Domenica 30 agosto 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-0
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30 agosto 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, II giornata - inizio ore 20.45
LAZIO: Mandas, Floriani Mussolini (80' Lazzari), Doekhi, Provstgaard, Nuno Tavares (63' Pedraza), Frattesi, Rovella (37' Belahyane), Taylor, Cancellieri (63' Isaksen), Dia (80' Pinamonti), Zaccagni. A disposizione: Motta, Renzetti, Romagnoli, Noslin, Przyborek, R. Bordon, Sutalo, Serra, Farcomeni. Allenatore: Gattuso.
GENOA: Bijlow, Marcandalli, Ostigard, Vásquez (78' Amorim), Norton-Cuffy, Frendrup, Sow (58' Messias), Ellertsson, Baldanzi (78' Meichtry), Vitinha (63' Osmajic), Colombo. A disposizione: Sommariva, Stolz, Mitaj, Martin, Havel, Sabelli, Pucza, Otoa, Wiafe, Doucuré, Vaz. Allenatore: De Rossi.
Arbitro: Sig. Feliciani (Teramo) - Assistenti: Sigg. Mastrodonato e Fontanii - Quarto uomo: Sig. Mariani - V.A.R.: Sig. Abisso - A.V.A.R.: Sig. Cosso.
Marcatori: 25' Frattesi.
Note: esordio in una partita ufficiale con la Lazio per Andrea Pinamonti. Ammoniti 15' Ostigard, 35' De Rossi, 90'+6' Amorim, 90'+6' Zaccagni. Angoli 4 a 2. Recuperi: 4' p.t., 7' s.t.
Spettatori: 6.058 presenti.

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► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la II giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “È Frattesi l’aquila della Lazio”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Secondo gol in due partite: De Rossi ko. La squadra di Gattuso oltre le difficoltà e l’Olimpico deserto: seconda vittoria consecutiva. Finale teso, Mandas ferma il Genoa. I biancocelesti volano a punteggio pieno”.
Davide è Golia. Frattesi colpisce con la fionda. Mezzala volante, seconda punta in flagranza di pericolo. Segna i gol che la Lazio non riusciva a segnare. Un inno al mercato giusto. Rino, pronosticato in disgrazia, con una Lazio mesta, può scampare ai pericoli e forse provare a risalire. Due vittorie su due dopo la Coppa. Due gol di Frattesi tra Bologna e Genoa. Ma Davide non basta, servono i colpi del ko perché quando la Lazio sembra in comando ti frega. Negli ultimi 15 minuti (5 di recupero compresi) De Rossi ha svoltato con i cambi trovando tempi e spazi. Meichtry s’è impappinato davanti a Mandas dopo un regalo di Pedraza, ingresso sciagurato. Il greco ha salvato su Frendrup al 93'.
Pressione forte e geometrie “aperte” sta imponendo Gattuso. La Lazio ha un’impronta nelle due fasi e la manovra a tratti ha rubato l’occhio. Rino si è buttato sui vuoti e li ha riempiti. Doekhi e Provstgaard mai hanno fatto girare Colombo, Baldanzi e Vitinha. Floriani e Tavares terzini da aggressione e riaggressione. Gattuso ha rivitalizzato Nuno, tornato a travolgere gli argini e a servire un assist dopo due anni. Finché dura... Ce ne sarebbero altri di vuoti da riempire. Rovella si è stirato. Cataldi out altri 45 giorni. Belahyane, da regista, ha dato segnali che con Sarri non dava da mezzala. Ratkov in tribuna. Dia titolare col cartello vendesi. Pinamonti ha esordito nel finale. L’uscita del senegalese deve favorire un altro ingresso. La Lazio cresce, ma l’Era Glaciale continua all’Olimpico: 6.058 presenze. Scranno disabitato quello di Lotito, ha interrotto le vacanze solo per la Reggina.
