Domenica 15 febbraio 2015 - Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 0-1


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15 febbraio 2015 - Campionato di Serie A - XXIII giornata - inizio ore 15.00

UDINESE: Karnezis, Wague, Danilo, Piris, Widmer, Allan, Badu, Gabriel Silva (53' Evangelista), Fernandes (61' Guilherme), Thereau (77' Aguirre), Di Natale. A disposizione: Scuffet, Meret, Bubnjic, Hallberg, Jadson, Pinzi, Perica. Allenatore: Stramaccioni.

LAZIO: Berisha, Basta, de Vrij, Mauricio, Radu, Onazi (46' Cataldi), Biglia, Parolo, Candreva (71' Keita), Klose (75' Perea), Felipe Anderson. A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Braafheid, Konko, Cavanda, Novaretti, Ederson, Ledesma). Allenatore: Pioli.

Arbitro: Sig. Massa (Imperia) - Assistenti Sigg. Musolino e Tegoni - Quarto uomo Sig. Padovan - Assistenti di porta Sigg. Rocchi e Di Paolo.

Marcatori: 23' Candreva (rig).

Note: ammoniti Wague, Onazi, Candreva, Felipe Anderson, Radu, Cataldi per gioco scorretto, Allan per proteste, Biglia per comportamento non regolamentare. Angoli: 3-2. Recuperi: 0' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 11.000 circa.


Il calcio di rigore trasformato da Antonio Candreva
Foto Ansa
L'esultanza del centrocampista biancoceleste, dietro Marco Parolo
Foto Ansa
Ogenyi Onazi svetta di testa
Etrit Berisha afferra la sfera
Foto LaPresse
Marco Parolo in azione
Foto LaPresse
Felipe Anderson
Dusan Basta e Lucas Biglia
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Mauricio in azione di contrasto su Di Natale
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Miroslav Klose
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Un momento della gara
Foto Ansa

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, 3 punti nel cucchiaio. Sos: l'Udinese s'è smarrita. Candreva dal dischetto torna al gol dopo 4 mesi. Bianconeri battuti e in confusione ma il Friuli se la prende con Lotito, assente per influenza".

Continua la "rosea": Un attacco influenzale ha impedito a Claudio Lotito di arrivare nella provincia del profondo est. E' stato un peccato, perché al Friuli il presidente della Lazio avrebbe capito ancora meglio, se ce ne fosse bisogno, l'inopportunità delle parole che hanno inquinato la settimana calcistica. Ogni fischio dell'arbitro Massa che peraltro ha sbagliato poco ha scatenato i nervi dei tifosi e anche dei giocatori dell'Udinese, a partire da quello che ha deciso la partita: il rigore assegnato per una spinta del giovane maliano Wague sul navigatissimo Klose e trasformato da Candreva, tornato al gol che gli mancava dal 5 ottobre. "Ecco, è quello che vuole Lotito", ha pensato mezzo Friuli. "Dai, basta!", il labiale congelato dalle telecamere sulla bocca di Andrea Stramaccioni, costretto a fronteggiare l'ottavo rigore avverso della stagione. E, per inciso, soltanto il secondo dell'anno per la Lazio, al quale il dischetto mancava dalla prima giornata, rigore tra l'altro sbagliato proprio da Candreva contro il Milan. Che il penalty ci fosse è persino superfluo: il veleno ormai è in circolo. Dai sospetti e dalle polemiche deve tuttavia essere salvata la squadra. La Lazio, dubbi ingiustificati sul rigore a parte, ha meritato di sbancare il Friuli. Dopo due sconfitte consecutive, Pioli ha ritrovato qualche automatismo ma soprattutto il sacrificio e la voglia di collaborazione dei suoi. Così la Lazio è riuscita a restare corta, ordinata, non ha strafatto perché Felipe Anderson deve ancora recuperare l'aura magica precedente all'infortunio e ha sprecato qualche contropiede di troppo. Ma ha sfruttato al meglio la confusione dell'Udinese, partita benino e sfilacciatasi dopo il rigore. Un po' troppo presto, dunque. Ed è troppo che Strama non vince in casa: quattro mesi.

