori che sfrecciavano, che travolgevano, che tiravano, che sbagliavano davanti alla porta: Zaniolo sull’1-1, Dele-Bashiru sul 2-1. La Lazio quest’anno ci ha abituati al meglio e al peggio, a suggestioni e delusioni. Il punto serve a Sarri, appaiato con Italiano all’ottavo posto, può evitare i preliminari di Coppa Italia. Certo, vincerla ridurrebbe la classifica a un numero. Mau ha risollevato la Lazio, piegata nel primo tempo, inserendo Pedro, Dele-Bashiru, poi Isaksen e Maldini. Più piglio e più gioco. Runjaic s’è goduto le giocate di Zaniolo, nemico giurato scatenato, e il talento di Atta.

L’avvio. Partenza col fuoriprogramma di Flaminia, in Monte Mario tra i tifosi. Sarri senza Cataldi e Zaccagni, quattro cambi rispetto a Bergamo: Lazzari, Provstgaard, Pellegrini, Dia. Noslin ala. Linee elastiche nel 3-4-2-1 dell’Udinese. Chiara la fotografia: bianconeri ordinati, Lazio molto meno, passiva, lunga, distanze sballate, ha corso a vuoto, mandata in tilt dalle rotazioni di Runjaic. La traccia da seguire: Atta, tuttocampista pronto al salto. Non si nega nulla. Alto da trequartista, basso da centrale aggiuntivo. Sempre bravo a trovare la posizione, a cercare il passaggio. Le rotazioni hanno creato superiorità. Quattro contro tre a centrocampo. Zaniolo ed Ekkelenkamp mai attaccati a Gueye, il centravanti, disturbava Patric. A volte era largo Atta, altre si alzava Piotrowski e si abbassava Zaniolo. I recuperi di Gueye scatenavano le partenze degli esterni, di mediani e trequartisti. Basic, Patric e Taylor in ritardo. Un fuoco di paglia l’assalto di Noslin, su sponda di Dia, e il tiro ciccato da Cancellieri. L’unica vera uscita da dietro della Lazio. Poi gli attaccanti sono diventati statuine. Il pressing di Gueye ha iniziato a produrre effetti. Da un suo recupero, dopo un dribbling insensato di Pellegrini, la ripartenza che ha portato Piotrowski al tiro. L’Udinese ha affondato da esterno a esterno: Kamara al cross, spizzata di Ekkelenkamp, bordata di Ehizibue. Ha buttato giù Motta e la porta. Movimenti che la Lazio soffre. L’Udinese ha chiuso il primo tempo con 8 tiri (3 nello specchio) e il 57% di possesso.

La ripresa. Sarri con Pedro e Dele-Bashiru. Noslin centravanti. Su angolo, come a Bergamo, la Lazio ha trovato l’eurogol di Pellegrini. Collo pieno sotto l’incrocio. Salvataggio di Cancellieri su Piotrowski, un gol tolto. Lazio più aggressiva, più alta, ha mosso meglio il pallone. Dentro Isaksen e Miller. Runjaic con Buksa per rialzare la pressione. Noslin ha calciato alto. Isaksen ha iniziato a imperversare, sinistro deviato da Okoye sulla traversa. Buksa ha sparato fuori. Ecco Maldini. Zaniolo s’è divorato un gol già fatto a meno di un metro dalla porta. Pedro, il 2-1 a giro. Runjaic con Arizala, Zarraga e Bayo. Dele-Bashiru ha sparato fuori il tris in ripartenza. Zaniolo ha crossato per Bayo, Motta ha respinto sui piedi di Atta, il famoso tuttocampista, ora trequartista e centravanti. Il 2-2 all’86'. Motta s’è rifatto su Zaniolo, togliendogli il tris. Da corner, Atta-gol al 93'. Assalto di Isaksen, traversa di Romagnoli, tiro di Pedro, spaccata di Maldini. Il 3-3 al 95'. Sarri e Runjaic abbracciati e sorridenti, troppo bello per prendersela. Ci hanno fatto impazzire.


Il Messaggero titola: “Perle, pali e gran finale. Pazza Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Colpiti da Ehizibue dopo 18 minuti, i biancocelesti rimontano nella ripresa con un bolide di Pellegrini e un tiro a giro di Pedro. Atta riporta avanti l’Udinese, ma a fine recupero Maldini fa 3-3. Bologna superato all’ottavo posto grazie agli scontri diretti. Cancellieri squalificato: salta la Cremonese”.

