Sabato 20 dicembre 2025 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cremonese 0-0

Da LazioWiki.

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20 dicembre 2025 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XVI giornata - inizio ore 18.00

LAZIO: Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (82' Lazzari), Guendouzi, Cataldi, Vecino (64' Belahyane), Cancellieri, Castellanos, Pedro (64' Noslin). A disposizione: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Patric, Nuno Tavares, Farcomeni, Sana Fernandes. Allenatore: Sarri.

CREMONESE: Audero, Terracciano, Baschirotto, Folino (69' Ceccherini), Barbieri (88' Floriani Mussolini), Bondo, Grassi (69' Vandeputte), Johnsen (76' Zerbin), Pezzella, Bonazzoli (76' Sanabria), Vardy. A disposizione: Silvestri, Nava, Valoti, Moumbanga, Sarmiento, Vazquez, Faye, Lordkipanidze. Allenatore: Nicola.

Arbitro: Sig. Pairetto (Nichelino) - Assistenti: Sigg. Laudato e Regattieri - Quarto uomo: Sig. Bonacina - V.A.R.: Sig. Camplone - A.V.A.R.: Sig. Manganiello.

Note: ammoniti 38' Pedro, 41' Grassi, 68' Barbieri, 77' Romagnoli, 80' Guendouzi, 81' Pezzella, 90'+2' Gila. Espulsi: 90'+4' Ceccherini. Angoli 3 a 0. Recuperi: 2' p.t., 7' s.t.

Spettatori: 40.000 circa.


Valentin Castellanos
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Matteo Guendouzi
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Adam Marusic
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Luca Pellegrini
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Danilo Cataldi
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Matteo Cancellieri
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Matias Vecino
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Danilo Cataldi
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Reda Belahyane
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L'aquila Flaminia con il falconiere Giacomo Garruto
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XVI giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “La Lazio si mette in pausa”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Biancocelesti troppo scarichi all’Olimpico un pari insipido. Le assenze e i soliti limiti in attacco pesano tanto: la squadra di Sarri bloccata da una solida Cremonese”.

Non si può stappare champagne per il nono clean sheet. Troppe volte manca il gol, l’atto delle vittorie. Non cambia il destino della Lazio. Non la abbandonano i limiti in attacco, le carenze di Castellanos, il centravanti che non c’è e che non tira, le assenze incessanti, un Pedro e un Vecino ormai usurati, le decisioni arbitrali contrarie. Neppure Sarri riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, è da febbraio che la Lazio non vince due partite di fila. Dopo Parma il pareggio con la Cremonese, un punto di galleggiamento se ci si accontenta di girovagare nel limbo. Contro una Cremonese da muraglia mobile, mai la Lazio è riuscita ad aprirne la difesa, non è bastata l’anima infiammata del finale, la punizione a spiovere di Cataldi dal limite al 97', finita poco oltre la traversa dopo il rosso di Ceccherini, entrato ed espulso per chiara occasione da gol: ha steso Cancellieri dopo il raid di Guendouzi al 93', a sua volta preso per i capelli da Pezzella, già ammonito. La Lazio aveva recriminato con Pairetto anche per un doppio fallo di Terracciano su Taty e Noslin. La richiesta d’aiuto di Sarri, spazientito, è sempre più martellante, ha bisogno di acquisti. Lotito è finito di nuovo sotto le sue picconate.

