Domenica 16 settembre 2018 - Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 0-1


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16 settembre 2018 - Empoli (FI), stadio Carlo Castellani - Campionato di Serie A, IV giornata - inizio ore 18.00


EMPOLI: Terracciano, Di Lorenzo, Silvestre, Rasmussen, Veseli, Acquah (75' Traore), Capezzi, Bennacer (81' Mraz), Zajc (60' La Gumina), Krunic, Caputo. A disposizione: Fulignati, Provedel, Marcjanik, Maietta, Untersee, Brighi, Lollo, Ucan, Jakupovic. Allenatore: Andreazzoli.

LAZIO: Strakosha, Wallace, Acerbi, Radu (54' Caceres), Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic (67' Correa), Lulic, Luis Alberto (75' Durmisi), Immobile. A disposizione: Proto, Guerrieri, Patric, Basta, Bastos, Badelj, Murgia, Cataldi, Caicedo. Allenatore: S. Inzaghi.

Arbitro: Sig. Orsato (Schio - VI) - Assistenti Sigg. Schenone e Imperiale - Quarto uomo Sig. Guccini - V.A.R. Sig. Pairetto - A.V.A.R. Sig. Tegoni.

Marcatori: 47' Parolo.

Note: ammonito al 7' Silvestre, al 34' Bennacer, al 42' Parolo, tutti per gioco falloso, all'80' Durmisi e all'87' Marusic entrambi per proteste. Angoli 4-7. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 10.832 di cui 6.522 abbonati per un incasso di Euro 144.491,86.


Luis Alberto in azione
Sergej Milinkovic-Savic
Ciro Immobile
Foto Ansa
Stefan Radu
Foto LaPresse
Senad Lulic
Una fase di gioco
Foto Ansa
Un momento della gara
La rete di Marco Parolo
Foto Ansa
Wallace in azione
Joaquin Correa

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio ancora incompiuta ma Inzaghi fa altri 3 punti. A Empoli secondo successo di fila dopo una prova sotto ritmo e con molti errori. Decisivi il gol di Parolo e una prodezza di Strakosha".

Continua la "rosea": Correre su un campo di calcio non sarà probabilmente un'idea originale ma aiuta. Ieri a Empoli la Lazio ha provato a farne a meno ed è stata fortunata a conquistare tre punti che sistemano la classifica. Dopo le sconfitte iniziali con Napoli e Juve, i successi su Frosinone ed Empoli consentono a Inzaghi di rimettersi in linea con le ambizioni di inizio stagione. Ma questa è l’unica buona notizia della trasferta in Toscana, dove la Lazio è sembrata in gita nel primo tempo e poco più coinvolta nella ripresa. I ritmi sono stati quelli da partita di fine campionato, quando non ci sono più obiettivi e si pensa alle vacanze. Ma a metà settembre non si può dare un’interpretazione così statica del calcio, nella speranza che le individualità decidano la gara con una giocata. Sembra quasi che alla Lazio manchi entusiasmo e che mentalmente la squadra sia rimasta all’ultimo quarto d’ora della partita con l’Inter che a maggio decretò la "retrocessione" dal quarto al quinto posto e la conseguente esclusione dalla Champions. L’Empoli, invece, corre e ha pure interessanti idee di gioco. L’incontro di ieri è stato pieno di "sliding doors": poteva cambiare tante volte e invece l’unico momento realmente decisivo è stato il gol di Parolo al 2’ della ripresa, che ha premiato l’inserimento e il cross di Lulic e punito lo scivolone di Rasmussen.

Ma la prima enorme occasione era stata dell’Empoli: Acquah ha esaltato i riflessi di Strakosha e Zajc ha spedito fuori dallo stadio il comodo tap­-in. E all’ultimo secondo, dopo un palo di Correa e un obbrobrio di Marusic, Caputo ha avuto la palla del pareggio grazie a una dormita di Wallace, ma il riflesso di Strakosha è stato strepitoso. Insomma, pur passando quasi tutto il secondo tempo senza tirare in porta, l’Empoli ha fatto il possibile per pareggiare. Andreazzoli ha sorpreso la Lazio con un gioco corto­-lungo che aveva lo scopo di trovare sempre un uomo libero tra le linee e altri due elementi pronti a conquistare le seconde palle. Le mezzali dell’Empoli si alzavano spesso per complicare la costruzione avversaria, ma poi erano poco precise al momento di impostare o concludere. E nella ripresa è servito a poco il passaggio al 4­-3­-1­-2 prima e al 4­-3­-3 poi. La Lazio ha lasciato un po’ sfogare l’Empoli nel primo tempo, ma ha decisamente esagerato: zero movimento, palla sempre sui piedi, pochissime sovrapposizioni. Milinkovic e Luis Alberto pretendevano di fare la differenza da fermi (e in un paio di occasioni ci stavano quasi riuscendo), Immobile fatica a trovare la condizione e quindi è servito un raro inserimento di Parolo per risolvere la gara. Oltre alla prodezza di Strakosha: chissà quanto avrebbe urlato Inzaghi se la Lazio avesse preso quel gol all’ultimo secondo.


