Domenica 5 marzo 2000 - Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 0-1


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5 marzo 2000 - 2.886 - Campionato di Serie A 1999/00 - XXIV giornata

LECCE: Chimenti, Juarez, Viali, Pivotto (63' Colonnello), Savino, Balleri, C.Bonomi (76' Conticchio), Piangerelli, Lima, F.Marino (61' Biliotti), C.Lucarelli. A disposizione: Aiardi, Traversa, Sadotti, Cipriani. Allenatore: Cavasin.

LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, Couto, Pancaro, Conceição (88' Stankovic), Veron, Sensini, Nedved, Ravanelli (68' S.Inzaghi), Salas (89' Simeone). A disposizione: Ballotta, Gottardi, Lombardo, Mancini. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Messina (Bergamo) - Guardalinee Sigg. Gregori e Farneti - Quarto uomo Sig. Albanese.

Marcatori: 38' Nedved.

Note: terreno in buone condizioni. Espulsi all'82' Cavasin per proteste ed al 91' Colonnello per doppia ammonizione. Ammoniti: Balleri e Bonomi per gioco falloso, Lucarelli per proteste, Nedved per comportamento non regolamentare. Angoli 11-4 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 17.000 circa, dei quali 7.228 paganti per un incasso di £ 248.148.000. Abbonati 9.414, per una quota di £ 209.453.129.


L'azione da gol di Pavel Nedved
Un fotogramma ravvicinato del tiro vincente di Pavel Nedved
Il pallone, calciato dal centrocampista ceco, si insacca sotto l'incrocio
Esultanza biancoceleste
Pavel Nedved in azione
Fabrizio Ravanelli guardato a vista
Marcelo Salas in azione

L'insidiosa trasferta pugliese inizia abbastanza bene per i biancazzurri che al 6' colpiscono una traversa su una punizione di Veron. Poi Negro prima tira su Chimenti in uscita, poi sulla ribattuta manda sul fondo. Al 10' Lucarelli, solo davanti a Marchegiani, non riesce a sfruttare l'occasione. La gara ha un momento di stanca fino al 35' quando sono i giallorossi a sfiorare la rete con un gran tiro al volo di Bonomi che costringe il portiere biancazzurro ad una grande parata. Tre minuti dopo è invece la Lazio a centrare la porta con Nedved che dal limite dell'area fa partire un destro imprendibile. La ripresa inizia con scaramucce a centrocampo. Al 62' è ancora Nedved, da oltre 40 metri, a costringere Chimenti alla respinta con i pugni. Un minuto dopo è ancora l'estremo difensore giallorosso a neutralizzare un tiro di Sensini da distanza ravvicinata. La Lazio si spinge comunque in avanti e colpisce un palo con Veron ancora su punizione. L'ultimo acuto è di Simeone che si vede deviare il tiro in angolo da Pivotto. La classifica vede immutata la distanza dalla Juventus che guida a 53 punti, mentre i biancazzurri salgono a 49 e staccano l'Inter a 46.


La Gazzetta dello Sport titola: "Veron fa volare la Lazio. A Lecce l'argentino ispira la vittoria del riscatto. Cancellata la macchia della sconfitta con il Feyenoord. I biancocelesti mettono alle corde i salentini. Subito un palo di Veron (che ne colpirà un altro nella ripresa) con un gran calcio di punizione, poi, la prodezza-gol di Nedved. Nel finale giuste proteste del Lecce per un fallo di Couto su Viali in area".