L’avvio. Sarri è partito con Gila, Vecino e Pedro (titolare dopo oltre due mesi). Nicola, 400 panchine da prof, con Folino (alla prima da titolare in A), Johnsen e Grassi. La Cremonese, solo due punti sotto la Lazio, di magico ha questo: parte 3-5-2, difende 5-3-2, fisicamente è strutturata, ha cinque difensori più Grassi e Bondo dedicati all’interdizione. Nicola ha ordinato la prima pressione a uomo e con tanta densità ha chiuso le linee di passaggio a Sarri. Folino e Terracciano, due difensori, salivano su Guendouzi e Vecino. Baschirotto armadiesco su Castellanos, quante gliene ha date. Johnsen in uscita su Marusic. Barbieri, un cavallone, lanciato su Pellegrini. Mai seguito da Pedro, impossibilitato a farlo a 38 anni. Tutta la catena di sinistra della Lazio è andata subito a vuoto. Il problema, davanti, è assillante: Taty stava nella terra di nessuno, spalle alla porta. Mai ha attaccato la profondità. Cancellieri e Pedro neppure sono riusciti a farsi largo. La Lazio in partenza ha provato le azioni da pilota automatico, tutte sbagliate nei primi 5 minuti. Tre errori, i principali di Guendouzi e Marusic, per innescare le mezzali e la sponda di Taty. La Cremonese, ripartendo, ha tirato due volte da fuori con Bonazzoli. Al 20' il possesso palla era 60% alla Lazio e 30% alla Cremonese. Il primo tiro della Lazio su corner arcuato di Pellegrini. Barbieri arma in più di Nicola: si lanciava su Pellegrini quando iniziava il giro palla della Lazio, faceva il quinto in copertura e il contropiedista. Le difficoltà di Pedro sono arrivate al culmine al 38': ammonito dopo aver perso palla, ha trattenuto Barbieri, si era involato. Il primo tempo s’è chiuso con un numero d’alta scuola di Romagnoli, anticipo su Vardy da ministro della difesa.

La ripresa. Solo tasso agonistico. Ripresa con il contatto Terracciano-Taty. L’argentino ci ha provato di testa. Vardy ha risposto divorandosi un gol davanti a Provedel. Sarri ha sganciato Belahyane e Noslin, fuori Vecino e Pedro (aria imbronciata). L’olandese ha stangato fuori. Nicola con Vandeputte per Grassi (ammonito) e Ceccherini per Folino. Terracciano ha tirato la maglia di Noslin in area. Dentro Sanabria e Zerbin. Tiro murato a Marusic. Guendouzi ammonito, era diffidato, niente Udinese. Ammonito anche Pezzella. Dentro Lazzari, sprint e falli presi. Esordio da ex per Floriani Mussolini all’Olimpico. Guendouzi one man show nel finale: un tiro-cross, una palla persa, la ripartenza del rosso. L’unico volo riuscito è stato quello di Flaminia.


Il Messaggero titola: “La Lazio non trova la strada”. Continua il quotidiano romano: “I biancocelesti non riescono a sfondare il muro della Cremonese: è solo 0-0. Difesa imbattuta per la decima volta in stagione, ma l’attacco è inconcludente. Reclamati due calci di rigore. Sfuma la possibilità di agganciare il sesto posto. Un passo indietro dopo il blitz di Parma. Guendouzi ingenuo si fa ammonire e salterà Udine: sarà emergenza in mezzo”.

Ogni pareggio è un rimpianto. Non c'è il cambio di passo, la risalita verso l'Europa prosegue a rilento. La Lazio non riesce ancora a collezionare due successi di seguito in questo campionato: lo 0-0 con la Cremonese conferma l'ottavo posto, ma oggi Udinese (prossimo avversario) e Sassuolo tenteranno di nuovo il sorpasso. I biancocelesti si svegliano troppo tardi, confermano i pregi (la solidità nella decima porta inviolata in 17 gare, compresa la Coppa Italia col Milan), ma anche il solito terribile difetto. L'attacco è stitico, a digiuno contro tutte le neopromosse (vedi Pisa e Sassuolo). Taty non segna più da settembre, Pedro è ormai al tramonto, Cancellieri non è più quell'iradiddio ammirata prima dell'infortunio. Stavolta non funziona nemmeno l'arma Noslin, amuleto dei minuti finali, contro i torti arbitrali (due episodi dubbi sull'olandese e Castellanos). Per carità, non si può vincere sempre in emergenza come a Parma, ma a maggior ragione Sarri ha bisogno urgente di un aiuto dal mercato.

