Domenica 17 maggio 2009 - Palermo, stadio R. Barbera- Palermo-Lazio 2-0


Stagione

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17 maggio 2009 - 3.331 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXXVI giornata - inizio ore 15.00

PALERMO: Amelia, Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti, Migliaccio, Liverani (37' Nocerino), Bresciano, Simplicio, Miccoli (79' Guana), Cavani (90' Succi). A disposizione: Ujkani, Morganella, Savini, Hernandez. Allenatore: Ballardini.

LAZIO: Carrizo, De Silvestri, Rozehnal, Diakite, Radu, Del Nero (78' Foggia), Dabo (69' Perpetuini), Kolarov, Mauri, Mendicino (66' Zarate), Rocchi. A disposizione: Muslera, Lichtsteiner, Tuia, Pandev. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Russo (Nola) - Assistenti Sigg. Ciancaleoni e Perri - Quarto Uomo Sig. Pinzani.

Marcatori: 6' Miccoli (rig), 87' Migliaccio.

Note: giornata estiva, terreno in buone condizioni. Ammoniti Kjaer, Kolarov, Radu, Zarate. Esordio in Serie A per Riccardo Perpetuini classe 1990. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 25.000 circa


Un'azione della gara
Il contatto tra Aleksandar Kolarov e Miccoli che genera il penalty per i rossoneri
L'arbitro ammonisce il difensore biancoceleste
Il raddoppio dei rosanero
Tommaso Rocchi prova a sfondare il muro rosanero
L'esordiente Riccardo Perpetuini
Il giovane Ettore Mendicino
Mauro Zarate in azione
Ousmane Dabo
Tommaso Rocchi
Il tocco di Mauro Zarate che supera il portiere rosanero...
... ma la palla, dopo essere finita sul palo, è preda di Amelia
Un altro fotogramma della presunta rete fantasma di Maurito Zarate

Il Palermo che insegue timidamente sogni europei ha un solo risultato: la vittoria ed i tre punti arrivano grazie ad un rigore (contestato) di Miccoli in avvio e ad un colpo di testa di Migliaccio nel finale. Nel mezzo un gol fantasma di Zarate che fa arrabbiare la Lazio. I biancazzurri sono completamente rivoluzionati: giusto per far capire il clima di festa, in panchina siedono Pandev e Zarate mentre in avanti giocano Rocchi ed il giovane Mendicino. In difesa Delio Rossi schiera a destra De Silvestri, a sinistra Kolarov, in mezzo Diakite e Radu e Rozehnal sale a centrocampo al fianco di Dabo. Rispetto alla formazione della vigilia, Ballardini invece preferisce andare sul sicuro: c'è Miccoli e non Succi, in mezzo Migliaccio al posto di Nocerino che finisce in panchina.

Se anche la Lazio avesse voluto giocarsela alla pari nonostante le diverse motivazioni, bastano sei minuti al Palermo per indirizzare la partita: Kolarov incoccia nelle gambe di Miccoli lanciato a rete e l'arbitro Russo assegna il rigore con il fantasista rosanero che prima spiazza Carrizo e poi festeggia indossando una mascherina stilisticamente discutibile. Il resto del primo tempo scorre via con i siciliani che si affidano ai colpi di genio di un Miccoli ispiratissimo e una Lazio che non riesce mai a trovare ritmo e misure: solo i giovani Mendicino e De Silvestri sembrano aver smaltito le bollicine della Coppa Italia, ma sono scarsamente assistiti dai compagni.

Nel secondo tempo è sempre Miccoli a fare il bello e il cattivo tempo con giocate che strappano applausi al pubblico, ma non regalano il gol che chiuderebbe la partita. L'occasione più ghiotta, però, capita sui piedi di Cavani che manca l'appuntamento col pallone a due passi dalla porta sguarnita. La Lazio continua a passeggiare come fosse una scampagnata di Pasquetta e allora Rossi prova a svegliarla con l'ingresso in campo di Zarate. Mossa che produce i suoi frutti dopo soli due minuti: l'argentino scatta sul filo del fuorigioco, supera Amelia con tocco dolce (forse troppo), la palla sbatte sul palo e si incammina verso la rete. Il portiere rosanero, però, ci crede e blocca la sfera quando questa ha oltrepassato la fatidica linea. Il guardalinee se ne lava le mani e Russo lascia proseguire tra le proteste degli ospiti.

