Domenica 30 settembre 1979 - Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 2-1


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30 settembre 1979 - 2012 - Campionato di Serie A 1979/80 - III giornata

INTER: Bordon, Canuti (68' Ambu), Baresi (I), Pasinato, Mozzini, Bini, Caso, Marini, Altobelli, Beccalossi, Muraro. A disp.: Cipollini, Pancheri. All. Bersellini.

LAZIO: Cacciatori, Tassotti, Citterio, Wilson, Manfredonia, Zucchini, Garlaschelli (59' Labonia), Montesi, Giordano, D'Amico, Viola. A disp.: Avagliano, Pighin. All. Lovati.

Arbitro: Agnolin (Bassano del Grappa).

Marcatori: 17' Beccalossi, 42' Giordano, 71' Marini.

Note: giornata di sole, terreno perfettamente agibile. Espulso Montesi (ammonito poco prima) all'11' della ripresa per un fallo di "ritorsione" su Beccalossi. Ammoniti Labonia e Viola per gioco violento. Angoli: 8-2 per l'Inter.

Spettatori: 60 mila circa dei quali 41.767 i paganti per un incasso lordo pari a £ 162.773.900.

D'Amico in azione
Un momento della gara
Citterio in azione (gent.conc. Famiglia Citterio)
La cronaca della gara

Da La Stampa:

Con sofferenza ma con pieno merito, l'Inter si è assicurata altri due punti e resta al comando della classifica in onorata compagnia. Con la Lazio c'è stata un'autentica battaglia tipo calcio di un tempo: contrasti vigorosi, pedate più o meno sane, ammucchiate per le quali sarebbero stati necessari due arbitri. I tre gol segnati rappresentano una minima parte delle occasioni che le squadre hanno creato nel corso di una partita combattuta, ricca di avvicendamenti e dunque bella se l'intendiamo in senso agonistico. L'Inter ha avuto le sue occasioni, le ha regolarmente sprecate, si è spremuta al massimo raccogliendo al momento opportuno — un quarto d'ora dopo l'espulsione di Montesi — il gol del successo con una delle solite bombe del solito Marini. Nel primo tempo c'era stata la rete, splendida, di Beccalossi e quella astuta di Giordano, con la difesa nerazzurra ancora una volta imbambolata in occasione di un calcio di punizione al limite dell'area. L'Inter avrebbe potuto mettere al sicuro il risultato nella prima parte dell'incontro, considerato che oltre al gol di Beccalossi ci sono stati un palo di Altobelli, un salvataggio sulla linea di porta di Manfredonia su conclusione di Muraro, nonché almeno altre due palle-gol sventate da Cacciatori.

Fino a quando ha giocato convergendo troppo al centro, l'Inter ha stentato ad aprirsi i varchi giusti: quando nella ripresa Pasinato è tornato ai vecchi moduli, piombando sul fondo per poi smistare indietro in area, si è vista la squadra modellata da Bersellini, quella che può avere aspirazioni di scudetto e la cui forza d'urto è davvero tremenda. Contro i nerazzurri c'era una Lazio per niente disposta ad arrendersi, con dei «giocolieri» — come li ha definiti Mazzola — in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversario. In effetti Lovati ha saputo condensare ottimamente la classe di Giordano, D'Amico e Viola con la potenza atletica degli altri laziali: il risultato è una formazione pronta a combattere all'arma bianca e dispostissima a dare anche lezione di gioco con certe azioni in velocità capaci di disorientare anche l'avversario più ferreo. Peccato che qualcuno, tipo Montesi e poi Labonia, confonda il calcio con i calci: la Lazio non ha bisogno di simili arrangiamenti. Fosse rimasta in undici sino alla fine, forse la gara avrebbe avuto un'altra conclusione (ma con l'attuale Inter è bene non sbilanciarsi troppo).

Un anno fa, i nerazzurri avrebbero sicuramente pareggiato se non addirittura perso gare tipo questa: il fatto che l'abbiano vinta nonostante ci siano state fasi di autentica burrasca, capaci di fare saltare i nervi a chiunque, sta a dimostrare che Bersellini è riuscito a ritoccare non soltanto l'assetto tecnico della sua squadra ma anche a sollecitare il temperamento di ragazzi ricchi di doti naturali. Se c'è stato un protagonista assoluto nello scontro con la Lazio, questi è sicuramente Beccalossi, un talento naturale, un fantasista che sta cercando di non indulgere troppo nel dribbling, che riesce pian piano a snellire la sua azione e a pennellare splendidi palloni per i compagni. La sua rete, inconfondibilmente sua, ha provocato applausi per mezzo minuto di seguito: i tifosi dell'Inter lo facevano tanti anni fa per Suarez o per Mazzola, non era più successo con i giocatori delle ultime stagioni. Quando uno evita uno stopper come Manfredonia infilandolo con un tunnel, spiazza un secondo avversarlo con una finta di corpo, quindi, nonostante sia sbilanciato, riesce ad infilare la porta piegando i pugni al portiere, tutto questo significa che possiede classe, quella di un tempo, così rara al giorno d'oggi. Beccalossi ha appena 23 anni, è soltanto al suo secondo campionato in A: ha cento cose negative da cancellare, ma ne possiede almeno mille di positive con le quali accrescere il suo talento di campione.

