Martedì 31 marzo 1998 - Madrid, estadio Vicente Calderón - Atletico Madrid-Lazio 0-1


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31 marzo 1998 - 2.785 - Coppa UEFA 1997/98 - Semifinale, gara d'andata

ATLETICO MADRID: Molina, Aguilera, Santi, Andrei, Prodan, Bejbl, Caminero, Pantic (86' Paunovic), Vizcaino (57' Josè Mari), Lardin (72' Nimny), Vieri (I). A disposizione: Jaro, Fede, Geli, Christian Diaz. Allenatore: Antic.

LAZIO: Marchegiani, Grandoni, Chamot, Negro, Favalli, Fuser, Venturin, Jugovic, Nedved, Boksic (66' Casiraghi) Mancini, (78' Gottardi) A disposizione: Ballotta, G.Lopez, Almeyda, Marcolin, Rambaudi. Allenatore: Eriksson

Arbitro: Sig. Durkin (Inghilterra).

Marcatori: 33' Jugovic.

Note: ammoniti Jugovic, Caminero, Grandoni, Andrei, Santi e Favalli per gioco falloso; assenti per infortuni Okon e Pancaro, per squalifica Nesta e Kiko.

Spettatori: 55.000 circa.


Il biglietto della gara
Tifosi biancocelesti in trasferta
Diego Fuser tenta un pallonetto sul portiere spagnolo
Lo sconforto del capitano biancoceleste per l'occasionissima sfumata
Vladimir Jugovic scocca un potente tiro da fuori area...
... che si insacca alla destra del portiere dell'Atletico per il vantaggio biancoceleste
Un altro fotogramma del tiro vincente del centrocampista biancoceleste
L'abbraccio dei compagni
Vladimir Jugovic, autore del gol-partita
Diego Fuser
Luca Marchegiani in un intervento aereo
Pavel Nedved

Al Vicente Calderón, esaurito in ogni ordine di posto, una Lazio ordinata e tatticamente impeccabile doma la furia dell’Atletico Madrid che affidava a questa partita tutte le speranze della sua stagione agonistica. L’Atletico parte subito forte con Aguilera e Pantic, ma la Lazio c’è ed al 12’ risponde con uno splendido contropiede di Nedved finalizzato da Fuser che manca di poco il gol. La tattica della Lazio è chiara: attendere le sfuriate dell’Atletico per ripartire con rapidi contrattacchi. Vieri (I) è l’uomo più pericoloso dei madrileni e sfiora la marcatura sia di testa al 25’ che di piede alla mezz’ora, ma è la Lazio a colpire duramente e lo fa con una splendida azione: Boksic smarca Jugovic con un delizioso colpo di tacco, “Mezzasquadra” si infila nelle maglie della difesa avversaria e da venti metri fulmina il portere nell’angolo basso sulla sua destra, 1-0. L’Atletico non ci sta e la sua reazione è immediata con i tiri di Vizcaino e Lardin, quest’ultimo poi passa la sfera a Vieri (I) che esplode un tiro potente abilmente parato da Marchegiani. La ripresa inizia con due belle parate di Marchegiani su tiri di Vieri (I) ed una miracolosa respita del portiere laziale sul difensore Santi. La risposta della Lazio è affidata a Fuser che al 67’ si vede respingere da Molina un forte tiro. L’Atletico intensifica i suoi assalti alla disperata ricerca del pareggio e Pantic sfiora la porta con una pregevole punizione. Nedved prima e Casiraghi poi impegnano il portiere spagnolo rispondendo in contropiede agli ultimi attacchi di Paunovic e Jose Mari. Il risultato non cambia, la Lazio espugna Madrid.


Il Corriere della Sera titola: "Ventiquattresimo risultato utile dei biancocelesti che non soffrono la bolgia del "Calderon" e affondano i padroni di casa in contropiede. Lazio, marcia trionfale senza confini. Blitz in Spagna: con un gol di Jugovic espugna il campo dell'Atletico Madrid e prenota la finale. Le assenze in difesa di Nesta e Pancaro non hanno pesato sulla squadra che ha mostrato grande autorevolezza".

