Domenica 29 gennaio 2023 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-1
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29 gennaio 2023 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XX giornata - inizio ore 18.00
LAZIO: Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj (71' Lazzari); Milinkovic, Cataldi (63' Marcos Antonio), Luis Alberto (63' Vecino); Pedro (71' Immobile), Felipe Anderson, Zaccagni. A disposizione: Maximiano, Adamonis, Patric, Gila, Fares, Basic, Bertini, Cancellieri, Romero. Allenatore: Sarri.
FIORENTINA: Terracciano; Dodò, Milenkovic, Ranieri (85' Igor), Biraghi; Barak, Amrabat, Bonaventura (73' Mandragora); Gonzalez (73' Ikonè), Jovic (85' Cabral), Kouamè (46' Saponara). A disposizione: Cerofolini, Sirigu, Terzic, Venuti, Martinez Quarta, Duncan, Amatucci. Allenatore: Italiano.
Arbitro: Sig. Colombo (Como) - Assistenti Sigg. Valeriani e M. Rossi - Quarto uomo Sig. Piccinini - V.A.R. Sig. Chiffi - A.V.A.R. Sig. Abbattista.
Marcatori: 8' Casale, 49' Gonzalez.
Note: Osservato un minuto di silenzio in memoria dell'ex presidente federale Carlo Tavecchio. Ammonito 40' Kouamè, 45'+2' Zaccagni, 67' Saponara, 68' Amrabat, 90'+2' Immobile. Angoli 3 a 4. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.
Spettatori: 42.000 circa.



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► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XX giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Lazio, punto e a capo”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Sarri subito avanti con Casale, ma la Fiorentina gioca meglio per settanta minuti e merita il pari con Gonzalez. Nel finale anche la traversa di Milenkovic. I biancocelesti non ripetono lo spettacolo espresso con il Milan e falliscono l’assalto al secondo posto. Immobile rientra ma non basta. E i rimpianti sono tutti della Viola”.
L’utopia è giocare senza centravanti. Sarri, non a caso, ha ritrovato pericolosità quando è entrato Immobile, negli ultimi venti minuti. Italiano non ha mai potuto contare su un degno sostituto di Vlahovic. Scena muta o quasi di Jovic, apparso sulla scena solo nell’occasione in cui Provedel ha respinto il suo colpo di testa. Sarebbe stato il gol del possibile raddoppio, mancato all’ultimo respiro anche e soprattutto da Milenkovic. Traversa colpita sugli sviluppi di un angolo provocato da un altro tuffo del portiere friulano sul diagonale di Saponara. La Lazio ha fallito l’assalto al secondo posto, ma i rimpianti sono viola. Colpo sfumato all’Olimpico. La Fiorentina ha giocato di più e meglio per settanta minuti su novanta, escluso il recupero, subendo soltanto quando Sarri ha sganciato Ciro, ancora convalescente, e Lazzari. Anche Vecino e Marcos Antonio (in misura minore), entrando, hanno garantito freschezza e un’altra brillantezza. Cataldi era esausto, Luis Alberto è uscito perché inserire il piccolo brasiliano tra due fantasisti e con tre punte sarebbe stato un rischio eccessivo. Non sempre si trovano gli spazi enormi concessi dal Milan di Pioli e non era semplice ripetersi, dopo lo sforzo di martedì, con lo stesso livello di intensità e impiegando i soliti undici titolari.
Equilibrio. Nico Gonzalez ha risposto a Casale. Un gol per tempo e il risultato, alla resa dei conti, è giusto. La Fiorentina, dopo due sconfitte, s’è rialzata. La Lazio ha faticato, dimostrando applicazione e maturità: nessun calo di tensione o black out, solo stanchezza e una partita più complicata delle altre. Sbaglia Lotito (e neanche poco) a ritenere che non servano rinforzi per entrare tra le prime quattro o un attaccante in più per creare il cambio di ruolo a Immobile. Un dato dovrebbe illuminare i pensieri offuscati di Formello: tre pareggi nelle ultime sei partite all’Olimpico dicono che si vince con il falso nueve solo quando ti concedono campo con allegria e generosità. Non è stato il caso dei viola, feroci e aggressivi dall’inizio alla fine. Italiano è riuscito a limitare la costruzione dal basso della Lazio. Amrabat vertice basso del 4-3-3, ma il baricentro era alto, prendeva in consegna Luis Alberto e la pressione a caccia del pallone funzionava. Barak ostacolava Casale, Jovic su Romagnoli, Bonaventura su Cataldi e Ranieri saliva per accorciare su Milinkovic.