Il via. De Rossi con Sow titolare. Norton-Cuffy a sinistra contro Floriani. La Lazio in fase di non possesso: Frattesi in prima pressione con Dia, Taylor mezzala sinistra a fare gioco. In fase d’attacco: Frattesi alto, Taylor basso, mezzala destra al posto di Frattesi, pronto a coprire il buco. Il Genoa, con i 4-5 uomini che Gattuso lanciava all’attacco, aveva difficoltà a scalare e coprire. In fase di non possesso il Genoa era col 3-4-1-2 perché Baldanzi andava su Rovella, poi l’attacco diventava 2-1. La Lazio inizialmente non ha chiuso la giocata sui trequartisti del Genoa. La partita è nata a combustione lenta. Dia è diventato sgusciante, troppo per Ostigard. L’ha affettato e s’è preso un giallo al 15'. Con Frattesi chiave tattica lo sviluppo delle cose è diventato naturale, ha portato al gol. Azione da fallo laterale, 15 tocchi totali, un Sarri style. Taylor basso a manovrare, palla a Tavares, carambola favorevole su Ellertsson, galoppata e cross per Davide, a rimorchio dietro Dia. Bijlow gambe all’aria. Rovella è finito ko da solo, polpaccio destro. Dentro Belahyane. Il terzo stiramento. Fior d’azione il palo di Tavares. Recupero palla di Nuno, Zaccagni per Frattesi, largo a sinistra. Tavares centrale in zona Frattesi, incornata respinta dal montante. Bello l’incrocio.
La ripresa. Frattesi era uscito zoppicando, si è ripresentato. Il Genoa ha giocato all’indietro, Lazio brava a togliere spazi. De Rossi con Messias. Rino con Isaksen e Pedraza. La Lazio ha sparato più volte fuori. Doekhi ha alzato sulla traversa. De Rossi con Meichtry e Amorim. E Meichtry al primo scatto ha buggerato Pedraza, s’è involato solo davanti a Mandas ciccando clamorosamente. Rino ha fatto esordire Pinamonti. DDR ha spostato Norton-Cuffy a destra per puntare Pedraza, che ha continuato a perdere palloni. Rino brusco con lo spagnolo (confronto a fine partita). Il Genoa ha iniziato a spingere. Finale con mini-rissa. Amorim non ha ridato un pallone che Mandas aveva mandato fuori in soccorso del Genoa. Zaccagni e Amorim a contatto (ammoniti). Rino e Daniele a confronto. Lungo l’abbraccio finale da campioni del mondo e di fair-play.
• Il Messaggero titola: “È sempre Frattesi. La Lazio corre”. Continua il quotidiano romano: “Dopo il gol a Bologna il centrocampista firma l’1-0 sul Genoa, pericoloso solo alla fine. Palo di Tavares, Pinamonti entra e sfiora il raddoppio: biancocelesti a punteggio pieno".
Una settimana da Dio Soprannaturale, l'impatto di Frattesi, un alieno sbarcato sulla Lazio. Domenica scorsa a segno in cinque minuti a Bologna, sette giorni dopo il bis al debutto da titolare all'Olimpico. Destro, sinistro, doppio 1-0, anche il Genoa finisce al tappeto. E sono sei punti benedetti in campionato. Non succedeva dal 2010 che un biancoceleste (Floccari) finisse nelle prime due giornate sul tabellino. Prima ancora c'era riuscito solo un altro attaccante (Zarate nel 2008). Per trovare un altro centrocampista bisogna tornare addirittura a Demetrio Albertini nella stagione 2003/04. Davide è un figliol prodigo predestinato e sta già riscrivendo il futuro della Lazio: "Sono venuto qui per prendermi le mie responsabilità e portare una mentalità vincente. Speriamo di continuare così, con questo carattere. Mi piacciono le sfide impossibili e la Lazio è la mia crociata. Ora sto vivendo un sogno". Un po' mezz'ala, un po' goleador, quello che continua a mancare a Gattuso, sperando che Pinamonti scaldi il motore al più presto. Rino intanto vince di corto muso ed esulta di nuovo di fronte all'ex compagno/amico De Rossi, con cui vent'anni fa alzava la coppa del mondo a Berlino.
