Venerdì 8 agosto 2014 - Lubecca, Stadion an der Löhmuhle - Amburgo-Lazio 0-2


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8 agosto 2014 - Sparda Bank Cup - inizio ore 18.45

AMBURGO: Adler, Diekmeier (46' Westermann), Djourou, Kacar, Jansen, Behrami (70' Skjelbred), Arslan (46' Badely), Stieber (62' Demirbay), Van der Vaart (62' Zoua), Ilicevic, Rudnevs. A disposizione: Drobny, Steinmann, Jung. Allenatore: Slomka.

LAZIO: Berisha, Konko (46' Cavanda), Novaretti (77' Ciani), Cana, Radu, Cataldi (66' A. Gonzalez), Ledesma, Mauri (66' Parolo), Felipe Anderson (66' Candreva), Djordjevic (46' Tounkara), Keita (66' Lulic). A disposizione: Marchetti, Strakosha, de Vrij, Basta, Minala. Allenatore: Pioli.

Arbitro: Sig. Ittrich.

Marcatori: 5' Djordjevic, 83' Tounkara.

Note: ammonito Ledesma.

Spettatori: 18.000.


Lo stadio an der Löhmuhle di Lubecca
Miroslav Klose e Lucas Biglia: ritorno in biancoceleste per i due calciatori dopo la finale mondiale
Foto LaPresse
Miroslav Klose
Foto Ansa
Una fase di gioco
Un momento della gara
Djordjevic festeggiato dopo la marcatura
Un'azione di gioco
Michael Ciani in azione di contrasto
Cristian Ledesma
Luis Pedro Cavanda e Marco Parolo
Cristian Ledesma, Diego Novaretti ed Alvaro Gonzalez
Stefano Mauri contrasta Valon Behrami
Esultanza biancoceleste
Luis Pedro Cavanda
Un'azione di gioco
Senad Lulic
Un momento della gara
Filip Djordjevic festeggiato dopo la marcatura
Foto Ansa
Una fase di gioco
Foto Ansa
Felipe Anderson
Foto LaPresse
Il mister biancoceleste Stefano Pioli
Foto LaPresse
Filip Djordjevic al tiro
Foto LaPresse
Capitan Stefano Mauri con il trofeo vinto

La Gazzetta dello Sport titola: "Ovazione Klose. Ma la Lazio balla con Djordjevic".

Continua la "rosea": C'è chi è protagonista senza neppure giocare e chi invece si prende la ribalta sgomitando in campo. Il risultato è che il test di Lubecca con l'Amburgo si trasforma per la Lazio nel Festival dei suoi attaccanti. Miro Klose si prende il proscenio prima della partita, quando il pubblico di casa, in maniera molto poco tedesca, quasi lo assale per mostrargli tutto il suo affetto (c'è da capirli, un Mondiale non si vince tutti i giorni). Poi, però, in campo la copertina va agli altri due attaccanti centrali della squadra di Pioli: il serbo Djordjevic che apre le marcature con un bolide di sinistro sotto la traversa (assist di Mauri su punizione) e il baby spagnolo Tounkara che le chiude con un tap-in vincente (percussione di Radu, rifinita da Lulic). Per entrambi è il settimo gol personale di questo precampionato, sia l'uno sia l'altro hanno segnato in ciascuna amichevole disputata. Mentre Re Miro si godeva le meritate vacanze dopo il trionfo del Maracanà, quei due si sono dati un gran daffare per non farlo rimpiangere. Riuscendoci in pieno. Anche a Lubecca, con i gol e con le rispettive prestazioni (il serbo gioca il primo tempo, lo spagnolo il secondo), confermano che quest'anno la Lazio non dovrebbe proprio soffrire di Klose-dipendenza.

