Domenica 25 aprile 2004 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Inter-Lazio 0-0

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25 aprile 2004 - 3098 - Campionato di Serie A 2003/04 - XXXI giornata

INTER: Fontana, Cannavaro, Materazzi, Cordoba, Helveg, J.Zanetti, Farinos (47' Emre), Kily Gonzales (86' Pasquale), Stankovic, Adriano, Vieri (57' Martins). A disposizione: Toldo, Lamouchi, Cruz, Gamarra. Allenatore: Zaccheroni.

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stam, Mihajlovic, Favalli, Fiore, Albertini (83' Dabo), Zauri, Giannichedda, Corradi, C.Lopez (77' S.Inzaghi). A disposizione: Sereni, Colonnese, Couto, Cesar. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Collina (Viareggio).

Note: ammoniti Farinos, Giannichedda e Mihajlovic per gioco falloso e Cordoba per fallo di mano. Calci d'angolo: 6 - 7. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 13.014 per un incasso di euro 289.585,25, abbonati 45.953 per una quota di euro 1.071.002,12.


Bernardo Corradi e Materazzi
Sinisa Mihajlovic e Christian Vieri
Bellissima parata di Peruzzi

La Gazzetta dello Sport titola: "L'Inter resta un punto sopra. Meglio la Lazio che timbra due traverse ma a tre gare dalla fine conta stare avanti. Dalla parte nerazzurra un palo di Stankovic e una ripresa migliore con Adriano-Martins".

Continua la "rosea": Il pareggio può essere più o meno giusto o più o meno discutibile: il risultato di 0-0 è sicuramente bugiardo. Inter e Lazio hanno costruito una quantità insolita di palle gol, hanno colpito tre "legni" (un palo i nerazzurri e due traverse i laziali), hanno impegnato anche strenuamente i due portieri e così reso interessante ed incerta sino alla fine la sfida che altrimenti sul piano del gioco non ha raggiunto vertici assoluti. Meglio la Lazio in quegli sprazzi di partita nei quali ha imposto all'avversario la migliore e collaudata impostazione tattica; più furente l'Inter quando nella ripresa mettendo in campo Emre e Martins ha se non altro alzato il ritmo. Qualcuno, con malizia, aggiungerà: quando finalmente al 12' del secondo tempo Zaccheroni si è deciso di spaiare la coppia "impossibile" togliendo Vieri dal campo e liberando l'Inter dai ceppi. I fischi che hanno accompagnato il grande Bobo verso l'uscita sono nello stesso tempo ingrati e liberatori. Moratti più che Zaccheroni deve riflettere molto sulla situazione che si è venuta a creare e che si prospetta in futuro. Chiaramente, fosse per Zac, giocherebbe sempre il tandem d'attacco Adriano-Martins se non altro perché meglio assortiti, ma il tecnico deve abbozzare salvo prendersi la libertà delle sostituzioni. Se verrà qualcuno a sostituire poi lui sulla panchina si prenderà questa patata bollente.

Ci vorrà molto tempo, molta pazienza e sentita collaborazione dei due per poter rendere fattiva la coppia Adriano-Vieri. Non diciamo che sia fatica vana, ma non è semplice. Soprattutto i due devono stare in condizioni fisiche splendide e di spirito tali da desiderare questo "matrimonio" e far decollare l'intesa. Per il momento, non si vedono spiragli confortanti. E la squadra non può permettersi di perdere punti, impegnata com'è a conquistare il quarto posto. Ieri ne ha fatto solo uno e non è messa bene. Il vantaggio sulle due rivali è minimo e mentre i nerazzurri devono affrontare ancora il Parma (a San Siro) e due trasferte su tre gare, la Lazio giocherà due volte all'Olimpico. Si deciderà sul filo di lana questa volata a tre. Se la Lazio avesse sconfitto l'Inter avrebbe acquisito un vantaggio decisivo e proprio in quest'ottica i nerazzurri non devono disdegnare il pari: se non altro hanno bloccato un avversario potenzialmente più forte. E infatti all'inizio della gara, dopo un palo colpito da Stankovic con deliziosa souplesse, la Lazio si è impossessata della metà campo avversaria e più volte è arrivata ad un passo dal gol. Mancini aveva schierato a sorpresa Fiore a sinistra con Zauri a destra forse a "coprire" meglio Oddo contro i raid di Kily Gonzalez spalleggiato da Stankovic. Ma forse anche perché su questo lato l'Inter era più debole con Helveg che non sapeva se affrontare "alto" Fiore oppure allinearsi ai compagni della difesa e trovare protezione da Cannavaro.

Sta di fatto che la Lazio pur partendo da sinistra ha trovato vere e proprie autostrade al centro, dove spesso Materazzi si faceva trovare fuori posizione e così in pochi minuti, Corradi ha fallito la più clamorosa delle occasioni quando liberato da Lopez, poteva battere tranquillamente da pochi metri a rete e invece sprecava sulla traversa la più clamorosa delle palle-gol. In rapida successione Fontana doveva superarsi su tiri di Giannichedda e Lopez, mentre Zauri solissimo sulla destra cercava il controllo del pallone (sbagliandolo) invece del tiro al volo. Nel frattempo l'Inter non riusciva assolutamente a riordinare le file di una manovra che raramente è decollata quest'anno. Vieri e Adriano rimanevano lontanissimi dal resto della squadra e si cercavano anche pochissimo e in più venivano sempre serviti da lontano in verticale, invece che dai lati in orizzontale possibilmente con cross dal fondo. Ecco che Adriano al 26', stufo di attendere una collaborazione che non arrivava, si aggiustava il pallone sul sinistro e scagliava un missile da circa 25 metri: straordinario Peruzzi a volare e deviare. Nella ripresa Zaccheroni tentava almeno di vivacizzare il gioco con Emre al posto di un deludente Farinos e poi con Martins che rilevava Vieri. La Lazio continuava a far girare meglio la palla, ma ormai senza molto costrutto (neanche quando Fiore si spostava a destra e quando entrava Inzaghi), mentre l'Inter cominciava ad impensierire Peruzzi con improvvise fiammate. Il portiere si salvava alla grande in uscita su Adriano, Stam e Oddo lo proteggevano adeguatamente e Mihajlovic su punizione faceva addirittura ondeggiare la traversa, chiudendo praticamente qui le ostilità.