Domenica 16 ottobre 2005 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0


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16 ottobre 2005 - 3.160 - Campionato di Serie A 2005/06 - VII giornata

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stendardo, Cribari, Zauri, Behrami, Dabo, Liverani, Cesar (69' Manfredini), Di Canio (59' Pandev), Rocchi (80' S.Inzaghi). A disposizione: Ballotta, Belleri, Keller, Tare. Allenatore: D.Rossi.

FIORENTINA: Frey, Ujfalusi, Di Loreto, Gamberini (83' Dainelli), Pancaro, Fiore, Brocchi, Donadel, Pasqual (75' Bojinov), Toni, Pazzini (46' Jorgensen). A disposizione: Cejas, Guigou, Pazienza, Montolivo. Allenatore: Prandelli.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna).

Marcatori: 82' Zauri.

Note: pomeriggio di sole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Di Canio per comportamento non regolamentare, Pancaro, Di Loreto e Donadel per gioco scorretto. Angoli: 8-7 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 8.624 per un incasso di euro 162.804,00, abbonati 18.878 per una quota di euro 231.543,78.

La formazione della Lazio: Behrami, Cribari, Dabo, Stendardo, Peruzzi, Zauri; Liverani, Di Canio, Rocci, Cesar, Oddo
Un'altra foto della formazione
L'esultanza di Luciano Zauri dopo la rete
Esultanza biancoceleste
Emilson Cribari in azione
Un giornale distribuito allo stadio
Il titolo di Leggo del 17/10/2005

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio gioca con l'uno fisso. All'Olimpico viene sconfitta pure la Fiorentina: è il quarto successo consecutivo interno".

Continua la "rosea": Altro che Pupo. Il pacco alla Fiorentina lo confeziona un'altra volta Zauri. Proprio come il 22 maggio, drammatica penultima di campionato, i viola con un piede in B, l'arbitro Rosetti che sull'1-1 (poi conclusivo) non vede una clamorosa "parata" del terzino della Lazio sulla linea. Stavolta è tutto più limpido e non c'è spazio per le polemiche. La porta è sempre la stessa, ma Zauri la infila con un tap-in da attaccante aggiunto, dopo il tiro di Manfredini, la maldestra respinta di Frey e il primo tentativo di Inzaghi andato a vuoto. Mancano una decina di minuti alla fine e questo resterà l'unico gol, nonostante la pioggia di occasioni che gli ospiti metteranno insieme nelle fasi conclusive, imbattendosi in Peruzzi, un autentico gigante. Sarebbe ingeneroso attribuire a Frey le responsabilità di una sconfitta che ci sta, come non sarebbe peraltro stato scandaloso un pareggio. Prima di quella fatale incertezza, il francese aveva infatti negato con le sue parate su Rocchi (due volte), Behrami e Zauri, altrettanti gol. Mentre Peruzzi, che in pieno recupero avrebbe detto di no a Bojinov e soprattutto a Toni, fino ad allora era quasi rimasto a guardare. La Lazio ha vinto perché ci ha messo più cuore, più anima, più temperamento della Fiorentina, scesa in campo con un pizzico di presunzione di troppo, e certo non aiutata dalla sosta.

Quarta vittoria consecutiva iniziale all'Olimpico, alla Lazio non accadeva dal '42-43 (quell'anno furono poi 5 i successi) e sì che nel mezzo ci sono passati due scudetti. Anche questa volta, l'abbraccio che i giocatori hanno riservato dopo il gol a Delio Rossi ha avuto un sapore speciale (al di là delle delicate vicende personali dell'allenatore). Domenica c'è il derby, e l'unico motivo che la sciagurata Roma ha per potersene rallegrare, è che quel giorno la Lazio giocherà fuori casa. La caduta della Fiorentina è pesante, anche se visti i risultati delle altre candidate al quarto posto non compromette nulla. Agganciata in classifica dalla Lazio, la squadra dei Della Valle è comunque più forte, ha maggiore qualità, e non capiterà spesso di vedere Toni, Pazzini e Bojinov con le polveri bagnate e un tecnico capace come Prandelli meno lucido del suo dirimpettaio. Nell'andamento del match, e in particolare nella svolta conclusiva, pesano infatti non poco le scelte dei due allenatori. Rossi, presentato un rischioso 4-4-2 con abuso di piedi buoni (rientravano tutti insieme Di Canio, Cesar e Liverani), ha strada facendo sostituitoi primi due con Pandev e Manfredini, completando l'opera, due minuti prima del gol, con Inzaghi per Rocchi. Ne è scaturita una Lazio diversa, meno meditativa e più da corsa, con Pandev arretrato alle spalle di Inzaghi e assai felice nell'aprire spazi e verticalizzazioni a chi saliva da dietro. Lo ha fatto Manfredini accentrandosi nell'azione del gol, liberando così una volta di più la corsia di sinistra a Zauri, che aveva frattanto abbondantemente domato Fiore.

Questi, insieme a Pancaro, ha forse pagato l'emozione dell'ex, meritando una sostituzione che invece non è mai arrivata. Prandelli aveva cominciato bene, con Pasqual sulla sinistra e Jorgensen in panchina. Pasqual lo ha ben ripagato, risultando con l'utile Brocchi il migliore dei suoi, tanto da costringere Oddo a restare a lungo sulle sue. All'inizio della ripresa, vista l'inconsistenza di Pazzini, Prandelli ha inserito Jorgensen passando dal 4-4-2 al 4-2-3-1 col danese insolito centrale alle spalle di Toni. Bojinov, con relativo ritorno al 4-4-2, è stato inserito per Pasqual solo al minuto 75. Di sicuro troppo tardi, e forse per l' uomo sbagliato.