Ballardini allora annusa il pericolo: fuori Miccoli e dentro Guana per preservare una vittoria fondamentale in chiave classifica. Zarate continua a zampettare sulla trequarti palermitana, la difesa rosanero si arrangia come può, ma la squadra di Ballardini nel finale alleggerisce la pressione e trova il raddoppio con Migliaccio che, di testa, punisce un'allegra uscita di Carrizo.

Una sconfitta fisiologica per la Lazio dopo la conquista della Coppa Italia. Quello che continua a suscitare interesse, invece, è il futuro del suo allenatore, Delio Rossi. "L'unica cosa sicura è che la Lazio il prossimo anno andrà in Coppa Uefa, nei miei quattro anni è la terza volta che va in Europa - dice il tecnico romagnolo alla Rai - poi chiaramente parlerò a fine stagione con il presidente, è una decisione che spetterà a lui e valuteremo insieme il da farsi". Quando gli si fa notare che altri suoi colleghi si esprimono con buone percentuali sulla loro permanenza nelle rispettive squadre, Rossi si lascia scappare "Beati loro che hanno queste percentuali così alte...". E poi conclude con una frase sibillina: "Delio Rossi sicuramente il prossimo anno allenerà e questo è l'importante".

Fonte: La Gazzetta dello Sport


Tratto da un altro articolo della "rosea" che titola: "Palermo vista Europa con Miccoli-Migliaccio. Motivazioni differenti, ma la Lazio protesta per un gol di Zarate non visto".

Un gol in apertura, uno in chiusura e in mezzo un controllo della gara quasi perfetto con un solo brivido (il gol-non gol di Zarate). Il Palermo regola la pratica-Lazio più con la testa che con le gambe. Ma con pieno merito. Ed aggiunge alla sua classifica tre preziosissimi punti che tengono vivo l'obiettivo Uefa. La chiave è nelle motivazioni. La Lazio il suo traguardo (l'Europa League) l'ha raggiunto mercoledì nella finale-maratona di Coppa Italia. Il Palermo, quello stesso obiettivo, deve ancora centrarlo. L'approccio alla gara non può che essere opposto. La Lazio ci mette qualche minuto a dimenticare i festeggiamenti di Coppa e il Palermo si ritrova già in vantaggio grazie al rigore trasformato da Miccoli e concesso da Russo per fallo di Kolarov sullo stesso Miccoli (contatto lieve, ma rigore giusto). Il Palermo affronta la gara con la pazienza e il cinismo di chi sa ciò che vuole e come ottenerlo.

Le energie sono quasi finite, ma la testa è ancora lucida. E consente a Ballardini di ottenere i tre punti senza dare spettacolo, ma anche senza correre rischi. Miccoli, sia pure a mezzo servizio causa acciacchi, basta e avanza per mettere in crisi una difesa laziale la cui età media è di 22,5 anni. Al resto ci pensano una difesa e un centrocampo più guardinghi del solito, ma efficaci nel tenere la Lazio sempre a distanza di sicurezza. Paradossalmente l'uscita a metà gara di Liverani, cervello della manovra, finisce col favorire una squadra che capisce che stavolta è meglio farsi guidare dal navigatore piuttosto che pigiare sull'acceleratore. E sul finire della partita, dopo lo spavento per il gol-non gol di Zarate, arriva anche il premio del 2-0 con la zuccata vincente di Migliaccio su cross di Simplicio (e uscita fuori tempo di Carrizo). Il piano tattico dei rosanero è favorito da una Lazio che più di tanto non può fare. Tra squalifiche, infortuni e necessità di turnover dopo i 120 minuti di Coppa di mercoledì (e i festeggiamenti che sono seguiti) Rossi manda in campo una formazione semi-sperimentale.

