Domenica 26 settembre 1999 - Parma, stadio Ennio Tardini - Parma-Lazio 1-2


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26 settembre 1999 - 2.853 - Campionato di Serie A 1999/00 - IV giornata

PARMA: Buffon, Lassissi, Thuram, Cannavaro, Fuser, D.Baggio (77' Vanoli), Boghossian (67' Breda), Benarrivo (28' Serena), Ortega, Crespo, Amoroso. A disposizione: Micillo, Torrisi, Di Vaio, Stanic. Allenatore: Malesani.

LAZIO: Ballotta, Pancaro, Nesta, Mihajlovic, Favalli, Veron (87' Sensini), Almeyda, Simeone, Nedved (7' Conceição), Boksic (72' Lombardo), Salas. A disposizione: Mondini, Negro, Andersson, Mancini. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Collina (Viareggio) - Guardalinee: Sigg. Puglisi e Stevanato - Quarto uomo: Sig. Saglietti.

Marcatori: 30' Salas, 61' Boghossian, 69' Almeyda.

Note: serata calda, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Favalli e Salas per gioco falloso. Angoli 7-5 per il Parma. Al 25' serio infortunio al parmense Benarrivo che, in uno scontro con Salas, ha perso conoscenza. Recuperi: 6' p.t., 3's.t.

Spettatori: 20.208 per un incasso di £.840.080.000.


Marcelo Salas in azione
Il bomber cileno scaglia il tiro vincente
Il tiro vincente di Matias Ameyda
La rete di Matias Almeyda da altra angolazione
Ammucchiata biancoceleste

La Lazio affronta la difficile trasferta di Parma sulle ali dell'entusiasmo delle precedenti prestazioni. Gli emiliani sono incredibilmente in crisi e bramano smanie di rivalsa. La prima azione è per i gialloblù con Crespo che di testa manda la palla di poco a lato. Al 7' un intervento poco ortodosso di Lassisi su Nedved costringe il ceco ad uscire anzitempo dalla gara. E' ancora il Parma a farsi avanti con l'ex Fuser il cui tiro è sventato in angolo da Ballotta. Al 24' Salas si scontra con Benarrivo e cade a terra perdendo per pochi secondi conoscenza. Il pronto intervento dei sanitari rimette in piedi il cileno che per un po' rimane intontito in campo. Ma proprio Salas poi, in mischia, tira una rasoiata che Boghossian devia alle spalle di Buffon portando in vantaggio i biancocelesti. Il primo tempo si chiude senza altri sussulti.

La ripresa è movimentata ed al 57' Salas è abile ad agganciare la sfera e a girarla in porta, ma il portiere gialloblù Buffon para miracolosamente. Quattro minuti dopo arriva il pareggio parmense: corner di Fuser, testa di Amoroso che si stampa sulla traversa, raccoglie Boghossian che trafigge un Ballotta incolpevole. La partita sembra avere una fase di stanca, ma al 70' Almeyda scocca un'incredibile tiro al volo da oltre 35 metri che Buffon vede infilarsi sotto al sette. E' un eurogol strepitoso che coglie di sorpresa anche lo stesso argentino. Il Parma si disunisce e la Lazio controlla la gara fino al termine. Con questi preziosi tre punti i biancocelesti restano in testa insieme all'Inter.


La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio incornicia Almeyda. Gol capolavoro e per il Parma è sconfitta con dramma: Benarrivo viene rianimato in campo, La Lazio, pur non esprimendosi al meglio, ha dimostrato di avere il piglio di una grande squadra ed è riuscita a mantenere il passo dell'Inter. Il Parma, invece, è andato avanti a fiammate d'orgoglio, ma poco organizzato e poco aiutato dai cambi di Malesani. E adesso la classifica si fa umiliante. Gara combattutissima e anche drammatica: l'incidente a Benarrivo, che si è scontrato con Salas, ha fatto temere il peggio per alcuni istanti: per fortuna è finito tutto bene".

Continua la "rosea": La Lazio risponde all'Inter, espugna il "Tardini" e, sia pure in coabitazione, mantiene la testa della classifica. Successo sofferto in una gara combattutissima e per alcuni versi anche drammatica con incidenti a Nedved e a Benarrivo che avevano fatto temere il peggio. Ma successo meritato soprattutto nel secondo tempo nel quale i biancazzurri hanno progressivamente sgretolato l'avversario, costringendolo alla resa negli ultimi minuti. C'è stato il piglio della grande squadra in questa utilissima vittoria in trasferta. Il Parma era più intraprendente e deciso di quello distrutto dall'Inter a San Siro e per almeno un'ora è riuscito a tenere la gara sul piano dell'equilibrio, anche quando era sotto di un gol, peraltro subito per una sfortunata deviazione di Boghossian su tiro di Salas. I gialloblù sono riusciti anche a raggiungere il pareggio, ma si è visto subito che ciò era il massimo che potessero ottenere. Quando Almeyda ha esploso il suo destro al volo, il Parma è stato nell'impossibilità di reagire. I cambi di Malesani non l'hanno neppure aiutato. E qui è emersa la differenza tra l'impianto di gioco della squadra di Eriksson e quella di casa. Veron, sia pur discretamente, dirigeva la manovra; nell'altro versante Ortega cercava improbabili spunti personali con cross che né Crespo, né Amoroso riuscivano a catturare. In una partita in cui non si è espressa al meglio la Lazio è stata esaltata da una struttura collaudata e da campioni che sanno assecondarsi a vicenda, mentre il Parma andava a corrente alternata spinto soprattutto da fiammate orgogliose e dalla necessità impellente di raddrizzare una classifica che ora è addirittura umiliante per le ambizioni degli emiliani.

