Sabato 8 settembre 2001 - Perugia, stadio Renato Curi - Perugia-Lazio 0-0


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8 settembre 2001 - 2958 - Campionato di Serie A 2001/02 - II giornata

PERUGIA: Mazzantini, Sogliano, Dellas, Di Loreto, Zé Maria, Tedesco (75' Blasi), Gatti (87' Fusani), Baiocco (82' Cordova), Milanese, Vryzas, Ahn. A disposizione: Tardioli, Dasoul, Bucchi, Soncin. Allenatore: Cosmi.

LAZIO: Peruzzi, Stam, Nesta, Fernando Couto, Pancaro (53' Poborsky), Mendieta (75' Stankovic), Giannichedda, Fiore, Favalli, S.Inzaghi, Kovacevic (80' Berrettoni). A disposizione: Marchegiani, Colonnese, Cesar, D.Baggio. Allenatore: Zoff.

Arbitro: Sig. Paparesta (Bari).

Note: ammonito Milanese. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t. Esordio in serie A per Jaap Stam classe 1972 ed Emanuele Berrettoni classe 1981.

Spettatori: 15.000 circa.

Il biglietto della gara
Il tifo laziale
Dejan Stankovic
Un tiro da fuori area di Dejan Stankovic
Un'azione della gara

Disabituato alla trasferta in tribuna, il presidente Sergio Cragnotti si è trovato con la Lazio sullo stomaco al termine di una partita, a Perugia, dove molti sono i motivi per essere insoddisfatti. Numerico: il secondo pareggio consecutivo. Pratico: gioco sotto i limiti della decenza. Estetico: i peggiori in campo sono stati i nuovi acquisti Gaizka Mendieta e Darko Kovacevic. Strategico: mezza Roma soffia già sul fuoco, elencando casello dopo casello l'avvicinarsi autostradale di Alberto Zaccheroni. Cragnotti ha scelto, giustamente, parole neutre: "La squadra è in rodaggio e Perugia è un campo difficile. Kovacevic ha pagato l'emozione della prima partita con la maglia della Lazio e Mendieta deve ancora inserirsi. In ogni caso, è un buon punto. Il mercato? No, quello è chiuso". A Zoff aveva già ricordato in settimana che questo gruppo è stato costruito per vincere. Martedì, a Istanbul, contro il Galatasaray, siamo già vicini all'esame. Un'esagerazione, certo, ma ormai il calcio italiano vive costantemente oltre il limite e, perciò, niente è più impossibile. La fortuna di Zoff è che, in Champions League, potrà recuperare Hernan Crespo, Claudio Lopez e Diego Simeone, ieri tenuti giustamente a riposo dopo la partita in nazionale contro il Brasile e il viaggio transoceanico: i giocatori stanchi sono sempre a rischio di infortunio. La sua sfortuna è che non c'è e non ci sarà più Juan Sebastian Veron. Senza di lui molto del talento puro di questa squadra è evaporato. Zoff ha scelto e pagato una tattica fin troppo prudente per metabolizzare il debutto di Stam e la grazia a Couto, accanto al sempre fantastico Nesta. È partito con Pancaro e Favalli esterni di centrocampo, perciò con 5 difensori di professione più un incontrista come Giannichedda. Logico che non abbia avuto una squadra spumeggiante, ancorata al vagare a vuoto di Mendieta e alle tragicomiche peripezie di Kovacevic, che al 20' ha passeggiato sul pallone sprecando un contropiede tre contro tre e al 76' si è ripetuto, solo in area, nella più chiara delle occasioni da gol.

Poco. Troppo poco. Con l'aggravante di una paratona di Peruzzi (una sola, ma decisiva) su colpo di testa di Tedesco e di 53 minuti di attesa per vedere una mossa tattica: in campo Poborsky al posto di Pancaro. Il ceco ha giocato anche lui molto male, ma il baricentro della Lazio è almeno salito di una decina metri. Il Perugia ha offerto corsa e gioventù. Cosmi doveva fare a meno di Fabio Liverani e, anche se alla Lazio mancavano tre campioni, non è cronaca partigiana far notare che: 1) Liverani è l'unico nazionale del Perugia; 2) il gioco passa quasi tutto da lui; 3) la rosa degli umbri è smilza. Cosmi ha surrogato il suo regista con il giovane Fabio Gatti, quello del 44 da Zecchino d'oro. Gatti, 19 anni, è una controfigura del barcellonista Xavi: piccolo, aggressivo, metronomo del centrocampo. Manca di molta esperienza, ma promette bene. È stato, con il difensore greco Traianos Dellas, 25 anni, ex Aek Atene, il migliore dei Grifoni. Dellas, libero vecchio stile, elegante e un po' lento, è stato il simbolo della gara: la Lazio non lo ha mai attaccato in velocità e lui ha fatto la figura del Beckenbauer. Uno e uno solo è stato il laziale capace di dare il cambio di passo alla squadra. Purtroppo per Zoff è stato Dejan Stankovic, mandato in campo a un quarto d'ora dalla fine al posto del simulacro di Mendieta. Stankovic ha saltato l'uomo sulla fascia, crossato, fatto a sportellate a centrocampo, persino sfiorato il gol nel recupero con un destro di poco fuori. Sarebbe stato un mezzo furto, ma lui l'avrebbe meritato per la personalità mostrata in 15 minuti. Alla Lazio resta un pareggio che non può soddisfare. Questa è la panchina del Perugia: Tardioli, Cordova, Blasi, Fusani, Soncin, Bucchi e Dasoul. Se fosse sulla Settimana Enigmistica sarebbe "Strano ma vero". Eppure, da questo gruppo, Serse Cosmi ha spremuto il massimo, tanto che alla fine è stato proprio il tecnico di Ponte San Giovanni a esibirsi in una danza di furore quando Vryzas, un cammellone alla Delvecchio che fin lì aveva fatto in pieno il suo dovere, ha sprecato nel recupero un contropiede tre contro due. Ma anche questo sarebbe stato troppo.

Fonte: Corriere della Sera