► Il Corriere dello Sport titola: "Lazio, la svolta buona? E' sorpasso sulla Roma. Un gol "sporco" di Parolo esalta i biancocelesti (anche una traversa e un palo). La scossa di Inzaghi dopo un tempo pieno di sofferenza. Tre punti e qualche buona notizia in questa vittoria a Empoli. Ma restano ancora criticità".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Può essere la svolta per la Lazio, a patto di ritrovare i big e conservare lo spirito esibito dopo l’intervallo e le urla di Inzaghi nello spogliatoio. Sono bastati un gol sporco di Parolo e una prodezza di Strakosha all’ultimo respiro per togliere l’imbattibilità interna all’Empoli, che viene dalla serie B ma non perdeva al Castellani da un anno preciso. Era il novantaquattresimo e il portiere albanese ha tolto dalla rete la palla del pareggio, divorata da Caputo e favorita dalla solita dormita di Wallace. Pochi istanti prima Marusic si era mangiato il raddoppio e Correa aveva colpito il palo. Dentro l’ultima azione i limiti delle due squadre. Bello, organizzato bene ma poco concreto l’Empoli. Incapace di chiudere il conto e ancora fragile, troppo spaventata nei momenti delicati, la Lazio. Riesce a vincere queste partite, paga quando il livello si alza. Si è tirata su con il secondo 1-0 consecutivo, dopo il Frosinone ha piegato un’altra neopromossa, ma restano tanti interrogativi da risolvere. Immobile è in ritardo di condizione e non morde, progressi timidi per Luis Alberto, penalizzato dalla pubalgia e con un’autonomia ridotta. Applicato ma non decisivo Milinkovic, a cui manca la giocata decisiva per tornare a esaltarsi. Sono loro a determinare il fatturato offensivo, oggi in deficit: percentuale nel rapporto tiri-gol più basso dell’intera Serie A.

La notizia buona è nella disponibilità dei tre big: non sono brillanti, ma si impegnano e sgomitano. Nelle difficoltà la Lazio è stata sorretta da Leiva (un gigante anche con i crampi) e dal solito inesauribile Lulic. Suo l’assist per Parolo, a segno in avvio di ripresa con il primo tiro nello specchio. Se non il modulo, forse Inzaghi può pensare a cambiare qualche pedina: buono l’ingresso di Correa. Andreazzoli, invece, deve recuperare pericolosità in attacco, anche se il centrocampo imbottito di incursori ha impressionato. L’avvio della Lazio era stato discreto per iniziativa e personalità, ma quei bagliori sono durati poco, appena una decina di minuti in cui la squadra di Inzaghi ha governato con un possesso del 64%. Luis Alberto chiedeva e cercava la palla, Leiva contrastava, Milinkovic sembrava più vivace. Mancava davanti il guizzo di Immobile, fermato una sola volta con una gomitata da Silvestre e mai capace di scappare in profondità. L’Empoli si era chiuso bene ed è bastato poco per capire come funzionasse il piano studiato da Andreazzoli, deciso a lasciare La Gumina in panchina. Una punta in meno e un centrocampista (Bennacer) in più con l’effetto di "alzare" Krunic e Zajic dietro a Caputo. Due trequartisti di movimento per creare densità sulla linea mediana e togliere riferimenti. Tutto l’Empoli correva più della Lazio. Krunic e Zajic, ma anche Acquah e Bennacer, disturbavano Lulic e Marusic, sortendo un doppio effetto. Gli esterni di Inzaghi restavano bassi, non accompagnavano la manovra, dall’altra parte Veseli e Di Lorenzo erano due giganti in costante proiezione offensiva. Al trentesimo i toscani avevano ribaltato la percentuale del possesso palla (53 a 47), conservando lo stesso margine sino alla fine. Mezz’ora di solo Empoli, quasi imprendibile con il suo palleggio, i triangoli a centrocampo, le sovrapposizioni degli esterni. Quel ritmo non poteva durare.