La Repubblica titola: "All'Olimpico 1-0 per il gruppo Rossi, nella zona nobile della classifica. Errore di Frey sul tiro di Zauri, brusca frenata per i viola. Peruzzi super, la Lazio vola in alto. Per la Fiorentina secondo ko".

Continua il quotidiano: Una leggerezza del migliore in campo costa alla Fiorentina la seconda sconfitta stagionale. Per 82 minuti è stato perfetto Sebastian Frey, ma all'82' il portiere francese non è riuscito a bloccare un sinistro non irresistibile di Manfredini, si è parzialmente riscattato sul tentativo di Inzaghi, ma nulla ha potuto sul destro di Zauri. Finisce 1-0, la Lazio conquista la quarta vittoria su altrettante gare casalinghe e aggancia proprio i viola a quota 13 punti in classifica. Vittoria tutto sommato meritata per la Lazio, ma se il migliore imn campo fino all'82 era stato Frey, alla fine della partita è Angelo Peruzzi l'uomo da osannare per i tifosi della Lazio, è lui a salvare il risultato con due miracoli sulle conclusioni di Bojinov e soprattutto Toni. La squadra di Rossi ha tirato di più in porta, la Fiorentina ha risposto ma non è riuscita ad essere pericolosa dalle parti di Peruzzi, se non nel finale di gara. Si comincia con Rossi che deve rinunciare a Siviglia, bloccato da un problema muscolare nel riscaldamento.

Al suo posto Stendardo che gioca al fianco di Cribari. A centrocampo si rivede Cesar, preferito a Manfredini. In avanti è Di Canio a far coppia con Rocchi. In cabina di regia tocca a Liverani dettare i tempi della manovra e l'ex perugino svolge bene il suo compito soprattutto nel primo tempo. Qualche novità anche nella Fiorentina, Prandelli sceglie il 4-4-2 e schiera Pasqual sulla sinistra preferendolo a Jorgensen, a destra c'è l'ex Fiore. In avanti è Pazzini a far coppia con Toni, Bojinov va in panchina. Bella partita all'Olimpico, avvio di marca laziale, ma dopo i primi 20 minuti la Fiorentina comincia a giocare come sa, dimostrando che il secondo posto in classifica non è casuale. All'inizio i viola soffrono le giocate di Liverani e le incursioni di Zauri e Cesar che a sinistra mettono in difficoltà Fiore. Così Frey ha il suo bel da fare e già al 6' deve superarsi per respingere un bel diagonale di Rocchi servito da Liverani. Stessi interpreti e stesso esito al 14'. La Fiorentina si sveglia dal torpore inziale, sfruttando la capacità di tener palla di Toni e Pazzini, ma a differenza della Lazio non riesce ad impensierire Peruzzi, fatta eccezione per un'insidiosa punizione di Pasqual. La partita rimane bella, la Lazio la interpreta meglio, ma è attenta a non scoprire il fianco ai viola che, senza Jorgensen e con Fiore defilato sulla destra, non riescono a pungere.

Nel finale, però, Oddo deve immolarsi per respingere un tiro a botta sicura di Pasqual, ma è ancora Frey, un minuto dopo, a compiere un mezzo miracolo volando sul destro di Behrami dai 20 metri. Il primo tempo finisce 0-0, meglio la Lazio se non altro più pericolosa dellaFiorentina. Prandelli vuole qualcosa in più, capisce che la qualità di Jorgensen è importante e che non si può rinunciare neanche alla tecnica di Fiore, ecco perché la Fiorentina passa al 4-2-3-1 con Fiore, Jorgensen (subentrato a Pazzini) e Pasqual alle spalle di un Toni non al meglio. Cala un po' il ritmo della gara, Liverani, bravissimo nel primo tempo, sbaglia qualcosa e non riesce a dare intensità al gioco della Lazio, anche perché la Fiorentina occupa meglio il campo rispetto ai primi 45'. Rossi prova a dare vivacità ai suoi, al 14' dentro il macedone Pandev, fuori un Di Canio con la testa già al derby di domenica prossima. Adesso è la Fiorentina a gestire meglio il gioco, ma la difesa viola non è perfetta e quando Pandev libera Rocchi davanti al portiere, Frey è ancora una volta costretto a superarsi. Sicuramente il migliore in campo il portiere viola, almeno fino al 37' quando non trattiene una conclusione non irresistibile di Manfredini, si salva su Inzaghi, ma nulla può su Zauri. L'Olimpico esplode, la Lazio si esalta, Delio Rossi, così come era successo contro il Palermo, corre in campo ad abbracciare i suoi.

Ma la partita non è finita, la Fiorentina non ci sta e si getta in avanti, ci prova Bojinov, Peruzzi ci mette la mano, poi è bravissimo Toni a trovare l'acrobazia a pochi metri da Peruzzi, il portiere della Lazio è prodigioso e salva il risultato. Vince la Lazio, fra sette giorni il derby, ma intanto complimenti ad una squadra che in casa non sbaglia un colpo e che ha battuto una Fiorentina comunque positiva.