Domenica 26 febbraio 2012 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0


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26 febbraio 2012 - 3.460 - Campionato di Serie A 2011/12 - XXV giornata - inizio ore 20.45

LAZIO: Marchetti, Scaloni, Biava, Diakite, Garrido (46' Zauri), Ledesma, Gonzalez, Mauri, Hernanes, Lulic (30' Candreva), Klose (78' Kozak). A disposizione: Bizzarri, Sbraga, Zampa, Alfaro. Allenatore: Reja.

FIORENTINA: Boruc, De Silvestri, Natali, Nastasic, Pasqual, Romulo (46' Salifu), Behrami (79' Vargas), Montolivo, Lazzari, Pasqual, Jovetic, Ljajic (46' Cerci). A disposizione: Neto, Dalbelo, Camporese, Marchionni. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Brighi (Cesena) - Assistenti Sigg. Faverani e Stefani - Quarto uomo Sig. Orsato.

Marcatori: 36' Klose.

Note: serata fredda, terreno in buone condizioni. Osservato un minuto di silenzio in ricordo dei militari italiani caduti in Afghanistan. Ammoniti: Biava e Cerci. Angoli 2-5. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 35.000 circa.

Alvaro Gonzalez e Stefano Mauri
Modibo Diakite in azione
Alvaro Gonzalez
Lorenzo De Silvestri e Antonio Candreva
Il tocco vincente di Miroslav Klose per il gol-partita
Antonio Candreva festeggia Miroslav Klose
Esultanza biancoceleste
Una fase di gioco
Hernanes e Miro Klose
Il Mister Edoardo Reja con diversi calciatori biancocelesti

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Klose, un gol per Reja. Fiorentina in caduta libera. Dopo il caos-allenatore, la Lazio si rilancia all'Olimpico: basta il 13° gol del tedesco per affondare i viola, pericolosi in una sola occasione".

Continua la "rosea": Zola? De Canio? No, Klose. Tra tanti dubbi biancocelesti, la certezza è ancora una volta il tedesco che timbra il posticipo contro la Fiorentina con il 13° gol stagionale in campionato. Una rete pesantissima, quella del panzer al rientro dopo lo stop per mal di schiena, che quando vede viola si esalta: i tifosi toscani non dimenticheranno mai gli ottavi di Champions col Bayern Monaco decisi dal suo gol irregolare. Era il 2010 e due anni dopo la musica non cambia. Per la Lazio è una vittoria distensiva e scacciacrisi che rilancia le ambizioni d'alta classifica, per i gigliati un altro macigno che spinge giù, nelle sabbie mobili della zona retrocessione. Il momento delle due squadre lo capisci dalla serata dei due numeri 8, Hernanes e Jovetic. Il brasiliano firma al 50 per cento il gol-partita scucchiaiando d'esterno l'assist per Klose che in un fazzoletto di campo scarta Boruc e insacca (36'), detta i tempi della manovra a tutto campo e non si risparmia in chiusure difensive, marcature e diagonali. Il montenegrino, invece, è un faro spento che non ha la forza di guidare l'armata viola e finisce con l'affondare insieme al resto della ciurma. Qualcuno dirà che è colpa delle assenze, ma nella fredda serata dell'Olimpico è difficile dire quale delle due formazioni stia peggio, con la Lazio che oltretutto perde Lulic in corsa (risentimento muscolare).

Eppure sono i biancocelesti a fare la partita, com'era difficile immaginare alla vigilia, dopo la sconfitta in Europa League e le dimissioni di Reja, poi rientrate. Il ritorno di Mauri è importante per velocizzare la manovra, quello di Klose per trovare la porta: 13 gol su 39 della Lazio portano la firma del tedesco. Ci prova anche Garrido, sul finale di primo tempo, ma la schiena di Behrami alza la sfera quel tanto che basta per spedirla sulla traversa. Al riposo, la Fiorentina non ha praticamente tirato in porta. I Viola sono una squadra ordinata, che fino alla tre quarti tiene bene il campo e sfrutta a dovere le fasce. Ma l'assenza di Amauri (e di un attaccante di riserva) costringe Delio Rossi a riproporre Jovetic prima punta, con l'uccellino Ljajic a giostragli intorno: in confronto Hamrin era un condor. Nella ripresa si rivedono Cerci e pure Vargas, probabilmente l'unica buona notizia della serata: l'attaccante segna il pari annullato per fuorigioco dopo un miracolo di Marchetti su Nastasic; il peruviano è un po' arrugginito ma può dare tantissimo nell'ultimo scorcio di campionato. Però serve la mentalità della Lazio.


