Domenica 12 novembre 2006 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 5-0


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12 novembre 2006 - 3.217 - Campionato di Serie A 2006/07 - XI giornata

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stendardo, Siviglia, Zauri, Firmani (81' Baronio), Ledesma, Mutarelli, Mauri (90' Makinwa), Pandev (70' Foggia), Rocchi. A disposizione: Ballotta, Bonetto, Quadri, Tare. Allenatore: D.Rossi.

UDINESE: De Sanctis, Motta (40' Barreto), Coda, Zapata, Felipe, D.Zenoni, Obodo (67' De Martino), Pinzi, G.D'Agostino, Iaquinta, Asamoah (67' Montiel). A disposizione: Paoletti, Dossena, Vargas, Siqueira. Allenatore: Galeone.

Arbitro: Sig. Bergonzi (Genova).

Marcatori: 33' Rocchi, 41' Mauri, 74' Mauri, 78' Oddo, 82' Rocchi.

Note: pomeriggio fresco, terreno in buone condizioni. Espulso al 77' espulso Felipe per doppia ammonizione. Ammoniti: Firmani, Zapata, Felipe, Mutarelli, Coda, D'Agostino. Angoli: 5-1 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 2' s.t.

Spettatori: 25.000 circa con 8.657 paganti e 12.699 abbonati con un incasso complessivo di 265.365 euro.


Il biglietto della gara
Tommaso Rocchi porta in vantaggio i biancocelesti
L'esultanza dopo il primo goal del bomber veneziano
Massimo Oddo in azione
Stefano Mauri in rete
Anche Mister Delio Rossi festeggia Tommaso Rocchi, autore di una doppietta
Ammucchiata biancoceleste

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio inguaia Galeone. Cinque gol contro zero tiri in porta dell'Udinese. Il tecnico friulano resiste: per quanto?".

Continua la "rosea": Ci sono partite che mettono la parola fine al rapporto tra un allenatore e la sua squadra. Lazio-Udinese ha tutta l'aria di appartenere a questa categoria, anche se il patron Pozzo spende parole importanti per Giovanni Galeone. Il 5-0 dice molto, ma non tutto: il modo con cui i friulani si sono arresi a un avversario che non chiedeva di meglio per ripartire, è stato sconcertante più delle scelte di un tecnico esperto, che è sembrato però anche molto stanco. Tre punti nelle ultime cinque partite per la Lazio, due punti nelle ultime quattro per l'Udinese. Qualcuno giù dalla torre doveva pur finire. La Lazio ha mostrato subito di fare sul serio e di puntare diritto al cuore di una difesa che fino a ieri era la meno battuta del campionato, sette soli gol al passivo. Le bellissime doppiette di Rocchi e Mauri e la punizione di Oddo hanno svelato il bluff. Delio Rossi ha fatto diverse cose nuove: Mauri centrale dietro Rocchi e Pandev s'era visto solo in una porzione di match con la Reggina, mentre Ledesma regista col sostegno di due (Mutarelli e Firmani) e non più un solo cursore era un inedito. Un rombo assistito da Oddo e Zauri, due esterni di difesa come si sa molto portati, specie il primo, ad aiutare in avanti. Un modo intelligente di sterilizzare le assenze di Cribari e Mudingayi, squalificati, e soprattutto quelle degli infortunati Behrami e Manfredini. Risultato: corsie esterne liberate per l'avanzata dei terzini e grande occupazione degli spazi. Contro una Lazio così, ci sarebbe voluta una imponente diga. Se non qualitativa, almeno quantitativa. L'alibi dell'assenza per squalifica di Di Natale, Muntari e Natali regge poco: Galeone ha schierato un 4-4-2 improbabile, con una difesa in linea prigioniera delle accelerazioni e delle diagonali di Rocchi e Pandev, e con i poveri Obodo e Pinzi in mezzo al campo, abbandonati a destra da un altro terzino (Zenoni) e a sinistra da un trequartista (D'Agostino) che è finito stritolato nelle fauci di Oddo.