Traversa. Dopo otto minuti, alla prima occasione utile e favorito da un rimpallo, Casale l’ha sbloccata con furbizia. La Fiorentina aveva iniziato bene e non si è disunita, ha continuato a giocare e palleggiare, senza costruire occasioni pulite. Kouame, utilizzato da esterno, è stato bloccato da Marusic e non ha trovato accelerazioni neppure quando ha cambiato fascia. Nico Gonzalez e Jovic ci hanno provato solo da fuori. La Lazio dietro concedeva poco, ma non creava i presupposti per il raddoppio. Felipe andava incontro, senza garantire profondità, Luis Alberto e Milinkovic non salivano. Mancavano il contropiede di Immobile e le scosse di Lazzari per ripartire a grande velocità. L’intervallo, più che restituire energie, ha tolto ritmo. Sono bastati quattro minuti ai viola per pareggiare. Bonaventura, saltando facilmente Hysaj e Cataldi, è arrivato al limite dell’area. Fiacco Felipe al contrasto. Nico Gonzalez, accentrandosi, ha preso la mira e con un tiro a giro di sinistro è riuscito a indovinare l’angolo. La Lazio, in difficoltà, ha resistito. Non è andata sotto e i cambi, un po’ alla volta, l’hanno aiutata a riemergere. Un gol fallito da Felipe, un altro diagonale fuori misura di Ciro. Personalità, coraggio, malizia. Sarri e l’Olimpico hanno avuto la sensazione di potersi prendere la partita. Saponara e la traversa scheggiata da Milenkovic hanno spento i rimpianti.
• Il Messaggero titola: . Continua il quotidiano romano:
• Il Tempo titola: . Continua il quotidiano romano:
• La Gazzetta dello Sport titola: . Continua il quotidiano sportivo:
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Sarri: “Sulla Champions la mia idea non cambia”. L’aggancio al secondo posto è durato solo un tempo, per il tecnico arrivare tra le prime quattro resta un miracolo “Resto convinto che ci sono squadre più attrezzate ma dal mercato non mi aspetto nulla. Contento dell’atteggiamento, non della qualità. Avevamo meno energie, i 4 cambi ci hanno aiutato. Ciro? Discreto”.
Rambismo più che sarrismo: "Queste sono partite in cui diventa difficilissimo vincere ed è importantissimo non perdere. Se mi chiedete se sono contento della qualità dico no, dell’atteggiamento sì. La squadra non ha mai mollato, ha provato a vincere fino alla fine. Bei segnali". Pochi schemi, tanto cuore. Dopo la grandiosità col Milan, Sarri temeva il tonfo. I marines di Italiano hanno preso di petto la Lazio, già stanca di suo. L’aggancio al secondo posto è durato un tempo, la Champions per Sarri continua ad essere un eventuale miracolo, nonostante il messaggio di Tare e il comunicato di Lotito: "Io non cambio mai idea - ha ribadito Mau - sono convinto che ci sono squadre più attrezzate di noi e non vedo perché debba cambiarla". Sarri s’è allineato sul mercato, non arriverà nessuno, anzi ha rivelato di non aver parlato di acquisti con la società: "La Fiorentina ha tanti attaccanti? Buoni giocatori, tanti, ma hanno fatto meno gol dei nostri, che sono pochi. Se mi aspetto qualcosa? Non abbiamo parlato di niente, non mi aspetto niente". Mau, poi, implicitamente ha ammesso di sentirsi scoperto: "Ansia? Ne ho poca. Siamo questi, dobbiamo tirare fuori il meglio. Se si pensa di risolvere tutto col mercato... il mercato deve essere il completamento di un lavoro portato avanti nel corso del tempo. Tutte le risorse non possono venire solo da lì. Andiamo dritti con questi ragazzi, se qualcuno cede si farà giocare qualche ragazzino". Eppure il diesse Tare nel prepartita aveva lasciato uno spiraglio di maniera: "Finché il mercato è aperto tutto può succedere... al momento non c’è nessuna trattativa".