Sbadigli ed errori. Fischiano le orecchie di Lotito, che si evita almeno i primi cori di contestazione, entrando alla mezz'ora all'Olimpico. Il presidente si perde pure il primo volo di Flaminia, a quasi un anno di distanza dall'ultimo di Olympia (10 gennaio). E l'unico spettacolo (insieme a ricordi di Mihajlovic e Pulici) in un primo tempo davvero noioso. Nella Lazio pesano le assenze (otto fra squalifiche e ko). Nonostante le gesta del Tardini, l'eroe Noslin parte dalla panchina dopo due giorni di febbre. Sarri non molla il 4-3-3, decide di affidarsi al "vecchietto" Pedro al posto di Zaccagni sulla fascia sinistra, ma lo spagnolo non è quello di un tempo, e nemmeno dell'anno scorso. Anche il reduce del centrocampo Vecino sente l'età ed è spento. Guendouzi è un cavallo matto, troppo impreciso. Due appoggi sbagliati regalano le prime due chance a Bonazzoli, ma i pallonetti finiscono in Curva Nord. Gli errori tecnici sono all'ordine del giorno. Nicola cambia più interpreti del suo 3-5-2 (dentro Grassi. Pezzella e Folino), ma non cambia la compattezza della Cremonese. La Lazio costruisce dal basso, ma non scova mai mezzo varco né i suoi attaccanti hanno un guizzo. Il primo spunto è un cross di Marusic nel vuoto. Taty è troppo isolato. Pedro boccheggia, anche se è suo il primo tiro di una sfida al buio. Lo spagnolo fa poi partire un contropiede in cui è decisivo un intervento di Romagnoli da ultimo uomo.

La sveglia suona tardi. Sbadigli all'Olimpico. La sveglia arriva su una caduta in area di Castellanos, colpito al piede da Terracciano: per Pairetto e il Var non è rigore perché il contatto è minimo. Sugli sviluppi del corner, il Taty non riesce ad angolare la testata. La Lazio rischia subito dopo: in posizione regolare, finisce alta una capocciata di Vardy, tutto solo davanti a Provedel. La gara torna monotona. Sarri cerca una scossa col doppio cambio: dentro Belahyane e Noslin per Vecino e Pedro. Tj ci prova subito con un diagonale, dona maggior vitalità e dinamismo. Su un cross di Marusic, l'olandese si tuffa. Terracciano lo trattiene e tocca pure la palla col braccio: per Pairetto non è penalty nemmeno in questo caso. Bonazzoli ci prova ancora invano dalla distanza, Nicola lo sostituisce con Sanabria, che inquadra la porta solo una volta in più. Imperdonabile, l’ingenuità di Guendouzi con la diffida sulla testa: scalcia Pezzella e si becca il giallo che gli farà saltare la trasferta di Udine dove la Lazio sarà in emergenza totale a centrocampo (Basic ancora squalificato, a meno che non venga vinto un difficile ricorso). Il francese prova a farsi perdonare nel finale con un’accelerata (trattenuto per i capelli da Pezzella, graziato da Pairetto) e lo scarico per Cancellieri: Ceccherini è fortunato, falcia l’esterno al limite dell’area, quindi spende bene un rosso scontato. La punizione di Cataldi sfiora l’incrocio al 97’. Sono tutti con le mani sul volto. È un punto amaro. Una vittoria sarebbe valsa il momentaneo sesto posto, ora invece anche l’ottavo è di nuovo a rischio. Non si può fare sempre un passo avanti e uno indietro.


Il Tempo titola: “Lazio bloccata”. Continua il quotidiano romano: “La Cremonese rallenta la rimonta dei biancocelesti: troppe assenze e il solito arbitro. Taty e Cancellieri non pungono, meglio Noslin nel finale. Negati due rigori da Pairetto che prende fischi per fiaschi”.