Risultato: Motta terzino destro disoccupato, mostruosa inferiorità numerica in mezzo al campo, con Mauri e Ledesma sempre liberi di fare il comodo loro. Galeone ha impiegato quaranta minuti per capire che qualcosa andava fatto: a quel punto la Lazio, dopo avere regalato a Iaquinta un pallonetto in contropiede calciato fuori (l'Udinese non ha mai inquadrato la porta di Peruzzi in tutto il match), aveva già collezionato occasioni (palo di Mauri e tiri di Oddo e Pandev) e il primo gol di Rocchi, un pallonetto su assist di Mauri cui lo sciagurato Coda ha dato il colpo di grazia. Il cambio, fuori Motta e dentro Barreto, un altro attaccante, è stato sbagliato due volte: per la scelta e per i tempi, con la punizione da metà campo di Oddo su cui Mauri ha svettato di testa per il 2-0 proprio nella zona che era stata fino a un minuto prima presidiata da Motta. La Lazio è diventata bellissima nella ripresa, in concomitanza con altri cambi, Foggia per Pandev, e De Martino e Montiel per Obodo e Asamoah. Togliere Obodo, l'unico frangiflutti, e prendere tre gol è stato un attimo. Il sinistro al volo di Mauri, la punizione di Oddo e lo slalom di Rocchi, tutto in nove minuti, dentro ai quali c'è finita pure l'espulsione di Felipe. "Te ne devi annà" ha intonato la nord. Non si riferivano a Galeone, ma al presidente Lotito. Semivuoto ma vigile, il resto dell'Olimpico ha seppellito i sempre meno numerosi contestatori con fischi e risate.


Il Corriere della Sera racconta così la gara:

La grande abbuffata della Lazio coincide con la crisi dell'Udinese che è tutta nell'espressione sconsolata del suo allenatore Galeone, impietrito sulla panchina al novantesimo di una partita per lui e per la sua squadra da dimenticare in fretta. O forse no, forse da ricordare, da imprimere nella memoria per non ripeterla mai più. La Lazio, che all'Olimpico fino adesso aveva segnato appena due reti, ne fa cinque tutte insieme, a seguito di una prestazione convincente, a tratti arrembante. Rossi azzecca tutte le mosse: Firmani titolare a sorpresa per la prima volta nella stagione, Mauri anziché il giovane Quadri dietro le punte. E proprio Mauri è l'artefice principale della goleada: si muove bene tra le linee, mandando in tilt l'assetto difensivo friulano e chiudendo la sua memorabile giornata con una doppietta, un assist e un palo. Anche Rocchi, che sette giorni fa se l'era presa con Rossi per la sostituzione di Empoli, realizza due gol, due pallonetti micidiali, uno per tempo, il secondo a conclusione di una strepitosa azione personale. C'è gloria anche per il capitano Oddo, che fornisce su punizione l'assist del 2-0 a Mauri e firma, su punizione, la rete del 4-0. La Lazio, che non vinceva dal 30 settembre, 4-0 a Torino, allontana le polemiche, cancella le perplessità, risale la classifica, portandosi a quattro punti dalla zona-Champions. Stendardo e Siviglia sono implacabili davanti a Peruzzi, Oddo spinge con veemenza sulla fascia destra, Ledesma - fischiato impietosamente al momento della lettura delle formazioni - reagisce con orgoglio e cattura mille palloni vaganti.

La partita è senza storia. La Lazio segna cinque gol e tira undici volte nello specchio della porta. L'Udinese barcolla sin dalle prime battute, ha una possibilità di rientrare in gioco prima dell'intervallo ma Barreto la spreca, crolla nel finale e chiude senza aver sporcato i guanti di Peruzzi. Un dato inquietante: prima della rovinosa caduta all'Olimpico, terza sconfitta consecutiva, la squadra di Galeone aveva incassato soltanto sette reti e aveva la migliore difesa del campionato. È vero che i friulani devono rinunciare a tre giocatori importanti, uno per reparto, Natali, Muntari e Di Natale, ma le assenze di fronte a una resa così totale, non sono una giustificazione. L'Udinese non ha gioco e non ha gambe, Galeone forse non l'allena e sbaglia i tempi delle sostituzioni, facendo imbestialire il portiere De Sanctis. La Lazio non riesce a gustarsi la sua domenica perfetta perché il clima in cui costruisce l'impresa è surreale: i tifosi della Nord continuano lo sciopero e a ogni gol biancoceleste insultano Lotito invitandolo ad andarsene e provocando la reazione, stizzita e mai così decisa, degli altri settori dello stadio che contestano chi contesta. In queste condizioni scalare la classifica è più difficile, ma la squadra è in salute, fisica e psicologica, e può annullare questo ulteriore, sgradevole, handicap.