Domenica 18 ottobre 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-1


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18 ottobre 2009 - 3.346 - Campionato di Serie A 2009/10 - VIII giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Siviglia (85' Lichtsteiner), Diakite, Cribari, Kolarov, Brocchi (80' Cruz), Baronio, Mauri, Matuzalem (80' Dabo), Rocchi, Zarate. A disposizione: Bizzarri, Radu, Eliseu, Foggia. Allenatore: Ballardini.

SAMPDORIA: Castellazzi, Stankevicius, Lucchini, Rossi, Ziegler, Padalino, Poli (59' Zauri), Palombo, Mannini, Cassano, Pazzini (42’ Pozzi). A disposizione: Guardalben, Cacciatore, Soriano, Franceschini, Bellucci. Allenatore: Delneri.

Arbitro: Sig. Orsato (Schio) - Guardalinee Sigg. Giachero e Comito - Quarto uomo Sig. Calvarese.

Marcatori: 40' Pazzini, 42' Matuzalem.

Note: giornata semicoperta con temperatura rigida e leggero vento. Terreno in buone condizioni. Espulso al 55' Padalino ed al 73' Baronio per doppia ammonizione. Ammonito Brocchi. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t. La Lazio ha giocato con il lutto al braccio per onorare la memoria del conduttore radiofonico Gianni Elsner, scomparso alcuni giorni prima.

Spettatori: 35.000 circa.


Mauro Zarate in azione (Foto Ansa)
Francelino Matuzalem in progressione (Foto Lapresse)
Pazzini esulta dopo il vantaggio (Foto Ansa)
Francelino Matuzalem festeggia la rete (Foto Secolo XIX)

La Gazzetta dello Sport titola: "La Samp le prova tutte poi rischia la beffa finale. La Lazio ferma i blucerchiati sull'1-1: la squadra di Delneri passa in vantaggio al 40' del primo tempo con un colpo di testa di Pazzini, risponde Matuzalem due minuti dopo. Espulsi Padalino e Baronio. Traversa per Cassano, occasioni finali per Cruz e Mauri. Ora l'Inter è a +2".

Continua la "rosea": La Sampdoria perde il primato ma non la partita ed esce dall'Olimpico con un 1-1 contro la Lazio che alla fine deve anche soddisfarla, non fosse altro che per i due brividi finali firmati Cruz e Mauri. Ma nel contempo può anche recriminare per una traversa scheggiata da Cassano, e per molte altre occasioni create e non concretizzate. Insomma all'Olimpico si è vista una partita intensa e ricca di occasioni da gol, condita da due espulsioni e impreziosita da interventi miracolosi di Muslera e Castellazzi. Ballardini all'inizio lascia Lichtsteiner in panca (al suo posto gioca Cribari) ma recupera Siviglia, Diakite e soprattutto Brocchi, assente da due mesi. Sistemata la difesa, le speranze biancocelesti sono riposte soprattutto in attacco, dove Matuzalem fa da innesco per Zarate e Rocchi. La Samp invece oltre allo squalificato Gastaldello, deve fare a meno degli infortunati Tissone e Semioli con Poli e Padalino a farne le veci ed Accardi, fuori da maggio, che scalda i motori in panchina. Sulla sinistra Ziegler è preferito a Zauri, accanto alla coppia centrale Rossi-Lucchini. Ma anche in casa doriana le maggiori aspettative arrivano dal duo offensivo Pazzini-Cassano, in un duello a distanza con i colleghi biancocelesti che infiamma il primo tempo del match. L'avvio è di marca laziale: più decisa ed efficace la squadra di Ballardini, al 9' è sua la prima occasione della gara con Rocchi che si inventa un'azione personale ed arriva dalle parti di Castellazzi. Il suo destro è fermato dal portiere doriano.

