Domenica 14 marzo 2010 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 0-2


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14 marzo 2010 - 3.372 - Campionato di Serie A 2009/10 - XXVIII giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Siviglia (62' Cruz), Stendardo, Radu, Firmani, Brocchi, Ledesma, Matuzalem (37' Hitzlsperger, poi al 69' Mauri), Kolarov, Floccari, Rocchi. A disposizione: Berni, Biava, Dias, Lichtsteiner. Allenatore: Reja.

BARI: Gillet, Belmonte (87' Stellini), A.Masiello, Bonucci, S.Masiello, Alvarez, Donati, Almiron (60' Gazzi), Allegretti, Castillo, Meggiorini (83' Sforzini). A disposizione: Lamberti, Parisi, De Vezze, Kamata. Allenatore: Ventura.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna) - Guardalinee Sigg. Viazzi e Liberti - Quarto uomo Sig. Velotto.

Marcatori: 51' Almiron, 64' Alvarez.

Note: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni. Al 77' Gillet para un calcio di rigore a Kolarov. Ammoniti: Firmani, Almiron, Radu, Stellini. Angoli: 6-2 per la Lazio. Recuperi: 3' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 50.000 circa.


L'ingresso di Mauro Zarate in Curva Nord
Un altro fotogramma di Maurito in curva
La panchina biancoceleste
La rete di Almiron per il vantaggio biancorosso
Il raddoppio di Alvarez
Aleksandar Kolarov calcia il rigore: Gillet parerà il tiro
Julio Cruz in azione
Sergio Floccari alla conclusione
Tommaso Rocchi in azione
Un tentativo a rete di Thomas Hitzlsperger

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio: ora la B è un incubo. Colpaccio Bari all'Olimpico. I pugliesi battono 2-0 la squadra di Reja con due guizzi di Almiron e Alvarez e inguaiano i biancocelesti, appena due punti sopra il Livorno, terz'ultimo. Errore di Muslera sul primo gol, Kolarov si fa parare un rigore da Gillet".

Continua la "rosea": Grande cornice di pubblico, Zarate ultrà improvvisato in curva Nord e il ritorno in campo di Matuzalem per l'arrembaggio laziale ai tre punti fondamentali per la salvezza. Dall'altra parte un Bari ammaccato, sette punti in otto giornate, Barreto, Koman e Rivas ai box nelle ultime ore (oltre a Kutuzov e Ranocchia infortunati storici) e il traguardo della permanenza in A ormai a portata di mano. Reja ripropone il 3-5-2 di napoletana, memoria rinunciando a Mauri trequartista e puntando sull'aggressività di Firmani in mediana. L'allenatore biancoceleste riesce così a spegnere le fonti di gioco baresi nel primo tempo, ma la Lazio non riesce mai a rendersi pericolosa causa la scarsa forma di Matuzalem e l'imprecisione di Ledesma. Sull'altro versante Ventura ha i giocatori contati dopo i forfait dell'ultima ora di Barreto, Koman e Rivas, ma riesce a controllare bene le folate della squadra dei biancocelesti. Nel primo tempo le squadre si annullano e non riescono a produrre acuti. Ledesma e Matuzalem non si propongono mai tra le linee, Belmonte fa buona guardia su Kolarov e i padroni di casa si affacciano dalla parti di Gillet solo con tiri da fuori. L'unico nello specchio della porta è del tedesco Hitzlsperger al 47' ma Gillet respinge facilmente di pugni.

Il secondo tempo inizia come il primo: pressing indiavolato della Lazio, ma zero pericoli. E allora è il Bari ad approfittare delle timidezze locali e passa in vantaggio sfruttando una frittata di Muslera. Al 6' su un calcio di punizione dalla destra, l'uruguaiano esce malissimo e respinge sui piedi di Almiron che mette dentro l'1-0. Riparte la contestazione a Lotito, i biancocelesti vanno in confusione e al 19' i pugliesi orchestrano un contropiede tre contro due: Meggiorini mette Alvarez davanti a Muslera con un passaggio perfetto. L'ex romanista salta l'estremo difensore laziale e mette nel sacco. E' il colpo del k.o. Reja mette dentro Mauri e Cruz e ci prova coi lanci lunghi, ma l'occasione migliore arriva dagli undici metri. Rizzoli concede un rigore per una trattenuta in area ma Kolarov si fa ipnotizzare da Gillet. Che poi nega la gioia del gol a Cruz al 37' e al 44'. Troppo poco per i biancocelesti che non hanno certo giocato la partita della vita come avrebbero dovuto, continuano a non vincere in casa (ultima vittoria il 6 gennaio) e vedono ormai la B sempre più vicina dopo i pareggi insperati di Siena e Livorno. Applausi invece al Bari di Ventura, a 38 punti ormai virtualmente salvo.


Il Messaggero titola: "Lazio nel buio: il Bari vince all'Olimpico".