Un passo in classifica e un salto spirituale nel futuro. Aggancio al Bologna e sorpasso all'ottavo posto (in virtù degli scontri diretti 1-1 e 0-2) con un altro finale al cardiopalmo. Finisce 3-3 con l'Udinese, scegliete voi il gol più bello: Ehizibue, Luca Pellegrini o quello dell'eterno Pedro. I due timbri di Atta per un attimo rischiano di rovinare tutto, ma in pieno recupero il tapin di Maldini rende giustizia alla Lazio. Resta il rimpianto sui punti persi per l'approccio mogio, magari ne riparleremo ad agosto, ma ora è un tremendo dispendio di energie, che sono poche e vanno solo convogliate per il 13 maggio. In principio i biancocelesti pagano gli acciacchi e le fatiche dei supplementari contro l'Atalanta, ma poi si strappano il cuore per arrivare al pareggio, manco fosse già la finale di Coppa Italia, ed esultano entusiasti come a Bergamo. Battere l'Inter sarà una scalata, ma questa è un'altra Lazio, che non molla mai e vuole riscrivere il suo destino.

Non bastano l'ultima impresa e il sogno di alzare un trofeo a riportare i tifosi all'Olimpico. L'aquila Flaminia s'innervosisce e interrompe il volo sopra lo stadio. Cattivo presagio. La magnifica visione è almeno il ritorno in panchina di Rovella, sebbene l'infermeria continui a condizionare un turnover mirato: in difesa riposano solo Marusic e Tavares, sostituiti da Lazzari e Pellegrini. C’è Provstgaard al posto di Gila, alle prese con una botta alla caviglia. Anche Cataldi è ko, Patric manovra ancora la regia. Sarri non preserva Taylor, forse anche per fargli scontare la diffida prima dell'Inter in campionato: l'arbitro Bonacina gli risparmia il giallo su Piotrowski, ma non grazia invece Cancellieri (fallo su Atta), che salterà la trasferta di Cremona per squalifica. Lunedì prossimo Zaccagni dovrebbe esserci, dopo aver smaltito la contusione rimediata con la Dea. In assenza del capitano, Noslin trasloca a sinistra, la sorpresa è Dia centravanti. Runjaic deve invece fare a meno di Davis nel suo 3-5-2 e Gueye si divora subito un gol a porta vuota su un cross perfetto di Kamara. L'Udinese vuole imporre il ritmo e copre tutto il campo. Noslin prova a scuotere i compagni con una sgommata sulla fascia, ma Cancellieri strozza un'occasione d'oro. I biancocelesti giocano a due tocchi, ma non sono abili nel palleggio. Zaniolo ha un'altra qualità e s'inventa un filtrante per Piotrowski, disinnescato col corpo da Motta. Sugli sviluppi della stessa azione, però, il portierino si arrende a un esterno terribile di Ehizibue, un lampo all'incrocio. Patric s'immola per evitare l'immediato raddoppio di Atta, Motta è di nuovo attento su Piotrowski, ma la Lazio sembra frastornata e svogliata. Un colpo di testa di Solet finisce di poco alto, prima della fine del primo tempo.

La scossa. L'atteggiamento non piace a Sarri, che inizia la ripresa con un doppio cambio: fuori Taylor e Dia, dentro Dele-Bashiru e Pedro. Noslin torna al centro dell'attacco. Zaniolo pennella un arcobaleno per Ekkelenkamp, la diagonale di Lazzari è decisiva. Su un corner di Basic, Luca Pellegrini si coordina, colpisce al volo di collo pieno e spacca il sette per il pareggio. Ironia del destino, il terzino romano non segnava dal 7 gennaio 2024 proprio contro l'Udinese (ma in Friuli) su punizione. La prima fiammata riapre la sfida, ma Motta rischia di richiuderla con un'uscita azzardata su Ehizibue. Un ripiegamento di Cancellieri scongiura il peggio sull'angolo successivo. Sarri sgancia Isaksen, un indemoniato. La pressione biancoceleste si alza, Noslin sfiora il vantaggio, ma è Gustav a prendersi la scena con un assolo da applausi: primo controllo col joystick, dribbling, Okoye si salva con la traversa. Non è finita: Dele-Bashiru si divora il clamoroso 3-1, Zaniolo il 2-2 da un metro. Succede tutto e il contrario: Pedro lascia partire un incredibile tiro a giro all'angolino. Diciassettesimo centro dalla panchina per lo spagnolo, eguagliato il record di Lautaro nel nostro campionato. La Lazio sembra poter vincere in rimonta, come non le accade ormai da un anno e mezzo (in casa con l'Empoli il 6 ottobre 2024), ma un cross di Zaniolo sbatte sulla nuca del subentrato Bayo e la respinta di Motta finisce sui piedi di Atta per il pareggio. Motta ferma Zaniolo in pieno recupero, ma non la doppietta di Atta, con un diagonale sporco. Isaksen non si arrende, la testata di Romagnoli si stampa sul palo e capitombola su piedi di Pedro per l'assist a Maldini, ed è gol. Quattordici reti segnate nell'ultimo quarto d'ora, questa Lazio non muore mai e risorge di continuo.