Nell'Udinese troppa confusione, poca collaborazione da parte dei tre uomini offensivi e dunque impossibilità di accorciare i reparti. La scelta del 3-4-2-1 iniziale non ha pagato: Pioli l'ha annullata abbassando un centrocampista e avanzando tra le linee Felipe Anderson in una sorta di 4-2-3-1 in movimento. La Lazio poi ha costretto i due esterni bianconeri in copertura, e Allan ha sofferto come mai: eccellente da frangiflutti due settimane fa contro Pogba, col fiatone ieri. Forse perché ha bisogno di due compagni a fianco. Stramaccioni ha provato a correggere il tiro nella ripresa, ma senza ritrovare ordine. Prima il 4-4-2 con Lucas Evangelista e Fernandes sulle ali, poi uno strano 4-3-3 con Allan interno ma pure trequartista e la sinistra abbandonata (Piris non spingeva, Thereau affiancava Di Natale) e arata da Basta-Candreva. Certo, nella confusione qualche occasione è arrivata, come un gran destro di Guilherme disinnescato da Berisha e un paio di colpi di testa di Badu. Insufficienti contro una Lazio che ha concluso poco oltre al rigore, un solo tiro in porta, con Candreva, poi errore di Felipe Anderson sulla ribattuta ma non ha neanche mai dato la sensazione di sofferenza, e anzi nella ripresa ha alzato le percentuali di possesso palla. Lotito comunque sarà contento: 3 punti, in provincia poi...


Il Corriere dello Sport titola: "La Lazio ritorna a volare. Con un cucchiaio su rigore di Candreva, i biancocelesti vincono a Udine e si portano a ridosso delle prime".

Continua il quotidiano sportivo romano: Nella settimana più calda del campionato di Lotito, in polemica con Nicchi per aver chiesto il sorteggio arbitrale e appena finito nella bufera politica per la registrazione della telefonata divulgata da Iodice, la Lazio è uscita dalla crisi e ha vinto a Udine grazie a un rigore trasformato da Candreva. Il pubblico del Friuli ha fischiato e ha contestato a lungo l'arbitro Massa, che in realtà aveva visto benissimo. "Ladri, ladri" urlavano in tribuna alla fine della partita, perché questo ormai è il clima che si respira negli stadi italiani, anche quelli considerati dei salotti. Veleni e sospetti. In realtà Pozzo, patron dell'Udinese, aveva già teso la mano all'amico Claudio Lotito e non ha discusso l'arbitraggio, ma solo l'atteggiamento molle della sua squadra, in piena crisi. Una sola vittoria e quattro sconfitte nelle ultime nove giornate per Stramaccioni: in casa non vince da ottobre. E allora è bene chiarire subito come non ci siano dubbi sull'episodio decisivo. Sul cross di Candreva, l'arbitro Massa ha visto benissimo, concedendo il rigore alla Lazio dopo la spinta di Wague Molla su Klose. E' stato forse determinante l'assenso dell'addizionale Rocchi, che si trovava proprio accanto alla porta dell'Udinese e vicinissimo al contatto tra il difensore friulano e l'attaccante tedesco. Per la cronaca, e anche per allontanare qualsiasi ombra, è necessario ricordare il dato statistico. E' il primo gol su rigore realizzato dalla Lazio in questo campionato e arriva dopo ventitrè giornate. Candreva ne aveva conquistato uno (fallendolo per la parata di Diego Lopez) il 31 agosto a San Siro contro il Milan. Lotito sinora non ha certo ricevuto favori dagli arbitri.