All'11' Matuzalem arriva in zona-tiro, ma il suo sinistro è troppo angolato e va sul fondo. Poi la Samp si scuote e cresce, anche sul piano dell'efficacia in zona-gol: al 17' Mannini innesca Cassano, con Muslera abile nel respingere il tocco ravvicinato del blucerchiato. Al 20' il portiere laziale si oppone in due tempi a una conclusione di Padalino e al 22' ancora Muslera dice di no a Mannini, con Siviglia che perfeziona in angolo. Il tempo per Rocchi di tentare un tiro al volo in girata (fuori) e la Samp trova il vantaggio: Pazzini-Padalino-Pazzini, e il suo colpo di testa supera Muslera. E' il 40', ma la festa dura poco. Al 42' infatti la Lazio confeziona il pareggio: Rocchi lancia al volo Matuzalem, il suo doppio tocco di sinistro - controllo e tiro - è letale per Castellazzi. La Samp riparte di slancio nella ripresa, e per 10 minuti macina gioco offensivo e promettente. Poi però Padalino inciampa nella seconda ammonizione (la prima è arrivata per proteste dopo il gol di Matuzalem) e dunque nell'espulsione. Delneri richiama Poli per Zauri ma l'atteggiamento della Samp non cambia: sono ancora i blucerchiati a fare la gara, con i padroni di casa che agiscono soprattutto in contropiede. Matuzalem chiama Castellazzi al prodigio al 14', ma in generale la Samp non dà l'impressione di soffrire più di tanto l'inferiorità numerica. Non è però finita: al 28' anche Baronio rimedia la seconda ammonizione, e dunque le squadre tornano in parità. Il giocatore, uscendo, protesta con Delneri che gli risponde.

La Samp ora carica a testa a bassa, animata da una voglia di vincere quasi animalesca. Al 31' Muslera alza in angolo una punizione di Ziegler a fil di traversa. Poi Ballardini richiama Matuzalem e Rocchi per Dabo e Cruz. Mancano ancora dieci minuti: un tempo che basta a Cassano per trovare l'incrocio dei pali con un destro dal limite (38'), a Ballardini per mandare in campo Lichtsteiner per Siviglia (40'), a Pazzini per scontrarsi col pugno di Muslera e lasciare il campo col naso sanguinante (al suo posto Pozzi, dal 43', mentre l'attaccante è stato accompagnato in ospedale per accertamenti). I doriani reclamano il rigore, come per un fallo su Ziegler poco dopo. La Samp insomma non molla e insegue l'Inter fino all'ultimo istante. Ma stavolta non va, anzi i cinque minuti finali di recupero sono un corollario di quasi-gol laziali: prima Zarate va in serpentina e mette sul sinistro di Cruz un pallone d'oro, poi Mauri vola e colpisce teso di testa. In entrambi i casi Castellazzi si supera e salva il risultato. E ora l'Inter è avanti di due lunghezze.


Il Messaggero riporta:

La Lazio frena la Sampdoria, l'Inter ringrazia. Il pari all'Olimpico matura al termine di un match che la Samp comincia tra evidenti difficoltà: i primi 10 minuti sono tutti biancocelesti, con Zarate protagonista. L'argentino crea, ma non basta: Castellazzi non deve faticare troppo sulle conclusioni di Rocchi e Matuzalem. Dopo la partenza incerta, la Samp entra in partita e spaventa Muslera. Il portiere uruguayano è bravo a respingere su Cassano al 17' e a vigilare sul tentativo di Padalino al 20'. La superiorità dei blucerchiati è diventata evidente e il gol realizzato da Pazzini al 40' è stato la logica conseguenza del gioco espresso dalla formazione di Delneri. Il centravanti ha sfruttato nel modo migliore il suggerimento di Padalino: colpo di testa, palla piazzata alla perfezione e 1-0. Il vantaggio resiste appena un centinaio di secondi. Rocchi innesca Matuzalem, il sinistro del brasiliano non lascia scampo a Castellazzi: 1-1 al 42'. Il copione del match cambia al 56': la Sampdoria rimane in 10 uomini per l'espulsione di Padalino. La Lazio, con l'uomo in più, comincia a spingere con convinzione: al 59' Castellazzi chiude in extremis su Matuzalem, al 65' Mauri non trova la porta con un sinistro al volo. Al 72' Baronio rimedia il secondo cartellino giallo per un intervento su Cassano che l'arbitro Orsato, con troppa severità, giudica falloso: anche la Lazio rimane in 10 e la partita riprende con un nuovo volto. Nel finale la Samp si riversa in attacco e sfiora il successo: all'83' Cassano spara dal limite dell'area, il pallone scheggia l'incrocio dei pali. All'88' ci si mette l'arbitro Orsato: Muslera esce in maniera scriteriata e centra Pazzini con un pugno al volto. L'attaccante blucerchiato finisce k.o. con il naso rotto, per il direttore di gara è tutto regolare. Il rigore sembra evidente anche nell'azione successiva: Diakité abbatte Ziegler a pochi metri dalla porta. Il penalty, però, non arriva. Prima dei titoli di coda si rivede la Lazio: Cruz e Mauri cercano il jolly nel recupero, Castellazzi respinge: sipario, 1-1.


