Domenica 17 febbraio 2019 - Genova, stadio L. Ferraris - Genoa-Lazio 2-1


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17 febbraio 2019 – Genova, stadio L. Ferraris - Campionato di Serie A, XXIV giornata - inizio ore 15.00


GENOA: Radu, Biraschi (88' Pereira), Romero, Zukanovic, Criscito, Rolon, Radovanovic (56' Pandev), Lerager, Lazovic (46' Bessa), Sanabria, Kouame. A disposizione: Marchetti, Jandrei, Gunter, Pezzella, Lakicevic, Veloso, Dalmonte. Allenatore: Prandelli.

LAZIO: Strakosha, Patric, Acerbi, Radu (72' Jordao), Marusic, Romulo (64' Leiva), Badelj, Cataldi, Lulic, Correa, Immobile (55' Caicedo). A disposizione: Proto, Guerrieri, Kalaj, Neto. Allenatore: S. Inzaghi.

Arbitro: Sig. Banti (Livorno) - Assistenti Sigg. Bidoni e Di Vuolo - Quarto uomo Sig. Piccinini - V.A.R. Sig. Abisso - A.V.A.R. Sig. Lo Cicero.

Marcatori: 44' Badelj, 75' Sanabria, 90'+4' Criscito.

Note: esordio in serie A per Bruno Jordao. Ammonito al 69' Patric, al 78' Romero, al 90' Badelj tutti per gioco falloso, al 90'+1' Pandev per simulazione, al 90'+4' Criscito per comportamento non regolamentare. Angoli 8-3. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 19.936 di cui 1.932 paganti per un incasso di Euro 40.484,00 e 18.004 abbonati per una quota di Euro 177.837,00.


Il tiro vincente di Milan Badej
Foto LaPresse
Joaquin Correa
Foto Getty Images
Ciro Immobile
Foto LaPresse
Senad Lulic
Foto LaPresse
Stefan Radu
Foto LaPresse
Goran Pandev tra Lucas Leiva e Adam Marusic
Foto LaPresse
Una fase di gioco
Foto sslazio.it
Milan Badelj in azione
La rete del pareggio genoano
Foto Ansa
Il tiro vincente che dò la vittoria al Genoa
Foto Ansa

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Il Genoa ribalta una Lazio a pezzi. Decide Criscito all’ultimo respiro. Biancocelesti avanti con Badelj ma decimati dagli infortuni: Sanabria e il capitano li stendono".

Continua la "rosea": Cesare Prandelli è un uomo di buoni sentimenti e quindi la parola vendetta e la storia del piatto freddo eccetera eccetera, due anni e mezzo da quel dietrofront indigesto di Lotito, non saranno state le prime cose a venirgli in mente, in un giorno così. Però, insomma, meglio di così non poteva desiderarlo, questo incrocio con la Lazio che non fu (più) sua: una vittoria per farla frenare nella corsa alla Champions, a un minuto dalla fine, affidando al capitano il tiro perfetto - collo pieno da fuori area, magari a occhi chiusi, appoggiandosi al palo lontano - per fare pace con il suo stadio, che aveva visto il Genoa vincere una sola volta nelle ultime nove, ed era il 22 dicembre. Una vittoria dopo aver rischiato grosso una salita che forse sarebbe diventata così alta da impedire un’altra rimonta, dopo quelle con Spal, Sassuolo, Bologna: c'erano voluti un miracolo di Radu su Correa attivato da Immobile e santa traversa su tiro magnifico di Badelj per scongiurare il 2-0 della Lazio. E aprire il capitolo dei suoi rimpianti per non aver chiuso la partita quando avrebbe potuto, a dispetto dei suoi sette tiri complessivi (record negativo di questo campionato): un solo gol per la sesta partita consecutiva, e pensare che era una specie di slot machine.

Ma soprattutto è stata la vittoria della pazienza e del coraggio di Prandelli: prima la solidità di un centrocampo robusto per confermare sicurezze alla squadra, poi il suo calcio. Dunque nella ripresa dentro la qualità di Bessa e poi Pandev: un trequartista dietro due punte (il "suo" rombo) per azzannare senza più smettere di mordere, con un quarto d’ora d'arrembaggio, le carni fragili della Lazio. Già decimata in partenza e troppo sanguinante quando si è arreso anche Radu: neanche il tempo di risistemarsi in cerca di un altro difficile equilibrio - Leiva centrale di difesa (caviglia gonfia e diffida sul gobbo con vista derby, per dire della "disperazione" di Inzaghi) e Bruno Jordao mezzala - che una sponda di testa di Zukanovic in seguito a corner ha acceso un flipper in area. Il brasiliano lo ha smanettato male e ha fatto carambolare il pallone sulla gamba di Sanabria, che non sarà Piatek ma per ora segna più o meno alle sue medie. L’inizio della f‌ine per la Lazio, che senza quell’invenzione di Criscito avrebbe anche meritato il pareggio, per il modo in cui aveva gestito l’emergenza. Come aveva meritato tutto sommato il vantaggio a f‌ine primo tempo: costruito e concretizzato da Badelj, dopo finta e sponda "chiesta" a Immobile.