Anniversario del silenzio. Dimenticatevi quel frastuono. La sfida col Genoa "celebra" il triste anniversario di sette mesi di vuoto Olimpico. Proprio contro i rossoblù, il 30 gennaio scorso, era iniziato lo sciopero dei tifosi in campionato (eccezion fatta per Lazio-Milan), che prosegue a oltranza contro Lotito. Il presidente è ancora in vacanza a Cortina (dopo la festa a Reggio Calabria) e nemmeno si accorge dei miseri seimila spettatori allo stadio. Invece l'aquila Flaminia non completa più il giro e la squadra è costretta a giocare in un silenzio spettrale, che uccide lo spirito. Gattuso manda in campo otto undicesimi della formazione battagliera di Bologna, le novità sono Floriani e Frattesi (al posto degli infortunati Marusic e Dele-Bashiru), oltre a Tavares terzino sinistro. De Rossi conferma il 3-4-3 con Vitinha e Baldanzi alle spalle di Colombo, ma inverte le fasce dei terzini Norton-Cuffyed Ellertsson. Doekhi certifica la sua crescita, ferma il primo contropiede di Colombo ed è il più pericoloso anche davanti, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Cancellieri sembra sotto pressione, frantuma tutte le sue chance e non riesce a concludere più tanto. Tavares calcia alle stelle, ma poi dribbla Ellertsson sulla fascia e sforna l'assist (gli mancava dal 31 ottobre 2024 a Como) per Frattesi, che trafigge sotto le gambe Bijlow. La serata sembra indirizzata per il verso giusto, invece c'è sempre qualche guaio Rovella inizia a zoppicare, si accascia al suolo ed esce per un altro sospetto stiramento al polpaccio destro. È l'undicesimo infortunio da inizio ritiro. Entra Belahyane in regia, si arrangia come può, ma ora è l'ultimo reduce a centrocampo. Frattesi prova a ricambiare il favore a Nuno con uno splendido cross, ma la sua capocciata si stampa sul palo. Si anima la partita nel finale del primo tempo: Bijlow ferma Zaccagni, Tavares si perde Colombo sulla linea e il Genoa sfiora il pareggio.
Forza e coraggio. C'è bisogno di chiudere l'incontro per scongiurare brutte sorprese nel secondo tempo. La Lazio è sul pezzo, inizia la ripresa con gli stessi uomini, ma manca un cecchino. Tavares e Mussolini Floriani creano la superiorità, ma lì davanti nessuno ha l'ultimo spunto. Non solo Cancellieri, nemmeno capitan Zaccagni mette mai il turbo. E Dia, spalle alla porta, si limita a legare solo il gioco. Il Genoa resta tutto rintanato all'indietro finché De Rossi non urla, invocando più spinta e aggressività nell'uno contro uno. Gattuso intravede la squadra in debito d'ossigeno, inserisce Pedraza e Isaksen per Tavares (ghiaccio sulla coscia destra in panchina) e Cancellieri, fuori dopo l'ennesimo tiro sventagliato in Curva Nord. Gustav si accende e sgasa, ma Doekhi si divora il 2-0, tutto solo davanti a Bijlow. La Lazio sciupa troppo (anche con Taylor) e rischia la beffa clamorosa su un contropiede del subentrato Meichtry, ma per fortuna Mandas in uscita gli copre lo specchio. Serve più velocità, dentro Lazzari e Pinamonti, anche lui vicino al gol all'esordio. Il Genoa fa paura e Pedraza commette troppi errori in ripiegamento (discussione finale animata con Gattuso). Gli ultimi minuti sono di sofferenza, ma basta ancoral'1-0 di Frattesi al triplice fischio. Davide è di nuovo il Golia di questa piccola Lazio, l'uomo della provvidenza che ha stupito l'Italia del pallone, ascoltando il cuore più della carriera e del portafoglio. Dopo l'eliminazione choc col Mantova nei trentaduesimi di Coppa Italia, c'è una nuova luce nel buio, una speranza per un popolo caduto da mesi nello sconforto. C'è Frattesi per una ripartenza col botto, brindiamo a questo nuovo inizio.
• Il Tempo titola: “Lazio, festa a metà”. Continua il quotidiano romano: “Frattesi concede il bis e dopo Bologna decide la sfida col Genoa. Gattuso & Co a punteggio pieno ma l’Olimpico resta deserto. La protesta dei tifosi continua e lo stadio rimane desolatamente vuoto… o quasi”.
