Domenica 23 gennaio 2005 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-2


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23 gennaio 2005 - 3131 - Campionato di Serie A 2004/05 - XX giornata

LAZIO: Peruzzi, Oddo (46' Bazzani), Giannichedda, Fernando Couto, Siviglia, Filippini A., Dabo, Liverani, Cesar (81' Seric), Di Canio (67' Pandev), Rocchi. A disposizione: Sereni, Sannibale, Manfredini, E.Gonzalez. Allenatore: Papadopulo.

SAMPDORIA: Antonioli, C.Zenoni, Pavan, Falcone, Pisano, Kutuzov (67' Edusei), Palombo, Volpi, Tonetto, Flachi, Rossini (89' Donadel). A disposizione: Turci, Carrozzieri, Sacchetti, Roselli, Pagano. Allenatore: Novellino.

Arbitro: Sig. Cruciani (Pesaro).

Marcatori: 1' Kutuzov, 4' Flachi (rig), 64' Rocchi.

Note: pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni. Effettuato prima dell'inizio 1' di silenzio in memoria del maresciallo Cola, ucciso venerdì scorso a Nassiriya. Di Canio ha fallito un calcio di rigore al 9'. Ammoniti Siviglia, Bazzani, Dabo, Rossini e Volpi per gioco scorretto, Flachi per comportamento non regolamentare. Calci d'angolo: 9 - 2. Recuperi: 1' p.t. 4' s.t.

Spettatori: 5.003 paganti per un incasso di euro 95.445,00, abbonati 28.713 per una quota di euro 390.757,75.

Ousmane Dabo in azione
Il calcio di rigore di Flachi
Un fotogramma dell'incontro
L'azione in cui Tommaso Rocchi ha colpito il palo

La Gazzetta dello Sport titola: "Samp, è tutto un attimo. In 4' stende la Lazio con Kutuzov e Flachi e torna in zona Champions".

Continua la "rosea": Due choc lontani fra loro anni-luce. Quello, enorme, provocato dal dramma umano di Diana, precipitatosi al capezzale della propria fidanzata Beatrice, colta da aneurisma cerebrale. E quello, ben più piccolo, di natura sportiva, relativo ai sei minuti di follia di Stadio San Siro - Milano, quando ci fu la rimonta, l'aggancio e il sorpasso a cura dell'Inter. La Sampdoria trova le risposte che cercava nel prodigo Olimpico della Lazio. Due gol nei primi quattro minuti, il primo addirittura dopo una manciata di secondi, e poi, tra una occasione fallita e l'altra, un'ora e mezza in attesa del fischio finale, sperando che la Lazio non finisca col prendere troppo coraggio. Alla resa dei conti, il 2-1 rende giustizia ai valori espressi in campo dalle due squadre, ma se uno pensa al rigore iniziale fallito da Di Canio e al palo conclusivo di Rocchi, è lecito domandarsi se la Lazio non abbia buttato via un punto. Lo spartito, d'altra parte, proponeva una squadra (la Samp) più brava in trasferta che a domicilio (quinta vittoria esterna, ora i punti conquistati sono 17, meglio han fatto solo Juve e Milan), ad affrontarla una Lazio che di punti in casa ne ha fatti pochi (12, con questa sono cinque le sconfitte interne), e che in materia ha dietro solo Siena, Brescia e Atalanta. Le premesse per il 2 in schedina, insomma, c'erano tutte. Cominciare da 2-0, ha fatto il resto. Lo zampino, nel blitz iniziale, lo ha messo anche l'arbitro Cruciani, alla sua seconda direzione di gara in A dopo una prima apparizione risalente nientemeno che a un Brescia-Udinese del 30 novembre 2003, segno di una fiducia non proprio incondizionata nei confronti del direttore di gara.