Dal Corriere dello Sport:

La Lazio scaccia i fantasmi e torna alla vittoria in campionato grazie al solito Miroslav Klose che al 36' del primo tempo beffa Boruc con un preciso dribbling e un rapido tocco da posizione defilata. Straordinario il passaggio di Hernanes che libera il tedesco nell'area di rigore viola. Segnare a quel punto è solo un gioco da ragazzi per il Panzer ex Bayern. Sono tre punti importantissimi per i biancocelesti che dopo 10 giorni da incubo (1-3 e 1-0 con l'Atletico, più il 5-1 di Palermo) conquistano nuovamente il successo continuando a cullare il sogno Champions League. Il tutto a 7 giorni dal derby contro la Roma che con 7 punti di vantaggio può essere preparato certamente con una serenità diversa. In ogni caso non è stata una partita semplice per i capitolini che dopo aver sbloccato il risultato sono andati vicini al raddoppio con Garrido che con un potente tiro dal limite dell'area colpisce clamorosamente la traversa. Nella ripresa la gara è nei piedi dei giocatori di Delio Rossi che però si limitano ad uno sterile possesso palla non creando nessuna occasione da gol degna di nota. Unico brivido per Marchetti un gol annullato a Cerci che però al momento del tocco sotto porta è in chiara posizione di fuorigioco. Al triplice fischio dell'arbitro è una liberazione per i tifosi sugli spalti ma anche per i giocatori e Reja che cercavano questo successo soprattutto per urlare a tutti la propria compattezza. Zola può dunque attendere tempi peggiori, sperando ovviamente che non arrivino mai.


Da La Stampa:

Divorzio congelato, al momento, e intanto si riparte. Con un 1-0 alla Fiorentina che non ripaga forse la Lazio dell'umiliazione di Palermo e nemmeno dell'uscita di scena dall'Europa League, ma la squadra biancoceleste ritrova comunque il sorriso con tre punti fondamentali nella corsa al terzo posto e chiude una settimana di passione, animata dai tormenti-farsa della panchina. E il buonumore lo ritrova soprattutto Edy Reya, il tecnico dimissionario rimasto in stand-by fino alla vigilia della gara, mentre in casa biancoceleste si sfogliava la margherita per scegliere il prossimo allenatore: nell'Olimpico che potrebbe non essere più la sua dimora, ha compiuto la missione con il minimo sforzo, quanto bastava per dimenticare il caos degli ultimi giorni. Decisivo il solito Miroslav Klose, che per la tredicesima volta in questa stagione può battersi il petto, nel rito che celebra il gol. Un regalo alla squadra, e all'allenatore a cui i tifosi non hanno fatto mancare l'affetto: "Solo Reja" lo striscione esposto in Nord, e poi applausi e cori per il tecnico goriziano, che ringrazia. Chi non può proprio fare festa è Delio Rossi, uno che la panchina laziale la conosce bene, ma a Firenze le cose non girano e la stagione per i viola si fa sempre più difficile. La Lazio con Ledesma a centrocampo, si affida ancora a Klose unica punta: la Fiorentina, priva di Amauri, infortunato, lancia la coppia d'attacco Jovetic-Ljajic. L'inizio è senza scossoni, i viola provano a fare un po' di pressing, la Lazio non è troppo propositiva.

Hernanes prova a orchestrare il gioco, all'11' lancia Lulic ma è pronto Natali a salvare la palla. Al 19' un contatto al limite dell'area tra Klose e Nastasic fa reclamare il rigore ai biancocelesti: ma per Brighi il fallo non c'è e il gioco può proseguire. Succede poco nella prima mezzora: al 30' Reja deve fare a meno di uno dei due attaccanti. Lulic accusa un problema muscolare ed è costretto a chiedere il cambio: al suo posto entra Candreva. Ma passano solo 6' e per la Lazio arriva la rete del vantaggio: ci pensa il solito Klose a mettere dentro una palla gentilmente fornita da Hernanes: splendida l'idea e la messa in opera del brasiliano che su un'azione nata dal calcio d'angolo riesce a coordinarsi alla perfezione, si accentra e serve al tedesco un assist su cui Klose imprime ancora la sua classe. Boruc resta a terra e la palla è dentro. La gara prende vita: biancocelesti vicini al raddoppio al 41', ma il tiro potente di Garrido finisce sulla traversa. Nella ripresa Rossi corre ai ripari, con quello che ha a disposizione: fuori un deludente Ljajic, e al suo posto gioca la carta Cerci. Non rientra nemmeno Romulo (non pervenuto), sostituito da Salifu. E con Cerci qualcosa in più i viola fanno: all'8' è l'ex romanista che segna il pareggio dopo che un colpo di testa di Nastasic era stato intercettato benissimo da Marchetti, che salva il risultato. Ma l'azione è in fuorigioco. Al 15' piccolo brivido per la Lazio: Klose si gira e dalla distanza prova il tiro, ma finisce alto. La Lazio cala e la Fiorentina si mostra viva, ma senza trovare la via del gol. Il resto è poca cosa: la Lazio resta terza con l'Udinese che vince a Bologna. Reja può sorridere, almeno per ora anche se sulla sua testa aleggia lo spettro di Zola. E domenica c'è il derby.