Un lampo nel deserto, ancora Frattesi al secondo gol stagionale regala tre punti alla Lazio che, seppure incerottata supera di misura ma con merito il Genoa e vola a sei punti in classifica. Seconda partita senza subire gol, due successi che danno un po' di serenità alla squadra di Gattuso. Una desolazione totale, l'Olimpico è deserto, forse anche peggio delle previsioni più negative. Alla fine sono cinquemila (ingressi 6058 compresi steward e giornalisti), forse meno, pochi tifosi laziali rispondono presente, nemmeno si vedono tutti i quattromila abbonati, gli altri sono stranieri in visita allo stadio romano delusi dall'atmosfera spettrale. Altro che birra di fine vacanza con l'amico di sempre a Ponte Milvio, altro che racconti di viaggi e di flirt estivi col compagno di merende in curva Nord: tutto finito, senza appello per il presidente Lotito che si ostina ad andare avanti con una Lazio ormai senza il suo popolo. Se qualcuno credeva di poter rompere il fronte deve constatare che lo sciopero riguarda ormai la maggioranza dei laziali, non la sparuta minoranza che il numero uno del club aveva sbandierato per due decenni. Incredibile, l'attuale presidente è riuscito a compattare una tifoseria storicamente divisa su tutto anche negli anni più belli.
Tant'è, vola l'aquila Flaminia nel deserto con qualche apprensione per il suo show: il falconiere riesce a riprenderla in mezzo al campo solo dopo alcuni tentativi andati a vuoto. Ci sono solo dieci tifosi genoani nel settore ospiti ma con la residenza nella Capitale che dedicano cori ironici di incitamento a Lotito. Gattuso col 4-3-3, fiducia a Tavares (Pedraza resta fuori), Dia e Cancellieri confermati nonostante le voci di mercato, c'è Floriani sulla fascia destra, esordio di Frattesi dall'inizio, Pinamonti parte dalla panchina. De Rossi non trova i soliti insulti da ex giallorosso ma un Olimpico vuoto come già gli era successo a fine gennaio. Genoa col 3-4-1-2, Baldanzi agisce dietro alla coppia Vitinha-Colombo.
Si parte e la Lazio dopo 25 minuti di pressione trova il vantaggio: azione insistita di Tavares, assist per Frattesi che trova al volo di sinistro il primo gol con la maglia biancoceleste nel suo stadio. Poco prima della fine del primo tempo ennesimo infortunio muscolare: Belahyane prende il posto di Rovella. Il palo clamoroso colpito dal laterale portoghese chiude una prima frazione gradevole anche considerando temperatura e umidità. Ripresa con i cambi, entrano Isaksen e Pedraza per Cancellieri e Tavares. De Rossi inserisce Messias, Osamjic, Amorim e Meichtry. Nel finale spazio anche per Pinamonti e Lazzari (fuori Dia e Floriani). Si soffre solo negli ultimi minuti dopo aver sprecato tante occasioni per raddoppiare, qualche mischia ma la Lazio resiste e porta a casa un’altra vittoria.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Frattesi bis, la Lazio corre”. Continua il quotidiano sportivo: “Con Davide si vola. Gattuso è in testa, De rossi a zero. L’ex Inter castiga pure il Genoa: due gol da 6 punti. I rossoblù non si sbloccano e restano sul fondo”.
Davide Frattesi, fiero e felice, ha scoperto che all’Olimpico è più bello infilare il pallone in porta con i piedi piuttosto che passarlo agli altri con le mani, come quando si divertiva come raccattapalle sotto la curva nord. Ieri ha regalato alla sua Lazio altri tre punti di ferro. Dietro le quinte di un successo meritato - contro un Genoa pericoloso solo nell’ultimo quarto d’ora, con Mandas decisivo - c’è il ragazzo di Fidene, cresciuto a un quarto d’ora dall’Olimpico e al secondo gol di fila dopo Bologna: gli ultimi a riuscirci alle prime due presenze in A con la maglia della Lazio erano stati Zarate e Floccari.
Frattesi gol. Il sinistro di Frattesi è figlio di una giocata individuale e di una distrazione del Genoa grande più o meno come Piazza San Pietro, ma meno godibile. Male Ellertsson in marcatura su Tavares, meglio il portoghese in dribbling - non sfornava un assist in Serie A da ottobre 2024 -, disattenzione generale dei genoani, poco attenti: l’azzurro è laureato in inserimenti. Oggi, in sala video, De Rossi andrà sul classico: "Chi marcava Frattesi?".