Il Tempo titola: “Cuore Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Maldini aggancia l’Udinese al 96’. Biancocelesti ottavi. Fuori programma dell’aquila che finisce tra il pubblico".

La Lazio raggiunge il Bologna all'ottavo posto, pareggia 3-3 con l'Udinese e conferma di non mollare mai nemmeno di fronte a stanchezza e muscoli ingolfati dai 120 minuti di Coppa Italia. La testa è all'Inter, alla finale che può salvare la stagione: missione compiuta, nessun infortunio e la sensazione di un gruppo che va oltre anche i propri limiti. Sarri lascia fuori Gila, Cataldi e Zaccagni ma schiera dall'inizio Taylor e Noslin usciti anche loro affaticati dalla battaglia di Bergamo. Il centravanti è Dia, ancora panchina per Maldini. Udinese senza Davis ma con Zaniolo e Atta pronti a colpire. Stadio deserto anche stavolta, nessuna deroga neppure dopo la conquista della finale di Coppa Italia. Il muro contro muro prosegue, entrambe le parti non mollano, la frattura è sempre più insanabile. È così il conto lo paga la squadra abbandonata a sé stessa nonostante una stagione in cui ha dato quasi sempre la sensazione di massimo impegno (alla fine sono 8700 gli spettatori presenti). Nel settore ospiti tra i cento friulani anche sciarpe della Roma e cori per i dirimpettai cittadini a ricordare il gemellaggio tra le due tifoserie. Sbaglia prima dell'inizio l'aquila Flaminia, se ne scappa sulla copertura dell'Olimpico a caccia di gabbiani. Poi, dopo cinque minuti di fuga, mentre il falconiere si sbraccia al centro del campo, atterra in Monte Mario per la gioia dei pochi tifosi presenti.

Tant'è, si parte e l'Udinese passa quasi subito con una perla di Ehizibue che infila Motta pochi secondi dopo una parata prodigiosa del giovane portiere laziale su Piotrowski. Poca Lazio, scarica per oltre mezz'ora poi riesce a guadagnare campo nonostante l'incerto arbitro Bonacina capace di avvelenare una gara tranquilla. Si va all'intervallo col meritato vantaggio ospite e uno Zaniolo in ottima forma tanto da far crescere i rimpianti per la mancata convocazione per gli spareggi mondiali dell'Italia. Subito cambi all'inizio della ripresa, escono Dia e lo spremuto Taylor, dentro Pedro e Dele-Bashiru. Da un angolo conquistato dal nigeriano esce il pari di Pellegrini che azzecca un sinistro chirurgico (secondo gol in serie A con la Lazio, entrambi contro i friulani). Runjaic si affida a Miller e Buska, Sarri ci prova con Isaksen che costringe Okoye a una fortunata deviazione sulla traversa. Minuti finali anche per Maldini (fuori Noslin) poi la magia di Pedro: palla sporca al limite dell'area, destro telecomandato all'incrocio dei pali per il 2-1. Ultimi cambi Tavares da una parte, Bayo, Zarraga e Arizala. Dele-Bashiru fallisce il tris puntuale la punizione col pari Atta. Nel recupero lo stesso francese trova la rete del 2-3 ma non è finita Maldini agguanta il pari al 96'. Finale incredibile ma pari giusto.


La Gazzetta dello Sport titola: “Alla fine c’è Maldini”. Continua il quotidiano sportivo: “Show all’Olimpico. Atta lancia l’Udinese. Daniel salva-Lazio. Friulani avanti, poi sorpasso di Pedro, le due reti del francese (il 2-3 al 93’) e 3-3 biancoceleste al 95’”.