Tratte da Il Messaggero, alcune dichiarazioni post-gara:

Una vittoria che chiude le polemiche e i veleni di una settimana che ha visto Reja prima dimettersi e poi fare un passo indietro in extremis, allontanando per il momento il fantasma di Gianfranco Zola. Dopo 3 ko di fila tra campionato ed Europa League la vittoria rilancia la Lazio nella corsa verso la Champions League. Reja si gode i tre punti contro la Fiorentina e incassa il consenso unanime del popolo laziale, anche se il suo futuro resta tutt'altro che certo, e l'ipotesi Zola prende sempre più corpo: certamente dal prossimo giugno, anche se non si possono escludere colpi di scena nel breve periodo se arrivasse qualche brusca frenata in campionato. "Io spero di continuare ancora a lungo - ha detto Reja in conferenza stampa - a Roma ho ritrovato l'entusiasmo dei vecchi tempi. In queste piazza così importante senti quell'adrenalina che ti da la forza per andare avanti. Se sarò qui fino alla fine della stagione? Ho già parlato ieri, penso sia il caso di chiudere questo argomento una volta per tutte". Eppure il fantasma di Zola continua ad aleggiare, ed è lo stesso tecnico goriziano ad augurare a "Magic Box" una grande carriera in Italia. "Con Gianfranco ci conosciamo bene dai tempi del Cagliari - ha aggiunto - ci siamo sentiti e lo facciamo anche spesso. Il mio augurio è che possa approdare in una squadra di serie A, magari anche alla Lazio. Vedremo".

I rapporti con la società sembrano tornati buoni e a fine partita Reja ha abbracciato il ds Tare. "Mi è capitato spesso di litigare con i presidenti - ha ammesso - ma dopo, i rapporti si sono sempre solidificati". Il pensiero del tecnico biancoceleste è soprattutto rivolto ai suoi giocatori, definiti ancora una volta "eccezionali", e ai tifosi, a cui Reja rivolge un appello accorato. "I giocatori non sono scesi in campo per me, ma lo hanno fatto, come sempre, per i colori e per la società, dimostrando grande attaccamento - ha spiegato - È chiaro che la loro dimostrazione di affetto mi fa molto piacere. Non è stata certo una settimana normale, qualche problema c'è stato, ma stasera è una vittoria fondamentale, un passaggio importante. I ragazzi hanno dimostrato di avere dei grandi attributi, sono stati davvero eccezionali. Non accetto però i fischi dei tifosi ad alcun i giocatori (Candreva, Garrido ndr), fischiassero me ma non loro. Voglio rivolgere un appello al popolo laziale che lo scorso anno non lesinava i fischi nemmeno al sottoscritto: sotterriamo l'ascia di guerra e compattiamoci tutti per il bene di questa squadra e di questa società".

Società pesantemente insultata, come da copione, per tutto il match, con Lotito e Tare oggetto dei cori della Nord. Dopo questa vittoria, la Lazio si prepara al derby, con tanti infortunati, ma anche con 7 punti di vantaggio sui cugini. "Siamo già incerottati e purtroppo continuiamo a perdere pezzi per strada - ha concluso Reja - Forse siamo un po' logori. Oggi ho perso Lulic (oltre a Garrido ndr) e anche Hernanes ha dei problemi agli adduttori. Cerchiamo di fare una settimana normale, con la speranza di recuperare qualcuno perché nel derby bisognerà dare il 110%". Dopo la vittoria con la Fiorentina, il tecnico della Lazio Edy Reja pensa già alla stracittadina con la Roma ribadendo che resterà al suo posto: "Ho visto Tare (ds Lazio, ndr) - aggiunge l'allenatore goriziano ai microfoni di Sky - e ci siamo abbracciati perché questi sono tre punti importanti. I ragazzi sono stati eccezionali. E' il caso di chiudere l'argomento sul mio futuro".

Sconsolato, invece, Delio Rossi, alle prese con una Fiorentina in tono minore e con la terza sconfitta di fila. "Dobbiamo confrontarci con questa classifica, purtroppo - ha confessato il tecnico viola - Abbiamo fatto male nel primo tempo, mentre siamo cresciuti molto nella ripresa. Meritavamo forse qualcosa in più, ma abbiamo perso e possiamo solo rammaricarci". Il brasiliano Hernanes a fine gara è al settimo cielo: "Vittoria che ha un valore immenso, dopo tre ko di fila. Abbiamo vinto in maniera faticosa ma era importante farcela. E' un successo per Reja e per tutto il gruppo. Anche nei momenti difficili non abbiamo mai mollato. Il derby è una partita speciale, ci arriviamo con 7 punti di vantaggio ma non dobbiamo pensarci e giocare con il coltello tra i denti".




Il gol-partita di Miroslav Klose



► Per questa partita il Mister biancoceleste Edoardo Reja ha convocato i seguenti calciatori:




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