Bene gli attaccanti, ma bene tutta la Lazio. Pioli continua a conservare l'imbattibilità in questo precampionato. Dopo il pareggio di Lisbona con lo Sporting (il k.o. è poi arrivato ai rigori) ecco arrivare un rotondo e meritato 2-0 nel primo dei due test tedeschi (il secondo è in programma domani ad Hannover). Contro l'Amburgo, specie nel primo tempo, la squadra romana mette in mostra un calcio pulito e convincente, comandando per lunghi tratti il gioco. Oltre alla rete di Djordjevic, i biancocelesti si rendono pericolosi anche con Radu (palo), Keita e Cataldi. Bravi gli attaccanti, ma a funzionare è soprattutto il centrocampo, grazie all'usato sicuro di Mauri e Ledesma e al dinamismo del giovane Cataldi. Poi nella ripresa la squadra comprensibilmente cala, concedendo però all'Amburgo solo un paio di occasioni. Nella mezzora finale Pioli mette in campo anche i quattro reduci dai Mondiali rientrati da una decina di giorni. Per Candreva, Lulic, Parolo e Gonzalez è il debutto stagionale. Si disimpegnano bene, anche se ovviamente devono ancora crescere parecchio. Potranno farlo con calma perché chi ha giocato finora ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente. Stesso discorso per Klose che per adesso pensa unicamente ai bagni di folla. Dopo quello di ieri a Lubecca, domani ad Hannover ci sarà il bis.


Il Corriere dello Sport titola: "La Lazio fa la festa ai tedeschi. Djordjevic dopo cinque minuti, poi Tounkara nel finale Pioli raccoglie i frutti del lavoro: l'Amburgo al tappeto".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Nel giorno della festa per Klose, campione del mondo, sul mar Baltico la Lazio ha vinto con due gol, uno per tempo, di Djordjevic e Tounkara, le sue alternative. Il centravanti serbo ha confermato di possedere il talento e la cattiveria sotto porta per entrare subito in concorrenza con Miro e insidiarlo. E l'altro talento cresciuto nella cantera del Barcellona, che Tare immagina in prospettiva più forte di Keita, viaggia veloce verso l'esordio in serie A. Dopo Lisbona, ha lasciato il segno anche a Lubecca, secondo gol consecutivo in un'amichevole internazionale, reggendo il confronto a sportellate con Djorou, nazionale svizzero, uno dei difensori migliori in Brasile. L'Amburgo forse non vale lo Sporting (qualificato alla Champions senza passare dai preliminari), ma è stata la squadra di Pioli a dimostrare progressi sensibili dal punto di vista fisico e tattico. Una condizione atletica superiore dopo la settimana di lavoro nel ritiro tedesco di Marienfeld, un'attenzione maggiore nella fase difensiva. La Lazio ha attaccato bene e ha rischiato meno: calcio propositivo accompagnato da rapidità e aggressività nel recupero palla. Per novanta minuti, godendo di cambi di altissima qualità, la squadra biancoceleste ha mantenuto attenzione e concentrazione, sbagliando molto poco. Quando l'Amburgo ha messo le seconde linee, sono usciti Behrami e Van der Vaart e sono entrate delle comparse. Pioli, invece, ha inserito Candreva, Lulic, Parolo e Gonzalez, appena rientrati dalle vacanze post-Mondiali e al debutto stagionale. Rosa ricchissima e da completare con l'innesto di un altro difensore centrale da mettere accanto all'olandese de Vrij, che esordirà domani con l'Hannover.

