Giovedì 29 luglio 1999 - Jonkoeping, Stadsparksvallen - Helsingsborgs-Lazio 1-2


Stagione

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29 luglio 1999 - 3^ Amichevole Precampionato 1999/00

HELSINGBORGS: Andersson S. (46' Larsson), Nilsson O., Powell, Jakobsson C., Andersson, Bakkerud (61' Ljung), Joansson (61' Wahlstedt), Lindstrom, Stavrum (46' Prica), Johansen (46' Lindberg), Jonsson. All. Hareide.

LAZIO: Marchegiani (46’ Ballotta), Negro (46’ Gottardi), Nesta (21’ Couto), Mihajlovic (46’ Di Fiordo), Favalli (66’ Negro), Stankovic (46’ Lombardo),Sensini, Veron (46’ Pinzi), Nedved (46’ Cinelli), Boksic (46’ Andersson), S.Inzaghi (66’ Nedved). All. Eriksson.

Arbitro: Johansson (Svezia).

Marcatori: 25’ Boksic, 32’ Stankovic, 90' Powell.

Note: assenti: Pancaro, Conceição e Mancini per infortunio, Almeyda, Simeone e Salas non ancora a disposizione. Ammonito Pinzi.

Spettatori: 9.000 circa.

Il Corriere dello Sport titola: La squadra di Eriksson imbattuta in Svezia. Boksic concede il bis. Ancora un gol strepitoso del croato che ormai sembra tornato sui livelli di un anno fa. A segno anche Stankovic. Nesta ko: contusione alla coscia.


Il Messaggero titola: "E’ il croato la nota positiva dell’amichevole svedese vinta 2-1. Infortuni a Nesta e Inzaghi. Lazio, Boksic c’è Alen trascina la squadra al successo sull’Helsingborg".

L'articolo così prosegue: Perso Anelka, Eriksson si può consolare con il miglior Boksic. E non è roba da poco. Scatti, dribbling, tiri, assist, numeri per la platea: uno spettacolo che diverte ed esalta il pubblico svedese. Il croato è tornato quello straripante di due anni fa, l'elemento in più sul quale la nuova Lazio potrà contare e, soprattutto, puntare per concretizzare le ambizioni stagionali. Un Boksic tonico, a tratti straripante, rimesso a lucido da allenamenti intensi e continui, e smanioso di riconquistare credibilità e fiducia. Una prova impreziosita da una rete-gioiello, segnata di destro al 25', ma anche da una serie di iniziative molto interessanti ed applaudite. Attorno a Boksic, tutta la Lazio si muove con disinvoltura e buona continuità di manovra al cospetto di un avversario di rispetto, secondo in campionato e partecipante alla Coppa Uefa. La partita, quella vera, si gioca nel primo tempo quando è in campo la Lazio titolare che schiaccia gli svedesi, pericolosi soltanto con una punizione di Jansson. Mihajlovic diventa il solito centrocampista aggiunto dal cui sinistro partono continui suggerimenti ora per gli inserimenti sulle fasce di Stankovic e Nedved, ora per gli spunti in velocità di Boksic ed Inzaghi. A centrocampo Veron, anche se meno ispirato del solito, trova in Sensini un valido supporto, soprattutto in fase di contenimento.

Acquistato con l'idea di farlo giocare in difesa, Sensini si sta confermando in queste prime uscite di poter diventare una utilissima pedina per il centrocampo. L'argentino lavora una gran quantità di palloni, resta in campo fino al termine, assicura un filtro continuo, ma sciupa un'occasione limpida su invito di Inzaghi, subito dopo il vantaggio di Boksic. Però ha il merito di servire con un lancio di 50 metri la palla del raddoppio a Stankovic. In attesa di Almeyda e Simeone, spazio a questo umile ed esperto gregario che fa sentire sempre il peso della sua presenza al servizio della squadra. Come previsto il centrocampo si conferma il reparto più solido della nuova Lazio anche perché Nedved è tornato su livelli di rendimento notevoli. Il ceko, oltre ad assicurare un movimento costante sulla fascia, è sempre pericoloso in zona-tiro. Una conclusione deviata nel primo tempo, una traversa nella ripresa. A confezionare il raddoppio ci pensa Stankovic, che controlla bene il lungo passaggio di Sensini e batte di destro. Nella zona nevralgica del campo Eriksson può contare su una serie di soluzioni tutte molte valide, può in definitiva far girare gli uomini senza penalizzare il gioco, anche se Veron rimane l'elemento attorno al quale far ruotare la manovra per sfruttarne il genio calcistico e le giocate in profondità.

Nella ripresa Eriksson schiera la Lazio Due e l'amichevole scade di tono e di ritmo. Gli svedesi conquistano metri creando qualche minaccia in area biancoceleste al cospetto di una Lazio che non soffre più di tanto e che preferisce agire di rimessa. Il tecnico, com'era nei programmi, impiega tutti gli effettivi disponibili (restano fuori gli acciaccati Mancini, Conceicao e Pancaro). Il pubblico si diverte alla stregua di una festa paesana esaltandosi ogni qualvolta la palla si avvicina dalle parti di Ballotta. Il meritato gol degli svedesi arriva allo scadere: perentoria e spettacolare la conclusione volante di Powell che fissa il punteggio sul 2-1 e che manda in archivio la trasferta in Svezia della Lazio. Bilancio: 2 vittorie ed un pareggio. Niente male, considerati gli avversari, tutti di serie A e quindi di spessore, affrontati dai biancocelesti. Le uniche note stonate dell'amichevole con l'Helsingborg arrivano dagli infortuni. Nesta è costretto ad uscire dopo una ventina di minuti per una botta al retto femorale destro, Inzaghi chiede il cambio a metà ripresa per un problema muscolare alla gamba, Mancini è stirato, Pancaro soffre per un inizio di pubalgia, Conceicao accusa un problema muscolare. Tutti elementi di primo piano che rischiano di saltare almeno la prima delle due partite del torneo di Amsterdam dove la Lazio esordirà domani contro l'Atletico Madrid.