Anche se aveva dovuto ringraziare Strakosha per due muri su Rolon e Sanabria, agevolati da due incertezze di Acerbi. Fino a poco prima, per tutta la mezzora iniziale, era stato un festival di calcio ostruito, più che costruito: con Rolon e Lerager alle costole dei due play di Inzaghi - quello vero, Badelj, e quello aggiunto, Cataldi - Prandelli aveva puntato a sporcare il palleggio della Lazio, troppo rodato per risentirne più di tanto. Anche perché la regia compassata di Radovanovic induceva il Genoa a cercare lo scavalcamento della diga laziale, più che la profondità richiesta dai suoi uomini. Finché Prandelli non ha deciso di sciogliere il nodo che lui stesso aveva scelto di stringere, per raccogliere aggredendo il quarto risultato utile di fila. Ora il calendario dice Chievo e Frosinone: il possibile strappo per la tranquillità e poi per divertirsi un po’ senza pensieri. Quelli, adesso, con Siviglia, Milan (Coppa Italia) e Roma all’orizzonte, da affrontare con una squadra a pezzi, sono tutti di Inzaghi.


► Il Corriere dello Sport titola: "La Lazio è viva ma non basta. Una rete di Criscito nel recupero decide per il Genoa. Al vantaggio di Badelj aveva risposto Sanabria. Ko a Marassi dopo aver sognato di centrare il colpaccio in emergenza".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Quando Criscito si è piegato come un compasso e ha preso la mira, indovinando l’angolo giusto e l’unico spiraglio in cui potesse passare la palla, s’è sgretolato il sogno della Lazio. E’ finita ko dopo aver a lungo accarezzato il colpo a Marassi in emergenza, almeno un pareggio lo avrebbe meritato. Palo e gol. Lulic non era riuscito a rinviare, il contrasto di Leiva ha sporcato appena il cross di Pereira, e Caicedo, spizzando di testa, l’ha aggiustata proprio sul sinistro del capitano del Genoa. In Serie A non faceva centro da dieci anni e non aveva mai segnato tirando da fuori area. Era il terzo minuto di recupero. Una combinazione disegnata dal destino, come il pareggio firmato da Sanabria alla mezz’ora della ripresa. Il veleno di Pandev, al solito ex indemoniato, per conquistare l’angolo. Colpo di testa di Zukanovic, Caicedo ha guardato, Leiva ha provato a tirarla via, rimpallo e gol del paraguayano, appena prelevato dal Betis. Terzo gol in quattro partite. Se il Milan ha preso il volo Champions con Piatek, Preziosi lo ha sostituito alla grande scoprendo un altro Pistolero. Effetti del mercato di gennaio. La Lazio, invece, ha lasciato Caceres alla Juve e anche ieri si è ritrovata senza difensori.

Prandelli all’ultimo respiro l’ha vinta con i cambi, con cattiveria, con convinzione. Inzaghi si è arreso, non aveva centrali in panchina, risucchiato dagli infortuni e da un periodo in cui gira tutto storto. La traversa colpita da Badelj, la prodezza di Radu sul tiro di Correa. Nella ripresa la Lazio stava benissimo in campo e avrebbe potuto trovare il raddoppio. E’ entrato Caicedo al posto di Immobile (staffetta prevista), Simone non vedeva l’ora di mettere dentro Leiva e forse ha anticipato troppo il cambio con Romulo. Neppure il tempo di risistemare il centrocampo. Radu non ne poteva più e ha chiesto la sostituzione, dentro il debuttante Bruno Jordao, l’ex Liverpool arretrato in difesa. Sono passati tre minuti e Sanabria ha pareggiato, trasformando l’ultimo quarto d’ora in un assedio. La svolta era stata dettata da Prandelli con gli ingressi di Bessa, subito dopo l’intervallo, e Pandev (4-3-1-2) per aggiungere qualità e togliere il respiro a Badelj, sino a quel momento signore incontrastato del centrocampo. Otto indisponibili lasciati a casa. Eppure Inzaghi aveva presentato una formazione competitiva e in cui diverse alternative (a cominciare dal regista croato senza trascurare Cataldi e Patric) hanno dimostrato di poterci stare, a testimonianza di quanto fossero state trascurate negli ultimi mesi.

