Mercoledì 4 gennaio 2023 - Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 2-1
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4 gennaio 2023 – Lecce, stadio Via del Mare - Campionato di Serie A, XVI giornata - inizio ore 16.30
LECCE: Falcone; Gendrey, Baschirotto, Umtiti, Gallo; Gonzalez (89' Maleh), Hjulmand, Blin (89' Askildsen); Strefezza (73' Oudin), Colombo (84' Ceesay), Banda (46' Di Francesco). A disposizione: Bleve, Brancolini, Pongracic, Tuia, Voelkerling, Lemmens, Pezzella, Rodiguez . Allenatore: Baroni.
LAZIO: Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Milinkovic (61' Vecino), Cataldi (79' Marcos Antonio), Basic (85' Romero); Pedro (61' Felipe Anderson), Immobile, Zaccagni (79' Cancellieri). A disposizione: Maximiano, Adamonis, Patric, Hysaj, Radu, Floriani M., Bertini. Allenatore: Sarri.
Arbitro: Sig. Marinelli (Tivoli) - Assistenti Sigg. Perrotti e Garzelli - Quarto uomo Sig. Baroni - V.A.R. Sig. Di Paolo - A.V.A.R. Sig. Di Martino.
Marcatori: 14' Immobile, 57' Strefezza, 71' Colombo.
Note: Osservato un minuto di silenzio in memoria di Pelé. Ammoniti: 5' Banda, 37' Casale, 48' Gallo, 78' Hjulmand, 90'+2' Cancellieri. Angoli 4 a 3. Recuperi: 1' p.t., 7' s.t.
Spettatori: 26.084, di cui 6.136 paganti e 19.948 abbonati. Incasso totale 443.060,94 euro.

Foto Getty Images

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► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XVI giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Ciro gol ma poi ciao Lazio”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Immobile porta avanti i biancocelesti, Strefezza e Colombo fanno 2-1. Ululati razzisti, Umtiti in lacrime: partita interrotta a metà ripresa. Sarri aveva chiesto ai suoi di riprendere la marcia con attenzione, però non è bastato. Dopo il vantaggio è calato il buio. Baroni a +9 dalla retrocessione”.
Il gigante si chiama Umtiti, vecchio pilastro del Barcelona, idolo di Lecce. Canta il suo nome lo stadio Via del Mare e l’ex campione del mondo con la Francia finisce in lacrime, travolto dall’emozione. Ha vinto sul campo e non solo, inghiottendo la vergogna degli ultras laziali. Prestazione da fuoriclasse della difesa, Corvino lo ha restituito al calcio alla soglia dei 30 anni: che intuizione. E poi la risposta da uomo vero, più forte degli ululati razzisti. È successo al 22' della ripresa, quando lo hanno preso di mira per un anticipo su Immobile, nello spicchio di campo a ridosso del settore ospiti. L’arbitro Marinelli, per qualche secondo, ha interrotto la partita. Lo speaker era intervenuto anche durante l’intervallo, minacciando la sospensione. Gli stessi ululati erano stati percepiti e indirizzati, nel primo tempo, nei confronti di Banda. Il giovane attaccante zambiano, scosso e intimidito, era stato sostituito da Baroni con Di Francesco, guarda caso la chiave tattica della rimonta. Tutto torna, come i due gol realizzati per ribaltare Immobile e spedire al tappeto Sarri. Umtiti, nel momento più brutto, ha guardato l’arbitro e i giocatori della Lazio. Lo stadio, urlando il suo nome, aveva coperto quei cori beceri: “Tranquilli, giochiamo, andiamo avanti”.
Difra scatenato. Dopo quattro minuti, quasi ispirato dalla giustizia divina, è arrivato il raddoppio del Lecce. Lancio con il contagiri di Hjulmand, Di Francesco al volo di sinistro l’ha rimessa al centro dell’area, Colombo ha appoggiato in rete. Stadio in delirio. Due gol in meno di un quarto d’ora. Quel folletto di Strefezza aveva firmato il pareggio. Ancora Di Francesco, figlio dell’ex tecnico della Roma, letale. Una spina nel fianco, imprendibile per Lazzari. Palla persa da Pedro, imbucata di Hjulmand, inutile la respinta di Provedel. Difesa in bambola. La squadra di Sarri era stata inghiottita dal ritmo, dall’aggressività, dalla cattiveria superiore del Lecce. Da una parte guardavano, dall’altra mangiavano il pallone. La resa annunciata e raccontata dalla trama di una partita a due facce, diametralmente opposte.