La sua finta naturale di corpo, il suo tocco delizioso possono anche riuscire sgradevoli all'occhio del critico soprattutto quando l'insistenza nel tenere la palla diventa deleteria per la squadra. Ora che Beccalossi sta ritoccando i suoi difetti, grazie alle insistenze di Bersellini, l'Inter finisce per ritrovarsi in squadra un campione attorno al quale costruire la formazione da scudetto. E' un complesso da gol. Si dirà: il primo gol dell'Inter è nato da un'azione inficiata all'origine da un presunto fallo di Giordano al limite dell'area nerazzurra e non rilevato dal distratto Agnolin. E' possibile, ma lo stesso vale per il gol del pareggio laziale, nato da una discutibile punizione accordata agli ospiti dopo un contrasto fra lo stesso centravanti e Bini.


Il Messaggero titola: "L'Inter batte la Lazio (2 a 1), ma la partita l'ha persa sopratutto un biancazzurro. Rovina tutto Montesi. Andati in vantaggio in apertura con Beccalossi, i neroazzurri erano stati ripresi da un gol di Giordano. Nel secondo tempo il centrocampista laziale si è fatto espellere stupidamente ed è venuta la rete di Marini".

L'articolo così prosegue: Sul piano del gioco, meritato successo dell'Inter. Il piano di Lovati, che si basava sul movimento di Citterio opposto a Pasinato e sulle doti di improvvisazione di D'Amico (che avrebbe dovuto irretire il cavallone Baresi) e soprattutto sui servizi di copertura di Garlaschelli e Giordano, è finito presto sotto i piedi dei nerazzurri che si riversavano in continuazione nell'area biancazzurra, dando l'impressione di non trovare alcun ostacolo a centrocampo. Beccalossi, affidato alla guardia di Montesi, ha potuto trovare tutto lo spazio che voleva per le sue evoluzioni e anche per la stoccata che ha permesso ai nerazzurri di portarsi in vantaggio. E' stato Beccalossi, non solo per il gol iniziale, a decidere la partita. Poiché, nei suoi assalti, l'Inter si avvaleva a turno della partecipazione di Baresi, Canuti e Bini, che distanziavano D'Amico, Garlaschelli e anche Giordano (il quale, appiccicato a Mozzini, il suo diretto avversario, rimaneva per lo più in attesa dell'imbeccata), non avevano più scampo i centrocampisti biancazzurri, Montesi, come s'è detto, era su Beccalossi, mentre Zucchini e Viola fronteggiavano, rispettivamente, Marini e Caso. Arrivando col pallone al piede Baresi o Canuti o altri, accadeva che maggiormente Montesi, il più generoso e anche il più mobile, cercasse invano di turare le falle, senza però poter impedire che Beccalossi prendesse il largo. Sotto questo aspetto, la Lazio era schiacciata da una squadra che, addestrata al calcio totale, al pressing, al ritmo, funzionava in ogni reparto. Tutto ciò non sarebbe forse bastato ai nerazzurri se Beccalossi, indubbiamente in gran forma, sicuro di sé e dotato di un dribbling che addirittura induceva alla scorrettezza gli avversari (i quali, scavalcati all'ultimo momento, quando si erano già lanciati contro il pallone, finivano con l'agganciare il piedino dell'interista), tutto ciò non sarebbe forse bastato, si diceva, se Beccalossi non fosse anche arrivato a provocare l'espulsione di Montesi.

