Domenica 7 novembre 2004 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Siena 1-1


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7 novembre 2004 - 3117 - Campionato di Serie A 2004/05 - X giornata

LAZIO: Sereni, Oddo, Talamonti, Fernando Couto, Oscar Lopez, Dabo (68' A.Filippini), E.Gonzalez, Manfredini (55' Cesar), Pandev, Rocchi (83' Di Canio), S.Inzaghi. A disposizione: Casazza, Seric, Mea Vitali, De Sousa. Allenatore: Caso.

SIENA: Fortin, Cirillo, Portanova, Argilli, Nicola, Pecchia (55' Camorani), Di Donato, Vergassola, Chiumiento, Graffiedi (55' Flo), Chiesa (78' Carparelli). A disposizione: Zancopé, Colonnese, Ardito, Menegazzo. Allenatore: Simoni.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna).

Marcatori: 47' Couto, 67' Portanova.

Note: pomeriggio piovoso, terreno in buone condizioni Ammoniti Dabo e Cirillo per comportamento non regolamentare, Oddo per gioco scorretto. Osservato 1' di silenzio per la scomparsa dell'ex allenatore della Lazio Umberto Mannocci. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 3.508 per un incasso di euro 65.999, abbonati 28.614 per una quota di euro 389.050,19.


Ousmane Dabo contrasta Enrico Chiesa
Esultanza senese dopo il pareggio (Foto Ansa)
Ousmane Dabo in azione
Un'azione della gara
Goran Pandev in azione
Esteban Gonzalez in azione
Fine partita mesto per i biancocelesti

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio e Siena coi retrorazzi. All'acuto di Couto risponde Portanova. Sono i difensori centrali a decidere il pari. Pareggio parsimonioso tra due squadre con il problema del gol. Fischi a fine gara per i laziali".

Continua la "rosea": Terza in classifica. La Lazio si sarebbe trovata proprio lì, se avesse vinto. Invece, dopo la cosiddetta impresa di San Siro, dov'era stata fermata l'Inter afflitta da pareggite (come buona parte della serie A ieri), è arrivato il mediocre 1-1 interno con il Siena. Che ricolloca i biancocelesti nelle stesse aree di competenza degli avversari di giornata: obiettivo salvezza, da conquistare settimana dopo settimana, e chissà se complici le tre sole retrocessioni riusciranno tutte e due a scamparla. La dimensione di Lazio e Siena è proprio questa. E il fatto che il terzo posto potesse essere a un tiro di schioppo la dice lunga sul livello generale dell'attuale campionato, il cui appiattimento verso il basso è, fatti salvi i soliti noti, assoluto. Lazio e Siena hanno entrambe il problema del gol: peggior attacco della serie A i toscani con sei reti, undici in dieci partite i romani. Non è per niente casuale, dunque, che a sancire il parsimonioso 1-1 siano stati Couto e Portanova, due marchiati dalle stesse caratteristiche. Sono difensori centrali e capocannonieri, con tre reti ciascuno, delle rispettive squadre. Poiché non si vive di soli stopper, è chiaro che Lazio e Siena, se vorranno vivere un futuro un pochino più tranquillo, dovranno cercare soluzioni offensive capaci di andare oltre quel che passano oggi i rispettivi conventi. Simone Inzaghi, detto un tempo Inzaghino, tenuto chissà perché in campo da Caso per l'intera partita, si è fregiato dello spiacevole titolo di peggiore in assoluto.

Ma i gol falliti da Rocchi e Pandev, i tiri troppo spesso velleitari di Chiesa, il gran movimento di Chiumiento, Graffiedi e poi Flo mai però finalizzato alla conclusione, dice che là davanti Lazio e Siena molto difficilmente cambieranno spartito, se gli uomini resteranno soltanto questi. Il pareggio è giusto. La Lazio ha avuto in mano il match e avrebbe dovuto chiuderlo nei primi dieci minuti della ripresa, quando al gol di Couto (colpo di testa a incrociare sul primo palo da corner di Oddo) ha fatto seguito uno spaventoso sbandamento collettivo del Siena. Lì, sono arrivate a pioggia le straordinarie occasioni di Pandev e Rocchi, giunti entrambi a tu per tu con Fortin. Ma il portiere, che già s'era fatto valere su Pandev, Dabo e Rocchi sul finire del primo tempo (l'altra fase di buona prevalenza della Lazio) si è superato con due spericolate uscite fin quasi al limite dell'area. Simoni è stato molto bravo nel comprendere il momento dei suoi, e ha spezzato ritmo e deriva della partita inserendo Flo e Camorani al posto di Graffiedi e Pecchia, che aveva perso a centrocampo il duello con il non malvagio argentino Gonzalez, esordiente a tempo pieno. Così il Siena ha cambiato modulo, passando dal 4-3-2-1 a un 4-4-2 con due esterni di metà campo, Camorani a destra e Chiumiento spostato a sinistra, molto alti. La contemporanea replica di Caso è stata francamente incomprensibile. Fuori Manfredini, capace di curare anche la fase difensiva, e dentro Cesar, con il brasiliano tutto mancino piazzato per la prima volta a destra, vertice esterno del 4-2-3-1.