Cruciani in realtà ha gestito bene match e cartellini gialli, ma sui due rigori che ha concesso nel giro di quattro minuti pesa più di qualche ombra. Flachi, migliore in campo, aveva già propiziato l'1-0 mettendo in mezzo un pallone che, ciccato da Tonetto, era diventato perfetto per il diagonale di Kutuzov, quando quasi sulla linea di fondo è rovinato addosso a Peruzzi in uscita bassa. Il portiere ha preso nettamente il pallone, ma l'arbitro è stato di parere opposto, e Flachi ha messo dentro dal dischetto. Un pizzico di senso di colpa ha forse contribuito a ingannare Cruciani nella successiva caduta di Di Canio che cercava il contatto di Palombo. Rigore più che dubbio anche qui, ma poi Di Canio più che un tiro ha effettuato un passaggio ad Antonioli. La Samp, sulle ali dell' immediato doppio vantaggio, ha dominato il primo tempo, fallendo a più riprese anche il 3-0, prima che quasi allo scadere Di Canio si vedesse annullare per fuorigioco (in questo caso giustamente) il gol sul cross di Antonio Filippini. Novellino era stato bravo nel sopperire con coraggio all' assenza forzata di Diana che si aggiungeva a quelle di Castellini dietro (al suo posto Pavan) e Simone Inzaghi (Rossini per lui) davanti: dentro Kutuzov, che nasce attaccante, a fare l'esterno di metà campo, con ovvie propensioni offensive, nel 4-4-2. Gli avesse preferito Edusei, subentratogli poi a metà ripresa, magari Novellino non avrebbe pescato il jolly dell'1-0 lampo. Papadopulo, privo degli squalificati Talamonti ed Emanuele Filippini, recuperava, rispetto all'altro flop interno col Palermo, Peruzzi, Couto, Dabo e Di Canio. Tra il dare e l'avere, un apparente vantaggio per la Lazio, al punto che il tecnico, per non sbilanciarla troppo, riservava a Bazzani una partenza in panchina.

L'amarcord dell'ormai lontano derby vinto all'esordio, suggeriva al tecnico il ritorno di Giannichedda al centro della difesa, a far coppia inedita con Couto, con Siviglia spostato a sinistra. Ne è venuto fuori un gran pasticcio ed è addirittura difficile assegnare le singole responsabilità. Per un bel pezzo, nella difesa della Lazio non ha funzionato nulla, e c'è voluta tutta la generosità di Rossini, prezioso tatticamente ma allergico al gol, per non arrivare al 3-0. Nella ripresa Papadopulo tentava il colpo: dentro Bazzani e fuori Oddo fischiato dal pubblico (ma noi avremmo tolto piuttosto Antonio Filippini, facendo avanzare Oddo in mediana), Lazio avanti tutta col 3-4-3. Novellino si è coperto solo a metà del tempo, subito dopo il gol di Rocchi, che sfruttava una bella dormita dei centrali Samp e finalizzava l'azione Di Canio-Bazzani. Con Edusei al posto di Kutuzov, ma soprattutto con un arretramento della linea di centrocampo quasi davanti all'area di rigore, la Samp finiva in realtà con l'invitare la Lazio all'assalto. Inducendo a qualche riflessione sulle reali potenzialità di una squadra che ha in Volpi un regista buono per un'ora, in Palombo e Tonetto degli onesti gregari e, aspettando il ritorno di Doni, nel solo inarrestabile Flachi (che col Siena non ci sarà causa squalifica in arrivo) l'uomo capace di fare la differenza. Vederla in piena zona Champions, alimenta francamente il sospetto di un calcio italiano un pochino in ribasso. Il palo esterno di Rocchi in mezza rovesciata arrivava nel finale di partita, dopo la staffetta Di Canio-Pandev e dopo che Rossini, imbeccato ancora da Flachi, si era mangiato da due passi il più incredibile dei gol, offrendo a Peruzzi la parata sulla linea di porta. Per la Lazio, seconda sconfitta interna consecutiva, l'effetto Papadopulo sembra già svanito. I punti di vantaggio dalla coda sono ancora quattro, ma le squadre in mezzo sono sempre di meno. Ci sarà da soffrire.