Prandelli nel primo tempo aveva scelto di mettere sotto pressione la linea arretrata della Lazio. Lazovic s’infilava tra Lulic e Radu, Sanabria pressava Acerbi, Kouame teneva in apprensione Patric. Romero e Zukanovic tenevano alta la difesa, Rolon e Lerager saltavano sulla testa di Romulo e Cataldi. La Lazio era costretta ad alleggerire il pressing restituendo palla indietro verso Strakosha. Sui rilanci dell’albanese mancavano i centimetri di Milinkovic e la fisicità di Parolo per spuntarla nei duelli aerei. La squadra di Inzaghi non riusciva a distendersi, ma difendeva bene grazie a Badelj: godeva di ampia libertà e si faceva trovare smarcato in appoggio da esterni e centrali. Poco dopo la mezz’ora, un attimo di disattenzione e due occasioni (Rolon e Sanabria) sventate da Strakosha. Immobile non aveva la solita cattiveria negli scatti e perdeva diversi palloni, Marusic e Correa per due volte sono stati stoppati dalle parate di Radu e dalla trappola del fuorigioco. A un soffio dall’intervallo, ci ha pensato Badelj a tirare fuori dal suo repertorio di vecchio trequartista un capolavoro. Davanti alla panchina del Genoa, invece di scaricare indietro sui difensori, ha saltato Rolon con una piroetta e ha puntato l’area. Triangolo con Immobile, fuori causa anche Zukanovic e destro piazzato nell’angolo. Gol d’autore con dedica ad Astori. Non è bastato per sbancare Marassi e tenere il passo del Milan. La Lazio si è arresa all’ultima curva, ma un segnale lo ha dato: è viva.


Il Messaggero titola: .

Prosegue il quotidiano romano:


► Tratte dal Corriere dello Sport alcune dichiarazioni post-gara:

Se lo sono chiesto tutti: perché togliere Romulo, perché affrettare il cambio dell’ammaccato Leiva? Inzaghi ha spiegato la natura della sostituzione senza scendere nei dettagli, è stato di poche parole per non dare soddisfazione: "Il cambio è stato tattico, Romulo non ha avuto nessun problema fisico". Il perpetuarsi degli infortuni e gli equivoci ormai cronici di Simone. Gira tutto storto per la Lazio. Le risorse principali vengono meno per ko fisici, altri guai non insorgono da soli. I sopravvissuti alla strage di adduttori e flessori si sono aggrappati al cuore, all’orgoglio, a tutto. Non è bastato. Inzaghi non può far altro che chiedere impegno e sforzi a tutti: "E’ un periodo delicato, lo vivremo sempre in grande emergenza. Ma una squadra forte deve far valere le proprie qualità nelle difficoltà. Con grandissimo spirito di appartenenza dovremo tirare fuori prestazioni come quella di Genova, ma con buoni risultati. Ci dispiace anche per la classifica". Ha rivendicato i meriti non riconosciuti dal risultato: "La sconfitta è assolutamente immeritata, è pesante per l’umore della squadra. Questo è il calcio, non ti perdona".

Il colpo di grazia. Simone ha chiesto "più cattiveria" sotto porta perché "se non chiudi le partite può succedere di tutto per colpa di un rimpallo o di un tiro all’ultimo, questa sconfitta ne è la testimonianza. Peccato per il rinvio di Leiva e la deviazione di Sanabria. Con Correa potevamo andare sul 2-0, poi c’è stata la traversa di Badelj e invece...". Da Genova a Siviglia, sempre in emergenza: "In Spagna dovremo fare di necessità virtù, nel momento cruciale abbiamo tante defezioni. Se avremo lo spirito di Genova ci giocheremo tutte le partite nel migliore dei modi. Le assenze, come detto alla vigilia, non devono essere un alibi". L’impostazione della partita era stata azzeccata: "Dovevamo palleggiare e per lunghi tratti siamo stati bravi a farlo, loro lanciavano lungo cercando mischie e secondi palloni. Eravamo stati bravi fino a quel rimpallo che ha causato il pareggio. Abbiamo trovato il loro portiere in una grande giornata".