"L'unico a non vedere il rigore su Pazzini è stato l'arbitro. La cosa grave è che non ha dato nemmeno l'angolo, a conferma che il pallone l'aveva toccato il nostro attaccante e non Muslera". Parola di Gigi Delneri. "Anche quello di Diakité nel finale su Ziegler era netto - aggiunge l'allenatore della Sampdoria - così come quello che non ci hanno concesso contro il Parma: mi sembra evidente che in questo inizio di campionato siamo stati penalizzati dagli arbitri". Ma l'arbitro, incappato in una brutta giornata, non è piaciuto nemmeno a Baronio, espulso per doppia ammonizione nella ripresa per un fallo molto dubbio su Cassano. "Meno male che sono andato via dal campo - ha spiegato il centrocampista della Lazio - altrimenti mi sarei beccato come minimo tre giornate. Non ero arrabbiato con Delneri, ma con un altro della panchina doriana che urlava che la mia espulsione fosse giusta". Giampaolo Pazzini ha lasciato lo stadio Olimpico di Roma in ambulanza per andare a sottoporsi in ospedale a degli accertamenti dopo il pugno in faccia rimediato da Muslera, in maniera del tutto involontaria, nel finale di partita tra Lazio e Sampdoria. Per l'attacante doriano si sospetta una frattura al setto nasale. Muslera si è scusato durante la gara e negli spogliatoi, anche se la dinamica dell'azione al di là del rigore non concesso alla Samp, è apparsa priva di volontarietà. Pazzini dovrebbe comunque rientrare in serata con la squadra.

Se la Sampdoria si lamenta, la Lazio non sta certo a guardare, a cominciare da Ballardini. "È evidente che l'arbitro ha sbagliato - ha confessato - ma certo è che non ha sbagliato solo contro la Sampdoria. C'era un rigore su Zarate, il gol di Pazzini è avvenuto con Siviglia a terra per una gomitata in bocca di Cassano e l'espulsione di Baronio è inesistente. Se vogliamo giocare a chi si lamenta di più, facciomolo pure, loro si lamentano e anche noi, ma non serve nulla. Orsato? Non era in giornata, ha sbagliato tanto, chi decide ora valuterà". Un pareggio che comunque non preoccupa il tecnico della Lazio, soddisfatto della prestazione della sua squadra: "Ho contato sei sette palle gol - ha aggiunto - Sono tante contro una delle migliori squadre del campionato. Il pareggio è giusto anche se abbiamo creato più di loro". Ma la classifica (12mo posto) non può soddisfare le aspettative della società biancoceleste. "Abbiamo i punti che meritiamo - aggiunge Ballardini con onestà - Dieci punti non sono né pochi, né tanti, considerando i tanti impegni che abbiamo affrontato. Ribadisco che se stiamo bene, ce la giochiamo con tutti in campo nazionale ed europeo. L'importante è poter utilizzare tutti i giocatori. Questa squadra può giocare un calcio veloce e profondo e mettere in difficoltà chiunque, come si è visto contro la Samp che mai aveva subito come oggi". Intanto con la squalifica di Baronio si fa quanto mai urgente il reintegro di Ledesma, ma il tecnico evita di rispondere sull'argentino, confermando così che sarà difficile vederlo in campo, mentre su Foggia, visibilmente deluso al termine della partita, spiega: "In 11 contro 10 avevamo la partita in mano. Stavo per cambiare gli esterni ed inserire Foggia, ma poi l'espulsione di Baronio, e i cambi per crampi di Siviglia e Matuzalem hanno di fatto chiuso ogni possibilità".


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