Ormai è ufficiale: il designatore Rocchi ha dato un mandato preciso a chi arbitra la Lazio. "Nel dubbio date sempre ragione agli avversari", potrebbe sembrare uno scherzo ma anche stavolta il solito Pairetto di Nichelino ha preso fischi per fiaschi. Finisce 0-0 la gara della presunta svolta contro la modesta Cremonese ma mancano due rigori, uno evidente su Noslin, l'altro discutibile sul Taty (ne hanno dati almeno una decina negli ultimi anni con la stessa dinamica) e una condotta di gara che ha innervosito i laziali già provati da Parma fino alla perla del fuorigioco fischiato dal rinvio dal fondo di Provedel: ridicolo. E poi le assenze, il piatto prelibato preparato da Marchetti di Ostia ha finito per non incidere al Tardini ma ha pesato tantissimo ieri pomeriggio. "No Zaccagni, no party", senza il capitano l'attacco della Lazio, decimato dalla partenza di Dia e dall'infortunio di Isaksen, è davvero poca casa. Il punto è nulla, fa restare i biancocelesti in una classifica anonima con l'emergenza che continuerà anche nella prossima gara con la squalifica in arrivo di Guendouzi, unico diffidato finito sul taccuino con un giallo (forse una delle poche cose giuste fatte da Pairetto) a dieci minuti dalla fine. In Friuli sempre più centrocampo senza numero legale, nemmeno fosse un'assemblea di condominio.

Sarri ha rilanciato Vecino e Pedro dall'inizio più per necessità che per scelta, le assenze sono state pesanti in mezzo al campo e in attacco tra infortuni Rovella e Isaksen, squalifiche Zaccagni e Basic, oltre a Dia e Dele-Bashiru impegnati in Africa con le rispettive nazionali. Nicola ha fatto un po' di turn-over e ha puntato sulla coppia Bonazzoli-Vardy che aveva firmato i blitz a San Siro contro il Milan e a Bologna. Il volo di Flaminia, uno show perfettamente riuscito nonostante i pochi allenamenti, ha aperto la serata. Prima, però, la Nord ha ricordato Sinisa Mihajlovic e la tribuna Tevere Felice Pulici con due stendardi giganteschi, fino al fischio d'inizio del modesto arbitro torinese che ha mandato di traverso il Natale dei tifosi biancocelesti. La Lazio ha faticato tantissimo, non ha trovato sbocchi a sinistra dove Pedro non è mai riuscito a tenere la posizione, a destra Cancellieri è stato più vivace ma per trovare un tiro in porta (si fa per dire) si è dovuto aspettare intorno alla mezz'ora: punizione di Cataldi, spizzata di testa del Taty e facile parata di Audero. La Cremonese ha tenuto la linea difensiva compatta e non ha rischiato nulla in un primo tempo davvero inguardabile da entrambe le parti.

Nella ripresa subito il primo rigore chiesto dal Taty che ha anticipato in area di rigore Baschirotto, ma è stato steso: nulla. Vardy ha sprecato di testa l'unica vera occasione degli avversari poi Sarri ha inserito Noslin e Belahyane. Proprio l'olandese ha regalato due brividi: prima un diagonale strozzato e poi il netto fallo subito mentre di testa stava per girare il pallone verso la porta a colpo sicuro. Maglia tirata ma per Pairetto e il Var Campione è andata bene così. Nel recupero il rosso a Ceccherini e la punizione di Cataldi che ha accarezzato la traversa. Non era serata per la Lazio che non ha preso gol (nono clean-sheet) ma ha continuato a segnare poco, troppo poco per sognare di riagganciare il treno europeo. All'orizzonte c'è la complicata trasferta di Udine senza centrocampisti prima di un ciclo di partite che chiuderà l'andata e aprirà il girone di ritorno con tre impegni su quattro (Napoli, Fiorentina e Como) all'Olimpico e un unico viaggio a Verona. Poi ci sarebbe il mercato di gennaio a poter dare un aiuto a Sarri. Ci vorrebbero rinforzi, eccome ma pure qualche arbitraggio meno persecutorio.


La Gazzetta dello Sport titola: “Lazio frenata europea”. Continua il quotidiano sportivo: “Fallito l’aggancio al 6° posto solo pari con la Cremonese. I biancocelesti in attacco fanno poco e protestano per due rigori negati. Espulso Ceccherini nel recupero, ma è un punto d’oro per Nicola”.