Rispetto a Lisbona, il centrocampo ha sofferto molto meno e ha preso dall'inizio a governare il gioco. Più lucido Ledesma, dinamico e pieno di qualità Cataldi, portato all'inserimento Mauri. A destra gli strappi di Felipe Anderson per dare profondità alla manovra. Ma era soprattutto migliorata l'interpretazione della fase difensiva, a partire dagli attaccanti, quasi mai saltati, disposti nel modo giusto per contrastare l'avvio dell'azione tedesca e con gli altri a rimorchio, pronti ad accorciare le distanze, a tamponare l'avversario più vicino. Sono bastati sei minuti per portare in vantaggio la Lazio, che dal primo giorno di ritiro ad Auronzo si esercita con costanza sulle palle inattive. Sul calcio di punizione da sinistra di Mauri, la difesa dell'Amburgo ha bucato e ha lasciato sfilare il pallone. Djordjevic è stato rapidissimo. Come un falco, ha anticipato tutti e ha folgorato Adler con un sinistro potentissimo sotto la traversa. Per mezz'ora la Lazio è piaciuta molto, ha messo sul campo qualità di palleggio e corsa, avrebbe meritato il raddoppio. Radu, sugli sviluppi di un angolo, ha timbrato il palo con una sassata di sinistro dai venti metri. Adler ha sventato il pallonetto su un tiro dal limite sporcato a Keita, Cataldi non ha centrato il bersaglio su punizione. Poco Amburgo, perché Ledesma non dava spazio a Van der Vaart e sulle corsie esterne Felipe Anderson e Keita rientravano. Difesa alta e meno scoperta rispetto a Lisbona. Gli unici pericoli sono nati da due o tre passaggi sbagliati sulla mediana (altro difetto da correggere) che hanno costretto Cana e Novaretti a rincorrere.

Su un'uscita avventata di Berisha, Behrami (il grande ex) ha messo fuori. E su un cross tagliente di Ilicevic, Rudnes è arrivato con un soffio di ritardo all'appuntamento. Nella ripresa il ritmo si è abbassato. I tedeschi hanno spinto nel tentativo di trovare il pareggio, mancato per due volte dal mancino Ilicevic. I diciottomila di Lubecca si sono divertiti ad applaudire Klose (in tribuna) e due invasori solitari. Pioli ha concesso gli ultimi venticinque minuti al rodaggio dei nazionali. Da uno sfondamento di Radu, è nata la percussione di Lulic, che è arrivato sul fondo e ha messo di sinistro nel cuore dell'area. Tounkara, lasciato solo, ha arpionato e girato in rete il pallone.


Il Messaggero titola: "E' già la Lazio di Djordjevic".

Prosegue il quotidiano romano: E' un toro con artigli d'aquila. Così afferra la targa di "migliore in campo". Rapace, Djordjevic, non ne sbaglia una. Di nuovo una zampata (la settima in questo precampionato) nel 2 a 0 con l'Amburgo: è sempre al posto giusto al momento giusto. S'aggira furtivo in area, col corpo ruba l'aria e sfrutta ogni svista. Avvisato Klose, a bordo campo a firmare gli autografi dei 18mila tedeschi dello stadio "Lohmule" di Lubecca. Faccia in fretta a tornare "Mito" biancoceleste, Filip gli sta sfilando il posto. Killer spietato, spara e imbusta palle in rete. Come il panzer, anche Djordjevic è centravanti d'altri tempi. Lancia in cinque minuti una sassata a bruciapelo sotto la traversa. Poi nessuna esultanza, in fondo è solo un'amichevole. Ma è già un test più che probante. E Pioli può sorridere a metà: buoni i movimenti d'attacco, la difesa – non titolare – balla meno, il 4-3-3 con Mauri e Cataldi mette però in imbarazzo Ledesma a centrocampo. L'argentino sbaglia troppi passaggi di misura, morbidi e corti. La forma, a poco più di 20 giorni dall'esordio in campionato, non è al top. Ma è una Lazio discreta.

Ancora un Felipe di Dio. E’ risorto, Anderson, c'è un'altra conferma. Nel primo tempo è micidiale sulla fascia, ha gamba e dribbling. Con questa cattiveria, fa paura agli avversari. Quando sbaglia, ora rimedia, non s'arrende. Questa è una svolta, è potenza in atto. Coi piedi è delizioso, Pioli gli ha ritrovato lo spirito d'iniziativa sulla fascia. Parte larghissimo e macina chilometri. Anche perché il 4-3-3, a volte, sembra più un 4-2-3-1 o il 4-4-1-1 del primo Petkovic, con Ledesma e Cataldi davanti alla difesa. In fase di non possesso le ali si schiacciano sui terzini, che si accentrano: in pressing escono i due registi, insieme a Mauri. Palla in possesso, invece, gli esterni attaccano l'uomo e sale sempre un terzino: così Mauri si sgancia come trequartista, dietro rimangono i centrali e l'altro terzino. Buona la prova di Konko, meno quella di Radu, spesso disattento. Eppure vicino al gol con un siluro da fuori area e decisivo – con una scorribanda – nel tap-in di Tounkara, servito da Lulic.

