Sabato 3 novembre 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 0-1


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3 novembre 2007 - 3.252 - Campionato di Serie A 2007/08 - XI giornata - inizio ore 18.00

LAZIO: Ballotta, Scaloni, Stendardo, Cribari, Zauri, Firmani (69' Mudingayi), Ledesma, Manfredini (46' Meghni), Mutarelli, Makinwa (72' Tare), Rocchi. A disposizione: Muslera, De Silvestri, Vignaroli, Baronio. Allenatore: D.Rossi.

FIORENTINA: Frey, Potenza, Gamberini (20' Dainelli), Kroldrup, Pasqual, Liverani, Donadel, Montolivo, Kuzmanovic (53' Pazienza), Pazzini, Osvaldo (68' Mutu). A disposizione: Lupatelli, Jorgensen, Semioli, Vieri. Allenatore: Prandelli.

Arbitro: Sig. Dondarini (Finale Emilia) - Assistenti Sigg. Calcagno e Griselli - Quarto uomo Sig. Pantana.

Marcatori: 19' Pazzini.

Note: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni. Espulso al 94' Mutarelli per somma di ammonizioni, la seconda per proteste. Ammoniti: 23' Pazzini, 34' Pasqual, 69' Mutu, tutti per comportamento non regolamentare; 66' Mutarelli, 93' Mudingayi, entrambi per comportamento scorretto. Angoli: 6-2. Falli commessi: 22-25. Tiri in porta 1-3. Tiri fuori 4-0. Fuorigioco 6-2. Una traversa colpita dalla Fiorentina. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 4.374 per un incasso di euro 89.448,00, abbonati 14.791 per una quota di euro 187927,13.


Pazzini segna indisturbato
La rete-vittoria di Pazzini
Un altro fotogramma della rete viola
Marco Ballotta sconsolato
La traversa di Pazzini
Cristian Ledesma e Gaby Mudingayi
Massimo Mutarelli dopo un tentativo a rete
Emilson Cribari
Stephen Makinwa in azione

Seconda per una notte. La Fiorentina espugna l'Olimpico laziale con il terzo gol in campionato di Pazzini, un gentile regalo della premiata ditta Ballotta & Cribari, scavalca la Roma e si sistema a un punto dall'Inter. Prandelli comincia bene la settimana più difficile, quella che passa per la partita con l'Elfsborg, decisiva per la qualificazione Uefa e si conclude con la sfida d'alta quota contro l'Udinese. La Fiorentina non è quella scintillante di Villarreal o quella autorevole che aveva cancellato il Siena. Casomai assomiglia a quella pratica e cinica che si era sbarazzata del Napoli appena tre giorni prima. Ma la seconda vittoria consecutiva in campionato vale moltissimo perché la Viola è stanca, a volte si allunga, non riesce a giocare con la solita intensità. Prandelli rinuncia a Mutu per quasi 70 minuti e inaugura un nuovo modulo con tre centrocampisti centrali e un guastatore (Kuzmanovic) dietro le punte. Pazzini sfrutta alla perfezione l'errore di Ballotta, dopo un passaggio indietro suicida di Cribari e accende una partita modesta. I laziali della curva Nord si scatenano contro Lotito, mentre la squadra biancoceleste - che in mattinata aveva perso anche Pandev per una contrattura muscolare - non riesce a reagire.

La Fiorentina non è lesta nelle ripartenze, però è attenta e sa soffrire. La Lazio, alla quarta sconfitta consecutiva compresa la Champions, la quinta nelle ultime sei partite, è l'ombra di quella che l'anno scorso aveva agguantato il terzo posto. È lenta e prevedibile, è stanca e preoccupata. Martedì contro il Werder si giocherà gli ottavi della coppa, ma se oggi Siena, Empoli e Cagliari cogliessero il risultato pieno, si troverebbe in B. La situazione è grave, ma Rossi - applaudito dai tifosi - troverà il modo di uscirne. La gente è vicina alla squadra e approfitta della crisi per prendersela con Lotito. Se la prende anche con il romeno Mutu, insultato quando - pochi minuti dopo essere entrato - si accapiglia con Ledesma e riceve un giallo per aver trattenuto il pallone. Mutu sarà squalificato contro l'Udinese, ma anche la Nord rischia di finire nel mirino del Giudice sportivo. Per la Lazio è un momento nero: potrebbe non avere Pandev martedì contro il Werder e perderà sia Mudingayi sia Mutarelli (il primo ammonito e il secondo espulso all'ultimo secondo) contro l'Inter domenica a San Siro.