Wallace ha colpito di testa la traversa un attimo prima di rientrare negli spogliatoi, dove deve essersi fatto sentire Inzaghi. La Lazio nella ripresa è entrata con un altro passo, quello che non potevano più avere Zajc, Krunic, Bennacer e Acquah. Il gol di Parolo è arrivato subito, a quel punto era dura rimontare. Andreazzoli ha aggiunto La Gumina arretrando Krunic (4-3-1-2) e l’ex Palermo, con il suo movimento vorticoso, ha creato diverse difficoltà alla difesa biancoceleste, dove Acerbi non sempre riusciva ad assorbire le incertezze dei suoi compagni. Inzaghi aveva perso Radu, sostituito da Caceres. L’uruguaiano ha dimostrato enormi disagi nell’interpretare i tagli e i movimenti del reparto a tre. Andreazzoli ha inserito anche la terza punta (Mraz), ma davanti la Lazio non aveva dei fuoriclasse e stavolta ha resistito, strappando un successo pesantissimo. Festa grande per i tremila tifosi, in delirio per il sorpasso sulla Roma: serviranno altre prestazioni e bisognerà crescere tanto per tornare ai livelli della passata stagione.


Il Messaggero titola: "Fatti e Parolo, la Lazio scatta. I biancocelesti passano a Empoli grazie ad un gol del centrocampista. La squadra sale a quota 6 punti in classifica e sorpassa la Roma".

Prosegue il quotidiano romano: Un’altra gara sporca vinta dalla Lazio. Progressi dal punto di vista del gioco se ne sono visti pochi ad Empoli ma Inzaghi porta a casa tre punti benedetti che indorano la classifica: sorpasso sulla Roma e sull’Inter. Finisce 1-0 contro i toscani. Decidono una rete di Parolo e un miracolo di Strakosha al 94’. Così come contro il Frosinone i biancocelesti soffrono un po’ troppo ma per ora contava vincere. Il gioco verrà. Di certo non è la Lazio che faceva lustrare gli occhi nella passata stagione ma una cosa va detta: ha imparato a soffrire di più. Le gambe non girano come dovrebbero e così ne risente anche la manovra che è lenta e prevedibile. Resta l’annoso problema di non chiudere le partite e di rimanere con il fiato sospeso fino all’ultima azione. L’Empoli non sfigura ma nei momenti chiave palesa i limiti tecnici dei suoi giocatori. Al triplice fischio Inzaghi serra i pugni perché sa che le vittorie sono la medicina migliore in qualsiasi modo arrivino. Troppo scolastica nella manovra la Lazio per sfondare il bunker creato da Andreazzoli.

I biancocelesti si affidano al solito fraseggio tra Immobile e Luis Alberto o Milinkovic senza però mai trovare l’imbucata centrale. Sugli esterni, poi, Marusic e Lulic non affondano mai ma sono piuttosto appoggi per il giro palla. Il problema è che l’Empoli le corsie esterne le sfrutta e come e le discese di Di Lorenzo da un lato e Krunic dall’altro sono un continuo problema per Radu e Wallace che chiedono costantemente il raddoppio dei quinti. Il centrale brasiliano non è in giornata e si vede da due svarioni iniziali. Sbaglia costantemente la diagonale. Fortuna per lui che prima Acquah e poi Caputo, finito in fuorigioco, lo graziano. Non è nemmeno fortunato: di testa prende un palo. Mancano gli inserimenti di Parolo come supporto all’azione d’attacco. Immobile si sbatte ma è sempre troppo solo lì davanti. La sensazione è che la Lazio soffra dal punto di vista fisico la velocità dell’Empoli. Non si vede nemmeno il gioco corale dello scorso anno, singole iniziative che però non trovano gli sbocchi giusti. Inzaghi si sbraccia e confabula spesso con Farris, il suo vice. Urla più di una volta per i troppi leziosismi, quattro colpi di tacco in dieci minuti, fini a se stessi. Non proprio l’immagine dell’umiltà chiesta a gran voce dal tecnico.