Capita, a fine campionato, quando gli obiettivi diventano labili, se non inesistenti, e la concentrazione va e viene, a seconda se hai o meno la palla. Tra Lazio e Udinese finisce così 3-3 una partita che sicuramente non annoia, ma che (per usare un eufemismo) non è neppure un esempio di interpretazione tattica rigorosa da parte delle due squadre. Che danno il meglio quando devono proporre gioco, molto meno quando sono chiamate a conservare. Il pari è giusto, anche se arriva in un rocambolesco finale in cui accade di tutto. A quattro dalla fine la Lazio è in vantaggio dopo aver rimontato il bel gol di Ehizibue (bolide che finisce sotto la traversa) grazie alle prodezze di Pellegrini (tiro al volo all’incrocio) e Pedro (tiro a giro sul secondo palo). Ma ecco l’uno-due di Atta (tap-in al 41’ e diagonale chirurgico al 48’) che ribalta tutto. Ma non chiude i conti, perché al 50’ la zampata di Maldini sul tiro-cross di Pedro rimette il punteggio in parità.

Lazio in differita. In attesa della finale di Coppa Italia con l’Inter del 13 maggio, che può trasformare un’annata anonima in trionfale, il punticino consente comunque alla Lazio di agguantare il Bologna all’ottavo posto. Con i tre punti la classifica sarebbe stata migliore, ma l’approccio dei biancocelesti fa subito capire che ormai la testa è già al match con l’Inter. La squadra, oltretutto, è scarica dopo i 120 minuti di Bergamo e Sarri non l’aiuta perché il turn over, che alla vigilia era annunciato massiccio, si limita invece ai due terzini (tornano Lazzari e Pellegrini), a Provstgaard che rileva l’infortunato Gila e al turno di riposo concesso a Zaccagni (con Noslin che va sulla fascia e Dia al centro). Per quello che si vede in campo il Comandante avrebbe fatto meglio a cambiarne di più. E infatti, quando nella ripresa lo fa, la Lazio comincia a macinare gioco, crea di più, realizzando alla fine tre gol e colpendo due legni (una traversa di Isaksen e un palo di Romagnoli). Ma la squadra di casa (anche stavolta abbandonata da gran parte del suo pubblico) evidenzia pure una insolita fragilità difensiva, figlia appunto di una concentrazione che non è quella delle partite da dentro o fuori. E così arrivano i “buchi” che consentono all’Udinese di segnare tre volte e andare vicinissima al gol in almeno altrettante occasioni (in un paio delle quali l’eroe di Coppa Motta si fa ancora apprezzare). Non è, ovviamente, solo una questione di testa. La copertura del campo da parte dei biancocelesti è poco efficace e la squadra non ha la compattezza che di solito la caratterizza.

Udinese sul pezzo. Le difficoltà laziali nella fase difensiva sono però anche ingigantite dalla bella prova dell’Udinese che, nonostante le tante assenze, si conferma formazione tosta da affrontare per tutti. Quando è attaccata può andare un po’ in apnea, ma se le si concede spazio si prende il campo e non perdona grazie alla sua fisicità, ma anche ai piedi buoni di Zaniolo e Atta. L’ex romanista (che evidentemente sente aria di derby) è a tratti incontenibile, il francese tampona, imposta e finalizza pure con un gol da opportunista e uno da campione. Ma è soprattutto la disposizione in campo che risulta determinante, specie fino all’intervallo. Perché il 3-4-2-1 escogitato da Runjaic, con Zaniolo e Ekkelenkamp tra le linee, manda in crisi la difesa laziale. Il sistema di gioco non si rivela però altrettanto efficace quando si tratta di conservare. E così per i friulani la vittoria sfuma sul filo di lana.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Sarri: “Io a Napoli? Fantasia”. Continua il tecnico biancoceleste: “Un approccio da squadra stanca”. La Lazio ha però dimostrato una buona capacità di reagire “La finale? Prima finiamo il campionato in crescita”.

Bizzarra la giostra dei gol, come la Lazio. È deprimente l’Olimpico. Sarri non sopporta più questa storia: "Sono preoccupato, non ci si diverte a giocare con poco più di 5mila persone in uno stadio di 70mila posti, anche se chi viene riesce comunque a sostenerci. Ho sentito i ragazzi dopo il riscaldamento, anche loro erano un po’ depressi da questa situazione. Ci costa punti, anche se non so quanti". Mau non può nulla, sperava in un passo indietro o in avanti di Lotito: "Va chiesto al presidente. Sta sulle sue posizioni, è chiaro che non si fa convincere da nessuno. Non so nemmeno come possa essere messa a posto la situazione al momento, ma con grande sincerità posso dire che giocare così inizia a essere deprimente. Non è sostenibile nel lungo periodo, non so chi avrà la forza di risolvere la vicenda". Pedro è da clonare, ma andrà via, l’ha detto mesi fa: "Tenerlo? Bisogna chiederlo a Pedro, è una scelta sua. Fuoriclasse di portata straordinaria. Diventa difficile reggere 90’, ma i piedi sono sempre quelli".