Col baby-Mendicino al debutto da titolare (successivamente esordirà anche l'altro Primavera Perpetuini), Rozehnal a centrocampo, Dabo in campo sia pur acciaccato (Ledesma e Matuzalem stanno anche peggio e devono dare forfait), il destino dei biancocelesti appare scontato sin dall'inizio. La Rossi band ha però il merito di non disunirsi e di restare in partita fino al termine. E può pure recriminare: il pallonetto di Zarate (su imbeccata di Rocchi) sembra gol, ma la terna arbitrale è di parere opposto. Rammarico relativo, peraltro, per una Lazio la cui stagione è finita mercoledì scorso.


La Repubblica titola: "Miccoli fa sognare l'Europa al Palermo. La squadra di Ballardini batte la Lazio 2-0 e continua a sperare di agganciare il sesto posto che vale la Uefa. Zarate segna ma l'arbitro non vede la palla oltre la linea".

L'articolo prosegue: Il Palermo continua la sua rincorsa alla Europa League (la nuova Coppa Uefa) mentre la Lazio ha in testa la Coppa Italia conquistata mercoledì notte contro la Sampdoria. Al Renzo Barbera di Palermo va in scena una partita senza troppe emozioni, con i padroni di casa che perseguono un obiettivo mentre gli ospiti non hanno più nulla da chiedere al campionato. Una situazione che si vede già dalle formazioni: Ballardini schiera una formazione tipo, con Miccoli e Cavani supportati da Simplicio. La Lazio invece scende in campo rimaneggiata, con Delio Rossi che lascia fuori Zarate e Pandev per dare spazio al giovane Mendicino. Il Palermo parte forte e il match ha una svolta al 5' minuto: palla filtrante per Miccoli che gira intorno a Kolarov e viene atterrato. Il rigore c'è, la trasformazione di Miccoli è perfetta. Il Palermo è subito in vantaggio. La partita la continua a fare il Palermo, con la Lazio che cerca di tenere testa alle offensive rosanero e ripartire in velocità.

All'11' ad esempio Mendicino serve un bel pallone a Rocchi il cui tiro è preda di Amelia. Comunque è il Palermo che si rende più pericoloso. Al 22' Cassani con un gran tiro fa venire i brividi ai biancocelesti; al 37' Simplicio si coordina male su un servizio splendido di Miccoli e non riesce a concludere a rete. Al 30' Liverani si fa male e deve essere sostituito da Nocerino. Il fulcro del gioco del Palermo si sposta su Miccoli che arretrerà la sua posizione e lascerà Simplicio a fare la seconda punta accanto a Cavani. Nella ripresa, il Palermo torna in campo con un buon piglio e si fa vedere varie volte davanti a Carrizo: brava la difesa ad applicare il fuorigioco sui lanci in profondità. In una di queste occasioni Cavani salta Carrizo e mette a rete, ma il gioco era fermo. Il Palermo può segnare ancora al 13' (gran tiro di Miccoli da 25 metri) e soprattutto al 20', quando Cavani liscia il pallone del KO servitogli su un piatto d'argento da Bovo. Delio Rossi cerca di dare una svolta alla partita mettendo Zarate al posto di Mendicino, autore di una buona partita, con tanta buona volontà ma isolato nella difesa rosanero. E Zarate appena entrato segna un gol che la terna arbitrale non assegna: splendida palla di Rocchi per Zarate da solo davanti ad Amelia, tocco leggero, palla sul palo e poi danza sulla linea, superandola.

Amelia la blocca, riportandola al di qua e traendo in inganno l'assistente. Sarebbe stato il gol del pari. I ritmi si alzano leggermente, anche il nervosismo, fino al 40': stacco imperioso di Migliaccio su cross di Balzaretti, raddoppio per il Palermo e partita virtualmente chiusa. I rosanero ottengono così i tre punti per continuare a sognare l'Europa, con una partita non impeccabile che poteva essere rovinata dalla disattenzione sul non-gol di Zarate.