La Repubblica titola: "Finisce 2-1 per il gruppo Novellino. Inutile rete di Rocchi. Brutto ko per Papadopulo. Un minuto di silenzio per Cola. La Samp in 5' stende la Lazio. Di Canio sbaglia un rigore, è crisi".

Continua il quotidiano: La sindrome del Meazza è superata. Stavolta, sul doppio vantaggio dopo soli 4' grazie a Kutuzov e ad un rigore di Flachi, la Sampdoria riesce a portare a casa i tre punti dall'Olimpico, battendo la Lazio per 2-1 ed evitando quella rimonta negli ultimi istanti che invece riuscì all'Inter. I blucerchiati, che tornano alla vittoria tre turni, ritornano in zona Champions mentre i biancocelesti accusano il secondo stop consecutivo dopo quello con il Palermo, dimostrando anche una involuzione nel gioco che finora non si era notata: urgono rinforzi dal mercato di riparazione, anche se, gol di Rocchi a parte, la Lazio avrebbe potuto subito riaprire la sfida se al 9' Di Canio non avesse fallito dal dischetto. La Samp però ha vinto con merito perché Peruzzi ha salvato almeno tre volte su Rossini, finendo come migliore in campo e di una difesa ai limiti dell'inguardabile. Lazio con il lutto al braccio per ricordare il maresciallo Cola, ucciso venerdì scorso a Nassirya e grande tifoso biancoceleste: l'Olimpico gli tributa anche un minuto di silenzio. Non c'è l'atteso duello a distanza tra i grandi ex, Simone Inzaghi e Bazzani, perché il primo è rimasto a casa per problemi muscolari ed il secondo comincia dalla panchina. Papadopulo, senza gli squalificati Emanuele Filippini e Talamonti e gli infortunati Lequi, Lopez, Muzzi e Zauri, ripropone in difesa la coppia 'derby' Giannichedda-Couto, Liverani è il consueto metronomo di metà campo e Di Canio e Rocchi formano il tandem offensivo.

Novellino, privo anche di Doni, è costretto a rinunciare all'ultimo momento anche a Diana, tornato a casa per motivi familiari: recupera Volpi ma non Castellini, sostituito da Pavan, in avanti gravitano Flachi e Rossini. Ai blucerchiati bastano 21" per affondare nella difesa laziale: Giannichedda liscia e fa volare Flachi, Tonetto pecca di coordinazione ma il bielorusso Kutuzov, appostato sulla destra, non perdona. La Samp, al 4', va sul 2-0: Zenoni dalla sinistra pesca Rossini davanti a Peruzzi, che per frenarlo non sa evitare il contatto: Cruciani indica il dischetto e Flachi infila di potenza la settima rete in campionato. I biancocelesti avrebbero la grande chance di riaprire i conti al 9': Di Canio si guadagna con mestiere un penalty ma la sua battuta viene bloccata da Antonioli, che si riscatta così dell'andata (ricordate il battibecco con Inzaghino al momento del tiro?). La Samp potrebbe chiudere il tempo con un vantaggio più cospicuo ma Rossini si fa ipnotizzare da uno strepitoso Peruzzi all'11' e, al 27', chiude con una botta sbilenca una percussione centrale che l'aveva proiettato in area. Di Canio si vede annullare giustamente un gol allo scadere e la Lazio, ad inizio ripresa, si presenta con il tridente per l'innesto di Bazzani. Ed è proprio l'ex ariete dei liguri a ispirare la marcatura che riapre il match: tiene con il fiato sospeso Antonioli e poi serve a Rocchi il più comodo degli assist. Il portiere ospite toglie al 20' dal sette una conclusione di Cesar diventata velenosa per una deviazione, tra Peruzzi e Rossini è ancora una battaglia personale, con l'estremo biancoceleste che fa gridare al miracolo al 21' e al 26'. La vera occasione per il pari capita però alla Lazio: Rocchi, al 39', si gira in area e con una volée prende il palo.