La panchina. Inzaghi ha avuto risposte dalla panchina "dimenticata", in primis da Badelj: "Ha fatto un’ottima gara, sta sempre meglio, si sta ambientando nel migliore dei modi, quotidianamente mi mette in difficoltà. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, hanno dato tutto quello che potevano. Credo che in tutte le squadre ci debbano essere giocatori sempre pronti. Sono contento per quello che hanno fatto". Ha esordito Bruno Jordao: "E’ un ragazzo che sta crescendo, si sta impegnando molto in allenamento e mi è piaciuto l’atteggiamento con cui è entrato". Radu non aggrava l’emergenza: "Aveva perso tanti liquidi per un’indigestione, aveva rimesso prima della gara. Quando sono entrati i medici lo hanno trovato disidratato e hanno chiesto il cambio".


Dentro la sua partita e dentro al suo gol ci sono state tante cose, tanti sentimenti, di rivalsa e di commozione. Dentro ci sono i segni di ciò che è stato da giocatore e di ciò che è tornato ad essere, c’è anche il ricordo dell’amico Astori cui ha destinato la dedica. Milan Badelj non segnava in serie A da 364 giorni che sono un anno oggi, esattamente dal 18 febbraio 2018, indossava la maglia della Fiorentina, segnò all’Atalanta. La tragedia di Astori si sarebbe verificata il 4 marzo. Badelj ieri ha rivolto lo sguardo al cielo e ha mimato il numero 13 che apparteneva a Davide, suo grande amico. Non ne ha parlato nel dopo-partita, ha dedicato i suoi pensieri alla Lazio nel momento dell’emergenza. Badelj, finalmente, è sembrato quello vero, non il simulacro pallido. La gioia della prestazione e del ritorno al gol sono state guastate dal finale: "Questa sconfitta pesa perché è uno dei momenti della stagione in cui c’è da soffrire di più. Quando si verificano questi periodi bisogna resistere, stare insieme e rimanere uniti. Lo stiamo facendo, purtroppo a Genova non è bastato". La Lazio ha bisogno di questo Badelj, oggi più che mai: "Ora pensiamo all’Europa. Possiamo superare il turno, si tratta di una di quelle partite che, in un momento come questo, può risollevare il morale, può spingerci a vivere nuovamente un buon momento. Abbiamo chance per battere il Siviglia".

La sconfitta di Genova allontana la Lazio dal quarto posto, è questo il rammarico più grande: "Era molto importante questa partita per mantenerci vicini a chi lotta per la Champions. A Siviglia servirà lo spirito di Genova, la lucidità vista fino al 70'". Badelj ha sfiorato la doppietta, trema ancora la traversa colpita con quel gran tiro parabolico, si tiene il gol per Siviglia: "Il mio gol purtroppo non vale tanto, a livello personale sono contento, la prima sensazione è di delusione. Contro gli spagnoli abbiamo opportunità, possiamo ancora indirizzare bene la stagione. Se potessi scegliere di segnare un altro gol deciderei di segnarlo al Siviglia, con il Milan è un doppio confronto, ci sarà sempre il ritorno a San Siro". La lezione. La Lazio ha reagito, ma non ha retto fino alla fine: "E’ stata una partita pazzesca. Siamo stati padroni del campo per 70 minuti, poi loro hanno inserito tanti giocatori offensivi e noi ci siamo persi. Dopo l’uscita di Radu - ha spiegato Badelj - siamo andati in difficoltà essendo un po’ disorganizzati, il Genoa è stato bravo a prendere i 3 punti".

S’è vista una Lazio compatta, unita: "Abbiamo giocato da squadra, siamo stati sempre compatti, abbiamo giocato con grande spirito. L’approccio è stato buono, ci siamo espressi bene per tutta la partita. Non meritavamo la sconfitta. Siamo stati sfortunati oppure poco lucidi, non siamo riusciti a portare a casa i tre punti". La coppia. Badelj rivendica un posto di primo piano, l’ha detto anche Prandelli "non è una riserva". Il croato si vede bene in coppia con Leiva, su questo ci sarebbe da ridire, non formano un tandem supersonico, tutt’altro: "Io e Leiva possiamo giocare insieme, la scelta spetta all’allenatore rispetto al modulo che viene utilizzato. Il 3-5-2 fa spazio solo a uno di noi". Badelj è stato sul mercato, alla fine è rimasto: "Non sono d’accordo su tante cose che si sono dette di me. Io sto facendo il massimo per mettermi a disposizione, per farmi trovare pronto quando serve, bisogna rispettare sempre le scelte del tecnico. Lui decide cosa fare e cosa sia meglio per la squadra".



Galleria di immagini sulle reti della gara
Milan Badelj sblocca il risultato
Il pareggio genoano
Il tiro vincente per il definitivo 2-1 rossoblù



La formazione biancoceleste:
Strakosha, Immobile, Badelj, Acerbi, Correa;
Romulo, Cataldi, Patric, Radu, Marusic, Lulic
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica




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