Si può pure discutere sull'operato dell'arbitro, che, nel primo tempo, specie nell'azione che ha portato al gol di Beccalossi, non ha punito un intervento non proprio regolamentare di Baresi ai danni di Giordano. Nell'espulsione di Montesi, però, la colpa è tutta del giocatore. Il quale, dopo che la Lazio si era portata in parità grazie a un colpo di precisione di Giordano, si esibiva all'inizio della ripresa in reazioni che dovrebbero far arrossire un professionista. Forse la prima ammonizione (54'), quando Montesi metteva giù Beccalossi quasi involontariamente o per impeto, è stata eccessiva. Ma da un pezzo, tra i due, si verificarono scintille. Per giunta, dopo l'ammonizione, Montesi di nuovo si scontrava con Beccalossi, subendo un colpo al ventre. Restava a terra, contorcendosi. L'arbitro lo invitava a rialzarsi subito, convinto che stesse cercando di perdere tempo. Ebbene, proseguendo il gioco, Montesi, non solo si rialzava, ma era tanto lesto nello scatto da avventarsi di nuovo contro Beccalossi. Tutto sotto gli occhi dell'arbitro, come per una sfida. Inevitabile la seconda ammonizione e quindi la cacciata dal campo. Così, per uno scatto di nervi, Montesi ha spianato la strada all'Inter. Dispiace per lo stesso giocatore che, oltre ad essere generoso, ha idee di gioco e che, rendendosi conto di aver sbagliato, è uscito dal campo in lacrime. Nessuna squadra, comunque, può permettere che gli sforzi di tutti siano vanificati da un atto di rabbia. Nonostante il gioco superiore dei nerazzurri, c'era stata l'abilità di Giordano, sul finire del primo tempo, a pareggiare il contro con Beccalossi. Il centravanti biancazzurro, per la verità, non forniva una delle sue prove migliori. Alla ricerca del successo personale, trascurava la manovra. Nell'azione del suo gol (41'), Giordano era tuttavia capace di tale saggio di destrezza da strappare l'applauso al pubblico milanese. Nell'occasione, Agnolin è stato contestato dai nerazzurri perché Giordano, al momento del fischio dell'arbitro, stava caricando Bini.

Ma c'era stata una precedente scorrettezza alle spalle del centravanti romano. Il quale ha sfruttato la punizione con un pallonetto che scavalcava di misura sia la barriera dei difensori che il portiere Bordon. Tutta qui la Lazio, presa quasi sempre in velocità. Nemmeno un minuto di gioco, e l'Inter era in posizione di tiro. In seguito ad un discutibile intervento a gamba levata di Mozzini su Giordano, il pallone perveniva a Pasinato che, scavalcato sulla destra Citterio, ha eseguito un traversone che poneva fuori causa la retroguardia biancazzurra. Mancava l'intervento Muraro. Alle sue spalle, sbucava però Altobelli che di testa, in tuffo, deviava il pallone verso l'angolino. Bravissimo, si salvava Cacciatori volando alla sua sinistra. In questa azione, tutto il gioco con cui la squadra di Bersellini è riuscita a mettere sotto la Lazio che, in contrattacco, si faceva appena vedere con Giordano (tiro alto, al 5') e Citterio, il cui cross sulla sinistra era per un soffio interrotto in angolo da Mozzini, davanti allo stesso Giordano preparato al tiro. Le risposte dell'Inter, però, basandosi su Beccalossi, che sfuggiva al controllo di Montesi per le ragioni di cui si è detto, stordivano i biancazzurri. Sulla sinistra (8'), Beccalossi faceva il vuoto attorno a sé, raggiungendo la linea di fondo. L'allungo per Altobelli tagliava fuori anche Cacciatori, e tuttavia, davanti alla porta spalancata, il centravanti nerazzurro falliva per precipitazione il facilissimo pallone. Se sbagliava Altobelli, non sbagliava però Beccalossi che provvedeva di persona al gol che l'Inter indubbiamente meritava. L'azione era identica a quella iniziale. Giordano (18') insisteva troppo nel tentativo personale, facendosi mettere in mezzo da Mozzini e Baresi. C'è stata anche la rudezza di Baresi, che l'arbitro ha lasciato correre. Il rilancio del terzino nerazzurro era comunque tale da scavalcare lo schieramento biancazzurro. Beccalossi, potendosi distendere a piacimento, convergeva al centro dalla sinistra, evitava in slalom Manfredonia e non esitava a scoccare il tiro, sorprendendo Cacciatori. L'Inter non concedeva respiro.