Vittoria limpida e meritata. La Lazio ha tenuto in pugno la partita per novanta minuti e avrebbe potuto trovare il raddoppio per mettere al sicuro il risultato con largo anticipo. Compattezza tra i reparti, la prudenza necessaria in una fase così delicata e dopo due sconfitte consecutive. Pioli ha un gioco, Stramaccioni no e forse anche per questo motivo l'Udinese non vince da tempo in casa. Si adatta solo agli avversari, aveva studiato le contromosse per provare a non far giocare la Lazio, ma non ha mai trovato le soluzioni offensive per innescare le ripartenze. Due trequartisti (Bruno Fernandes e Thereau) dovevano togliere respiro a Biglia e bloccare l'avvio dell'azione, Pioli ha risposto piazzando Felipe Anderson tra le linee e chiedendo a Parolo un lavoro diverso. Proprio un cambio di gioco dell'ex mezzala del Parma ha permesso a Basta e Candreva in combinazione di sfondare a destra. L'azzurro ha crossato in mezzo all'area di rigore, Wague Molla (scelto per sostituire Heurteaux) ha toccato Klose. Rigore inevitabile e cucchiaio di Candreva. Bravo il tedesco, abile a sacrificarsi e presente in area di rigore. Sinora ha risposto all'infortunio di Djordjevic con prestazioni di sostanza. Sta crescendo di rendimento. Per aumentare la qualità del palleggio dopo l'intervallo Pioli ha inserito Cataldi e ha tolto Onazi, assai impreciso. La Lazio avrebbe potuto trovare subito il raddoppio: Karnezis ha respinto il diagonale ravvicinato di Candreva e Felipe Anderson ha sparato alto sulla respinta. In almeno altre tre circostanze è mancato l'ultimo passaggio in contropiede per andare a segnare. Stramaccioni ha provato a cambiare l'Udinese, passando dal 3-4-2-1 al 4-3-3: Evangelista si è piazzato davanti a Radu, Thereau è scivolato a sinistra (prima di essere sostituito da Aguirre), l'ingresso di Guilherme ha portato cambio di passo sulla linea mediana.

Proprio il brasiliano è andato vicinissimo al pareggio con una sberla dai venticinque metri alzata sopra la traversa da Berisha. L'albanese ha dato sicurezza con le uscite al limite dell'area. Bravissimi nel gioco aereo De Vrij e Mauricio, alla prima esibizione in tandem. Ottimo il brasiliano, acquistato a gennaio per sostituire Gentiletti: non ha concesso un metro a Di Natale, rapidità e attenzione in marcatura, una molla sui colpi di testa. La Lazio avrebbe potuto conservare meglio il possesso del pallone nell'ultimo quarto d'ora, ma l'Udinese non è quasi mai stata pericolosa. Solo da una mischia o da un calcio piazzato sarebbe potuto uscire il pallone sporco di una possibile beffa, ma la squadra di Pioli era attenta su ogni pallone. Impossibile cambiare il destino della partita.


Il Messaggero titola: "Tre punti presi col cucchiaio".

Continua il quotidiano romano: La Lazio ha ritrovato vittoria, Candreva e classifica, tornando sopra la linea di galleggiamento, al termine di una partita giocata con alfieriana concretezza e sagacia tattica. All'orizzonte Pioli ha così rivisto quella luce in grado di mettere a fuoco l'obiettivo europeo, anche se la squadra è apparsa ancora in convalescenza contro un avversario confuso, privo di ferocia agonistica e schierata male dal tecnico Stramaccioni. I biancocelesti, un po' timorosi all'inizio, hanno piano piano preso confidenza e fiducia fino al rigore decisivo. Una volta in vantaggio hanno amministrato la partita con intelligenza, molto movimento, personalità e abnegazione tattica. Una squadra compatta, determinata, decisa a portarsi a casa punti pesanti per dare un calcio alla crisi di risultati e riprendere il cammino. Candreva, che tornato al gol dopo quasi un intero girone (da applausi il cucchiaio), è stata la nota più lieta del pomeriggio friulano perché è un elemento capace di cambiare gli equilibri, del quale la squadra non può assolutamente fare a meno. La Lazio si è dimostrata superiore all'Udinese (con un solo italiano in formazione) in ogni zona di campo, Stramaccioni ha arretrato la posizione di Allan, il più intraprendente, però la mossa è risultata negativa in quanto il centrocampo ha perso molto in fase di spinta e non ha mai assistito gli attaccanti: Thereau è stato costretto a tornare indietro per prendere qualche palla e Di Natale è finito abbandonato al proprio destino in mezzo ai cerberi laziali.