L'articolo così prosegue: Blitz spettacolare, firmato Jugovic. La marcia inarrestabile della Lazio prosegue, con diverse e sempre azzeccate procedure di conquista. Qua è il contropiede erikssoniano ad annichilire l'Atletico, anche se lo stadio Calderon, una bolgia assordante, non sembra a prima vista il luogo ideale per il raggiungimento del ventiquattresimo risultato utile. Assenti Nesta, causa squalifica e l'acciaccato Pancaro rimpiazzato da Grandoni, i biancocelesti partono autorevoli, quasi escludessero di scivolare sul picco più alto della loro storia europea, riproducendo le potenzialità della vittoria spettacolare in Friuli, sabato scorso. Bloccati gli esterni Favalli e Grandoni, Eriksson destina pure Fuser e Nedved alle chiusure laterali, manifestando una prudenza tattica nemmeno gradita dall'Atletico Madrid, che fionda solo Caminero ad aiutare Vieri contro l'accoppiata Negro-Chamot, mentre Bejbl e Pantic s'alternano nelle accelerazioni lungo la corsia destra. Servono nervi saldi e reparti collegati per avviare da vera Lazio questa semifinale Uefa, come almeno dimostrano nell'interno campo tanto Jugovic (purtroppo subito ammonito, salterà il ritorno) quanto Venturin, furibondi in pressing sui dirimpettai Vizcaino e Lardin, ritenuti i motori ingolfati del deludente marzo dei "materassai" del presidente Gil. Meritare Parigi resta la loro ultima possibilità stagionale. I laziali rinunciano invece al prevalente possesso palla, anzi si lasciano attaccare, ribaltando d'improvvviso il gioco sull'asse Nedved-Fuser.

E' la prima ghiotta occasione che preannuncia la pericolosità d'esecuzione dei biancocelesti, pure se Fuser, tutto solo, sbaglia la sintesi ravvicinata a palombella. La Lazio si prende alcune pause, salvo leggere attentamente la partita quando riconquista palla e spalanca il contropiede Mancini-Boksic, variato dagli inserimenti di altri assaltatori. Non c'è tutta un'aneddotica sulle amnesie stagionali del quartetto arretrato dell'Atletico, che costringe spesso il portiere Molina a rischiare brutte figure, avventurandosi fuori porta? Niente paura allora se Grandoni soffre il passo di Lardin (provvede Marchegiani) e se Vieri esala l'unica occasione spagnola fino all'intervallo, sempre disinnescato dal portiere. Il superiore spessore tecnico dei laziali affiora ancora nella triangolazione di rimessa Mancini-Boksic-Nedved, finalizzata fuori. Questi avvertimenti non suggeriscono all'Atletico di frenare gli slanci e di correggere schemi improduttivi (un bizzarro 4-4-1-1). Su proposta di Favalli, l'incontenibile Boksic delega Jugovic al destro imparabile, un bolide rasoterra da venti metri che si pianta fragoroso nell'angolo. I laziali accumulano consensi, lottano ovunque grintosi imprimendo insopportabile velocità alle loro intese assatanate; e ne deriva un potenziale esplosivo che si sottrae via via perfino agli scontri fisici d'una improbabile corrida, verificanddo spesso in profondità quanto poco valgano sotto pressione Aguilera, Santi, Andrei e Prodan. L'Atletico appare stordito, quasi frantumato nel diabolico ingranaggio e giusto Vieri sprizza rabbia agonistica evadendo un paio di volte dalla tenaglia Negro-Chamot, che l'incapsula.

A corto di rifornimenti, l'esule Christian carica appena altre due volte il sinistro in area senza preoccupare l'ottimo Marchegiani. Poi la Lazio cala nel prosieguo, rischiando d'essere raggiunta su due corner deviati in mischia dalla testa svettante di Andrei: la prima incornata non centra di poco il bersaglio; su quella successiva Marchegiani si supera. Impacci saltuari, i biancocelesti gestiscono il vantaggio con una diga centrocampistica imperforabile, mantenendo l'Atletico sotto la minaccia dei capovolgimenti. Così Fuser, innescato da Venturin, sciupa in corsa l'ennesima opportunità di rimpolpare il bottino. Tuttavia, squalificati nel retour-match del 14 aprile anche Andrei e Caminero, lo 0-1 pare proiettare questa magnifica Lazio verso la finale di Parigi.


La Repubblica titola: "Segna Jugovic, Atletico ko è Lazio formato Europa".

L'articolo così prosegue: Nuova dimostrazione di maturità della Lazio che allunga il suo record a 24 partite di imbattibilità e si guadagna un pezzo della finale Uefa di Parigi, venendo a vincere con grande personalità contro un Atletico che ha avuto poco più di un combattivo Vieri. A tratti è sembrato che la squadra di Eriksson potesse anche fare di più, ma il risultato è ugualmente un diamante prezioso. Non è stata una Lazio perfetta come quella di Udine e ha anche sofferto a centrocampo: ma anche con una difesa improvvisata non ha concesso più dell'inevitabile. Straordinari in copertura Negro e Marchegiani, così come a centrocampo Venturin e Jugovic. Soddisfatto Eriksson a fine gara: "Ci hanno messo in difficoltà, ma avremmo anche potuto segnare il secondo gol. La Lazio è una formazione tranquilla, che non entra mai nel panico. Adesso sì che possiamo pensare alla Juventus". L'Atletico ha mostrato i limiti di una squadra che sta penando nel campionato spagnolo: non è mai realmente andata vicino al pareggio, è stata la Lazio a rischiare di andare vicino al raddoppio. Jugovic, ammonito, sarà squalificato. Mancini è uscito nella ripresa per una botta, ma domenica con la Juventus dovrebbe esserci. Eriksson sceglie Chamot come sostituto di Nesta e manda Grandoni a terzino destro: in attacco preferisce ancora Boksic a Casiraghi. La marea biancorossa dei sessantamila ha suoni possenti, ma c'è una fetta di millecinquecento tifosi laziali in una curva. Vieri e Jugovic da ex juventini si salutano.