Restava contuso Zucchini (21') per impedire la conclusione di Altobelli da breve distanza. Erano brividi in continuazione per la difesa biancazzurra, anche a causa delle incertezze di Cacciatori evidentemente frastornato dal gol subito. La Lazio trovava soltanto nelle iniziative di Citterio e Viola gli spunti per venire fuori dalla morsa degli avversari. Non c'era altro perché, ripetiamo, quando il pallone arrivava a Giordano, questi non vedeva più i compagni. Sicché, dopo un non riuscito tentativo di deviazione di Garlaschelli (31') su cross di Viola, l'Inter sciupava tre minuti più tardi l'occasione del raddoppio. Un altro errore di Cacciatori che, nel rimettere il pallone in gioco, lo depositava tra i piedi di Muraro. Immediata la fucilata dell'attaccante: il palo alla destra del portiere salvava la Lazio. Riprendeva il pallone Caso e questa volta, sulla linea del gol, giungeva Manfredonia a opporsi al tiro. Dopo di che, al 41', il pareggio di Giordano già descritto. Si poteva di nuovo confidare nei biancazzurri. Ma tutto precipitava nella ripresa, per effetto dell'espulsione di Montesi (56'). Lovati tentava un ripara, avvalendosi di Labonia (60') al posto di Garlaschelli. Anche l'ultimo arrivato, lanciatosi su Beccalossi, rimediava l'ammonizione. Rimasta in dieci, la squadra biancazzurra non poteva evitare la sconfitta. Bersellini, per accrescere il peso del proprio attacco, schierava anche Ambu (68') rinunciando a Canuti. Poco dopo (72') la resa della Lazio. Su cross dalla destra di Pasinato, mischia davanti a Cacciatori, e pallone per Marini che, di destro, infilava l'angolino alla sinistra del portiere.


Tratte dal quotidiano romano, alcune dichiarazioni post-gara:

Lovati ha cominciato il suo commento entrando subito nel tema centrale del dopopartita: l'episodio dell'espulsione di Montesi. "L'uscita di Montesi è stata determinante - ha rilevato Lovati all'avvio del suo discorso -. Ci ha danneggiati in maniera decisiva, irreparabile, perché ha privato la Lazio di una pedina fondamentale nel centro del campo: è stato proprio per questo che dopo l'Inter ha avuto la possibilità di premere in massa e di prendere il sopravvento nel gioco". Lovati ha esposto le sue ragioni con toni pacati, con accenti misurati e sempre controllati. Quando gli è stato chiesto il suo giudizio sull'espulsione di Montesi, egli ha replicato dicendo che "la decisione è stata un po' affrettata ed anche esagerata. Perché - ha spiegato - Montesi non ha colpito Beccalossi, per il semplice fatto che non è riuscito a raggiungerlo: lo ha rincorso, è vero, e forse avrebbe voluto avventarglisi, ma Beccalossi è stato più lesto di lui e si è sottratto al tentativo. Rimasti in dieci e senza una pedina fondamentale per il nostro scacchiere, abbiamo sofferto il conseguente e logico pressing dell'Inter. Se però avessimo potuto lottare ad armi pari, sono sicuro che saremmo arrivati sino al fondo della partita almeno con il risultato di parità". Allora contesta la validità del risultato? ha chiesto un cronista milanese a Lovati.

"Forse l'Inter avrà meritato il risultato a lei favorevole - ha risposto l'allenatore laziale -, ma io insisto nel dire che un giudizio obiettivo sulla partita deve essere limitato fino al momento in cui le squadre hanno rivaleggiato in condizioni di parità numerica. E fino a quel momento, la Lazio aveva giocato da pari a pari con l'Inter e quindi meritava proprio il risultato di parità. L'Inter si era avventata all'inizio e noi avevamo patito il suo arrembaggio furente, ma tutto si è presto risolto: quando noi abbiamo preso le misure giuste, i nerazzurri non l'hanno più fatta da padroni e anzi la partita è diventata equilibrata ed aperta ad ogni risultato. A rompere l'equilibrio è purtroppo intervenuto un fattore estraneo al gioco. Però - ha tenuto poi a sottolineare Lovati -, nonostante la sconfitta subita, io sono molto soddisfatto della mia squadra. La Lazio ha confermato a Milano di possedere carattere, grinta, volontà ed una intelaiatura molto solida. La reazione che ha avuto dopo il gol di Marini ha sorpreso perfino me: in dieci e in condizioni di spirito menomate, ha costretto l'Inter a rintanarsi nella sua area, l'ha esposta ai fischi dei propri tifosi, l'ha fatta soffrire e l'ha palesemente esposta ad aver paura. Abbiamo sfiorato più volte il pareggio, sia con i due eccezionali tiri di Viola, molto bravo e decisamente sfortunato, che con i tentativi di Giordano. Con una maggiore concentrazione e un tantino di determinazione in più, avremmo forse potuto ugualmente raggiungere il pareggio, nonostante l'inferiorità numerica. E mi sento di poter dire che, se la Lazio avesse pareggiato, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Anche perché l'Inter non mi ha fatto una grandissima impressione: troppo disunita e incostante nell'arco dei novanta minuti". Adesso, a Lovati si prospetta il problema della sostituzione di Montesi, il quale verrà verosimilmente squalificato. Richiesto di quale soluzione intenda adottare, Lovati ha chiesto tempo. La nostra impressione è però che egli finirà per propendere per Labonia sacrificando Lopez in panchina.