Ad inizio ripresa un colpo di fortuna aiuta i biancocelesti ad uscire dall’impasse. Cross di Lulic, Rasmussen scivola e per Parolo è facile far esultare i tremila tifosi laziali presenti al Castellani. Finalmente si vede l’inserimento della mezzala che l’allenatore stava chiedendo in continuazione. Nemmeno il tempo di gioire che Radu si fa male al flessore della coscia sinistra e deve uscire. La Lazio macina più gioco sopratutto perché Marusic comincia a spingere sulla destra alzando il baricentro della squadra. L’Empoli, però, non si snatura e fa la sua partita continuando a prendere i biancocelesti sulla velocità. Non è un caso che Inzaghi manda dentro Correa per cercare di sfruttare il contropiede visto che i toscani si sbilanciano molto in avanti. Una mossa che serve a poco perché gli uomini di Andreazzoli calano fisicamente e la lucidità viene meno. Si dispera il tecnico toscano perché i bancocelesti, così come col Frosinone, vengono presi dalla paura di vincere e si complicano la vita da soli in troppe occasioni. Nel finale Correa e Marusic si divorano il match point e costringono tutti a restare con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo e Strakosha al 94’ a salvare tutto. L’urlo liberatorio dei tremila laziali ne è la testimonianza.


► Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

La Lazio era inguardabile, non giocava, era in balìa dell’Empoli di Andreazzoli. La scossa si è consumata nell’intervallo, quando Inzaghi ha cominciato a urlare chiedendo ai suoi giocatori di tornare in campo con un altro passo e un diverso spirito. Si sentivano le urla fuori dallo spogliatoio dello stadio Castellani, tremavano le pareti. L’Empoli, che sino a quel momento aveva corso di più, ha smesso di arrivare prima sulla palla e di vincere i duelli. Il gol di Parolo ha spianato la strada, ma la Lazio era di nuovo in partita e non ha rischiato quasi niente sino all’ultima azione, quando Strakosha ha piazzato la prodezza da due punti, evitando il pareggio (già fatto o quasi) di Caputo. Simone così ha portato di peso tutta la squadra a festeggiare sotto il settore ospiti, popolato da tremila tifosi saliti da Roma. E’ come se la Lazio dovesse sempre aspettare la spinta del suo condottiero, che molte verità ha rivelato e fatto intuire durante le interviste. "Era una partita delicata, sapevamo che avremmo trovato una squadra molto bene organizzata. Il primo tempo non mi è piaciuto. Strakosha ci è stato davvero d'aiuto. Nel finale ci sono state varie occasioni e questo mi ha fatto piacere, potevamo raddoppiare con il palo di Correa, ma le partite vanno chiuse, altrimenti si rischia".

Questione di mentalità, di spirito, di percentuale realizzativa caduta a livelli di guardia. Ecco cosa ha salvato Inzaghi. "Abbiamo vinto su un campo che si rivelerà difficile per tante squadre, l’Empoli gioca bene a calcio. Ora vinciamo solo per 1-0, gli allenatori quando succede di solito sono contenti, dicono che la squadra è solida. Noi siamo abituati diversamente, dobbiamo aggiustare la mira e prendere meno pali. Considerando il finale dello scorso anno, nelle ultime sette partite non ce n’è stata una in cui non abbiamo colpito un legno. Ora dobbiamo riacquistare la mira e continuare la striscia di vittorie". Inzaghi ha difeso i suoi big, su tutti Immobile. "Ciro per due anni ha tenuto medie straordinarie, oggi fa notizia se resta tre partite senza segnare, ma sta crescendo, l’ho visto meglio, viene da un infortunio pesante, aveva giocato l’ultima con l’Inter non in condizione. Tornerà presto ai suoi livelli". Stesso discorso o quasi per gli altri due gioielli dell’attacco. "Luis Alberto viene da un infortunio importante. Milinkovic ha fatto il Mondiale e si è aggregato i primi di agosto alla squadra. Li avevo visti con il piglio giusto negli ultimi giorni e per questo li ho fatti giocare, sono convinto che andremo a migliorare con i nostri uomini migliori".

La svolta è maturata nell’intervallo. La sfumatura sottolineata da Inzaghi, perché aveva urlato come poi hanno svelato le indiscrezioni raccolte in serata. "Nella ripresa siamo rientrati con il piglio giusto. Avevamo avuto un approccio discreto, lasciando quasi subito campo e palleggio all’Empoli. Ci aveva creato diversi fastidi e problemi per mezz’ora. Ho fatto i complimenti ad Andreazzoli, gioca veramente un bel calcio. Nella ripresa siamo stati bravi a gestire, a parte l’ultima azione. Certo, se avessi preso il gol del pareggio al novantacinquesimo ora sarei meno contento". Buono l’impatto di Correa negli ultimi venti minuti, è entrato dentro tutte le azioni più pericolose della Lazio. "Sino all'ultimo ho avuto il dubbio se farlo giocare dall'inizio perché sta molto bene, si è integrato, ha voglia di migliorarsi. Peccato per quel palo, ho tanta fiducia nell’argentino. Mi dispiace non poterlo utilizzare giovedì con l’Apollon per la squalifica, ma sta lavorando benissimo con la squadra e con lo staff". Presto diventerà protagonista e titolare, forse già domenica con il Genoa.