Zoom tattici. Gattuso ha sfidato per la prima volta l’amico De Rossi e l’ha battuto con astuzia e sano cinismo, ribaltando il punto di forza con cui si era contraddistinto l’anno scorso: l’aggressione. Il Genoa era stata la quarta squadra in Serie A per possesso vinto sulla trequarti. I biancocelesti hanno costruito il successo alzando Frattesi o Taylor in fase di pressing e trasformando il 4-3-3 in 4-4-2, con una mezzala accanto a Dia in fase di aggressione. Infatti il Genoa ha faticato nella gestione della sfera, rischiando anche una volta con Marcandalli. La strategia vincente di Gattuso ha permesso ai suoi di tenere alti e larghi gli esterni - con risultati altalenanti - e di allargare la difesa genoana favorendo l’inserimento delle mezzali. De Rossi ha arretrato il baricentro piano piano, col solo Baldanzi a fare da raccordo tra la mediana e le due punte, mentre la scelta di scambiare Norton-Cuffy con Ellertsson non ha pagato (infatti nella ripresa l’ha rimesso a destra). Un filo meglio nell’ultimo quarto d’ora, con un colpo di testa di Frendrup deviato da Mandas sopra la traversa e l’ingresso dell’estroso Meichtry. Troppo poco. Col Napoli De Rossi se l’era giocata meglio: passo indietro.
Lazio, così sì. La Lazio sembra seguire la scia della sua storia: quando fuori c’è un tifone - i problemi legati al mercato, il terzo infortunio in due partite e lo stadio vuoto -, i biancocelesti affrontano il vento rischiando. Ieri hanno prodotto diverse palle gol e sofferto poco: di Cancellieri, Zaccagni e Tavares - palo su assist di Frattesi - le occasioni migliori. A referto lo “zero” alla voce gol subiti, con Doekhi già leader e un Floriani al debutto da titolare: prova di personalità, pure lui faceva il raccattapalle all’Olimpico. La nota stonata resta Dia, ma Pinamonti si prenderà la scena. Ieri è entrato negli ultimi 10’ per tenere alta la sfera e ha sfiorato il 2-0 con un bel movimento da centravanti. Rino ci spera, anche se la sorte l’ha punzecchiato pure ieri: Rovella ha lasciato il campo per un problema al polpaccio al 36’ - bene Belahyane come suo vice -, terzo infortunio in due partite dopo Marusic e Dele-Bashiru. Lunga la strada verso il cielo sereno, ma qualche schiarita c’è.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Gattuso: “Mi tengo il bello. La squadra crede in ciò che fa: bene”. Sul mercato: “Non ci sono soldi, non posso rapire giocatori”.
Inter, Milan, Juve e Lazio. Gattuso è lì, primo accanto a Chivu, Amorim e Spalletti. Ma per lui, la cima della classifica, era come una vetta himalayana. Due vittorie su due, due clean sheet. Il tutto con una Lazio al verde. Rino andrebbe aiutato fino a domani con altri due colpi. Un regista perché Rovella è finito ko e Cataldi ha bisogno di altro tempo. Un attaccante in più, se Dia partirà. Ma Gattuso preferisce tenersi quelli che ha anziché puntare su sconosciuti o scarti di altre società: "Emergenza a centrocampo? Che devo fare? Non sono presidente né contabile, io alleno. Se non ci sono soldi che facciamo? Non posso rapire i giocatori. In questo momento voglio parlare di calcio giocato, faccio i complimenti ai ragazzi, stanno dando la vita. Numericamente siamo con due centrocampisti fuori, vediamo". Si parla di Gudmundsson e Begraoui, Rino non s’aspetta sorprese: "Non mi aspetto nulla, spero che rimangano quelli che ho a disposizione, lavoro con loro da 50 giorni. Non so cosa succederà, stamattina con chi di dovere (il diesse Fabiani, ndr) non ho voluto nemmeno parlare. Sono fatto così, pensavo alla partita. Ho saputo di Ratkov che ha trovato sistemazione alle 12.30 e alle 13 avevamo il pranzo. Vediamo che succede".
