Domenica 19 ottobre 2003 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 1-0


Stagione

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19 ottobre 2003 - 3062 - Campionato di Serie A 2003/04 - VI giornata -

MILAN: Dida, Cafu (86' Simic), Nesta, Maldini, Pancaro, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Kakà, Shevchenko (91' Serginho), F.Inzaghi (93' Laursen). A disposizione: Abbiati, Brocchi, Rui Costa, Tomasson. Allenatore: Ancelotti.

LAZIO: Peruzzi, Stam, Couto (46' Oddo), Mihajlovic, Favalli, Fiore (84' Muzzi), Albertini (64' S.Inzaghi), Dabo, Stankovic, Corradi, C.Lopez. A disposizione: Sereni, Negro, Zauri, Sergio Conceicao. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Racalbuto (Gallarate) - Assistenti: Sigg. Puglisi e Griselli.

Marcatori: 37' Pirlo.

Note: serata calda, terreno in cattive condizioni. Prima del fischio d'inizio è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare Albino Buticchi, ex presidente del Milan, scomparso in settimana. Ammoniti Corradi, Pancaro, Dabo. Calci d'angolo: 7 - 3. Recuperi: 2' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 12.976 paganti per un incasso di 306.252,50 euro, abbonati 49.146 per una quota di 796.455,18 euro.


Il biglietto della partita
Un'azione della gara
Duello Stankovic-Pirlo
Duello Corradi-Nesta
Shevchenko e Mihajlovic
Il fotogramma del goal annullato a Stankovic
La partita ai raggi X del Messaggero

La Gazzetta dello Sport titola: "Una bandierina e Pirlo: il Milan va. Annullato un gol regolare a Stankovic, poi i rossoneri si scatenano e agganciano la Juve in testa. Il guardalinee Puglisi indica erroneamente in fuorigioco il serbo sul passaggio di Corradi. Dopo il gol la Lazio non è riuscita a sistemare le cose anche con Oddo e Simone Inzaghi".

Continua la "rosea": Con i tre punti conquistati nel suo secondo scontro diretto tra le favorite al titolo, il Milan riagguanta la Juve in testa alla classifica, tiene a distanza la Roma e allontana la Lazio (oltre all'Inter naturalmente). Serata felice e altamente remunerativa quella della squadra di Ancelotti quindi, ma va subito ricordato che sulla regolarità della vittoria rossonera pesa come un macigno l'annullamento ingiusto di una rete di Stankovic al 17' del primo tempo, quando la gara era ferma sullo 0-0. Un doppio scambio tra Stankovic e Corradi che ha portato il serbo a infilare Dida era avvenuto in piena regolarità di posizione dei due laziali, invece il guardalinee Puglisi ha alzato la bandierina indicando, crediamo, il fuorigioco di Stankovic più che di Corradi. Errore pesante, perché il gol arrivava proprio nel periodo migliore della Lazio, che stava irretendo l'avversario con un pressing alto e una velocità di manovra che impediva ai rossoneri di ripartire con precisione. Palle continuamente perdute da parte di Pirlo e compagni, che venivano prontamente rilanciate verso la porta di Dida. Non è possibile fare previsioni su ciò che sarebbe accaduto se gli ospiti si fossero portati giustamente in vantaggio. Di sicuro per quel Milan terribilmente in difficoltà sarebbe stata molto dura ribaltare partita e risultato.

Invece, scampato il pericolo, pian piano i rossoneri si sono riorganizzati, ma soprattutto hanno avuto la pazienza e l'accortezza di attendere che passasse la sfuriata degli attacchi laziali. In effetti è un'antica lacuna della squadra di Mancini quella di non riuscire a tenere per tutta la gara il ritmo alto con il quale iniziano a giocare. E anche stavolta, dopo la mezz'ora i biancazzurri hanno mollato un po' la presa e ciò è bastato al Milan per farsi vedere un po' più spesso in avanti. Kakà, preso in consegna proprio da Albertini con lo slancio dei suoi anni più belli trascorsi in rossonero (e per i quali i tifosi hanno dimostrato grande riconoscenza), non riusciva a entrare in partita, le due punte non trovavano varchi invitanti e palloni giocabili, ma son venuti in avanti i Gattuso (il leone che ha suonato la carica), i Pirlo, i Pancaro, i Maldini. E proprio su azione insistita di Pirlo è nato il gol che ha deciso la partita. Due volte il centrocampista rossonero si è cavato d'impiccio con ottime veroniche, la prima davanti alla sua area, la seconda sulla linea di fondo in zona d'attacco. Il suo cross ha raggiunto Cafu a destra che ha tirato forte a mezz'altezza costringendo Peruzzi a un'affannosa respinta sulla quale si son gettati in tanti. L'ultima zampata di Pirlo è stata decisiva. A questo punto il rapporto di forze tra le due squadre si è capovolto. La Lazio ha subito la mazzata nel momento in cui stava calando, il Milan ha tratto morale dalla rete di vantaggio e così il finale del primo tempo è stata di marca rossonera, anche se non così spumeggiante e netto come l'inizio dei laziali. Nella ripresa Mancini ha cercato di correre ai ripari. Prima Oddo sulla destra, con Stam spostato al centro al posto di Couto rimasto negli spogliatoi. L'intento era di dare maggiore spinta su una fascia che non vedeva Fiore in serata brillante.

Il risultato è stato inferiore alle attese perché il Milan si è saputo attestare bene su questo lato. Allora è stato mandato in campo Simone Inzaghi con Lopez che retrocedeva a sinistra e Stankovic che si riappropriava del centrocampo accanto a Dabo (era uscito Albertini). Ma anche questa mossa ha lasciato le cose come stavano. La difesa rossonera si è stretta intorno a un magnifico Nesta, mentre Gattuso ha raddoppiato (se possibile) gli sforzi, andando a fare anche il controllore di Lopez, oltre a offrire a ogni compagno il solito contributo di gagliardia fisica e di grinta. In poche parole, un trascinatore. Mentre di tutto questo affannarsi in avanti, la Lazio ci cavava solo una pericolosa puntata centrale di Lopez (peraltro inavvertitamente servito da Pirlo) finita in bocca a Dida, il Milan in contropiede cominciava a costruire palle gol a ripetizione. Persino Pancaro andava a insidiare Peruzzi, poi Gattuso sfiorava il palo, quindi Shevchenko solo davanti a Peruzzi non centrava la porta e colpiva la base del palo, riprendeva Kakà ed era Oddo a salvare sulla linea. Nei minuti finali la Lazio tentava il tutto per tutto con attacchi in massa, ma erano soltanto i calci piazzati dello specialista Mihajlovic a creare qualche imbarazzo per la difesa rossonera.

Come si sarà capito, il Milan ha meritato di vincere dopo il gol di Pirlo, quando è venuto a capo di una partita difficile e per lunghi tratti sofferti. Non si è riavuta così l'edizione sontuosa della squadra vittoriosa nel derby, ma qui va sottolineato che la Lazio non è l'Inter e che quindi Ancelotti deve ancora lavorare per correggere qualche disfunzione a centrocampo dove, ieri sera, il Milan si è spezzato in due tra gli attaccanti compreso Kakà e il resto della squadra. La Lazio può recriminare giustamente per il gol ingiustamente annullato, ma resta l'impressione di un'incompiuta. Si è spenta troppo presto. Ha subìto il gol al 37' del primo tempo e dopo ha creato poco, non dimostrandosi ancora all'altezza della squadra ammirata nella scorsa stagione.