Tracollo. Mezz’ora di dominio, poi stop. Si è spenta subito la luce della Lazio. Non è bastato il gol di Ciro, tornato a timbrare il cartellino con la regolarità di un orologio svizzero. Scatto in profondità, dettando il lancio a Casale. Lo teneva in gioco Gendrey. Diagonale e gol numero 190 in biancoceleste. Sembrava l’annuncio Champions in coincidenza del suo ritorno. La Lazio, invece, ha palleggiato e dominato solo nei primi 25-30 minuti. Doveva e poteva chiuderla. L’avviso di Casale, respinto da Falcone. La possibile doppietta di Ciro, il contropiede non finalizzato da Lazzari, Zaccagni murato da Blin, l’occasione divorata da Basic. Poi la squadra di Sarri quasi di colpo ha smesso di giocare e si è abbassata al limite dell’area. Il Lecce sino all’intervallo non ha tirato, ma stava salendo di tono, di aggressività, guadagnando metri su metri. La Lazio era alle corde, senza più energie e passo. Svagato e irritante Milinkovic, l’eclisse di Pedro, Basic ordinario, Zaccagni in calo, Felipe lasciato in panchina e Luis Alberto a casa. Chi poteva costruire? Tanti, troppi passaggi sbagliati. E nessuno capace di tenere la palla o guadagnare un fallo, aiutando la difesa a uscire. Sarri forse ha ritardato i cambi, sarebbe servita freschezza. Ha negato l’ipotesi di una condizione atletica insufficiente, ma sul piano fisico e dell’aggressività la Lazio è stata messa sotto di brutto. È sparita. Inevitabile il tracollo. Baroni ha inserito Di Francesco e il Lecce l’ha rovesciata dimostrando fame, voglia, una corsa infinita e tante buone idee, come i tagli di Strefezza e la predisposizione al gioco verticale, per linee interne, innescato da Baschirotto e Umtiti. Già, il gigante Samuel, eroe cantato da uno stadio intero in coda a una serata di gloria, non solo di ululati. Lacrime di gioia. Non è detto ci si possa commuovere solo al Camp Nou o sul tetto del mondo. Anche a Lecce si può vivere una favola.
• Il Messaggero titola: . Continua il quotidiano romano:
• Il Tempo titola: . Continua il quotidiano romano:
• La Gazzetta dello Sport titola: . Continua il quotidiano sportivo:
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Sarri: “Presuntuosi? La Lazio si è spenta”. Analisi dura del tecnico dopo la sconfitta contro il Lecce. “Tolto Pedro non vedo giocatori che hanno vinto tutto. Io credo sia superficialità in alcuni momenti. Corriamo tanto ma senza scatti. Milinkovic fuori? Ho sbagliato io”.
Vede superficialità, non presunzione. Sarri l’ha spiegato a modo suo, un po’ colorito. "Chi cazzo siamo per essere presuntuosi? A parte Pedro, non ci sono giocatori che hanno vinto tutto. No, non credo sia presunzione o scarsa umiltà. Forse superficialità. Ci siamo spenti come fiammiferi. Difettiamo dal punto di vista mentale, altrimenti dovrei discutere il livello dei giocatori e non può essere. Nel secondo tempo non riuscivamo più a tenere la palla o guadagnare un fallo per aiutare l’uscita". Il tecnico della Lazio, si era capito, temeva l’avvio del nuovo campionato e gli antichi difetti, riemersi a Lecce. "Ci chiediamo da un anno e mezzo cosa succede. Mi dispiace perdere una partita in cui l’approccio ha funzionato, per mezz’ora abbiamo giocato e palleggiato, creando diverse occasioni. Qualche avvisaglia è venuta fuori alla fine del primo tempo, ma ci eravamo abbassati senza concedere. Nel secondo tempo abbiamo scatenato la reazione del Lecce attraverso una serie di palle perse che hanno dato forza a loro mentre noi ci siamo persi. Una partita iniziata benissimo è finita con un basso livello mentale. Quest’anno avevamo ridotto certi momenti, ma forse non siamo guariti".
Confusione. Sarri ha respinto l’ipotesi di una flessione atletica. "È un alibi che non va dato a nessuno. Ci siamo consegnati. Non mi sentirete mai parlare di problema fisico. La Lazio, tra tutte le squadre che ho allenato, è quella che corre di più". Soffre, però, i ritmi alti. "Il Lecce era aggressivo anche all’inizio, solo che lo mandavamo a vuoto. Ci hanno azzannato e sbranato quando hanno visto lo spiraglio, glielo abbiamo consentito. Nei primi 30 minuti non ci riuscivano. Corriamo tanto come squadra. Semmai, tolti un paio di giocatori, non abbiamo grandi velocità e tanti scatti. Sulla cilindrata non possiamo farci niente". È stato spietato, autocritico. "In panchina eravamo in confusione mentale, come la squadra in campo". Sarri ha svelato l’errore sulla sostituzione di Milinkovic. "Mi sento responsabile come tutti i componenti del gruppo, anche di più, visto che ho sbagliato un cambio. Se ne stava parlando. Mi sono messo a guardare le palle inattive e mi sono perso l'uscita. Dopo l’1-1 avevo deciso di far uscire Basic e non più Milinkovic, ma abbiamo fatto casino nella comunicazione".