Serata calda e umida, al "Tardini". Subito si nota la sagoma di Amoroso che Malesani ha deciso di schierare fin dall'inizio. In questo modo il Parma è in quella che si deve considerare la formazione tipo. Il primo affondo è del Parma con Fuser che da destra fa spiovere il pallone in centro per la testa di Crespo che però gira a lato. Anche Thuram fionda da 60 metri per Crespo, che scatta bene, ma un bravissimo Pancaro aggancia ed allontana la minaccia. Una caduta di Amoroso in area della Lazio mentre scarta Favalli fa urlare i tifosi, ma Collina non si commuove. Parma dunque più deciso a far sua la partita. Ortega si mantiene largo sulla destra più che stare dietro alle due punte. Al 5' Nedved dopo un contrasto con Lassissi rimane a terra invocando l'aiuto del medico e così al 7' entra Conceição al suo posto. Proprio al portoghese capita 3 minuti dopo una ghiotta occasione da gol: il suo tiro però è in bocca a Buffon, quasi un passaggio da pochi metri. All'11' lo schema corner larghissimo di Mihajlovic per il destro di Veron appostato fuori dell'area del Parma. Gran botta al volo, palla che sfiora il palo. Il giorno che ci azzeccano casca lo stadio. La Lazio sembra aver superato il disorientamento causato dall'infortunio a Nedved e ora attacca con più convinzione. Veron è in posizione un po' defilata a destra perché Simeone e Almeyda al centro si oppongono a Boghossian e Dino Baggio. Però Veron deve anche guardarsi dall'aggressività e velocità di Benarrivo. Al 20' Ortega, che nel frattempo si è scambiato di posizione con Crespo, manda al tiro Fuser in posizione centrale, ottima la risposta di Ballotta che devia in angolo. Ortega è abbastanza pimpante e costringe al fallo da ammonizione Favalli al 21'. Partita maledetta per gli incidenti: al 25' il secondo è ancora più grave. Per uno scontro tra Salas e Benarrivo su palla alta il gialloblù crolla a terra e rimane addirittura senza conoscenza per alcuni secondi. Il medico lo deve rianimare con una flebo e poi il giocatore viene trasferito direttamente in ospedale per gli accertamenti.

Per fortuna si saprà che si è ripreso in fretta. È il 28' e al suo posto entra Serena. Lo scontro è apparso fortuito, ma Salas aveva un braccio alzato ed è con quello che ha colpito al capo l'avversario e per questo arriva l'ammonizione di Collina. I guai per il Parma non sono finiti: al 30', in piena area dei padroni di casa, Cannavaro respinge davanti alla sua porta, Salas ferma il pallone e tira, Boghossian gli si getta davanti e con il corpo devia il tiro oltre la portata di Buffon. Salas, ancora choccato, non esulta nemmeno. Reazione rabbiosa del Parma che con Amoroso in scivolata a due passi dalla porta e con Fuser da lontano minacciano Ballotta. Azione in contropiede di Almeyda sulla sinistra, cross in mezzo per Salas, palla che sfila per Boksic solo davanti a Buffon, il portiere esce e il croato non riesce ad inquadrare la porta. Finale arroventato nel quale entrambe le squadre perdono compostezza: il Parma infuria, la Lazio cerca di congelare il gioco. Collina fa recuperare 6', ma non succede più nulla fino al riposo. Ritornano gli stessi uomini in campo per una ripresa che si preannuncia vibrante. La Lazio prende subito l'iniziativa, ma Pancaro e Conceiçao sparacchiano alto. Risponde il Parma con una rovesciata più che altro accademica di Ortega al 6'. Al 7' si vede Amoroso al tiro, pallone alto più di un metro sulla traversa. Serata difficile per il brasiliano, praticamente al suo esordio. Al 13' la Lazio va vicinissima al raddoppio: lunghissimo lancio di Mihajlovic per Salas che sorprende la difesa del Parma sullo scatto e in corsa stoppa di petto e gira acrobaticamente di sinistro in porta. Buffon è bravissimo a respingere di piede. In pratica due prodezze contrapposte. Anche Ballotta è pronto a fermare sulla linea una girata di Cannavaro servito da Amoroso in un'area laziale affollatissima. Ora il Parma sta dando tutto e colleziona anche calci d'angolo. Su quello che cade al 17' prima svetta Amoroso e colpisce la traversa, sul rimpallo la testa di Boghossian fa centro ed il francese in questo modo si "vendica".

Al 23' con un po' di sorpresa Malesani fa uscire Boghossian (forse a corto di fiato) e manda in campo Breda. Ma un minuto dopo accade l'incredibile: su respinta di Thuram, Almeyda da circa trenta metri piazza un tiro al volo di destro che va a cascare sotto la traversa scavalcando Buffon che si fa trovare assolutamente impreparato. Al 28' Eriksson ritiene che Boksic abbia bisogno di riposo (ha lottato un po' ovunque, anche in difesa) e lo sostituisce con Lombardo. Risponde Malesani togliendo al 33' Dino Baggio e piazzando Vanoli a sinistra con lo spostamento di Serena a destra e Fuser in mezzo. Il Parma tenta in tutti i modi di portarsi in area avversaria, poggia molto il gioco su Ortega che va ai cross o su azione personale o su punizione, ma il giochino non crea troppi problemi a Mihajlovic e Nesta. Al 43' entra in campo Sensini, al posto di Veron (due ex): il primo viene applaudito, il secondo fischiato. La partita è ormai blindata dai laziali e solo con la forza della disperazione Lassissi si porta in avanti macchiando la sua ottima prestazione con un lancio che si perde sul fondo. Il risultato non può più cambiare.


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