Nessun gol preso ed è già tanto: Cana e Novaretti però sono spesso scomposti e non danno molta sicurezza a Berisha. A proposito: prima amichevole da titolare per il portierino albanese, nessuna titubanza. E' ufficialmente iniziato il tormentone con Marchetti? Senz'altro, la permanenza di quest'ultimo d'altronde non è ancora assicurata. Lotito ha invece blindato Keita (sino al 2019), anche ieri propositivo, ma poco incisivo: Juve, Psg, Liverpool e United hanno chiesto già informazioni sul "Balde" giovane, la Lazio pretende almeno 30 milioni. Guarda caso la stessa cifra di Candreva, all'esordio stagionale ieri con la maglia biancoceleste al sessantacinquesimo, insieme a Parolo, Lulic e Gonzalez. Rimandato ancora il debutto di de Vrij: appuntamento a domani alle 15.30 contro l'Hannover all'HDI Arena. Prosit al "progetto verde". Cataldi ordinato, cresce bene Tounkara: meno "Bad Boy", meglio sotto porta. Lulic e Radu lo baciano con l'assist, lui segna e Ledesma lo abbraccia. Risparmiato con l'Amburgo, Basta.


Il Tempo titola: "La Lazio domina in Germania".

Continua il quotidiano romano: Vince e convince, strappa applausi e domina in Germania: la Lazio batte 2-0 l'Amburgo e si aggiudica il trofeo "Sparda-Bank Cup". Può sorridere Stefano Pioli, vero artefice e distributore di impressioni positive in questo avvio di stagione. Più armonia in campo, tanta organizzazione e prime strategie tattiche in evidenza, i biancocelesti non mollano di un centimetro e fanno già sul serio. Le reti – una per tempo – di Djordjevic e Tounkara, davanti a circa 18mila spettatori presenti allo Stadion an der Lohmühle di Lubecca. Ma è tutto il gruppo a impressionare, lo spirito è diverso e si vede, l'entusiasmo è finalmente ritrovato, i fantasmi di qualche mese fa sono volati via, dimenticati per sempre. In tribuna c'è l'eroe tedesco, al suo fianco il finalista argentino, Klose riceve il giusto tributo dai tifosi di casa dopo aver alzato al cielo la Coppa del Mondo, poi raggiunge Biglia per un po' di lavoro atletico (tutti e due saranno pronti per Latina-Lazio del 14 agosto). Pioli conferma il 4-3-3, è il modulo di riferimento, lo sarà per tutta la stagione, squadra corta e aggressiva, passaggi veloci e schemi super-offensivi. Konko da una parte e Radu dall'altra macinano chilometri, al centro la coppia Cana-Novaretti scricchiola come sempre: de Vrij è a disposizione, ma Pioli decide di non rischiarlo, ci sarà contro l'Hannover (domani pomeriggio). Cataldi, Ledesma e Mauri la cerniera di centrocampo, in attacco Felipe Anderson migliora partita dopo partita, sottotono Keita, bomber d'area di rigore invece il gigante Djordjevic (un missile mancino in mischia sblocca il match).