Continua la "rosea": Sulle ali di Veron. E' lui il pilota che torna a far volare la Lazio, dopo l'imprevisto stop imposto dal Feyenoord. Primo scalo Lecce, in vista della impegnativa rotta settimanale, che prevede una sosta a Rotterdam per il riscatto europeo, e infine il ritorno all'Olimpico dove è attesa l'Inter. E proprio pensando ai prossimi appuntamenti, il pieno di carburante effettuato in Salento può risultare prezioso per molti motivi. Prima di tutto, perché proprio qui la Juventus ha subito la sua unica sconfitta in campionato, mentre Milan, Parma e Fiorentina non sono andati al di là del pareggio. E poi perché la Lazio arriva, scende e riparte con la personalità di chi sa di non avere più tempo da perdere. A digiuno di successi da ben cinque partite, durante le quali ha racimolato appena un punto dopo il 2-1 sul Verona di fine gennaio, il Lecce cerca invano di negare i rifornimenti richiesti. Troppo nervosa, a cominciare dal suo allenatore Cavasin espulso per proteste nel finale, la squadra di casa procede a strappi, puntando più sulle rare prodezze personali, che non sul gioco collettivo, segreto della sua ottima partenza in campionato. Recriminazioni a parte per il rigore negato a Viali, resta comunque la sensazione che la Lazio meriti i tre punti. Troppo superiori a livello di concentrazione, di qualità individuali e di squadra, gli uomini di Eriksson restano da soli al secondo posto, lanciando un chiaro segnale al campionato in generale e alla Juventus in generale. Proprio come hanno già fatto in 7 occasioni su 15 i bianconeri, Nesta e compagni vincono per 1-0 con la differenza, rispetto alla capolista, che questa per loro è la prima volta in cui si impongono con un simile punteggio.

Il fatto che vadano complessivamente al tiro nello specchio della porta ben 9 volte è però l'indiretta spia di un difetto, perché una grande squadra deve essere capace di chiudere certe partite, concretizzando meglio le molte occasioni a disposizione. Resta questo, comunque, l'unico neo della Lazio, che non risente dell'assenza di Mihajlovic, rilevato da Couto, al fianco di Nesta, tra i due esterni Negro e Pancaro: un quartetto raramente impegnato da Lucarelli e Marino. Più interessante che bella, la sfida si gioca soprattutto in mezzo al campo. E qui nel suo spazio preferito, davanti al malcapitato Piangerelli, Veron fa valere la propria classe, con un movimento continuo da centrocampista completo, anche a livello di grinta. L'argentino fa quello che vuole, con l'aiuto di Nedved che a sinistra sovrasta Balleri, ma anche di Sensini che non si lascia sorprendere da Bonomi, e di Conceiçao freccia sulla destra nel settore in cui viene risucchiato Lima. La superiorità in mezzo al campo non trova però adeguato riscontro nei sedici metri finali, perché Ravanelli e Salas corrono molto, ma tirano troppo poco, e così più di loro risultano pericolosi i centrocampisti, quasi sempre con conclusioni dalla lunga distanza. Non a caso, proprio su punizione da fuori area, Veron al 7' colpisce la traversa. Poco dopo, invece, è Negro a sfiorare la rete, prima con un gran tiro che impegna Chimenti, e poi sulla sua respinta con una conclusione fuori bersaglio. Senza i lampi dello spaesato Lima e con un centrocampista in meno rispetto al solito, visto che Cavasin preferisce rinforzare la difesa, il Lecce fatica a entrare in partita. Soltanto tre incredibili errori in serie di Nesta, Negro e Pancaro consentono a Lucarelli di trovarsi solo davanti a Marchegiani, ma l'attaccante perde l'attimo e l'occasione sfuma.

In tutto il primo tempo l'unico tiro giallorosso rimane quindi quello da fuori area di Bonomi, deviato in angolo da Marchegiani. Troppo poco per spaventare la Lazio, che dopo una fuga infruttuosa di Ravanelli in sospetto fuori gioco, va in gol. L'azione nasce dal solito Veron che serve Ravanelli, bravo a girare al centro verso Nedved, pronto a lasciar cadere il pallone e a scaraventarlo in rete di destro. La reazione del Lecce è contenuta in un colpo di testa di Marino, deviato da Marchegiani allo scadere del tempo. E a poco servono le sostituzioni di Cavasin, perché la Lazio non vacilla. Nedved impegna altre due volte Chimenti, poi imitato da Sensini, mentre Marchegiani trema soltanto per un colpo di testa di Viali, probabilmente fuori, ma nel dubbio opportunamente deviato da Conceiçao sulla linea. E allora ci riprova il solito Veron che stampa per la seconda volta una splendida punizione sul palo. Occasioni alla mano, la Lazio ha ragione di rammaricarsi perché un gol è poco. Ma regolamento alla mano, il Lecce non ha torto quando recrimina nel finale per una trattenuta in area di Couto ai danni di Viali. Proteste tanto legittime, quanto inutili, che si perdono nella tramontana del Salento. Mentre la Lazio riprende a volare. Sulle ali di Veron.