Antic, tecnico dell'Atletico, ha messo Andrei in marcatura su Boksic. Sulla sinistra laziale c'è il duello tutto ceco tra Bejbl e Nedved che si fronteggiano. Il primo tiro è di Chamot al 2', colpo di testa su angolo di Fuser. L'iniziativa è dell'Atletico, ha un uomo in più a centrocampo e in avanti Vieri aspetta dalle parti di Negro una palla giocabile. Ma la prima occasione vera è ancora della Lazio: è il 12', si parte da un angolo battuto davanti a Marchegiani e con tre passaggi c'è il contropiede verso Molina. L'assist è di Nedved per Fuser, che ha la metà campo libera, spostato sulla sinistra: dopo trenta metri di corsa tenta il pallonetto che va fuori di poco. Un attimo dopo la prima azione di Vieri: punta l'area e appena dentro cade, avendo a fianco Chamot. L'arbitro di scuola inglese dice di continuare. L'Atletico ora preme, al 20' c'è un pericoloso tiro-cross di Caminero, poi è tempo di mischie furibonde davanti a Marchegiani, la Lazio soffre gli aggiramenti sulle fasce. Ancora un angolo al 25', svetta Vieri, in spaccata a Caminero non riesce la deviazione decisiva. Ma la Lazio ha sussulti improvvisi, e quando riesce a partire ha altre chance chiarissime: al 26' Boksic scassa la difesa madridista e appoggia a Nedved ma il ceco inciampa e manda fuori. Viene ammonito Caminero per un fallaccio su Nedved: sarà squalificato e salterà | il ritorno. E al 33' la Lazio va in vantaggio, con un'azione fulminante, contropiede purissimo e smagliante: dalla difesa una palla a Boksic a centrocampo, tacco per Jugovic che entra nella difesa dell'Atletico aperta come un melone spaccato. Avanza dieci metri e dal limite batte un rasoterra che si infila nell'angolo alla destra di Molina. Il boato dello stadio si spegne, la risposta dell'Atletico è solo al 39', un passaggio filtrante di Lardin per Vieri che arriva al tiro, ma la risposta di Marchegiani è sicura.

La ripresa si apre con due azioni di Vieri: al 4' e al 5' conclude con due tiri che Marchegiani controlla a terra e respinge di pugno. L'Atletico ha troppe comodità a centrocampo e l'urlo del Vicente Calderon riprende corpo. Prima c'è una deviazione di testa di Santi, che va fuori, poi ci vuole ancora una prodezza di Marchegiani per deviare un colpo di testa dello stesso Santi. Ma a metà tempo è ancora la Lazio a riprendere in mano la partita e ha di nuovo un'occasione pulita: assist di Venturin per Fuser, che da molto angolato, ma molto vicino a Molina, spara addosso al portiere. Eriksson decide di mandare in campo Casiraghi, l'Atletico preme, ma è pericoloso solo su calci piazzati: al 27' una punizione di Pantic è davvero troppo vicina al palo.


Tratte dal Corriere della Sera, alcune dichiarazioni post-gara:

Ormai le riesce tutto. La Lazio non conosce fermate, ha una forza tecnica e interiore che spaventa persino in Europa. Ventiquattro risultati utili consecutivi in 4 mesi: 18 vittorie e 6 pareggi. Sven Goran Eriksson, tecnico biancoceleste, non è mai stato tanto felice. "Dite che siamo tra i migliori anche in campo internazionale? Magari fosse così. Per quanto mi riguarda, posso dire che la Lazio oggi è una squadra molto matura, che commette pochissimi errori, cosciente del suo valore. Anche contro l'Atletico abbiamo controllato la situazione grazie a una prestazione difensiva eccellente. E poi nel finale potevamo anche raddoppiare. Tra le due squadre, senza dubbio la mia ha creato le occasioni più limpide. Il risultato, comunque, va benissimo. E adesso prepariamoci ad affrontare la Juventus. Un impegno, va da sé, atteso da una vita".





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