La Lazio è una buona squadra, non ci sono dubbi, la rosa è competitiva e i cambi nel secondo tempo lo testimoniano. Entrano Parolo, Candreva, Gonzalez e Lulic, (ai box Basta): "Siamo un gruppo forte – ha spiegato il bosniaco – Pioli vuole fare qualcosa di importante. Ora tocca a noi dare il massimo". Non manca nulla nella ripresa: qualità, potenza, dinamismo, rabbia agonistica e tanta convinzione nei propri mezzi. Il raddoppio di baby Tounkara chiude la gara. Ma il buco in mezzo al campo c'è, non è una novità: serve un altro difensore a tutti i costi, de Vrij non basta, la società lavorerà fino all'ultimo per accontentare il tecnico. Cana e Ciani hanno mostrato ancora una volta tutti i limiti del mondo, male anche Novaretti, sempre in ritardo sull'avversario e spaesato come al solito. C'è bisogno di un centrale di livello, di esperienza, in grado di far crescere e aumentare il tasso tecnico di tutto il reparto arretrato. Non è da scartare l'ipotesi Radu (mai provato in questi giorni tra i due), ma anche ieri pomeriggio il romeno si è ben comportato sull'out di sinistra: spinta continua, buon pressing sull'avversario di turno e un palo colpito dalla distanza (ormai è un esterno acquisito). Senza dimenticare l'importanza di mantenere e blindare tutti i big della rosa: da Candreva a Lulic, passando per Marchetti (a riposo con l'Amburgo) e Biglia. Nessuno è incedibile, ma a Formello non sono arrivate proposte concrete: servono offerte indecenti, clamorose verrebbe da dire. Per il momento tutto tace, Lotito resiste, Pioli incrocia le dita e studia la Lazio del riscatto.


Tratte dalla Gazzetta dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

Il campione del mondo e gli altri protagonisti di Brasile 2014. A Lubecca, nella prima delle due amichevoli tedesche, la Lazio riabbraccia i suoi eroi. Ossia i reduci dal Mondiale. Gli altri, però, quelli che finora hanno tirato la carretta, non sono da meno. Giocano, vincono e convincono. Per la gioia di Pioli, il cui progetto comincia a prendere forma in maniera sempre più concreta. Per adesso lo portano avanti i giovani (con la supervisione di qualche senatore, come Mauri e Ledesma). Brillano così le stelle di Felipe Anderson (ancora una volta tra i migliori), dei baby Tounkara e Cataldi, dell'ottimo nuovo acquisto Djordjevic (che rispetto agli altri è un po' più maturo). Ma presto a loro si affiancheranno i pezzi da novanta. Come Miro Klose che ieri a Lubecca, pur non giocando, è stato grande protagonista: il pubblico di casa lo ha osannato prima del match tra Lazio e Amburgo. Il servizio d'ordine ha fatto fatica a tenere a bada gli scatenati fan locali. "Tanto affetto fa un piacere enorme — ha dichiarato il Kaiser —. Adesso, però, si ricomincia. Mi sento carico per la nuova stagione. Voglio allenarmi bene in modo da essere pronto per l'inizio del campionato italiano". Dopo essere salito sul tetto del mondo, insomma, Miro non ha alcuna intenzione di smobilitare. Un'ottima notizia per Pioli che lo vede come la ciliegina da mettere su una torta che lui intanto sta provvedendo a confezionare.

Tra gli ingredienti fondamentali ci sono ovviamente gli altri protagonisti (non vincenti come Klose) di Brasile 2014. Quattro di loro ieri hanno fatto il debutto stagionale: Candreva, Parolo, Lulic e Gonzalez. La condizione è ancora approssimativa, ma il loro rientro è comunque una notizia positiva. "Per noi quattro — ha commentato alla fine il laterale bosniaco — l'importante ora è mettere minuti nelle gambe. Ma anche gli altri non sono ancora al 100% come è normale in questa fase. Dobbiamo crescere un po' alla volta. Come inizio non c'è male, si sta creando un gruppo motivato e giovane. Sulla carta la squadra è competitiva, però sta a noi dimostrarlo sul campo". Anche se si allena con lui solo da una decina di giorni Lulic è già stato conquistato dai metodi del nuovo tecnico Stefano Pioli. "È un gran lavoratore, ci tiene molto al gruppo. È presto per dare un giudizio definitivo, ma si vede che ha voglia di fare qualcosa di grande". Loro, i nazionali, possono dargli una grossa mano. "Il desiderio di far bene è tanto, ma i proclami lasciano il tempo che trovano. Servono i fatti".




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