Cesar, fermo per un mese e mezzo causa stiramento, era rientrato giovedì a Middlesbrough (solo quattro undicesimi della squadra di ieri erano titolari in Inghilterra, quindi l'alibi stanchezza non regge) giocando 65 insignificanti minuti. Conoscendone caratteristiche e attuale condizione, metterlo a contatto con il mediocre Dabo, nella zona di centrocampo dove la Lazio era già in difficoltà, non è stata una buona idea. Il Siena si è infatti subito impadronito del match, e dopo una dozzina di minuti è arrivato l'1-1. Doppia percussione dei centrali difensivi senesi da palla inattiva (una punizione dalla trequarti girata dal pur bravo arbitro Rizzoli, ma Caso non ha fatto il Mancini...), successivo cross dalla zona di Cesar e Dabo, Portanova liberissimo a centro area di tirare prima addosso al proprio compagno Argilli e poi in fondo alla rete. Portanova, che non è un ragazzino, ma ha 26 anni, non esultava: romano di Roma e tifosissimo della Lazio non se la è sentita. Caso è corso ai ripari un minuto dopo, comunque fuori tempo massimo, e trasformando un evidente scompenso in una altrettanto palese confusione. Dentro Antonio Filippini e fuori Dabo, Cesar a sinistra, Pandev a destra, Rocchi in mezzo, Inzaghi sempre in campo, anche quando nel finale Di Canio (tardissimo) ha rilevato Rocchi. Rivoluzione sufficiente a non far ritrovare alla Lazio il filo del gioco e a lasciare ancora al Siena (Sereni ha respinto su Camorani) l'ultima palla buona. Tremilacinquecentootto paganti, minimo assoluto, hanno fischiato alla fine insieme ai 28mila abbonati. Gli unici che hanno mostrato di divertirsi sono stati gli All Blacks, festeggiatissimi ospiti in tribuna. Beati loro.


La Repubblica titola: "Finisce 1-1 all'Olimpico. Ad inizio ripresa il vantaggio di Couto. Poi pareggia Portanova. Inutile il forcing fnale dei biancazzurri. La Lazio sciupa troppo e il Siena la punisce".

Continua il quotidiano: La Lazio non ce la fa a superare il bunker del Siena. Finisce 1-1 all'Olimpico, in un incontro che i biancocelesti di Caso hanno avuto quasi sempre in mano, andando in vantaggio all'inizio della ripresa con Couto, alla sua terza rete stagionale così come il suo collega toscano Portanova, che nel momento migliore dei padroni di casa mette dentro l'1-1. Un pareggio giunto appena dopo un paio di interventi di uno dei migliori in campo, il portiere Fortin, che lo scorso anno, proprio in questo stadio subì sei gol dalla Roma. La Lazio sale a quota 13 in classifica, perdendo una grande occasione per rilanciarsi, il Siena va a 10 per proseguire la sua corsa per la salvezza. Il pomeriggio è davvero novembrino, con la pioggia che non allenta più di tanto il verde dell'Olimpico. Mimmo Caso, che nel confronto diretto non ha mai battuto Gigi Simoni (che a sua volta, con l'Inter, tolse una Coppa Uefa alla Lazio nella finale di Parigi), ritrova Sereni tra i pali e fa debuttare da titolare, a centrocampo, l'argentino Gonzalez, che insegue le orme del suo connazionale Talamonti, uomo-gol con l'Inter. Lunga la fila degli indisponibili per il tecnico biancoceleste (Emanuele Filippini, Giannichedda, Liverani, Negro, Muzzi, Peruzzi, Siviglia, Zauri), che tiene prudenzialmente in panchina Cesar e che fa giocare da prima punta Inzaghi. Simoni, senza lo squalificato D'Aversa (per il caso scommesse), con Taddei fuori rosa (lo vuole la Roma) e gli infortunati Mignani, Falsini, Manninger e Foglio, mette Nicola in difesa e non riuncia al tridente, con l'ex Chiesa voglioso di regalare un dispiacere al suo vecchio pubblico.

Parte contratta la Lazio, che non trova spazi sulle fasce perché il Siena copre e riparte, una tattica che al 15' potrebbe dare ai bianconeri i suoi frutti, visto che Sereni deve allungarsi per spedire in corner una conclusione di Chiesa destinata all'incrocio. Passa un minuto e Inzaghi replica debolmente (Pandev, giustamente, lo rimprovera di egoismo), Cirillo al 23' e ancora Chiesa al 29' (che erroraccio) provocano brividi a Sereni. La Lazio si scuote lentamente e, nel finire del tempo, si fa finalmente minacciosa. Ed è Pandev a ergersi a protagonista: al 31' si fa strada e il suo sinistro, deviato, esce di poco, al 34' costringe Fortin all'uscita disperata dopo il retropassaggio suicida di Portanova e al 35' chiama Fortin alla parata coi pugni e ancora Portanova al salvataggio in extremis. E quando non ci prova direttamente, la giovane punta macedone si improvvisa grande assist-man. Come al 39', quando pesca ad occhi chiusi il taglio di Rocchi, che salta il portiere ma poi spara in curva. Quasi allo scadere, ci prova anche Dabo: l'ex atalantino scansa Gonzalez per incaricarsi di una punizione violenta che Fortin sospinge in angolo.

Parte bene la Lazio nella ripresa, sbloccando al 2' il risultato con uno stacco imperioso di Couto direttamente da angolo di Oddo. Sembra tutto facile per i biancocelesti, che al 6' hanno la grande chance per chiudere i conti ma Fortin è superlativo a chiudere lo specchio prima a Pandev e poi a Rocchi. Cominciano i cambi (per Cesar è il debutto all'Olimpico in campionato), Chiesa impegna Sereni al 16', la Lazio spinge ma non concretizza. E, al 22', arriva per i padroni di casa la doccia fredda: Portanova, romano di nascita, approfitta di una indecisione di Lopez per infilare un pallone vagante. Prende coraggio, il Siena, e Camorani al 28' fa ancora paura, prova il pressing, la Lazio, nel recupero, sfiorando il 2-1 con Pandev e nulla più. Un pari che premia la tenacia del Siena e che condanna una Lazio davvero troppo sciupona.