La Gazzetta dello Sport titola: "Boksic non ne sbaglia più una. Ancora a segno l'attaccante croato. Gli uomini di Eriksson superano l'Helsingborg per 2-1. A segno anche Stankovic. In ombra l'argentino Veron. Molto bene invece Inzaghi e Sensini".

Continua la "rosea": La tribù dei piedi buoni colpisce ancora. Nell'ultima uscita di questo tour svedese la Lazio dà' ancora spettacolo superando agevolmente quella che attualmente è definita come la squadra più forte da queste parti, l'Helsingborg. Vincono i ragazzi di Eriksson divertendosi a costruire bel gioco e del resto sarebbe un delitto se non lo facessero. Facciamo infatti un piccolo test sulla formazione del primo tempo e alzi la mano chi trova un giocatore che non sia in possesso di una buona tecnica di base. Ne viene fuori una partita di non grande ritmo, ma con begli scambi, sottolineati dagli applausi del pubblico. Ancora una volta è Alen Boksic a svettare su tutti con numeri d'alta classe. Il croato gioca la sua terza partita in una settimana e i problemi al ginocchio destro per fortuna sono solo un brutto ricordo. Il brutto ricordo piuttosto è quello che lascia alla difesa svedese. A ben assecondarlo c'è Inzaghi, anche lui molto mobile e sempre in grado di dare profondità. E' questa un'altra delle coppie d'attacco che ci convince, anzi attualmente sicuramente quella più in forma. E così nel giorno di minor vena di Veron ecco venir fuori le infinite alternative tattiche di questa Lazio.

In particolare i lanci lunghi da cui arrivano entrambi i gol nel primo tempo. Perfetta l'intesa slava con Mihajlovic che pesca da oltre 40 metri Boksic: splendido il controllo in corsa di destro del croato e il tiro imparabile con lo stesso piede. Poco dopo si ripete la situazione tattica: è più diagonale il lancio di Sensini per Stankovic, che con uno stop a seguire supera il portiere, incerto nell'uscita, per poi realizzare con un comodo piattone. Per quanto visto nelle prime gare di luglio, questa Lazio sembra non conoscere ostacoli, ma vanno attese riprove più impegnative, quando l'avversario concederà meno spazi e ci sarà più da soffrire, cosa che questa squadra-champagne finora ha fatto solo in allenamento. Nell'attesa meglio godersi gli aspetti positivi. Che riguardano un Sensini uomo-diga, ma anche preciso nel rifornire il gioco. Un Nedved sempre brillante e incisivo al tiro (colpisce l'incrocio dei pali nel finale con un gran tiro e realizza un duetto in velocità con Inzaghi tutto da ammirare) senza tralasciare la fase di copertura. E poi una difesa sempre più attenta e sicura in ogni movimento. Peccato solo per alcuni piccoli infortuni, che creeranno contrattempi nella preparazione.

Cominciando da quello di Nesta (botta alla coscia) per finire con i risentimenti muscolari di Inzaghi che non hanno consentito di sperimentare granché la nuova coppia costituita con Andersson. A questi vanno aggiunti gli stop di Conceicao e Mancini (l'ecografia ha scongiurato per entrambi danni particolari alle cosce). E nonostante il bel gol al volo di Powell nel finale, si conclude positivamente dunque la fase svedese della preparazione laziale. Oggi la comitiva biancoceleste si sposta ad Amsterdam dove domani è attesa a un impegno più probante contro l'Atletico Madrid.


Tratte dal quotidiano sportivo, alcune dichiarazioni post-gara:

Il protagonista dell'amichevole è lui: Alen Boksic, lo ripetono anche dagli altoparlanti del piccolo stadio di Jonkoping. E che il croato sia perfettamente recuperato lo si capisce dalla sua reazione a una prima domanda sulle condizioni fisiche. Alen si arrabbia un po', per sottolineare che quello è un problema definitivamente chiuso. "Piuttosto sono contento dell'intesa che va maturando in tutta la squadra. Inzaghi ? Direi bene con lui, ma dico soprattutto che con un centrocampo così è divertente giocare. Abbiamo sette-otto centrocampisti che sono fuoriclasse, il tecnico ha tantissime opportunità. Il problema extracomunitari? Riguarda solo il tecnico". Boksic e' felice e non lo nasconde: "Sto bene, mi sento piu' leggero, mi muovo con facilità, anche se logicamente devo migliorare la forma atletica e la progressione. Anelka ? Non mi interessa questa storia io penso solo a raggiungere la condizione migliore". Intanto la società comunica di aver venduto fino a ieri 29.759 abbonati, mai in luglio la Lazio era arrivata a tanto (oltre 12 mila anche i mini abbonamenti per la Champions League). A questo punto è probabile che venga superato il record di sette anni fa, con oltre 36 mila tessere. Gli echi svedesi evidentemente trasmettono entusiasmo, a prescindere da Anelka.