I motivi. Tutti hanno visto una Lazio cadente, riecco Sarri: "Non avevamo le energie delle ultime partite, sotto tutti i punti di vista. Siamo arrivati meno lucidi, ci siamo messi in difficoltà da soli. Su 8 riconquiste nella nostra trequarti abbiamo perso palloni. Rialzarci e riconquistarli diventava difficile, c’erano segnali di stanchezza, ne siamo usciti con i 4 cambi". Sarri ha ammesso il calo, lo ritiene fisiologico, non strutturale: "Se io devo essere preoccupato gli altri allenatori si devono ammazzare visto che siamo primi in tutte le classifiche di rendimento fisico". Il calendario inizia a ingolfarsi: "Abbiamo giocato martedì, loro sabato. Quindi qualche giorno in più probabilmente ha fatto comodo. Non eravamo brillanti mentalmente, ci ha fatto soffrire la pressione avversaria. Mi ha fatto tanto piacere vedere la voglia e la determinazione degli ultimi 25 minuti". La Lazio si conferma da scudetto nei primi tempi, poi nei secondi...: "Abbiamo molta più facilità all’approccio al primo tempo e non nel secondo, possiamo migliorare". Dietro non s’è riuscito a costruire: "La nostra linea ha fatto molto bene, siamo finiti spesso a difenderci bassi e senza concedere tantissimo. Dopo i palloni riconquistati e persi al primo passaggio abbiamo cercato di rialzarci mandando Felipe Anderson a correre contro Milenkovic". Il piano di Italiano è stato perfetto: "Sulla loro sinistra rompevano la linea difensiva, sia il difensore esterno sia quello centrale".
La Juve. Sarri ha ritrovato Immobile, lo valuta per la sfida di giovedì contro la Juve (quarti di Coppa Italia): "Vediamo. Mi sembra che sia entrato anche in maniera discreta, mi aspettavo che fosse più in difficoltà invece ho visto che in venti minuti è riuscito ad arrivare tre volte alla conclusione ed è andato vicino al gol. Mi sembra rientrato su discreti livelli". Sarri ha lanciato anche Marcos Antonio, Vecino, Lazzari: "Ci hanno fatto comodo, sono contento di tutti e quattro". Per la Juve deciderà in base alla stanchezza: "Valutazioni mercoledì".
In un altro articolo, le dichiarazioni di Nicolò Casale, autore del gol biancoceleste. Casale, è il primo “Un’emozione rimasta a metà”. Il difensore era riuscito a sbloccare la gara: “Sono contento, non avevo mai fatto gol in A, è successo qui alla Lazio. Per gioire serviva vincere. L’esultanza? Una cosa di spogliatoio non posso spiegarla. Dedica ai miei cari”.
Sarebbe stato un Casale con vista sul secondo posto. Poi, il gol di Gonzalez, ha sporcato quello splendido panorama. Movimento da opportunista d'area di rigore e conclusione da rapace precisa all'angolino. Se non si guardasse il nome e il numero di maglia, si potrebbe pensare tranquillamente a un bomber navigato. In realtà, però, si tratta della prima rete con la Lazio e in Serie A per il centrale veneto, uno che solitamente ha il compito di impedire che gli avversari vadano a segno. Il difensore di Negrar, però, questo traguardo lo cercava da tempo, anche se nei suoi sogni lo aveva immaginato associato a una vittoria: "È stato molto emozionante vedere il pallone entrare. Purtroppo non posso essere soddisfatto al 100%, perché se fosse arrivato anche il risultato sarebbe stata una gioia in più".
Primo gol. Ci proverà di nuovo nelle prossime partite, continuando a sfruttare il suo fisico sui calci piazzati e affinando un po' di più la mira, visto che quello di ieri è stato il suo secondo tiro nello specchio della porta in massima serie: "Il primo probabilmente è stato il colpo di testa a Lecce, le altre volte le mie conclusioni sono finite direttamente fuori. Stavolta sono stato più preciso. Mi sono fatto trovare pronto sul solito calcio d'angolo su cui lavoriamo in settimana, la palla è rimasta lì dopo un rimpallo e ho cercato di girarla più velocemente possibile verso la porta. Per fortuna è andata all'angolino e mi fa piacere che sia arrivato il primo gol. Comunque, anche se poteva andare meglio dal punto di vista collettivo, sono contento per aver centrato questo traguardo personale". Che ha celebrato con un'esultanza particolare, un gesto con le mani che ha preferito non spiegare: "Fatalità, sono andato a segno pochi giorni dopo che i miei compagni di squadra mi avevano chiesto di celebrare in questo modo l'eventuale rete. Il significato però non posso dirlo, perché è una cosa di spogliatoio e mi è stato chiesto di non rivelarla. Diciamo che è uscito questo tormentone abbastanza sciocco nel gruppo, però avevo promesso che lo avrei fatto. Comunque la dedica va in primis alla mia fidanzata, poi alla mia famiglia, a mia sorella. Può sembrare banale, ma il pensiero va inevitabilmente alle persone che mi stanno più vicino".