L’analisi. Sarri ha lodato la reazione: "Siamo in crescita. Caratterialmente ci siamo e al momento va bene così. Siamo stati bravi a rientrare dentro la partita e poi abbiamo fatto un secondo tempo superiore a livello energetico. Dispiace perché tutta la sarabanda finale è nata dal fatto che abbiamo sbagliato il 3-1 per chiudere la partita. Ma i ragazzi hanno reagito e mostrato motivazione". Impatto sbagliato: "Abbiamo approcciato male la partita, senza energie mentali e nervose, siamo usciti stanchi da questa settimana". La Coppa si sentiva ancora: "Diciamo che questa partita non era l’ideale dopo quella di mercoledì, probabilmente ce ne voleva una più serena. Abbiamo avuto un approccio da squadra stanca mentalmente, piano piano ci siamo ripresi e abbiamo fatto un gran secondo tempo. Gli eventi l’hanno resa spettacolare. Ce la siamo incasinata, ma abbiamo dimostrato reazione e carattere. Gli aspetti positivi ci sono". Un commento sul campionato: "Si fanno sempre tanti discorsi, non sarà il più bello del mondo ma è il più difficile dal punto di vista tattico. E poi non si può far finta di niente, attaccanti da 30 gol che costano 80-100 milioni in Italia non vengono. È tutta una conseguenza".

Sarri non può non pensare alla finale anche se non lo ammette: "Io credo poco al turnover fatto in modo previsionale, con turni di anticipo. Non faremo tanti calcoli se non quelli indispensabili, dobbiamo avere anche l’obiettivo di finire il campionato dando la sensazione di essere una squadra crescente". Mau con qualche uomo in più, anche Rovella, ieri in panchina: "Più scelte? Qualcosa si comincia a vedere anche se la situazione di tanti giocatori è di post-infortunio, senza 90 minuti nelle gambe. Abbiamo finito i cambi a un quarto d’ora dalla fine prendendo dei rischi. Mi dispiace per Rovella perché pensavo di metterlo, ma Pellegrini, già ammonito, ha fatto un fallo rischioso". Da Mandas a Motta: "La cessione di Mandas? Non ero contento, avevamo due portieri di ottimo livello e quando si prende un rischio succede qualcosa. Abbiamo avuto la fortuna di incappare in questo ragazzo di livello. Spero rimanga con i piedi per terra, non è ancora un portiere fatto. Ha delle qualità importanti". Sarri e il futuro, le voci su Napoli: "È fantacalcio. Perché quando parlate di me viene fuori sempre che sono vecchio? In Serie A ce ne sono altri (risata)". Sul caso Rocchi: "Non so che dire. Ho letto concorso di colpa, se c’è vuol dire che c’è qualcun altro. Vediamo cosa viene fuori".


In un altro articolo, le parole dei calciatori. Il gol di Maldini fa vedere la luce. E ora si rilancia: “Timbra Daniel”. Noslin amaro: “Due punti persi. Potevamo fare di più”.

Un gol per rilanciarsi a livello personale e per evitare alla Lazio di uscire sconfitta all'Olimpico. Ha una doppia valenza il sigillo di Daniel Maldini al 95', dopo essere stato lanciato da Sarri nel quarto d'ora finale. Il progetto di attaccante sul quale sta lavorando da gennaio l'allenatore ha dato una risposta importante che aprirà a nuovi ragionamenti tecnici nei prossimi giorni. Già, perché negli ultimi tempi, complice anche la tendinopatia cronica che lo ha tormentato, si è visto sorpassare nelle gerarchie da Noslin e Dia. È rimasto ai box con la Fiorentina, poi in panchina con Napoli e Atalanta. Ieri ha riassaggiato il campo e ha risposto con una zampata all'ultimo respiro da rapace dell'area di rigore. Un gol che ha permesso alla squadra biancoceleste di uscire con un pareggio dalla sfida con l'Udinese e anche di ritrovare la rete di un centravanti, come non accadeva dal 9 marzo, quando era stato ancora l'ex Atalanta a segnare (in quel caso contro il Sassuolo) partendo da riferimento centrale offensivo. Con i neroverdi, però, aveva timbrato il cartellino in apertura di match e non in extremis. Quello era stato il suo primo timbro da laziale, ieri è arrivato il secondo (sempre giocando in casa). Una lunga assenza di marcature da parte degli attaccanti che ha pesato nell'economia del gioco di Sarri, che nelle ultime partite si è affidato più che altro alle intuizioni delle mezzali e dei difensori.

