Mercoledì 8 agosto 2001 - Copenaghen, stadio Parken - FC København-Lazio 2-1


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8 agosto 2001 - 2955 - Champions League - Terzo turno preliminare - gara d'andata

KOBENHAVN: Kihlstedt, Rytter, Laursen, Madsen, Jensen, Lønstrup, Poulsen, Røll, Thorninger, Zuma, Fernandez. A disposizione: Pedersen, Tur, Svensson, Vencevicius, Bisgaard, Dakinah, Fredgaard. Allenatore: Karlsson.

LAZIO: Peruzzi, Negro, Nesta, Mihajlovic, Pancaro, Poborsky, D.Baggio, Simeone, Fiore, Crespo, C.Lopez. A disposizione: Marchegiani, Colonnese, Favalli, Giannichedda, Mendieta, S.Inzaghi, Salas. Allenatore: Zoff.

Arbitro: Sig. Levnikov (Russia).

Marcatori: 56' Crespo, 73' Laursen (rig), 84' Fernandez.

Note:

Spettatori: 37.516 paganti.


Dovrà fare uno sforzo in più, ma non crede affatto che l'Europa sia più lontana dopo Copenaghen. Dino Zoff, piuttosto, deve arginare sé stesso ed evitare di fare esplodere la rabbia per una vittoria buttata via in quel modo e in quindici minuti. Buttata via per certe imperdonabili leggerezze, per delle distrazioni che non dovrebbero ormai appartenere a professionisti di altissimo livello. Buttata via, forse, anche a causa dell'arbitro. Parso eccessivamente fiscale nell'episodio che ha determinato il rigore in favore dei danesi (trattenuta di Pancaro ai danni di Lonstrup, pareggio realizzato da Laursen). Di sicuro, Zoff è imbufalito per tutto questo. Si trattiene, è presumibile, solo per non alimentare la tensione e i mugugni intorno alla Lazio. E tuttavia non esita a parlare di sciocchezze in occasione delle due reti del Copenaghen. Senza mai fare nomi, naturalmente. "Abbiamo tenuto in pugno la partita, non abbiamo mai rischiato nulla. Eppure, per qualche sciocchezza, siamo riusciti a rovinarci la vita e a mandare all'aria una vittoria che a quel punto sembrava cosa fatta. Un peccato, davvero. Ma niente è perduto, ci mancherebbe. Il confronto, anzi, è sempre aperto. Tra due martedì ci giocheremo tutto all'Olimpico, l'importante sarà non ripetere le stupidaggini commesse a Copenaghen".

Zoff non si capacita della trattenuta di Pancaro (a tutti, peraltro, era sembrato Mihajlovic l'autore del fallo, prima che Pancaro confessasse negli spogliatoi il misfatto) e dell'uscita a vuoto di Peruzzi. Non si rammarica per non avere operato cambi: "A quel punto i toni della partita si erano smorzati. I danesi, subìto il gol di Crespo, erano storditi e faticavano a riprendersi psicologicamente. Non c'era bisogno di stravolgere l'assetto della squadra". Né, tantomeno, si pente per avere tolto Mendieta, in chiaro ritardo di condizione rispetto agli altri, dalla formazione iniziale. "Mendieta ha solo una decina di giorni di lavoro nelle gambe. Non mi sembrava proprio il caso di rischiarlo in un appuntamento delicato come questo. Immaginavamo, e infatti il campo ci ha dato ragione, che il Copenaghen la buttasse sull'agonismo per metterci in difficoltà. E in quel contesto lo spagnolo avrebbe sofferto troppo". Domenica ad Atene, contro i greci dell'Olympiacos, Zoff continuerà a provare la squadra in vista del ritorno del 21 agosto: nonostante tutto, si proseguirà con la difesa a tre. Aspettando ancora un rinforzo e, soprattutto, un miglioramento complessivo della condizione atletica.