Partita. La rete di Casale è arrivata all'8' (l'ultimo difensore della Lazio a segnare prima dello scoccare del decimo minuto era stato Stefan de Vrij, al 3', nel match a Napoli del 10 febbraio 2018) aveva incanalato dall'inizio la partita sui binari giusti. Poi però è uscita la Fiorentina, che ha messo in difficoltà la Lazio con una prova di alto spessore: "Merita i complimenti. Penso sia stata una delle poche squadre che ci ha messo in difficoltà a livello di gioco, ci ha fatto correre tanto. Io e Romagnoli, che solitamente siamo abituati a iniziare l'azione, non trovavamo giocate. Magari potevamo farlo, ma era rischioso e qualche volta è successo di aver sfiorato l'errore. Dobbiamo essere bravi a capire che non possiamo avere sempre noi il possesso, bisogna anche saper soffrire. Le squadre cominciano a conoscerci e occorre muoverci più possibile per trovare altre giocate. Al tempo stesso, però, penso che sia stato fatto un passo in avanti, perché partite così qualche settimana fa le avremmo perse. Vedo il bicchiere mezzo pieno".
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• La classifica dopo la XX giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Napoli | 53 | 20 | 17 | 2 | 1 | 48 | 15 | 33 | 28 | 9 | 1 | 0 | 25 | 8 | 1 | 1 |
| Inter | 40 | 20 | 13 | 1 | 6 | 40 | 26 | 14 | 24 | 8 | 0 | 2 | 16 | 5 | 1 | 4 |
| Lazio |
38 | 20 | 11 | 5 | 4 | 36 | 16 | 20 | 21 | 6 | 3 | 2 | 17 | 5 | 2 | 2 |
| Atalanta | 38 | 20 | 11 | 5 | 4 | 39 | 23 | 16 | 17 | 5 | 2 | 3 | 21 | 6 | 3 | 1 |
| Milan | 38 | 20 | 11 | 5 | 4 | 37 | 29 | 8 | 22 | 7 | 1 | 2 | 16 | 4 | 4 | 2 |
| Roma | 37 | 20 | 11 | 4 | 5 | 26 | 18 | 8 | 16 | 5 | 1 | 3 | 21 | 6 | 3 | 2 |
| Udinese | 29 | 20 | 7 | 8 | 5 | 28 | 22 | 6 | 14 | 3 | 5 | 2 | 15 | 4 | 3 | 3 |
| Torino | 27 | 20 | 7 | 6 | 7 | 21 | 22 | -1 | 12 | 3 | 3 | 3 | 15 | 4 | 3 | 4 |
| Bologna | 26 | 20 | 7 | 5 | 8 | 26 | 30 | -4 | 19 | 5 | 4 | 2 | 7 | 2 | 1 | 6 |
| Empoli | 26 | 20 | 6 | 8 | 6 | 19 | 24 | -5 | 15 | 4 | 3 | 3 | 11 | 2 | 5 | 3 |
| Monza | 25 | 20 | 7 | 4 | 9 | 25 | 28 | -3 | 14 | 4 | 2 | 4 | 11 | 3 | 2 | 5 |
| Fiorentina | 24 | 20 | 6 | 6 | 8 | 22 | 26 | -4 | 15 | 4 | 3 | 3 | 9 | 2 | 3 | 5 |
| Juventus * | 23 | 20 | 11 | 5 | 4 | 30 | 17 | 13 | 24 | 7 | 3 | 1 | 14 | 4 | 2 | 3 |
| Salernitana | 21 | 20 | 5 | 6 | 9 | 25 | 38 | -13 | 12 | 3 | 3 | 4 | 9 | 2 | 3 | 5 |
| Lecce | 20 | 20 | 4 | 8 | 8 | 19 | 24 | -5 | 11 | 2 | 5 | 3 | 9 | 2 | 3 | 5 |
| Sassuolo | 20 | 20 | 5 | 5 | 10 | 23 | 31 | -8 | 11 | 3 | 2 | 4 | 9 | 2 | 3 | 6 |
| Spezia | 18 | 20 | 4 | 6 | 10 | 17 | 32 | -15 | 12 | 2 | 6 | 2 | 6 | 2 | 0 | 8 |
| Verona | 13 | 20 | 3 | 4 | 13 | 18 | 32 | -14 | 9 | 3 | 0 | 7 | 4 | 0 | 4 | 6 |
| Sampdoria | 9 | 20 | 2 | 3 | 15 | 8 | 34 | -26 | 2 | 0 | 2 | 8 | 7 | 2 | 1 | 7 |
| Cremonese | 8 | 20 | 0 | 8 | 12 | 15 | 35 | -20 | 3 | 0 | 3 | 7 | 5 | 0 | 5 | 5 |
Note: Juventus penalizzata di 15 punti con provvedimento della Corte Federale. A fine stagione, in appello, la sanzione definitiva sarà di 10 punti.
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