I meriti. Gattuso ha creduto nella rivoluzione tattica rispetto all’ibrido di Sarri e sta avendo ragione. Ecco di cosa è felice: "Il merito di queste due vittorie è dei ragazzi, credono in quello che si fa e alla fine i risultati arrivano. Sono contento per la convinzione della squadra, pressiamo con criterio. Tranne gli ultimi 10 minuti in cui Frattesi zoppicava per una ginocchiata allo stesso ginocchio di Bologna eravamo sempre lì a pressare bene. La squadra sta dando continuità su questo aspetto, mi sta piacendo molto. Dobbiamo migliorare a campo aperto, sbagliamo scelte. Abbiamo le qualità per fare meglio. Sono soddisfatto per mentalità e voglia. Giocare per 70-80 minuti con questa intensità, con una pressione ultraoffensiva, non è facile". Gattuso è rimasto con Belahyane regista: "Quando sono arrivato, nella prima settimana, non finiva l’allenamento per i carichi e il caldo. Quello che ha fatto dopo è merito suo. Si è fatto trovare pronto. Se lo vedi non gli dai un euro, ma sa giocare. Anche in fase di contrasto ti viene a prendere". Gli infortunati: "Vediamo se per Rovella è tendine o polpaccio. Cataldi ha bisogno di tempo. Dele-Bashiru è meno grave di Marusic".
Caso Pedraza. Gattuso ha ripreso Pedraza in partita e alla fine, ha sbagliato tutto: "A me non piacciono le persone presuntuose, bisogna fare le cose che prepariamo. Ci siamo addormentai ma finisce là. Se vogliamo giocare in un certo modo le cose dobbiamo farle bene". I difetti da correggere: "Potevamo chiuderla nel primo tempo con il colpo di testa di Nuno, nel secondo tempo siamo stati più bravi. Nel primo la palla circolava troppo lenta". Ora l’Udinese: "Squadra fisica e forte tecnicamente". Gattuso ha lanciato Pinamonti nel finale: "I ragazzi che sono arrivati dobbiamo ringraziarli, la società ha fatto degli sforzi, era impensabile fino a un mese fa". Ha difeso Mandas, i piedi sono il limite: "Da quando sono arrivato io tocca più palloni di qualche giocatore, da 60 a 70. Ci dà dei vantaggi, non se ne parla. Mi piacerebbe che sbagliasse meno, la responsabilità è mia. Ci dà costruzione e superiorità numerica". Nel prepartita aveva parlato dell’Olimpico vuoto: "Fa male vedere uno stadio così".
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Rino Gattuso ha convocato i seguenti calciatori:
• La classifica dopo la II giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Roma | 6 | 2 | 2 | 0 | 0 | 8 | 0 | 8 | 3 | 1 | 0 | 0 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Inter | 6 | 2 | 2 | 0 | 0 | 5 | 1 | 4 | 3 | 1 | 0 | 0 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Juventus | 6 | 2 | 2 | 0 | 0 | 3 | 0 | 3 | 3 | 1 | 0 | 0 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Milan | 6 | 2 | 2 | 0 | 0 | 4 | 1 | 3 | 3 | 1 | 0 | 0 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Lazio |
6 | 2 | 2 | 0 | 0 | 2 | 0 | 2 | 3 | 1 | 0 | 0 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Atalanta | 6 | 2 | 2 | 0 | 0 | 3 | 1 | 2 | 6 | 2 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Udinese | 4 | 2 | 1 | 1 | 0 | 4 | 3 | 1 | 1 | 0 | 1 | 0 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Como | 4 | 2 | 1 | 1 | 0 | 3 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 4 | 1 | 1 | 0 |
| Frosinone | 3 | 2 | 1 | 0 | 1 | 3 | 1 | 2 | 0 | 0 | 0 | 1 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Napoli | 3 | 2 | 1 | 0 | 1 | 3 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Cagliari | 3 | 2 | 1 | 0 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Sassuolo | 3 | 2 | 1 | 0 | 1 | 3 | 3 | 0 | 3 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Lecce | 3 | 2 | 1 | 0 | 1 | 2 | 4 | -2 | 0 | 0 | 0 | 1 | 3 | 1 | 0 | 0 |
| Bologna | 0 | 2 | 0 | 0 | 2 | 0 | 2 | -2 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Torino | 0 | 2 | 0 | 0 | 2 | 2 | 4 | -2 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Genoa | 0 | 2 | 0 | 0 | 2 | 0 | 3 | -3 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Parma | 0 | 2 | 0 | 0 | 2 | 0 | 3 | -3 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Monza | 0 | 2 | 0 | 0 | 2 | 3 | 7 | -4 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Venezia | 0 | 2 | 0 | 0 | 2 | 0 | 4 | -4 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Fiorentina | 0 | 2 | 0 | 0 | 2 | 0 | 7 | -7 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
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