Sembrava un’esecuzione, è stato un miracolo. Ci crediate o no è finita 0-1. "Ho pensato al peggio...", ci ha pensato Strakosha ad evitare il peggio, un infarto, ai tremila e passa laziali del Castellani. Si deve a lui questo brindisi, si deve a lui questa vittoria. Caputo era ad un piede dal gol, su quell’imboscata s’è trovato di fronte un gigantesco Strakosha: "Se i tre punti sono miei? Tutta la squadra ha lavorato per questo risultato e abbiamo vinto. Dobbiamo migliorare come gruppo, si vede. Questi sono tre punti d’oro e ce li prendiamo". I tremila e più laziali di Empoli dicono grazie a Thomas Strakosha, il portiere dell’ultimo secondo, dell’ultimo brivido, dell’ultima parata. Lo era stato a Torino con la Juve, l’anno scorso, sul rigore di Dybala. Lo è stato ieri a Empoli sul tiro a bruciapelo di Caputo, più di un rigore in movimento. Se ve lo chiedete ancora adesso, che ci crediate o no, Strakosha l’ha parato il tiro di Caputo, l’ha tolto dalla porta l’1-1 dell’Empoli. Che ci crediate o no è finita davvero con una vittoria al Castellani: "L’ultimo tiro? Non me l’aspettavo, quando ho visto arrivare quel tiro ho detto "è gol". L’importante è che la palla non sia entrata, che la partita sia finita perché non ce la facevamo più, siamo contenti di questo risultato".

Strakosha, il ragazzo dei miracoli, ha abituato a show e a incertezze. Ma certi suoi interventi sono da brivido, da applausi, fanno dimenticare il resto, per quanto difficile da dimenticare. Il portierone albanese ha ammesso le difficoltà che sta vivendo la Lazio, ha promesso una crescita a nome di tutti: "Lavoreremo ancora di più in allenamento. Abbiamo visto che l’Empoli gioca bene, lo hanno dimostrato anche contro di noi. Siamo consapevoli di dover fare meglio, bisogna anche fare i complimenti agli avversari. Abbiamo affrontato un’ottima squadra". Strakosha, di riffa o di raffa, ha chiuso la seconda partita senza beccare gol: "Le prime due partite erano difficili da giocare contro Napoli e Juve, ma abbiamo imparato le lezioni. Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa nelle ultime due gare. Dobbiamo crescere anche fisicamente. La Lazio è a buon punto. Adesso dobbiamo stare attenti, ci aspetta una partita difficile in Europa". Per Strakosha è pronta una statua. Gliela faranno i compagni. Caceres ha sintetizzato la realtà: "Se Strakosha non avesse fatto quella parata staremmo parlando di un’altra partita, sono contento per lui". La Lazio ha ringraziato il suo portiere e i suoi tifosi straripanti: "Non è che Empoli fosse vicina, sono 3 ore di macchina. In qualsiasi trasferta troviamo la nostra gente ed è sempre un piacere. Loro ci sono, ovunque andiamo". Caceres punta l’Europa: "Contro l’Empoli è stata una partita molto difficile da affrontare, faceva anche caldo. Sono contento per la vittoria, è la seconda consecutiva, spero che anche in Europa League sfoggeremo una buona prestazione. Le ultime due gare non sono state semplici, siamo riusciti a vincerle. Ora dobbiamo segnare di più. Serve equilibrio. Sotto il profilo dei gol subiti cercheremo di fare meglio rispetto all’anno scorso. Segnavamo tanto, incassavamo tanto".



La rete-vittoria di Marco Parolo



La formazione biancoceleste:
Strakosha, Immobile, Wallace, Acerbi, Milinkovic-Savic, Luis Alberto;
Parolo, Leiva, Radu, Marusic, Lulic
La formazione iniziale biancoceleste in grafica





► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:

  • Portieri: Guerrieri, Proto, Strakosha;
  • Difensori: Acerbi, Basta, Bastos, Caceres, Durmisi, Marusic, Patric, Radu, Wallace;
  • Centrocampisti: Badelj, Cataldi, Leiva, Luis Alberto, Lulic, Milinkovic, Murgia, Parolo;
  • Attaccanti: Caicedo, Correa, Immobile.
I convocati in grafica




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