Risorse. Sollecitato sugli ululati razzisti nei confronti di Banda e Umtiti ha giocato in difesa. "Non voglio fare il menefreghista, ma giuro di non aver sentito dalla panchina. Ho chiesto all’arbitro perché avesse fermato il gioco, ascoltavo i cori per Umtiti, erano predominanti. Anche la panchina del Lecce mi è sembrato si fosse sorpresa dello stop. Non voglio che sia associato il razzismo ai tifosi della Lazio, perché sono rappresentati dalla maggioranza e non dalla minoranza". Ha scelto Pedro e non Felipe. "Lui e Zaccagni in allenamento mi sembravano in un momento più positivo, lo volevo tenere in campo all’inizio, sapendo che poi sarebbe entrato Felipe". La panchina sembra tornata povera. "Non è il caso di gettare la croce su certi ragazzi. Marcos Antonio è entrato bene, ci ha dato palleggio. Certe partite non le cambi. Vista l’inerzia, sarebbe servito Messi". Allora sì, anche Mau deve aver visto il Mondiale…
In un altro articolo le dichiarazioni di Ciro Immobile: "Calo mentale. Paghiamo i soliti errori". Ha segnato ed è l’unico ad esserci riuscito per otto stagioni consecutive in avvio del nuovo anno solare. Il solito Ciro. “Ci lavoriamo, ma risuccede sempre. Ora bisogna vincere in casa la prossima e rimettersi a correre”. Ha preso una botta: “Adesso fa un po’ male, ma voglio rimettermi subito. Luis Alberto? Ci ho parlato e fino a che starà con noi darà il massimo”.
Gli hanno rovinato la gioia per il ritorno al gol. [[Immobile Ciro|Ciro Immobile], l’uomo da salvare nella trasferta di Lecce, positiva solo per i primi 30 minuti. Tutto rovinato nella ripresa, la Lazio non è riuscita a saldarsi e respingere gli assalti: "La testa ha fatto la differenza, non è stato un calo fisico. Se avessimo superato quella parte di gara, la strada sarebbe stata in discesa e avremmo risegnato. Purtroppo facciamo sempre gli stessi errori e li paghiamo". Da capitano ha portato i compagni sotto il settore ospiti per le scuse al triplice fischio, poi ha continuato l’analisi ai microfoni delle emittenti tv: "Abbiamo questi cali mentali, prendendo gol abbiamo permesso agli avversari di caricarsi. Cerchiamo da tempo i motivi, non possiamo spegnerci così. Loro, di veramente pericoloso, hanno fatto solo i tiri dei due gol. Noi invece potevamo farne di più dopo il vantaggio, è sembrato il match con la Samp. Dobbiamo ripartire dal primo tempo e lavorare per non abbassarci come abbiamo fatto".
Resoconto. L'inizio convincente non è bastato: "Siamo ripartiti dopo un lungo stop, ora sarebbe grave guardarsi troppo indietro. Abbiamo perso, sapevamo fosse difficile, la prossima la giochiamo in casa, vogliamo vincere per rimetterci in pista". Smorzato il sorriso per il 190esimo timbro con la maglia della Lazio, il 189esimo in Serie A. Staccati Signori, Gilardino e Del Piero, ora è nono nella classifica all time del campionato. "Ho visto il portiere fuori posizione e ho calciato subito, non c’era bisogno di guardare la porta. Un onore aver raggiunto certi traguardi, sono partito vincendo la classifica marcatori in Serie B con il Pescara, ho fatto tanta strada, sono contento quando questo mi viene riconosciuto. Non mi hanno mai regalato niente, è un orgoglio vedere il mio nome vicino ai grandi campioni che ammiravo quando ero piccolo".
Score. Ciro ha colpito di nuovo alla prima dell’anno solare (9 volte), è l’unico a esserci riuscito per 8 stagioni di fila nella competizione. Nessuno ha segnato come lui a gennaio (25 gol), Ibrahimovic insegue a 24. "Avevo voglia di aiutare la squadra, mi è mancato molto il campo, la lunga sosta ha aumentato il desiderio", ha detto a Sky. Ha abbandonato lo stadio zoppicando leggermente: "Ho preso una botta, fa un po’ male ma speriamo di recuperare in fretta. Già ne ho saltate troppe". Immobile ha ammesso di portarsi dietro un fardello mondiale: "Mi manca come consacrazione, sono capitato in due situazioni dove ci è andata male. Non ci siamo qualificati, è una cosa negativa della mia carriera. L'Europeo vinto con me in attacco in parte compensa, un po' mi rallegro pensandoci. Il mondiale rimane però un chioso fisso. Lo sport è bello anche per questo, ci sono gioie e delusioni, l'importante è sapersi rialzare. E io non mi posso proprio lamentare, ci metto passione e anima", ha aggiunto a Lazio Style Channel.