Nessun gol, emozioni con il contagocce, rimpianti da cercare con il lumicino. Tra Lazio e Cremonese finisce con uno 0-0 che rispecchia alla perfezione un match che vede le difese prevalere nettamente sugli attacchi. La Lazio, che fallisce l’aggancio al sesto posto, fa ovviamente qualcosa di più, ma a parte un paio di rigori reclamati nella ripresa e la punizione finale di Cataldi (che sfiora l’incrocio) non produce nulla. Ancor meno la Cremonese, il cui unico squillo è un colpo di testa di Vardy che finisce alto da ottima posizione nel secondo tempo.

Partita bloccata. Per la squadra di Nicola il risultato è comunque prezioso. È vero che i grigiorossi hanno dimostrato di saper vincere in trasferta contro squadre di alta classifica (Milan e Bologna), ma un pari all’Olimpico resta un risultato da accogliere con soddisfazione. Anche perché ottenuto con una prova tatticamente perfetta contro una Lazio incerottata ma grintosa. La formazione lombarda glielo impedisce con un pressing feroce a tutto campo che rende complicato per i padroni di casa sviluppare la manovra e trovare varchi utili. Il giro palla dei biancocelesti è inoltre meno fluido del solito, circostanza che facilita il compito degli ospiti. Che vanno all’intervallo senza aver concesso alcun tiro alla formazione di casa, a parte un tentativo velleitario di Castellanos. Alla fase difensiva partecipano, senza alcuna remora, pure le due punte Bonazzoli e Vardy, mentre i quinti di centrocampo (Barbieri e Pezzella) si allineano ai tre centrali quando c’è da fare muro. Un piano partita perfetto nella pars destruens, un po’ meno in quella construens, ma comunque complessivamente efficace.

Assenze e lacune. Per bucare il fortino della Cremonese alla Lazio servirebbe l’iniziativa di qualche singolo. Ma quello che di solito se ne incarica, Zaccagni, non c’è, come Isaksen, l’altro apriscatole di Sarri. Le loro assenze, unite a quelle di Basic, Rovella, Dia e Dele-Bashiru sono un’attenuante non indifferente, ma è un dato di fatto che la Lazio, anche con loro, ha sempre fatto una fatica tremenda a trovare la rete. A Sarri si può rimproverare il tardivo ingresso di Noslin (anche se non al meglio a causa dell’influenza) e le poche sostituzioni effettuate, appena tre (è vero che la panchina è corta a causa delle defezioni, ma qualche risorsa, tipo Tavares, ci sarebbe). Con l’attaccante olandese ed anche grazie all’ingresso di Belahyane la Lazio qualcosina in più fa negli ultimi venti minuti (una conclusione che finisce fuori dello stesso Noslin, un tiro di Marusic respinto da Audero e soprattutto la punizione di Cataldi di poco alta nel recupero). Anche perché gli ingressi di Nicola, volti a pescare il jolly in attacco nel finale, finiscono con l’allargare un tantino le maglie della difesa.

Coperta corta. Tra le recriminazioni laziali pure un paio di episodi dubbi nell’area dei lombardi. I biancocelesti reclamano due volte il rigore (per un fallo di Terracciano su Castellanos e per una trattenuta dello stesso Terracciano su Noslin): Pairetto lascia proseguire in entrambi i casi, ma restano molti dubbi, specie sul primo episodio. Al di là di queste recriminazioni il risultato è comunque giusto. La Cremonese torna a casa con un pareggio meritatissimo ed una classifica che in A è la seconda migliore nella storia del club a questo punto della stagione (solo nel 1993-94 i grigiorossi avevano fatto meglio). Per Sarri ci sono invece meno motivi per gioire. Anche se il decimo clean sheet stagionale, il nono in campionato (nessuno meglio della Lazio nei top 5 tornei europei) non è da sottovalutare. Il rovescio della medaglia è la scarsa produzione offensiva, problema che il Comandante individua anche in una rosa troppo deficitaria. Difficile dargli torto.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Sarri contro tutti”. Il tecnico insoddisfatto parla a denti stretti della stagione della Lazio: “Sapete come la penso sugli arbitri. Irrisolvibile un’emergenza di 5 mesi. Taty comincia a stare bene speriamo ritrovi il gol”.