Pioli ha ordinato un pressing costante sul portatore di palla e questo ha ulteriormente complicato lo sviluppo della manovra bianconera. Dal canto suo la Lazio ha dimostrato una buona organizzazione, capacità di far girare il pallone, soprattutto nella prima frazione, e, anche se raramente, incisività sulle fasce, come in occasione dell'azione che ha portato al fallo da rigore su Klose. Anderson ha avuto ampia libertà di movimento, costringendo gli avversari al raddoppio, ed è andato a cercare palla anche nella zona centrale. Parolo è stato il perno del gioco: ha limitato Allan, ha difeso, impostato e cercato anche gli inserimenti senza soluzione di continuità. Pioli, che nel primo tempo aveva schierato il greve Onazi sulle tracce di Badu, ha cambiato all'inizio della ripresa: sia perché il nigeriano stava giocando male, sia perché era a rischio espulsione. Cataldi si è calato bene nel ruolo di centrocapista di contenimento, supportando a dovere il lavoro dello stesso Parolo e di Biglia. Qualche pallone non è stato gestito a dovere ma, nonostante tutto, la Lazio ha avuto l'occasione più nitida per raddoppiare. Il successo ha restituito alla classifica una fisionomia più consona alle qualità e alle aspettative. Tutto è ancora in ballo, bisogna soltanto insistere perché il bello deve ancora arrivare.


Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

Ha visto un'altra Lazio, vede di nuovo il futuro: "Questa vittoria ci fa vedere il futuro in un'ottica migliore, vogliamo andare forte sino alla fine, questa è la mentalità giusta per riuscirci". Pioli ha rivisto ciò che voleva a Udine, ma non darà sguardi particolari alla classifica: "Se il terzo posto resta nel mirino? No, siamo nati per provare a vincere ogni partita, abbiamo chiaro il nostro obiettivo, è tornare in Europa, ci riusciremo solo se continueremo a giocare con questa mentalità". Pioli vuole continuare ad ammirare una Lazio vera: "Credo tanto nella mia squadra, abbiamo tutti i mezzi per vincere contro chiunque, adesso penso al Palermo. Sono realista e dico che questo è un campionato difficile per tutti". Ecco cosa gli è piaciuto: "La squadra ha giocato con personalità, con carattere e buona qualità, in alcuni frangenti ha anche praticato un buon calcio. Complimenti ai miei giocatori, volevamo voltare pagina e l'abbiamo fatto. La vittoria è stata ottenuta con determinazione e volontà, erano necessari per superare quel momento". Una vittoria di rigore nella settimana delle polemiche arbitrali, è questo il bello del calcio: "Lunedì scorso non ho commentato un singolo episodio né un rigore e né un'espulsione, ho sottolineato l'atteggiamento dell'arbitro, per me non era stato quello giusto così come l'intera interpretazione del match col Genoa. E' il secondo rigore che riceviamo dopo ventitrè giornate, abbiamo vinto meritatamente al di là dell'episodio", ha tagliato corto Pioli evidenziando la statistica (il rigore mancava dalla prima giornata, match contro il Milan, sempre di Candreva). Il tecnico ha preferito parlare dei suoi uomini: "I ragazzi hanno dato tutto, i segnali erano stati importanti in settimana. Le nostre avversarie sono tutte forti, lo stanno dimostrando. Non mi sono mai illuso, non l'ho fatto neanche nei nostri momenti migliori, non ho mai pensato che sarebbe stata una passeggiata".

Vede di nuovo il futuro perché crede nel gruppo: "Ho a disposizione grandi giocatori, è normale che mi aspetti sempre il massimo da loro. Stanno bene, sono motivati, siamo consapevoli del fatto che solo a Cesena abbiamo fatto un passo falso". Stramaccioni, col doppio trequartista, non ha sorpreso Pioli: "Non siamo rimasti sorpresi perché anche con la Juve hanno giocato così. In settimana abbiamo preparato tutte le situazioni per far conoscere ai nostri difensori i giocatori più pericolosi dell'Udinese. Ci aspettavamo quel tipo di gioco da parte loro, tra di noi c'è stata molta compattezza, non abbiamo concesso spazi ai bianconeri. Abbiamo incontrato varie squadre che scavalcano il centrocampo col pallone, quando accade questo è difficile essere arrembanti, siamo stati bravi perché non ci siamo abbassati più di tanto". Candreva ha trascinato la Lazio, Felipe Anderson deve ancora carburare dopo l'infortunio: "Candreva? A volte si può perdere un po' di ritmo e di brillantezza rimanendo fuori, lo stesso sta succedendo a Felipe Anderson, deve ritrovare la giusta continuità. Ma Antonio ha così tanta qualità che sarà sempre un giocatore fondamentale per noi, ci può stare un momento difficile, l'atteggiamento del ragazzo non si discute". Il brasiliano, a Udine, spesso ha agito nella stessa zona di Candreva: "Felipe può abbassarsi di più rispetto a Candreva, lui predilige invece attaccare la fascia esterna. Quando abbiamo mosso la palla velocemente siamo stati bravi nel creare diversi pericoli, la gestione del pallone comunque poteva essere svolta meglio e avremmo dovuto concretizzare di più".