Luis Alberto. Gli hanno domandato del Mago, out per un problema al ginocchio: "L'ho visto davvero bene e motivato dopo la sosta per le nazionali. Poi contro l'Almería ha rimediato una botta, l’altroieri soffriva in campo, non riusciva a calciare di sinistro per questo colpo al collaterale. Negli appoggi era infastidito, il mister ha preferito non portarlo". Uno come Luis, se in condizioni fisiche e mentali, può dare una grossa mano: "Ci ho parlato, fino a quando resterà qui darà il massimo. Non vedo problemi tra lui e il mister. Se arriverà l'offerta giusta per andare via, come si è sempre detto, se ne andrà. Altrimenti resterà e non ne parliamo più. Nella prima parte di campionato ha fatto il suo con alti e bassi".
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• La classifica dopo la XVI giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Napoli | 41 | 16 | 13 | 2 | 1 | 37 | 13 | 24 | 22 | 7 | 1 | 0 | 19 | 6 | 1 | 1 |
| Milan | 36 | 16 | 11 | 3 | 2 | 31 | 16 | 15 | 21 | 7 | 0 | 1 | 15 | 4 | 3 | 1 |
| Juventus | 34 | 16 | 10 | 4 | 2 | 25 | 7 | 18 | 20 | 6 | 2 | 0 | 14 | 4 | 2 | 2 |
| Inter | 33 | 16 | 11 | 0 | 5 | 35 | 22 | 13 | 21 | 7 | 0 | 1 | 12 | 4 | 0 | 4 |
| Lazio |
30 | 16 | 9 | 3 | 4 | 27 | 13 | 14 | 16 | 5 | 1 | 2 | 14 | 4 | 2 | 2 |
| Roma | 30 | 16 | 9 | 3 | 4 | 19 | 14 | 5 | 13 | 4 | 1 | 3 | 17 | 5 | 2 | 1 |
| Atalanta | 28 | 16 | 8 | 4 | 4 | 24 | 17 | 7 | 11 | 3 | 2 | 3 | 17 | 5 | 2 | 1 |
| Udinese | 25 | 16 | 6 | 7 | 3 | 25 | 18 | 7 | 13 | 3 | 4 | 1 | 12 | 3 | 3 | 2 |
| Torino | 22 | 16 | 6 | 4 | 6 | 17 | 18 | -1 | 12 | 3 | 3 | 2 | 10 | 3 | 1 | 4 |
| Fiorentina | 20 | 16 | 5 | 5 | 6 | 19 | 21 | -2 | 12 | 3 | 3 | 2 | 8 | 2 | 2 | 4 |
| Bologna | 19 | 16 | 5 | 4 | 7 | 20 | 26 | -6 | 15 | 4 | 3 | 1 | 4 | 1 | 1 | 6 |
| Lecce | 18 | 16 | 4 | 6 | 6 | 16 | 18 | -2 | 10 | 2 | 4 | 2 | 8 | 2 | 2 | 4 |
| Empoli | 18 | 16 | 4 | 6 | 6 | 13 | 20 | -7 | 11 | 3 | 2 | 3 | 7 | 1 | 4 | 3 |
| Monza | 17 | 16 | 5 | 2 | 9 | 17 | 23 | -6 | 12 | 4 | 0 | 4 | 5 | 1 | 2 | 5 |
| Salernitana | 17 | 16 | 4 | 5 | 7 | 20 | 26 | -6 | 11 | 3 | 2 | 3 | 6 | 1 | 3 | 4 |
| Sassuolo | 16 | 16 | 4 | 4 | 8 | 16 | 24 | -8 | 11 | 3 | 2 | 3 | 5 | 1 | 2 | 5 |
| Spezia | 14 | 16 | 3 | 5 | 8 | 16 | 28 | -12 | 11 | 2 | 5 | 1 | 3 | 1 | 0 | 7 |
| Sampdoria | 9 | 16 | 2 | 3 | 11 | 8 | 28 | -20 | 2 | 0 | 2 | 6 | 7 | 2 | 1 | 5 |
| Cremonese | 7 | 16 | 0 | 7 | 9 | 11 | 27 | -16 | 3 | 0 | 3 | 5 | 4 | 0 | 4 | 4 |
| Verona | 6 | 16 | 1 | 3 | 12 | 13 | 30 | -17 | 3 | 1 | 0 | 7 | 3 | 0 | 3 | 5 |
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