Noslin. Ci ha provato anche Noslin, prima di Maldini, a spezzare la "maledizione del centravanti". Nella ripresa è stato spostato momentaneamente al centro del tridente dopo l'uscita di Dia e l'ingresso di Pedro (dopo aver iniziato la gara da vice-Zaccagni): "Credo che la partita da centoventi minuti contro l'Atalanta ci abbia condizionati, anche perché abbiamo avuto poco tempo per recuperare", ha detto l'ex Verona nel post-partita. "Non abbiamo iniziato molto bene, me compreso. Non ho fatto le cose giuste, ma credo che nella ripresa siamo cresciuti molto e abbiamo fatto tutto per provare a vincere la gara. L'Udinese però ha giocato una buona gara, ha rischiato di vincerla segnando due reti in 5 minuti e per fortuna siamo riusciti a trovare il gol del pareggio nel finale. In ogni caso per me sono come due punti persi, potevamo fare di più". Sul suo stato di forma: "Non ho giocato tantissimo questa stagione, sono molto contento di averlo fatto nelle ultime due gare. Ovviamente sono un po' stanco, ma non ci sono scuse. Adesso dobbiamo concentrarci in particolare sulla finale di Coppa Italia e sul derby, ma dando il massimo in tutte le partite che restano, non dobbiamo mollare". Poi i complimenti a Pedro: "Ha 38 anni, per me è incredibile. Avete visto il gol che ha fatto, "è bellissimo" (uniche parole dette in italiano, ndr). È fantastico osservarlo sia in partita che in allenamento".

Infermeria. Fronte infermeria, Sarri conta di recuperare nella prossima settimana più giocatori possibili. Nonostante il comunicato su Cataldi in cui si parlava di influenza, l'allenatore nel post-partita ha lasciato intendere che il regista soffre di altri problemi, mettendolo in dubbio per la finale. Su Zaccagni (affaticamento muscolare) e Gila (ematoma in una caviglia), invece, ha rassicurato dicendo che recupereranno nel giro di pochi giorni.




La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

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I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XXXIV giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Inter 79 34 25 4 5 80 31 49 41 13 2 2 38 12 2 3
Napoli 69 34 21 6 7 52 33 19 40 12 4 1 29 9 2 6
Milan 67 34 19 10 5 48 27 21 32 9 5 3 35 10 5 2
Juventus 64 34 18 10 6 57 29 28 36 10 6 1 28 8 4 5
Como 61 34 17 10 7 59 28 31 32 9 5 3 29 8 5 4
Roma 61 34 19 4 11 48 29 19 36 11 3 3 25 8 1 8
Atalanta 54 34 14 12 8 47 32 15 32 9 5 3 22 5 7 5
Lazio 48 34 12 12 10 37 33 4 27 7 6 4 21 5 6 6
Bologna 48 34 14 6 14 42 41 1 20 6 2 9 28 8 4 5
Sassuolo 46 34 13 7 14 41 44 -3 26 8 2 7 20 5 5 7
Udinese 44 34 12 8 14 41 46 -5 20 5 5 7 24 7 3 7
Parma 42 34 10 12 12 25 40 -15 18 4 6 7 24 6 6 5
Torino 41 34 11 8 15 39 56 -17 24 7 3 7 17 4 5 8
Genoa 39 34 10 9 15 40 48 -8 22 6 4 8 17 4 5 7
Fiorentina 37 34 8 13 13 38 45 -7 19 4 7 6 18 4 6 7
Cagliari 36 34 9 9 16 36 49 -13 22 6 4 7 14 3 5 9
Lecce 29 34 7 8 19 22 46 -24 17 4 5 8 12 3 3 11
Cremonese 28 34 6 10 18 26 51 -25 13 2 7 7 15 4 3 11
Verona 19 34 3 10 21 23 56 -33 8 1 5 11 11 2 5 10
Pisa 18 34 2 12 20 24 61 -37 10 2 4 11 8 0 8 9





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