Un rigore a rischio infarto e un'esultanza un po' polemica, mimando le chiacchiere, forse non gli è andata giù qualche critica, forse ha voluto salutare così (da ex col dente avvelenato) l'Udinese che non l'ha mai valorizzato. Ha usato il cucchiaio per tornare goleador, è bastato un suo boccone per vincere a Udine: "Ho deciso di calciare in quel modo durante la rincorsa...". Ha usato il cucchiaio per sbloccarsi, per bucare la rete dopo quattro mesi e passa, non segnava dal 5 ottobre scorso (Lazio-Sassuolo 3-2). Al cucchiaio di Antonio Candreva non si comanda, è imprendibile, l'argenteria di casa sua è tornata a luccicare. E' bastata una sua cavalcata per mettere in mezzo un pallone d'oro, ha prodotto l'azione del penalty (fallo su Klose). Candreva, quando sta bene, accelera, ritrova la sua corsa. Candreva, quando vuole, scucchiaia a piacimento, la Lazio lo sa bene. In passato ha punito Da Costa della Samp scucchiaiando dal dischetto, si giocava all'Olimpico. Il colpo gli viene di istinto, non prepara la palombella morbida, decide sul momento, l'ha fatto anche a Udine, l'ha detto lui. Candreva non ha paura, non si fa impressionare. Ricordate il rigore segnato a Casillas durante la Confederations Cup? Mirò e centrò il bersaglio, uccellò il super portiere spagnolo. Karnezis, ieri, ha subito lo stesso trattamento. Riecco Candreva, riecco la Lazio vittoriosa. Ha segnato il terzo gol in campionato, sono pochi rispetto alle sue medie, vuole recuperare il tempo perso: "Sono pochi i tre gol, ma sono tanti questi tre punti. Avevamo fatto una promessa ai tifosi, in settimana ci avevano fatto sentire il loro appoggio, dovevamo vincere anche per loro ed è successo. E’ stata una grande vittoria, è stata una grande partita, a Udine è sempre difficile giocare. Venivo da settimane travagliate, non ero al 100%, ma siamo sempre sul pezzo, non si molla mai, la vittoria è importantissima".

Serve continuità, ancora di più: "La continuità l'abbiamo sempre avuta, peccato per i passi falsi col Cesena e col Genoa], ci siamo ripresi i punti persi. Siamo un gruppo che lavora, che ha entusiasmo e voglia, lunedì sera siamo stati anche sfortunati, adesso pensiamo al Palermo". I gol di Candreva possono valere la svolta e il ritorno in Europa: "Quando sono stato male la Lazio ha sempre offerto ottime prestazioni e ha vinto, siamo un blocco unico, vogliamo fare bene tutti insieme". Tutti contenti dopo Udine, tutti felici. Serviva una scossa, è arrivata. Biglia s'è accodato: "Siamo contenti, abbiamo conquistato tre punti importanti su un campo ostico, possiamo continuare a lottare per il nostro obiettivo. Dopo due sconfitte cercavamo fiducia". I tifosi hanno caricato il gruppo: "Ci hanno trasmesso la loro fiducia e la loro vicinanza, vogliamo tornare tutti insieme in Europa, andiamo tutti verso lo stesso obiettivo". Ecco cosa manca: "Bisogna trovare l'equilibrio, serve continuità nei risultati, non si può giocare in modo fantastico e poi perdere tutto nel giro di pochi giorni". Biglia ha gli occhi che parlano: "Sono innamorato di questa squadra, mi piace il modo in cui giochiamo, ma serve equilibrio, lo ripeto. Nei momenti difficili dobbiamo usare la testa, a Udine è stata decisiva la voglia di vincere ogni contrasto, non potevamo sbagliare, soprattutto dopo i risultati del week-end. Se questa determinazione si fa vedere subito in partita, allora sì che puoi vincere sempre".



Antonio Candreva trasforma il calcio di rigore



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Stefano Pioli ha convocato i seguenti calciatori:




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