Continua il quotidiano: La Lazio sta peggio di quello che pensa. Rimane quart'ultima e ancora in salvo, ma a questo punto è chiaro che con la vittoria dell'Udinese la corsa per non retrocere è a quattro squadre nel giro di 4 punti. L'Atalanta sta come i biancocelelesti ma ha 4 punti in meno, Siena e Livorno invece godono di ottima salute. Eppure per la squadra di Reja non c'era occasione migliore. Cinquantamila tifosi le se sono stretti intorno dimenticando la contestazione, nel Bari senza assilli di classifica mancava Barreto, eppure alla fine i pugliesi sono riusciti ad espugnare l'Olimpico ed anche con merito. Reja ha riproposto il modulo preferito, 3-5-2, ed è riuscito a spegnere le fonti di gioco baresi nel primo tempo, ma la Lazio non è mai stata pericolosa. L'unico tiro nello specchio della porta è del tedesco Hitzlsperger (subentrato a Matuzalem, fuori forma come Ledesma) al 47' ma Gillet respinge facilmente di pugni.

Neanche nella ripresa compaiono gli 11 leoni invocati sabato da Reja, tant'è vero che è il Bari and andare subito in rete con Almiron che approfitta di un'uscita infelice di Muslera su punizione a spiovere di Allegretti. La reazione biancoceleste si esaurisce in in tiro di Floccari bloccato da Gillet e i pugliesi colpiscono di nuovo al 19' con Alvarez (Alvaretto di giallorossa memoria) che, dopo una volata sulla fascia destra, scarta Muslera e insacca. Farraginosa e inconcludente la reazione della Lazio, che però al 31' ha l'occasione di accorciare. In una confusa azione in area, Cruz viene trattenuto per la maglia e cade. Rizzoli concede il rigore: va sul dischetto Kolarov, che tira forte ma centrale. Gillet blocca in due tempi. La partita finisce qui. Nel frattempo il sostegno dei tifosi della Lazio si era trasformato in aperto dissenso: fischi meritati per tutti, non solo per Lotito.


In un altro articolo del quotidiano romano è riportato: "Reja: Lazio in B se continua così. Rocchi: dobbiamo vergognarci tutti. L'allenatore: "A forza di dire che la squadra è forte i giocatori ci hanno creduto, ma non è vero". Ipotesi di un altro ritiro".

L'articolo così prosegue: La B adesso fa paura e la Lazio è immersa in questa brutto stato d'animo. Per la prima volta Edy Reja comincia ad avere dubbi. "Per restare in serie A serve un altro spirito: sono necessari rabbia, fame e soprattutto qualche risultato, perché così non si può proprio andare avanti". Il ko contro il Bari, il terzo nelle cinque partite sotto la gestione dell'allenatore che ha sostituito Ballardini, è l'ennesimo campanello d'allarme per una squadra che non era abituata a dimenarsi nei bassifondi della classifica. "La classifica fa davvero paura. Per uscire fuori da questa situazione - ha aggiunto Reja - bisogna dare fondo a tutte le energie. E se non dovessero bastare nemmeno quelle, è necessario andare anche oltre. Certo se giochiamo le prossime dieci partite come oggi c'è da dubitare seriamente che ci si possa salvare. A forza di dire che questa squadra ha grandi mezzi, anche i giocatori hanno finito per crederci. Il tempo c'è, ma la squadra ha grossi problemi, non solo da un punto di vista psicologico, ma anche tecnico: purtroppo ci mancano, eccezion fatta per Zarate e Foggia, dei giocatori con il cambio di passo". La sconfitta contro il Bari potrebbe ora spingere la società ad ordinare il quarto ritiro stagionale. "Non abbiamo ancora deciso - ha ammesso Reja - Dobbiamo cercare di capire quale possa essere la soluzione migliore per tutti". Un'idea quella del ritiro che non ha portato grandi risultati nel passato recente, e che non trova assolutamente d'accordo capitan Rocchi. "C'è da vergognarsi tutti - ha spiegato - Ritiro? Così ci seppelliamo definitivamente".

Non è bastato alla formazione biancoceleste ritrovare i suoi tifosi, che in 45 mila, hanno occupato lo stadio Olimpico nella speranza di un successo scaccia-crisi, con Zarate che ha sofferto per 90' in mezzo alla Curva Nord. "Mi dispiace molto per la nostra gente - ha confessato il tecnico - doveva essere la partita della riscossa e invece è andata male ancora una volta. E ad essere onesti non ci sta girando nemmeno troppo bene". A fare impressione è soprattutto l'incapacità della Lazio di creare occasioni da gol (penultimo attacco del campionato con 22 reti). "Non riusciamo a creare tanto e soprattutto non concretizziamo quelle poche chance che riusciamo a costruire - ha concluso Reja - Siamo macchinosi e privi di fantasia. Purtroppo le qualità che conoscevo di questa squadra, non le ho ancora viste. Mi assumo le mie colpe, ma solo sperimentando posso trovare la ricetta giusta. Con i risultati però la musica può cambiare".