Giovedì 10 aprile 2003 - Porto, estádio das Antas - FC Porto-Lazio 4-1


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10 aprile 2003 - 3043 - Coppa UEFA 2002/03 - Semifinali - gara d'andata

PORTO: Vitor Baia, Paulo Ferreira, Jorge Costa, Ricardo Carvalho, Nuno Valente, Maniche, Costinha, Alenichev (82' Tiago), Deco, Postiga (59' Marco Ferreira), Derlei (86' Jankauskas). A disposizione: Nuno, Secretario, Pedro Emanuel, Capucho. Allenatore: Mourinho.

LAZIO: Peruzzi, Pancaro, Fernando Couto, Mihajlovic, Favalli (68' Castroman), Fiore, Simeone (72' Giannichedda), Stankovic, Cesar, Chiesa (57' S.Inzaghi), C.Lopez. A disposizione: Marchegiani, Oddo, Negro, Liverani. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Vassaras (Grecia).

Marcatori: 6' C.Lopez, 10' Maniche, 28' Jorge Costa, 50' Derlei, 56' Postiga.

Note: espulso il tecnico lusitano Mourinho nei minuti di recupero del secondo tempo per condotta non regolamentare. Ammoniti Favalli, Pancaro, Fiore e Cesar per gioco scorretto, Castroman per condotta non regolamentare. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 45.000 circa.


Dejan Stankovic in azione
Un'azione della gara
Diego Pablo Simeone in azione
Stankovic e Fiore a fine gara

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio affonda nel Porto. Segna subito con Lopez, ma non sa gestire il vantaggio e crolla sotto i colpi dei portoghesi: Mancini furibondo".

Continua la "rosea": Ci vorrà un miracolo fra due settimane all'Olimpico per agguantare la finale di Siviglia. A Oporto con una condotta di gara sciagurata la Lazio compromette quasi del tutto le possibilità di raggiungere la seconda finale di coppa Uefa della sua storia. Ma non può recriminare assolutamente nulla, anzi la lezione che le impartisce il Porto avrebbe avuto concludersi con un punteggio anche più severo. Davvero formidabile la squadra portoghese, ma facilitata nel suo compito da una Lazio inconsistente e irriconoscibile. La peggiore della stagione. Il primo tempo si chiude con il Porto in vantaggio per 2-1 ed è un risultato che sta decisamente stretto ai padroni di casa. Che partono piano, subendo il gol di Lopez, ma raddrizzano subito la gara con Maniche e, a partire dal 20' circa, cominciano a dominarla in lungo e in largo. La rete del 2-1 arriva al 28' con Jorge Costa che ribadisce in rete un colpo di testa di Derlei su angolo di Deco, ma le reti dei portoghesi potrebbero essere molte di più. In alcune circostanze (come al 43' su Postiga) ci mette una pezza Peruzzi (davvero straordinario il suo intervento), in altre sono i giocatori lusitani a graziare incredibilmente la Lazio (Costinha e Maniche in particolare).

La Lazio, sia nell'atteggiamento che nel gioco, appare la brutta copia della squadra che, in Europa come in Italia, quest'anno si era sempre ben comportata, tranne che in qualche rara occasione. Paradossalmente, è proprio il gol iniziale di Lopez a danneggiare gli uomini di Mancini. La bella rete dell'argentino (scambio in velocità sulla fascia tra Cesar e Favalli, con cross di quest'ultimo per la girata vincente del Piojo), infatti, illude i biancocelesti che ancora una volta in coppa Uefa possa filare tutto liscio senza alcun problema. Così non è, perché il Porto si dimostra squadra vera, come del resto nessuno dubitava, visti i risultati ottenuti finora sia in coppa sia nel suo campionato (che sta letteralmente dominando). Quella di Mourinho è sì la tipica squadra portoghese, ma rivisitata in chiave moderna. Perché è inappuntabile nel possesso palla, ma a questo unisce una spiccata capacità di accelerare al momento giusto. Nascono così le tante occasioni che, solo per l'imprecisione degli attaccanti, non si trasformano in altrettanti gol. Mourinho vince la sfida con Mancini a centrocampo. Il reparto mediano dei portoghesi è disposto a rombo, con Costinha vertice basso, Alenictchev e Maniche ai lati e l'imprendibile Deco vertice alto. E' la mossa che annichilisce i biancocelesti, perché Costinha, che non si sgancia mai, diventa all'occorrenza anche il quinto difensore, mentre il trio Alenitchev-Maniche-Deco fa quello che vuole dalla trequarti in su. L'opposizione del centrocampo laziale è quasi inesistente. Simeone soffre il ritmo degli avversari, Stankovic (in dubbio fino all'ultimo) prova a fare qualcosa all'inizio, ma naufraga alla distanza.

Fiore e Cesar galleggiano tra la coppia d'attacco e i compagni di reparto, senza essere di aiuto né per gli uni né per gli altri. La difesa, privata del filtro del centrocampo, fa quello che può, ma ci mette anche del suo a complicarsi la vita, come in occasione del secondo gol, nel quale prima della deviazione finale di Jorge Costa, Derlei è liberissimo di saltare di testa a pochi metri da Peruzzi. Divenuto già padrone del match nel primo tempo, il Porto raccoglie i frutti della sua superiorità ad inizio ripresa. L'intervallo non basta a ritemprare la squadra di Mancini e non spegne neppure la foga dei padroni di casa, che con uno-due micidiale fanno sì che il punteggio assuma delle proporzioni davvero brutte per la Lazio, ma anche che diventi più consono a quello che è l'andamento dell'incontro. Neppure la pioggia (che all'inizio della ripresa si fa copiosa) ferma i lusitani. Il gol del 3-1 arriva al 5' del secondo tempo con Derlei. Peruzzi non trattiene una punizione calciata da Deco da 40 metri e il brasiliano arriva per primo sulla ribattuta. Il quarto gol del Porto arriva sei minuti più tardi con una bellissima conclusione di Postiga, ottimamente servito da Deco. A questo punto, con la partita già ampiamente compromessa, Mancini prova a cambiare qualcosa, nella speranza di salvare almeno in parte il risultato. Entrano così Inzaghi (per uno spento Chiesa), Castroman per Favalli e Giannichedda per Simeone. Ma non basta. Stavolta la Lazio non c'era.