Non dice, ma dice. Schiva gli argomenti caldi, ma solo in apparenza. Sarri lascia intendere alla perfezione il suo pensiero pur senza esprimerlo chiaramente. Ed è un pensiero che non è soddisfatto e che va oltre il pareggio con la Cremonese. A partire dalla situazione arbitrale, che anche ieri ha lasciato qualche dubbio: "Non parlo degli arbitri. L'ho fatto una volta e poi la società ha fatto un comunicato dicendo il contrario. E non intendo prendere posizione, perché è talmente chiara che se la espongo io prendo una squalifica. Siccome è così chiara, e come la conosco io la conoscete anche voi giornalisti, esponetevi voi che non rischiate squalifiche". Non l'ha detto, ma l'hanno capito tutti. Non gli è logicamente piaciuta la scelta della società di fare un comunicato il giorno dopo le sue considerazioni post Inter-Lazio, così come non gli è piaciuto l'arbitraggio di ieri con la Cremonese.

Qualità. E il suo detto/non detto prosegue sulla qualità della rosa oggi a disposizione: "Abbiamo giocato un primo tempo scadente dal punto di vista qualitativo e tecnico. Nei primi 5 palloni toccati abbiamo aperto 5 contropiedi per loro. Qualcosa di più si è visto nella ripresa, ma troppo poco negli ultimi 20 metri, anche se la sensazione di poter vincere la partita c'era. È un problema di qualità o organizzazione? Non lo so. Spero sia di organizzazione". Domanda retorica, consapevole che l'emergenza continua abbia condizionato pesantemente le sue scelte sin da inizio stagione: "Queste sono partite non di altissimo livello, ma alla squadra non puoi fare grandi appunti. Sta cercando di dare tutto. Causa il prolungarsi della situazione d'emergenza, probabilmente abbiamo un deficit qualitativo. Perché se l'emergenza dura 5 mesi diventa qualcosa d'irrisolvibile". E di conseguenza viene fuori un altro tema solo apparentemente tabù, quello del mercato: "Come ho sempre detto, quest'anno sopporterò tutto perché ho fatto una scelta e la manterrò fino alla fine. Se mi sono arrivati segnali? Di fumo. Ma saranno gli indiani probabilmente".

Attacco. Sarri sa di poter contare solo su ciò che a disposizione, compreso un Castellanos che fatica tantissimo anche solo a creare le condizioni per essere pericoloso: "Cerco di tenerlo più vicino all'area di rigore, di farlo focalizzare sul giocare per vie centrali e attaccare l'area. O il nostro modo di giocare non si confà a lui, o è in un momento di difficoltà da cui si tirerà fuori. Io gli attaccanti forti li ho visti segnare in tutti i moduli. Non è che Lewandowski non segna più se cambia modulo. Taty ha avuto infortuni che lo hanno debilitato, ora comincia a sentirsi bene. Speriamo che le sensazioni si trasformino in gol". Lo spera sì. Ma spera anche di poter avere qualcosa in più dal mercato.


In un altro articolo, le parole dei calciatori biancocelesti. Dalla rabbia di Guendouzi all’amarezza dei suoi compagni: c’è delusione. Tutti d’accordo: "Potevamo fare di più". Marusic: "Vorrei restare ma non decido da solo...".

La Lazio poteva, doveva fare meglio. "Volevamo vincere la partita, non ci siamo riusciti. Non me ne frega un c***o dei premi personali". Guendouzi carico e insoddisfatto nelle interviste. Ha parlato con in mano la statuetta di "player of the match": "Abbiamo giocato male il primo tempo, la Cremonese è una squadra che si difende bene". Il messaggio ai laziali era pieno di rammarico per il successo sfuggito: "I tifosi sono speciali per noi, ci seguono sempre anche quando siamo in difficoltà. Vogliamo vincere di più per loro, è questo il mio obiettivo per il nuovo anno". Il francese tornerà il 4 gennaio per il big match con il Napoli, salterà per squalifica la trasferta di Udine. Giallo evitabile, l'ha rimediato per un fallo inutile su Pezzella. Un'ingenuità colossale con la Lazio già in emergenza a centrocampo: Basic deve scontare il secondo turno di stop, Rovella è ai box, Dele-Bashiru è impegnato in Coppa d'Africa. Provedel, vicino a lui a bordo campo, ha rinforzato il concetto dell'occasione sciupata: "Non ci sono alibi, Guendo ha ragione. Loro sono venuti qua e si sono difesi molto bene, noi potevamo fare molto di più". L'ennesimo clean sheet stavolta non soddisfa. "A livello difensivo non abbiano concesso niente, non ho fatto nemmeno una parata. Ci resta l’amaro in bocca per il risultato".