Con la Fiorentina fa poco per meritarsi il pari: un paio di mischie e un diagonale di Mutarelli sul quale Frey compie un miracolo. Un intervento che vale la rete di Pazzini. Vieri resta in panchina, Mutu rileva il vivace Osvaldo, promosso titolare per la seconda volta. I viola possono chiudere il conto nel secondo tempo con lo stesso Pazzini, che colpisce la traversa dopo un suggerimento in profondità di Donadel e con Pazienza che però, sul più bello, perde l'attimo buono. Gli errori però non pesano e Prandelli è già sull'appuntamento di coppa. È solo Uefa, ma per Firenze vale la Champions League. E contro l'Elfsborg non si può sbagliare anche se gli infortuni si moltiplicano e le energie cominciano a latitare.


La Gazzetta dello Sport titola: "Ballotta regala il gol a Pazzini. Viola secondi e Lazio in crisi".

Continua la "rosea": Un gollonzo. Tanto basta alla Fiorentina per insediarsi, almeno per una notte, al secondo posto in classifica allungando una imbattibilità che dura dall'inizio della stagione, 14 partite tra campionato e coppa Uefa. A trasformare in una preziosa vittoria un mediocre pareggio che a guardare i reciproci tatticismi sembrava scritto, ha pensato la Lazio collezionista di sciaguratezze. Insuperabile quella con cui Ballotta ha consegnato a Pazzini la palla del match per evitare un calcio d'angolo. Fiorentina opportunista, capace di raccogliere più di quanto, almeno in questa circostanza, abbia seminato. Lazio in caduta libera, col Werder Brema alle porte, la contestazione che incalza Lotito (ammalato e per la prima volta assente all'Olimpico) e poi, domenica prossima, l'Inter a San Siro. Da affrontare senza gli squalificati Mudingayi e Mutarelli (espulso a tempo scaduto). La Lazio ha tirato in porta una sola volta, a una manciata di minuti dal termine. Un bel diagonale di Mutarelli. Lì, si è fatto trovare puntuale Frey: una parata che vale la partita. Proprio il contrario del 43enne Ballotta, titolare di un club che perso Peruzzi si è poi incartato tra portieri senza passaporto italiano (Carrizo) o ragazzini imberbi (Muslera). Ballotta di parate vere non ne ha dovuta compiere una.

Pazzini una volta gli ha tirato tra le braccia e l'altra ha colto la traversa. Il gol non è stato un tiro, perché l'incomprensione Cribari-Ballotta su un cross senza pretese di Pasqual (calciato col pallone a danzare sulla linea del fallo laterale, dentro o fuori chissà), doveva tutt'al più provocare un corner. Ma Ballotta si è messo in testa di evitarlo e Pazzini, che aveva seguito l'azione, ha fatto il resto. Senza quest'episodio che dopo 20' ha segnato il match, Lazio e Fiorentina avrebbero chiuso sullo 0-0. Delio Rossi e Prandelli, piazzando come trequartisti dei reciproci 4-3-1-2 Mutarelli e Kusmanovic ce lo avevano in testa. Due messi lì per marcare Montolivo e Ledesma, mica per fare i rifinitori. Una contrattura di Pandev, in forse anche per la Champions, ha allungato la lista degli indisponibili: senza Mauri, Behrami, Siviglia e il genietto macedone è una Lazio priva di sostanza e qualità. E non basta quella di Ledesma, riconfermatosi su buoni livelli dopo il rientro nel derby. Rossi le ha provate tutte: Firmani titolare, Makinwa all'esordio a tempo pieno in casa, e poi la solita staffetta Manfredini-Meghni. Non ne è uscito fuori niente di buono e quando Makinwa, da ala destra, ha finalmente cominciato a mettere dentro un paio di palloni interessanti, il tecnico lo ha tolto, scommettendo su Tare. E perdendo.

La B è vicina. Basta saperlo. Capitolo Fiorentina. Il parco attaccanti è di lusso, ma il suo segreto è la difesa, seconda del campionato, 7 reti subite contro le 6 dell'Inter, e stasera a Firenze tutti si augurano possa diventare la prima. L'infortunio in avvio di Gamberini non solo non ha provocato danni (Dainelli lo ha rimpiazzato benissimo) ma ha pure portato bene, visto che proprio nei momenti dell'inferiorità numerica la Fiorentina ha segnato. Prandelli ha lasciato in panchina Mutu e Semioli a far compagnia a Vieri. Conservativo, ha fatto entrare Pazienza quando anche Kusmanovic s'è messo a zoppicare e poi ha deciso per la staffetta tra Osvaldo (benino) e Mutu (fischiato e oltraggiato, in quanto romeno, dalla curva laziale che ora rischia le porte chiuse). Si era a metà del secondo tempo e esaurire così presto i cambi è sembrato un rischio inutile. L'unico della serata. Anche una traversa per la Fiorentina e almeno una notte a un punto dall'Inter.