Voci. Pellegrini ha aggiunto la propria voce: "Serviva un po’ più di continuità in partita. Il gruppo comunque sta dimostrando umiltà, positività e propositività. Non abbiamo espresso tanta qualità nel palleggio, questo ci ha tolto leggerezza e coraggio. Dietro c’è grande applicazione, dobbiamo lavorare su quello che manca. Rimane il rammarico per non aver portato a casa la vittoria, ora non ci abbattiamo. Il campionato è ancora lungo". Il commento sugli episodi arbitrali: "Non vedo chiarezza in tante decisioni, soprattutto guardando altre partite. Non c’è una linea universale, si vedono interpretazioni diverse anche della stessa situazione. Non ho parlato con Pairetto, ho preferito farmi da parte, in certi momenti è facile prendere cartellini gialli o rossi. Fare l’arbitro è difficile, però qualcosa che non torna c’è. La Cremonese ha fatto tanti falli nel primo tempo, Pedro ha preso il giallo al primo intervento". Le parole di Marusic: "C'era bisogno di più cattiveria in attacco, tutti dobbiamo avere fame. Ora testa all’Udinese". Sul tema rinnovo: "Ho questi ultimi sei mesi di contratto, poi parleremo con la società e vedremo cosa vuole fare. In questo momento è tutto aperto. Io voglio rimanere, ma non decido da solo".



La formazione biancoceleste:
Provedel, Gila, Vecino, Romagnoli, Cancellieri, Marusic
Castellanos, Pedro, Pellegrini, Guendouzi, Cataldi
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XVI giornata del campionato di Serie A (turno da completare):

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Inter 33 15 11 0 4 34 14 20 18 6 0 2 15 5 0 2
Milan 32 15 9 5 1 24 13 11 17 5 2 1 15 4 3 0
Napoli 31 15 10 1 4 22 13 9 19 6 1 0 12 4 0 4
Roma 30 16 10 0 6 17 10 7 15 5 0 3 15 5 0 3
Juventus 29 16 8 5 3 21 15 6 18 5 3 0 11 3 2 3
Bologna 25 15 7 4 4 23 13 10 13 4 1 2 12 3 3 2
Como 24 15 6 6 3 19 12 7 15 4 3 0 9 2 3 3
Lazio 23 16 6 5 5 17 11 6 15 4 3 1 8 2 2 4
Atalanta 22 16 5 7 4 20 18 2 13 3 4 1 9 2 3 3
Sassuolo 21 16 6 3 7 21 20 1 10 3 1 4 11 3 2 3
Cremonese 21 16 5 6 5 18 18 0 9 2 3 2 12 3 3 3
Udinese 21 16 6 3 7 17 27 -10 11 3 2 3 10 3 1 4
Torino 20 16 5 5 6 16 26 -10 11 3 2 3 9 2 3 3
Lecce 16 15 4 4 7 11 19 -8 9 2 3 3 7 2 1 4
Cagliari 15 16 3 6 7 17 23 -6 9 2 3 3 6 1 3 4
Parma 14 15 3 5 7 10 18 -8 6 1 3 4 8 2 2 3
Genoa 14 16 3 5 8 16 24 -8 6 1 3 5 8 2 2 3
Verona 12 15 2 6 7 13 22 -9 6 1 3 3 6 1 3 4
Pisa 11 16 1 8 7 12 22 -10 6 1 3 4 5 0 5 3
Fiorentina 9 16 1 6 9 17 27 -10 5 1 2 5 4 0 4 4





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